Le storie sulle mie origini non hanno mai avuto molta importanza per me, così anche le storie sulla mia fine che verrà saranno altrettanto insignificanti. Tutto è falsità così come il passare della nostra vita d'altronde. Navigo nei ricordi della mia casata, i Blackheart, figlio ignobile sono stato nell'uccisione di mio padre.
Le mie ire vanno ben oltre i legami familiari. Questo è ciò che mi rimane, ricordi amari e allo stesso tempo fieri, ho un carattere strano lo so, l'unica cosa che conta è il sangue che scorre sulla mia lama, con quanto ardore ancora combatterò, solo così posso sentirmi davvero vivo, nelle vite che saranno tolte ancora, e ancora. Sono un fuggitivo, vivo alla giornata, per me ciò che conta è il momento stesso in cui sto vivendo, non guardo oltre, penso solo a sopravvivere. Mi auguro, non per me di certo ma per chi mi capiterà di fronte, che nessuno intralci il mio lungo cammino. Ho sentito voci che narrano dell'antica e nobile città di Wind ripopolata, una nuova Matrona è nata dal sangue delle sue stesse vittime. Dovrebbe avere già un suo esercito, orde di fetide razze inferiori sono state dilaniate dalla loro violenza. Sarà forse un caso? Dovrei forse credere nel Destino? Ho un destino secondo voi? Io, sì, proprio io che non ho mai creduto nel futuro ma solo in me stesso. Come è strana la vita, sento che qualcosa mi sta di nuovo chiamando.
Notte dopo notte i miei incubi avvolgono e strangolano la mia mente, le mie ansie e la mia rabbia crescono, il mio odio verso il mondo è più intenso che mai. Vorrei avere un segno dalla Dea Lloth. So che ciò non è possibile, chi sono io? Aah povero miserabile! I miei istinti e presagi notturni mi suggeriscono che il giorno del mio rientro nella Nera Città si sta avvicinando. Quanto tempo è passato da allora, il mio violaceo cappuccio è ormai consumato, conserva le ferite del tempo che fu.

Ma il tempo non è ancora finito.

Molto sangue per il Ragno sarà versato ancora.