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Stephen Hawking spiega la creazione

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  • KoroshiyaIchi
    ha risposto
    Sì, ma che càzzo c'entra?

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  • Glorfindel312
    ha risposto
    comunque la scienza non fa del male alle persone. la scienza scopre o inventa delle cose che possono essere applicate in maniera giusta o no, sta all'uomo decidere. stessa cosa la religione, nel corano c'è scritto qualcosa che parla sulle donne (non so precisamente cosa per i motivi che sto per spiegare), alcuni dicono che non hanno alcun diritto e devono tenere il burqa integrale, altri, meno fondamentalisti, non la pensano così. la religione, usata male, sta facendo male alle donne. questo principio di usare o no bene una cosa fa parte di tutto quello che è stato creato o pensato dall'uomo, anche dalla filosofia. in germania c'erano molti filosofi che concordavano con le tesi hitleriane (le correnti ariosofiste ad esemipio, di cui tu saprai sicuramente più di me)

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  • max84
    ha risposto
    Originariamente inviato da RainyDays
    In questo senso però, io ti consiglierei come letture non tanto quelle metafisiche vere e propire (Parmenide, Platone, Scolastica, etc.), quanto qualcosa di esistenzialista come L'Esistenzialismo è un Umanismo di Jean-Paul Sartre. Era una conferenza ma è stata messa per iscritto: breve, concisa, pessimista e a tratti cerca di affiancarsi al marxismo.
    http://forum.gamesnet.it/f229/sartre-614262/

    Guarda che coincidenza... è la volta buona che me lo leggo.

    Originariamente inviato da RainyDays
    Se ti dovesse piacere poi, magari puoi passare a cose più complicate, anche se inserirsi nella filosofia del ventesimo secolo senza conoscere (o magari conosci, non lo so) quella precedente potrebbe risultare... difficile. In quel caso, c'è sciruamente un filosofo che puoi leggere, che è Albert Camus: La Peste, La Caduta e altri suoi libri sono spesso delle vere e proprie storie, lontani dal trattato filosofico (e non per questo meno filosofici).
    Ne so pochissimo, ho abbandonato l'idea d'affrontare la filosofia già dalle scuole superiori poichè non sentivo quei ragionamenti come miei, troppa differenza d'approccio riflessivo con i vari filosofi (almeno per quanto riguarda quelli che rientravano nei libri scolastici).
    Il fatto che Albert abbia scritto questo libro evitando la forma del trattato filosofico mi piace decisamente di più.
    Comincerò comunque col Jean-Paul.

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  • Bar1moor
    ha risposto
    Originariamente inviato da RainyDays Visualizza il messaggio
    Albert Camus: La Peste
    aargh

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  • Fulvosam
    ha risposto
    che cazzaro

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  • RainyDays
    ha risposto
    Originariamente inviato da Wangf Visualizza il messaggio
    Le armi delle crociate sono frutto della scienza. Mi hai fatto venire in mente un'altra cosa molto importante. Se le armi delle crociate di secoli fa erano frutto della scienza, lo sono anche quelle di 10.000 anni fa degli uomini primitivi. Ne deduco quindi che la scienza non la fede, fa parte dell'animo umano.
    Il grave errore lo commetti tu. Hai ammesso il punto della mia teoria per cui la scienza è responsabile di tutte le armi. Io non ho alcun problema ad essere d'accordo con la tua teoria che la scienza faccia parte dell'animo umano. Essa parte dall'intelletto umano, che è comunque un dono di Dio. Quindi sì, essa fa parte dell'animo umano. inoltre, la religione cristiana è nata con l'avvento di cristo, quindi molto dopo la scienza. Non c'è alcun problema per un cristiano ad affermare ciò. E nemmeno che la religione vada contro la "natura" degli animali: come ho già detto, se dai uno schiaffo a un animale, esso non ti amerà certamente.
    Come vedi, hai solamente dato ragione a me su uno dei maggiori punti della teoria: che la scienza abbia fatto male all'uomo. Grazie mille, Wang.

    Originariamente inviato da max84 Visualizza il messaggio
    Di male in peggio, giorno da dimenticare, dopo Luttazzi e l'Induismo m'è andato sul càzzo pure Schoppy.
    Beh, se ti può far piacere, non è che fosse esattamente un buddhista. E' che, essendo partito dicendo "Chi conosce i Veda conosce già la maggior parte delle mie tesi" (parafrasato) e accorgendosi di avere raggiunto 3 su 4 principi buddhisti, si può dire che egli sia praticamente un buddhista. Per dire, alcuni buddhisti non ritengono che egli fosse un buddhista (Nishitani, ad esempio). Ma comunque il succo è praticamente quello.

    Originariamente inviato da max84 Visualizza il messaggio
    Mi reputo un buon esploratore ed a naso fiuto che c'è ben poco da apprendere dalla metafisica e dalla filosofia ma dato che mi stai facendo rosicare con tutta questa conoscenza che asserisci di detenere mi farebbe molto piacere se mi potessi dire qualche titolo così che possa informarmi (escludiamo filosofie buddiste a priori che ne ho già studiate e assaporate abbastanza, non voglio diventare un wife beater).
    Dire che la filosofia non ha nulla da offrire è una grossa affermazione. Dire che la metafisica non ce l'ha è qualcosa che han già detto in molti. Io ritengo, per dire, che libri che ho visto tu leggi (Quelli di Céline, ho visto) non abbiano molto da dirmi. Evidentemente tu li senti più tuoi, o vicini a te. Certo è più facile trovare ciò che accomuna la storia di un uomo ad un altro rispetto a scoprire cosa può avere a che fare l'affermazione "Ciò che è razionale è reale" con la nostra vita.
    In questo senso però, io ti consiglierei come letture non tanto quelle metafisiche vere e propire (Parmenide, Platone, Scolastica, etc.), quanto qualcosa di esistenzialista come L'Esistenzialismo è un Umanismo di Jean-Paul Sartre. Era una conferenza ma è stata messa per iscritto: breve, concisa, pessimista e a tratti cerca di affiancarsi al marxismo. Se ti dovesse piacere poi, magari puoi passare a cose più complicate, anche se inserirsi nella filosofia del ventesimo secolo senza conoscere (o magari conosci, non lo so) quella precedente potrebbe risultare... difficile. In quel caso, c'è sciruamente un filosofo che puoi leggere, che è Albert Camus: La Peste, La Caduta e altri suoi libri sono spesso delle vere e proprie storie, lontani dal trattato filosofico (e non per questo meno filosofici).

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  • max84
    ha risposto
    Sono due giorni che mi rimbomba la parola autenticità nelle cervella

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  • Wangf
    ha risposto
    Originariamente inviato da KoroshiyaIchi Visualizza il messaggio
    Ah Dio c'è, è che si manifesta nelle forme più impensabili.
    L'ultima volta che l'ho visto era dentro delle mutandine profumate, quella prima era il palo di una porta all'Olimpico e prendeva per il culo Milito.
    Certo che se ti aspetti un vecchio austero con la barba rimarrai deluso, che poi, a pensarci bene, poco si confà quell'aspetto alla sua indole di buontempone.
    Questa è la concezione vera di dio.

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  • KoroshiyaIchi
    ha risposto
    Originariamente inviato da Wangf Visualizza il messaggio
    Il tuo dio invece non l'ha mai visto nessuno.

    Questo è il succo del discorso. Non le chiacchiere.

    La fede è credere in un Dio. Quando ci farai vedere questo dio allora potrai parlare.
    Ah Dio c'è, è che si manifesta nelle forme più impensabili.
    L'ultima volta che l'ho visto era dentro delle mutandine profumate, quella prima era il palo di una porta all'Olimpico e prendeva per il culo Milito.
    Certo che se ti aspetti un vecchio austero con la barba rimarrai deluso, che poi, a pensarci bene, poco si confà quell'aspetto alla sua indole di buontempone.

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  • Wangf
    ha risposto
    Originariamente inviato da RainyDays Visualizza il messaggio
    Bugie, moltissime bugie. Secondo te con cosa si sono combattute le crociate? Già, con delle armi. E chi ha inventato quelle armi? La scienza! Chi è che ha teorizzato attraverso la logica anche i principi dell'economia? La scienza!
    Perché sai, è l'economia la causa di tutti i conflitti. Tu hai detto che la Chiesa s'è corrotta col denaro. Ma ora parli di relgione. Mi fai ridere. Sei una persona molto, molto superficiale.
    E non dire che queste teorie risentono di una qualche mia religiosità eh. Karl Marx, che pure odiava la religione come spero saprai, identificava tutti i problemi nella lotta di classe. E cosa differenzia, tra le altre cose, un capitalista da un proletario? Il possesso dei mezzi di produzione. E chi ha inventato i mezzi di produzione? La scienza!
    Come puoi ben vedere da questi esempi, non sono solo tanti i morti e i sofferenti che la scienza ha sulla coscienza. Sono praticamente la maggior parte.


    Beh c'entra, sai com'è, la parola vuol dire quello: amore per i bambini. Non è una mia invenzione è greco, nonché italiano. lingua, entrambe, a te sconosciute, vedo.
    Non mi risulta che nessuno abbia mai abusato di infanti di due anni. Che differenza c'è tra un bambino di quindici anni "come piace a te" e uno di, toh, undici non mi è chiaro.
    Ma il bello è che la tua ignoranza è perpetrata in tutte le direzioni. Sai che i preti sono accusati per avere "abusato" di bambini fino ai... 18 anni! Certo, perché quindi tu Wang sei legittimato ad amare una quindicenne, ma un prete -il quale, ripeto, non ha preso voti di castità- no. Perché? Solita tua incoerenza. I casi degli abusi dei preti non riguardano bambini di due anni, anche perché chi darebbe loro questi bambini? Certo a 2 anni non si va a catechismo. Vedi quanto sei incoerente?


    Schopenhauer era pessimista e buddhista. Mi pare abbastanza facile essere pessimisti e religiosi al contempo quando il primo principio della tua religione è: "la vita è sofferenza".
    Poi, la religione non è semplicemente quella che si sente la domenica a Messa. Le "menti tremolanti" non sono in grado di seguire tutti i passi della metafisica che sta dietro alle religioni. Se poi la seguono lo stesso, beh, non è colpa della religione. Se la gente si fida di essa o se si fida della scienza, è sempre questione del non avere il coraggio e la forza d'animo per controllare da sè: chi non ha fiducia immediatamente (cosa sacrosanta) può ottenerla studiandosi i testi che la descrivono. O perderla, magari.



    Caro daitan 3,

    Non ti ricordi, ma probabilmente le hai sentite, queste versioni femminili. Te ne mostro alcuni esempi:
    Le miko sono quelle dello shintoismo.
    Nel buddhismo non è mai stato realmente un problema il sesso del monaco, basti pensare che Ng Mui era una monaca del tempio Shaolin (Sopravvisse anche alla sua distruzione). Per dire, è colei che ha ideato il Wing Chun.

    Le entu erano le sacerdotesse per gli dei degli Accadi e dei Sumeri (Pensare a Shamhat nell'Epopea di Gilgamesh, anche se non era esattamente una entu).
    Nell'antico egitto le figlie dei gran sacerdoti erano spose degli dei e gran sacerdotesse automaticamente (Almeno, in alcuni periodi).
    Nell'antica Roma e nell'antica Grecia, alcune divinità permettevano di avere delle donne come loro sacerdotesse (Cerere, ad esempio). La Pizia e le Sibille sono addirittura ben più famose dei sacerdoti maschi. Credo, ma non ne sono sicuro, sia così anche per le religioni nordiche.
    A parte alcune sette "hardcore" sia gli Ebrei che i Musulmani non hanno problemi con rabbi/imam femmina.
    Nessun problema nel taoismo.
    Sinceramente non saprei per lo zoroastrismo e per altre religioni minori.

    Comunque sia, la croce potrebbe essere interpretata come un simbolo fallico, esattamente come lo scettro, ma non vado molto forte in questo genere di interpretazioni simboliche, passerei la palla a Mauro. Se la vuole, visto che è una delle poche domande serie e interessanti del thread.
    In fede (Dohoho~),

    Vittorio Don Rainy

    Le armi delle crociate sono frutto della scienza. Mi hai fatto venire in mente un'altra cosa molto importante. Se le armi delle crociate di secoli fa erano frutto della scienza, lo sono anche quelle di 10.000 anni fa degli uomini primitivi. Ne deduco quindi che la scienza non la fede, fa parte dell'animo umano.
    Commetti un grave errore, quello di paragonare la scienza come qualcosa di materialistico. In questo discorso centra poco. In questo discorso scienza e fede vanno prese nella loro positività. E la differenza è che la scienza aiuta e te l'hò dimostrato, mentre la fede non è altro che il niente.
    Mi vieni a parlare di economia, di Karl Marx, le solite pappardelle che metti nel brodo per non dire come al solito niente.

    La scienza? ha creato vaccini, studia e fa vedere le scoperte.

    Il tuo dio invece non l'ha mai visto nessuno.

    Questo è il succo del discorso. Non le chiacchiere.

    La fede è credere in un Dio. Quando ci farai vedere questo dio allora potrai parlare.
    Ultima modifica di Wangf; 22-09-2010, 11:06.

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  • Bar1moor
    ha risposto
    Originariamente inviato da RainyDays Visualizza il messaggio
    Comunque sia, la corce potrebbe essere interpretata come un simbolo fallico, esattamente come lo scettro, ma non vado molto forte in questo genere di interpretazioni simboliche, passerei la palla a Mauro. Se la vuole, visto che è una delle poche domande serie e interessanti del thread.
    <<Nel Nuovo Testamento viene menzionato un albero, non di una croce, a cui Gesù fu inchiodato. È un richiamo al libro della Genesi in cui si narra di come Adamo ed Eva introdussero nel mondo il peccato e la morte mangiando il frutto proibito della pianta che cresceva nel Giardino dell'Eden. Per questa trasgressione furono cacciati dal Paradiso Terrestre. Mediante il suo perdono concesso a coloro che lo avevano crocefisso, con la sua resurrezione e il messaggio di speranza ad essa connesso, Gesù ha riscattato il peccato originale, quello commesso da Adamo ed Eva.
    La croce su cui morì è diventata perciò l'albero della vita.
    >>¹

    Questo è quello che so circa la croce cristiana, quindi potrei dedurre che, per quanto riguarda l'individuo cristiano - indipendentemente dal fatto che esso sia credente oppure no: la nostra è una nazione cattolica e volenti o nolenti, essendo cresciuti in tale realtà, rimaniamo comunque condizionati inconsciamente dalla nostra religione - dubito possa rappresentare il simbolo fallico.
    La croce (insieme al cerchio) come simbolo onirico hanno un significato in certe particolari condizioni. Ciò che simboleggiano di preciso è ancora materia di controversia.
    Tra l'altro la croce non è sempre stata come la conosciamo noi. Precedentemente era equilatera.

    Fino all'epoca carolingia la croce equilatera, o greca, costituiva il tipo comune, e pertanto era in essa implicito il motivo mandala³. Ma, col passar del tempo, il punto focale si è spostato in direzione della sommità della croce, finché la croce ha assunto la forma latina, con i suoi bracci, orizzontale e verticale, di misura ineguale, così come è il tipo oggi diffuso.
    Questo sviluppo è importante, perché trova una precisa corrispondenza nello sviluppo ventesimo della cristianità fino all'alto Medioevo. In termini elementari, esso simboleggiava la tendenza a spostare il centro gravitazionale dell'uomo, e la sua fede, dal livello della terra, e a «elevarlo» alla sfera spirituale.
    Tale tendenza originava dal desiderio di tradurre in azione la parola di Cristo: «Il mio regno non è di questa terra». La vita terrena, il corpo, il mondo erano dunque entità che era necessario sopraffare.
    Le speranze dell'uomo medievale venivano così dirette verso l'aldilà, perché era solo in paradiso che si poteva realizzare la promessa di un soddisfacimento integrale. Questo tentativo raggiunse il suo punto culminante nel Medioevo, e nel misticismo medievale. Le speranze riposte nell'aldilà, peraltro, trovavano espressione non solo nello spostamento del centro della croce; ma anche nel sempre maggiore sviluppo altitudinale delle cattedrali gotiche, che sembrano sfidare le leggi di gravità. Il loro piano cruciforme si adegua al tipo della croce latina (sebbene i battisteri, con il fonte battesimale nel centro, rispondano a un preciso motivo mandala).

    All'alba del Rinascimento si verificò, nella concezione umana del mondo, un mutamento rivoluzionario. Il movimento «ascensionale» (che aveva raggiunto il suo massimo sviluppo nel tardo Medioevo), mutò direzione; l'uomo ritornava alla terra. Egli scoprì di nuovo la bellezza della natura e del corpo; compì i primi viaggi di circumnavigazione del globo, dimostrò la sfericità della terra. Le leggi di causalità, e le leggi della meccanica, divennero i principi fondamentali della scienza. Il mondo dell'afflato religioso, dell'irrazionale e del misticismo, che aveva avuto tanta importanza nel corso del Medioevo, veniva sempre più rinnegato, in seguito ai trionfi del pensiero logico.
    Analogamente, l'arte assunse un carattere più realistico e sensuale. Si liberò dai soggetti religiosi obbligati del Medioevo, e si interessò a tutti gli aspetti del mondo sensibile. Espresse la multilateralità della vita sulla terra, il suo splendore e il suo orrore, e divenne ciò che era già stata l'arte del periodo gotico: un valido simbolo dello spirito dell'epoca. Così, non può considerarsi accidentale il fatto che sopravvenne un mutamento anche nelle concezioni strutturali degli edifici ecclesiastici. In contrasto con le svettanti cattedrali gotiche, si diffusero edifici a pianta circolare. Il cerchio sostituì la croce latina.

    Tale mutamento formale, tuttavia - ed ecco il punto importante per la storia del simbolismo - va attribuito a cause estetiche e non religiose. Questa è la sola spiegazione possibile del fatto che il centro di queste chiese a pianta circolare (il luogo «santo» per eccellenza) sia vuoto, e che l'altare sia collocato in una cappella, lontano da esso. E' per questo motivo che il piano di tali edifici non può considerarsi, a stretto rigore, un mandala. Una importante eccezione è rappresentata dalla basilica di San Pietro, in Roma, costruita su progetti di Bramante e di Michelangelo: l'altare sorge infatti nel centro di essa. Si è tentati, tuttavia, di spiegare questa eccezione facendo ricorso alla genialità degli architetti, perché il grande genio appartiene sempre alla sua epoca, e, al contempo, la trascende.

    Nonostante i rivoluzionari mutamenti verificatisi nell'ambito dell'arte, della filosofia e della scienza durante il periodo del Rinascimento, il simbolo centrale del Cristianesimo rimane immutato. Cristo veniva costantemente raffigurato sulla croce latina, proprio come ai nostri giorni. Ciò significa che il punto focale dell'uomo religioso restava su un piano più elevato, più spirituale di quello sul quale si muoveva l'uomo terreno, che aveva rivolto alla natura tutta la sua attenzione. Veniva così configurandosi un contrasto fra il tradizionale cristianesimo dell'uomo, e la sua mentalità razionale o intellettuale. Tale contrasto non è stato mai superato. Anzi, con l'andar dei secoli, aumentando la conoscenza umana della natura e delle sue leggi, il contrasto si è amplificato; e lacera la psiche del cristiano occidentale del ventesimo secolo.²

    Il cervello è il prodotto di esperienze di migliaia di anni (chiamatela anche evoluzione, se vi piace di più). La psiche, anche detta vita del cervello, esiste già da prima che nel bambino emerga la coscienza ed è pertanto legata ad un retaggio storico-mitologico come bagaglio culturale.
    Pertanto, prendendo fede a questa affermazione prettamente junghiana, ritengo sia impossibile che l'individuo cristiano associ alla croce il simbolo fallico, ma mi viene più facile credere che rappresenti più un simbolo di ordine interiore, così come il mandala (che sicuramente Vittorio conoscerà), dagli alchimisti chiamato Quadratura Circuli

    Tuttavia l'analisi dei sogni non è un'operazione meccanica e richiede molta intuizione da parte dell'analista.
    Per riuscire ad interpretare correttamente il messaggio onirico di un individuo, occorre innanzitutto conoscere la mentalità del sognante e l'individuo, perchè la simbologia prodotta dalla psiche varia, come penso sia naturale, da persona a persona.

    Per fare un esempio terra-terra, la croce è, nella religione cristiana, un simbolo significativo che esprime tutta una moltitudine di aspetti, idee ed emozioni; ma una croce apposta dopo un nome in una lista serve solo a indicare che quell'uomo è morto.

    Nel caso di un cristiano fervente, invece, il simbolo della croce può essere interpretato solo nel suo contesto cristiano, a meno che il sogno non suggerisca forti e fondati motivi nel senso di una sua interpretazione diversa, non immediata o letterale.
    D'altra parte non si può certo affermare che il simbolo della croce abbia sempre e in ogni circostanza il medesimo significato.
    Se cosi' fosse meno il suo carattere nouminoso, perderebbe tutta la sua vitalità e diventerebbe una semplice parola.

    Spero di essere stato abbastanza esauriente, oltre che noioso e prolisso.



    -----------------------------------------------------------------------
    Fonti:
    ¹ (Simboli Sacri - Popoli, Religioni, Misteri - (Robert Adkinson) p.510)
    ² (Luomo e i suoi simboli - (C.G.Jung) p.230-231)
    ³ (Jung parla - Interviste e incontri - (W. McGuire - R.F.C. Hull) p. 109 - il mandala p.409)
    Ultima modifica di Bar1moor; 21-09-2010, 22:26.

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  • max84
    ha risposto
    Originariamente inviato da Nightcrawler Visualizza il messaggio
    hai visto le iene?
    Sapevo da tempo di quella storia dei pezzi rubati. La botta finale, quella emotiva, è stata vederlo scappare in bici con la voce spezzata "è un tramonto...".
    E' come se un mio amico mi avesse scopato la donna e la cosa che mi fa innervosire è che già è successo una volta.

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  • Nightcrawler
    ha risposto
    Originariamente inviato da max84 Visualizza il messaggio
    -



    Di male in peggio, giorno da dimenticare, dopo Luttazzi
    hai visto le iene?

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  • max84
    ha risposto
    Originariamente inviato da RainyDays
    Mi pare abbastanza facile essere pessimisti e religiosi al contempo quando il primo principio della tua religione è: "la vita è sofferenza".
    Originariamente inviato da max84 Visualizza il messaggio
    Detto questo, io credo che la mia scelta sia motivata anche dalla mia attitudine e dal mio approccio mentale:
    -

    Originariamente inviato da RainyDays
    Schopenhauer era pessimista e buddhista.
    Di male in peggio, giorno da dimenticare, dopo Luttazzi e l'Induismo m'è andato sul càzzo pure Schoppy.

    Originariamente inviato da RainyDays
    Le "menti tremolanti" non sono in grado di seguire tutti i passi della metafisica che sta dietro alle religioni.
    Mi reputo un buon esploratore ed a naso fiuto che c'è ben poco da apprendere dalla metafisica e dalla filosofia ma dato che mi stai facendo rosicare con tutta questa conoscenza che asserisci di detenere mi farebbe molto piacere se mi potessi dire qualche titolo così che possa informarmi (escludiamo filosofie buddiste a priori che ne ho già studiate e assaporate abbastanza, non voglio diventare un wife beater).

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  • KoroshiyaIchi
    ha risposto
    Vi prego, almeno non usate il termine religioni.

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