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[Background] In ricordo degli Elves

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  • [Background] In ricordo degli Elves

    GdR - Off: quanto mi appresto a scrivere serve come conclusione del ciclo Elfico incominciato tempo addietro e lascia aperte molte porte per ogni intervento esterno di chi volesse arricchirlo o intervenire con un tributo alla gilda [Elves] ufficialmente chiusa Lunedì 27 Settembre 2010. per inserirvi basta collocare il vostro reply temporalmente rispetto agli eventi descritti, ogni giocatore è invitato a contribuire, se ne sentisse davvero il bisogno.

    Per i lettori più pigri ho fatto un miniriassunto di poche righe, eventualmente inseribile nella storia di ZHI sul sito, vista comunque la rilevanza di questa gilda.


    Forma Breve:

    Quando giunsero a termine le vicende legate a Loki ed il suo intrigo per rendere immondo quanto è bello del creato, e Zoe stessa ebbe ristabilito la giusta gerarchia tra dei e mortali, giunse un periodo di quiete, durante il quale il popolo elfico si apprestò a dividersi e sciogliersi, su consiglio della regina, infatti, essi si divisero nelle varie corporazioni, eserciti e città, per trasmettere il messaggio di buon cuore saggezza e conoscenza che la convivenza come popolo aveva consolidato in loro. L'undicesima era di Sosaria era all'apice del suo trascorso, una nuova epoca dell'oro, ricca di sogni e di speranze.


    "...sono stanca della guerra ormai, al lavoro di un tempo tornerei, a un vestito da sposa o a qualcosa di bianco: per nascondere questa mia vocazione al trionfo ed al pianto..."

    Thyabel Silversight - Reggente di Yew - Guild Master [Elves]



    Originariamente inviato da Tryskello
    io uso quello elettrico, funziona anche se ti addormenti mentre ti cerchi nello specchio, è un consiglio eh !!!

  • #2
    ...in tempi remoti vi era una leggenda tra gli elfi. Si narrava, in periodi di decadimento, che la Dea Eterea avrebbe mandato un'elfa. Ella avrebbe amministrato il suo popolo e lo avrebbe guidato verso una nuova era di luce. La si sarebbe riconosciuta perchè sarebbe stata l'unica a poter cavalcare l'unicorno bianco di Eterea...

    La Fine Grande Sogno

    In cuor suo Thyabel Silversight, reggente di Yew, almeno fino all'imminente incoronazione, aveva sempre avuto fede che l'unicorno di Eterea sarebbe tornato e che le avrebbe dato un segnale. Quante volte era entrata nel portale che conduceva a quel piano in cui una magnifica foresta ricreava l'ambiente naturale dell'unicorno, generato dalla sua stessa magia; quante volte vi si era avvicinata timorosa e reverenziale, accarezzandolo, socchiudendo gli occhi ed ascoltandone il tepore che proveniva dalle narici, avvolto in saggi consigli.

    Di questo il suo popolo sapeva poco e nulla. Non era possibile accedere a quel piano per nessuno, almeno così era noto, tranne coloro che erano predestinati a portare la corona.

    Come è noto, Loki, signore dell'inganno e delle malefatte, intrigò alle spalle del popolo di Sosaria, piegando i fratelli l'uno contro l'altro, così: elfi e nani si dichiararono guerra, dopo la sparizione della spaccaroccia e l'uccisione efferata dell'unicorno immortale.

    Fin da subito i più saggi avevano colto l'intrigo, ma rimasero inascoltati e nella loro umiltà non ribadirono la loro ragionevolezza quando gli eventi si disposero secondo le loro previsioni.

    La guerra dilagò per lungo tempo e molti furono i fratelli massacrati sotto le armi. Soltanto alla fine, per Grazia dei Signori delle Fazioni, Zoe stessa sconfisse in pubblico Loki, bandendolo da ogni piano. Fra le poche divinità presenti di Eterea non vi era traccia. Che gli dei avessero perso ogni fiducia nel popolo elfico? Che solo le Fazioni adempissero veramente al grande disegno?

    Fu detto che era la mancanza di fede che aveva allontanato gli dei dai mortali, eppure la fede era stata ben dimostrata dagli elfi in tutti questi anni, perchè allora Eterea non si era presentata nella lotta, quando gli elfi stessi guidarono come poterono la caccia ai vari sicari di loki per Britain, giungendo in gran numero e partecipando al massacro?

    La ricompensa per la fede venne data solo agli uomini delle virtù, di cui grandi eroi furono riportati miracolosamente alla vita, agli elfi, solo una sottile umiliazione, già dimenticata da chi non l'aveva subita.

    La più contrita era Thyabel stessa. Lei si era fatta rubare il Germoglio di Eterea, lei aveva sbagliato il rituale scatenando forze maligne su Sosaria, lei aveva fallito nel proteggere l'unicorno di Eterea, lei aveva dovuto guidare il suo popolo contro il popolo di Sire Obelin, suoi cari amici, fino a quando l'inganno non li mise contro.

    Redenzione

    Hrtfun, generale degli eserciti elfici: gli Eredi dei Draghi, si avvicinò una mattina a Thyabel, assieme agli altri membri del consiglio, vedendola ancora sconfitta nell'animo.

    «Hìriel, noi ti vediamo ancora abbattuta – iniziò l'Hothron Dagrol – Abbiamo comunque combattuto con valore, in nome tuo e di Eterea! Il nostro nome sotto la tua guida si è distinto dagli altri per lunghissimo tempo, per merito tuo Sosaria ha guardato agli elfi come sagge guide, come eletti, come esempi di un sogno realizzabile; non hai ragione di abbatterti in questo modo per i tuoi presunti insuccessi.»

    «Hìriel – continuò poi l'Anirnen Eterea – Eterea si è manifestata al mondo attraverso ciascuno di noi, per mano tua ha parlato e ci ha guidati con rettitudine , che altri dei abbiano avuto il bisogno di manifestarsi apertamente non dimostra la mancanza di fede da parte nostra, che è manifesta da anni al mondo intero, ma il loro bisogno di simboli concreti, il loro bisogno pragmatico di illusioni ed artefizi; per noi tutti questo è superfluo, noi, grazie alla parola di Soleus Apollo ed alla tua, crediamo in qualcosa di più delle semplici raffigurazioni divine, che, trasmesse come favole da vecchi sacerdoti, logorano la mente e gli incubi timorosi dei mortali. Se anche un simbolo si manifestasse, questo non farebbe altro che rafforzare la nostra fede già salda.»

    «Hìriel o Sèlerin – riprese poii anche lo stesso Waltram – per anni ho conosciuto il popolo dei nani, oramai l'intrigo è svelato ed ogni rancore si sarà dissolto, come acqua sporca nel torrente che va al mare, come la foresta che ricopre la parte del bosco bruciata dal fulmine, con lentezza e ponderazione, il tempo medicherà le ferite, e queste furono inferte dagli dei invidiosi del nostro successo, non da nostre colpe, perchè noi siamo il tuo Aderthol Dolen, i tuoi bracci destri, le tue mani e la tua bocca, con te condividiamo il peso degli eventi, ma anche l'orgoglio e la dignità che tu ci insegni.»

    «Hìriel o Yew – Concluse infine Soleus Apollo – un Unicorno immortale che viene ucciso non è un evento di cui puoi farti carico, nessuno avrebbe potuto difenderlo, già questo ci mise sulla pista che non vi fosse reale dolo da parte dei nani, chiunque si fosse frapposto fra il carnefice e la sua preda ben più di mille volte sarebbe stato sacrificato da un solo fendente, se la potenza era tale da demolire la vita di un essere sì magico. La nostra è l'unica vera fede, come più volte ha ribadito Tòr Hrtfun, i nostri simboli sono il procedere della vita, le danze delle fate nei boschi, le lievi parole del vento e lo sguardo benevolo degli astri.»

    «Il popolo ti riconosce come propria regina, Sosaria stessa ti si rivolge a te come ad una regnante, ti chiediamo di accettare questo simbolo, la corona elfica, per rispetto nei nostri confronti e nei tuoi stessi.»

    "...sono stanca della guerra ormai, al lavoro di un tempo tornerei, a un vestito da sposa o a qualcosa di bianco: per nascondere questa mia vocazione al trionfo ed al pianto..."

    Thyabel Silversight - Reggente di Yew - Guild Master [Elves]



    Originariamente inviato da Tryskello
    io uso quello elettrico, funziona anche se ti addormenti mentre ti cerchi nello specchio, è un consiglio eh !!!

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    • #3
      La Corona di Ghiaccio

      La radura era tutta una festa, fiori da ogni dove adornavano i prati e gli alberi. Il sole splendeva sulle rugiade candide e fresche ed i sorrisi si trasmettevano di volto in volto. Tutte le razze erano giunte e per ciascuna gente era stato allestito un posto, ricco di banchetti e posti a sedere.

      Le melodie elfiche risuonavano in tutta la loro misteriosa maestà. I convenuti da ogni dove e di ogni gente guardavano stupiti allo spettacolo che la natura dimostrava in quella circostanza.

      Prima del banchetto ufficiale e dell'inizio dei festeggiamenti iniziò la cerimonia. Una luce rosata avvolse l'intera zona e la calma s'infuse negli animi dei presenti. Il potere di molti druidi era certamente stato messo all'opera.

      Con il sole alle spalle che tramontava Soleus Apollo, assistito da Bruce di Yew si erse in piedi sul palco davanti a tutti ed introdusse con sagge parole la cerimonia. Fu poi il momento di reclamare Thyabel al cospetto di tutti.

      Era vestita di bianco, vesti semplici. Anche i suoi capelli corvini avevano ora un riflesso bianco, come se i secoli e le ere avessero voluto per questo giorno restituirle in aspetto un segno tangibile del tempo trascorso, sebbene il volto ed i lineamenti fossero ancora immutati.

      Con espressione serena si diresse verso il palco, gli occhi lievemente lucidi e le mani ferme.

      «Sèler, è il tuo momento – la chiamò – giungi a noi come rinnovata speranza. Insieme abbiamo scelto queste vesti, bianche, adornate di punte argentee come le stelle. Risplende ora alla luce del tramonto, questo ultimo tramonto, come neve fresca, che sotterra il mondo a riposo, in attesa di una nuova primavera...»

      «Grazie Tòr Soleus. Freddi sono stati gli anni dell'ultima era, pieni di morte e di tristezza. Ma anche di crescita, di gioie, di passioni. Il mio popolo ha affrontato momenti difficili, come tutti voi. Voglio ringraziarvi per essere giunti qui in amicizia, rispettando la nostra richiesta; sono lieta di vedere tra voi eminentissimi come Sire Obelin, ed i suoi nani e moltissimi altri amici. La vostra presenza, qui, oggi, mi tocca.

      Questo giorno così speciale per me che vi vedrà presenti è così legato alla mia storia che potrei parlare giorni interi, ma è mia premura che godiate dei frutti del lavoro di tutti, le vivande convenute da ogni dove e condite con dovizia dai miei Tòronin saranno la nostra condivisione comune.»

      «Bruce! Porta ora qui la corona.», chiese Soleus solerte. Bruce obbedì solennemente e con passo deciso si riavvicinò con la corona in un metallo dai riflessi bluastri, come piombo lucido, ma dalla grazia e della leggerezza di un ramoscello di pesco.

      «Sèler Thyabel, da tempo il Tuo popolo ti acclama come sua regina. Le tue colpe lavate nell'acqua e disperse nei ricordi, i tuoi meriti racchiusi nei vividi occhi del popolo che ti ama, la ricchezza della foresta da noi amministrata e la vita del tuo popolo. Noi qui ti riconosciamo oggi come nostra Hìriel e come tale tu sia chiamata, in nome di Eterea, l'albero sacro e di tutti gli spiriti che trascendono i piani e muovono i destini dei mortali.»

      La luce del sole che si spegneva aleggiò un ultima volta attorno al palco, illuminando i presenti, fra cui Waltram ed Hrtfun, in piedi su dei seggi già collocati sul palco, che guardavano con orgoglio quel momento tanto atteso. Nell'ultimo istante di luce torce e lanterne s'illuminarono, i pixies e gli spiriti dei boschi avevano adempito al loro incarico con estrema puntualità.

      «E' pesante questo fardello - incominciò la nuova Regina di Yew – perchè molte vite si sono già spente nel mio nome e probabilmente non saranno le ultime. Un regnante non può mai sapere quanto sia giusta una scelta, verso sé stesso, verso il proprio popolo o verso il mondo. Sono scelte importanti da non sottovalutare. I più saggi dei presenti lo sanno bene. Reggere queste responsabilità è faticoso, impegnativo ed a volte toglie il sapore della vita stessa. Bisogna avere una visione, un grande cuore e capacità. Per questo ho preso una decisione che le include tutte. Da tempo ho portato questo peso senza le dovute vestigia, onorificenze e titoli. Ho fatto i miei errori, ma ho cresciuto un popolo più saggio, consapevole e ricco nella mente e nel corpo. Da giovane fui sfrontata ed abbandonai la mia gente ritirandomi con pochi in vita solitaria, oggi sono anziana, sì, lo sono, ed ho vissuto con il mio popolo intero accanto. Ho vissuto un bel periodo. Ritengo però che il popolo elfico meriti ora il suo riconoscimento – Thyabel sollevò la corona – Io riconosco l'onore che mi concedete e come Regina vi comando di giungere alle corti dei popoli, di consigliarli con saggezza, di ogni razza, allineamento o lignaggio siano. Trovate la vostra strada e se un giorno avrete bisogno ancora di riunirvi sotto ad una corona, che non sia questa mia corona di ghiaccio, ma che sia una nuova e ricca di speranza, forte di nuove esperienze ancora vissute nelle vostre lunghe vite. Oggi mi rimane un cugino anziano quanto me ed una nipote, ma oggi la mia famiglia si allarga su tutto il mondo: "Chi è stato al mio fianco ed è sceso in battaglia per il nostro popolo, o Tòronin, ed ha con le sue capacità lottato per i nostri ideali, non è per me solo un fratello elfo, ma siete diventati per me come figli cresciuti, maturi per affrontare la durezza della vita, sulle vostre stesse gambe, con le vostre proprie armi; non ho dato a questo mondo una discendenza viva, poichè i figli dei miei figli naturali sono già tutti morti, ma se per questo mondo un nome può ancora avere un significato, allora io considero ciascuno di voi che volesse riconoscersi come tale: un Arenthor, un mio familiare consanguineo! E non smetterò mai di tenervi nel mio vecchio cuore di Elfa, o fratelli e sorelle miei, mia famiglia..." » Thyabel non riuscì a trattenere le lacrime, che lievi iniziarono a solcarle il volto. Le forze sembrarono abbandonarla ed allora posò sull'altare che le stava davanti la corona.

      I convenuti osservarono la dignità di quei gesti e di quelle parole e si fecero la propria opinione.

      «...ma ora, amici e fratelli, mia famiglia, mangiamo e conviviamo questa splendida serata, prima che le tenebre cingano i confini del sonno, portando dolci pensieri nei nostri letti, cullandoci in questa lieta notte, perchè per oggi io sarò l'ultima Hìriel di Yew!»

      L'addio del popolo elfico

      I convitati si unirono al grande banchetto e molti furono i discorsi affrontati, che saranno eventualmente approfonditi da loro stessi. Fu una serata ricca e viva, nutrita di spettacoli e di giochi. Il nano Beor si sarebbe divertito, fra dadi, carte e giochi di prestigio, chissà dove era finito.

      Giunta una certa ora, una piccola cerchia di elfi si radunò per omaggiare la Hìriel di Yew e lei ricambiò. Infine giunse il momento di parlare un ultima volta con l'Aderthol Dolen:

      «Tòr, insieme abbiamo combattuto, ed abbiamo condiviso il Lembas. Abbiamo camminato assieme e cavalcato assieme, ed abbiamo condiviso il Lembas. Abbiamo sofferto, abbiamo pianto ed abbiamo sorriso assieme ed abbiamo condiviso il Lembas.» Thyabel allora estraeva un pugnale cerimoniale e incideva una piccola parte della superficie della mano del consigliere che aveva di fronte e ne mischiava il sangue col proprio in una coppa.
      «Là dove tu combatterai, dove tu andrai, dove tu soffrirai ed amerai, io sarò con te e quando parlerai sarà come se io parlassi con la tua voce e dove io combatterò, tu sarai la mia forza, dove i camminerò tu sarai il mio bastone, dove io soffrirò tu sarai la mia cura, dove io amerò ancora, tu sarai i miei occhi...Siamo ora la stessa cosa tu ed io e dove un nemico ci offendesse, assieme affronteremmo l'onta ed assieme moriremo, perchè finchè uno vive, anche dell'altro il cuore non cessa di battere.»

      Compiuto questo rito con ciascuno di loro e condividendone il sangue si strinsero in un forte abbraccio, tenendosi per mano. Ciascuno pose un simbolo al centro del cerchio. Ed Eterea sicuramente arrise questo antico rituale legato alla natura tribale attraverso in tempi arcaici ed antichissimi era passato persino il popolo elfico e la cui tradizione non si era mai spenta nei millenni a venire.

      «Sèler, la luna si sta alzando, i convitati sono sazi e una luce sembra chiamarti in lontananza...» Disse Soleus Apollo.
      «Lo vedo e la riconosco...è la luce della bianca dama di Yew e chiama soltanto me. Dopo l'onorificenza della mia famiglia, è tempo che io venga riconosciuta dagli spiriti. Non preoccupatevi, non morirò quest'oggi. Ho intenzione di percorrere ancora queste terre. Solo che sarò sola, una Bianca Dama, consigliera nei momenti di dubbio e fonte di riflessione nei momenti di paura. Il mio consulto non sarà negato a nessuno che lo chiedesse. Vi auguro di avere la grazia di una strada simile un giorno...vi amo...»

      In lontananza si sentì un nitrito; una bianca cavalcatura rampante si stagliava controluce in attesa che l'ultima Hìriel compisse gli ultimi passi.

      “Non contemplavo un tale onore, ogni mia ambizione si era assopita nelle ere...Eterea è stata generosa”

      Salutò tutti i presenti e poi si perse nella foresta. Chissà se mai sarebbe tornata, o se mai l'avrebbero chiamata ancora. Chissà il Popolo Elfico come si sarebbe disposto nelle regioni di Sosaria e se davvero avrebbe arricchito il mondo con la saggezza in cui Thyabel credeva. Iniziava una nuova Era, un'epoca dell'oro forse, con nuovi ideali, nuovi signori e nuove speranze...o forse tutto questo era stato solo un lieve sogno soffiato negli occhi e nelle menti di pochi o di molti, una leggenda, una favola, un flebile ricordo, di un lontano passato...

      Namaarie

      Ultima modifica di Lord_Dalar; 30-09-2010, 14:40.

      "...sono stanca della guerra ormai, al lavoro di un tempo tornerei, a un vestito da sposa o a qualcosa di bianco: per nascondere questa mia vocazione al trionfo ed al pianto..."

      Thyabel Silversight - Reggente di Yew - Guild Master [Elves]



      Originariamente inviato da Tryskello
      io uso quello elettrico, funziona anche se ti addormenti mentre ti cerchi nello specchio, è un consiglio eh !!!

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      • #4
        Ci trovavamo sul pontile dove avevamo ormeggiato la "Smoking Queen" nella tropicale Bucca,al mio fianco c'era il saggio e vecchio Argo e il buon Bruce,insomma i cari amici che mi avevano trascinato in quella complicata situazione.
        Sorvegliavamo il pontile con la paura di poter scorgere da un momento all'altro i virtuosi cavalieri di Lord Brtish.
        Infine il loro attacco arrivò,fù tempestivo e fulmineo tanto che ci travolse con forza brutale facendomi cadere al suolo.
        Mi rialzai,si ancora una volta non ero morto,una volta ancora il mio fedele famiglio magico mi aveva curato in tempo la ferita che avrebbe potuto essere mortale,ancora stordito per la ferita al cranio mi guardai attorno in cerca dei miei compagni e vidi in lontananza i cavalieri fuggire,dei nostri bucanieri erano sopraggiunti dalle baracche circostanti al porto per scacciare l'attacco brusco e poco pianificato di quella manciata di cavalieri.
        Guardando negli occhi i miei compagni di sempre anzi mi correggo i miei fratelli elfi assieme ai quali anche se ben pochi avevo seguito le orme del nostro Aninrnen Eterea ed avevamo iniziato a "navigare" qua e là per le coste mi chiesi quanti giorni ancora avremmo visto nascere sotto la bandiera pirata dei bucanieri del capitano Jonathan Harker,con le lacrime agli occhi dovute dal fumo prodotto dalle batterie di cannoni della Smoking Queen mi rivolsi verso il grande mare e vi gettai la bottiglia in cui vi erano racchiuse gran parte delle memorie del popolo elfico o perlomeno di coloro che avevano combattuto per la nostra amata regina,lei che adesso veglia su di noi in arcione all'immortale unicorno.


        Premessa delle memorie di giovani e vecchi elfi

        - Teler Erik il rosso
        Erik il rosso [ZoE] | Love Guardian
        Giammai noi attaccheremo per primi.
        Giammai noi provocheremo per primi.
        Tre volte noi sopporteremo l'ingiuria.
        Tre volte noi ignoreremo il disprezzo e la menzogna.
        Ma quando la spada brillerà nel sole come un colpo di chiarore, tuonerà la parola.
        Allora poi non indietreggeremo di un solo passo, non taceremo che dopo il silenzio dell'avversario.
        Davanti ai ranghi degli Eroi Caduti, nostri compagni d'armi, noi lo giuriamo a Zoe, Regina del Creato.
        Chiunque rinnegherà questo giuramento, sarà per noi e per loro, rinnegato.
        Niente per noi, Zoe niente per noi, ma per la sola Luce del Tuo nome.

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        • #5
          Quella sera, l'onore di dare la corona alla reggente spettò proprio a Bruce. Durante tutta la serata egli rimase silenzioso, lo sguardo distratto incrociava raramente quello di qualche invitato. Di tanto in tanto chinava la testa, apriva il palmo e si perdeva osservando la ferita fresca. Pensava alle sue dita affusolate che poco tempo fa, con un po' di incertezza, avvicinarono a Thyabel la Corona. E poi, come in un viaggio a ritroso nel tempo, iniziò a pensare alle battute di caccia con i suoi compagni, alle Selerin che recentemente abbellirono la sede, a Soleus Apollo, la guida del Culto Elfico, alla guerra contro i nani che dimostrò la lealtà e il valore dell'amico Hrtfun, al matrimonio con Idrial che non venne mai celebrato, a Erik il rosso, uno dei pochi maghi elfi. Ripensò a quando un Valar, incontrato nella foresta, lo trasformò in elfo e, dopo poche settimane, incontrò Waltram, che lo condusse per la prima nella sala del trono elfico. Lo stesso trono che quella sera conobbe finalmente colei che sarebbe stata degna di occuparlo.
          Le cose non andarono come Bruce si era immaginato. Alzare la corona avrebbe dovuto testimoniare l'inizio di un periodo certo e lucente. Invece, nel suo cuore c'era solo la certezza che il suo popolo non esisteva più. Proprio come in autunno le foglie del bosco perdono la propria vita, e cadono, lasciando l'albero spoglio, così gli elfi di Yew, uno alla volta, si erano allontanati dal castello. Un percorso inevitabile. Bruce era certo che sarebbe sopravvissuto a tutto ciò, che avrebbe visto la primavera successiva, ma la cosa che lo stupiva maggiormente era che tutti gli sforzi fatti, tutto il sudore versato, tutte le azioni decise, tutto fu invano. Il consiglio non riuscì a riportare gli Elfi a Nuova Empath. Allo stesso modo un Druido non può concentrare le proprie arti magiche sulle foglie morte, che giacciono sull'umido terreno autunnale, e far si che esse ascendano nuovamente sul proprio albero e splendano ancora grazie alla loro linfa ormai perduta. Gli studi gli insegnarono che un Druido può controllare le leggi che governano la natura, ma non può inventarne di nuove che si contrappongano a quelle scritte da Eterea.
          L'Anirnen Eterea rifletteva sul proprio futuro: <...prima di entrare nel castello elfico, vivevo nei boschi attorno a Yew... ero solo...in fondo nulla è cambiato... > sembrava rispondere a una voce che viveva solo nella sua mente e che gli chiedeva cosa potesse essere di lui adesso che gli Elves non esistevano più. Tra i presenti a quella sarata, altri elfi avevano sul volto l'interrogativo sul proprio futuro. Alcuni dicevano che non c'era alcun futuro per gli elfi. Che gli dei erano avversi al popolo intero. Addirittura qualcuno sosteneva che gli elfi sarebbero morti tutti e che le nuove generazioni non ci sarebbero più state. Pochi sapevano chiaramente la strada da seguire. Certalemente la dispersione era inevitabile...
          A pochi passi da Bruce, stavano un gruppo di pirati, parlavano e ridevano a squarciagola. Il druido li guardava infastidito, della loro bocche usciva un acre odore di vino e il chiasso che rendeva meno solenne quella notte. Tra loro, con stupore distinse Argo, grande avventuriero il cui nome si legò al popolo elfico nella storia recente. Come mai Argo, che fino a poco tempo fa era nelle fila degli abitanti di Moonglow, si trovava tra i pirati di Buccaner's?
          Bruce si alzò dal tronco sul quale era seduto, andò incontro ai pirati, alzò il calice che conteneva del sidro e disse: <Buccanieri, così come la mia Batida del fuoco mi permette di controllare le fiamme che salgono dalla terra e raggiungono il mio nemico, voi, con le vostre vele, controllate il vento e solcate il mare... Voi tutti siete i druidi del mare e io bevo alla vostra salute affinchè i vostri nemici siano i miei...> Argo sorrise e lo abbracciò.

          Bruce of Yew (Anirnen Eterea)

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          • #6
            "Venne quindi il giorno che l'oro arrise agli uomini, che gli uomini si riposarono per le vigliaccherie e gli eroismi inutili trascorsi, che gli uomini giocarono a rincorrere la deficienza impegnandosi anche a batterla".
            Silenzio.
            "Uomini, mortali, deboli, soprattutto deboli ed ignoranti. Sentimenti, nessuno. Memoria, nessuna. Gratitudine, zero. Il giorno è giunto, o meglio ancora precisare, è ritornato. La ciclicità della vita di Sosaria è ben nota, ogni periodo caratterizzato da un errore, ogni senso è un controsenso futuro, ogni impedimento un finale masochista. Colpe? In generale possiamo sintetizzare tutto in tre parole: inettitudine, infingardia, amarezza. In conclusione non ho attribuito colpe specifiche a nessuna persona specifica, peccato".

            Il pensiero dell' ultimo Cale Eressea viaggiava in questa direzione. La benevolenza non è un sentimento elfico, ma il rispetto si, e Soleus Apollo non vuole lasciare il bosco con pensieri negativi, con il dito puntato, meglio scrollarsi da dosso le polveri grige.
            La foresta era stranamente silenziosa, magari lo fossero tra loro anche gli alti piani, per una volta sola, per un lunghissimo istante di mea culpa verso la condizione di queste creature, e, magari un mi dispiace. La colpa della luce è stata, nuovamente, non aver combattuto con mezzi meschini e toni alti i dictat ignobili delle vicissitudini forzate. C'è, o ci sarà sicuramente (sperando in una coscienza abbastanza reale, quanto sicuramente sporca), chi si vergognerà.

            Intanto una luce bianca splende ad ovest, cosi come negli occhi di Soleus. "Ebbene anche il momento delle riflessioni è concluso, anche per me è giunto il momento di dire basta, finalmente, è tutto finito. Sto arrivando eh! Dammi tempo, mica è facile, ho anche io parecchi anni sulle ginocchia, anche se ne avrei ancora parecchi di più da spendere, a dirla tutta. Ma vabbeh....".

            Si sforzano anche sorrisi, mentre la natura piange ed il buon senso viene definitivamente seppellito dall'ingiustizia e dal peccato.
            Anche questo estremo sacrificio sarà sprecato.
            Tutto troppo triste.

            Ilven De Rash - Gran Sacerdote di Eanna dei Nomi - Priore di Empath - LA LEGGENDA VIVE
            Astro Latnus - Comparsa ; Emrys il vecchio - Pg WQ
            Odysseus De Rash - Figlio di Ilven De Rash - Ex Patriarca della chiesa di Eanna dei Nomi - Ex Cavaliere della tavola rotonda di Camelot
            Soleus Apollo - Cale Eressea (Sacerdote di Eterea)
            Quester Liones - Ex Quester

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