La liberazione
Quella di Shade of Dragon è una lunga storia, è la storia di un elfo oscuro…
Alla sua nascita Yew era in festa, un nuovo elfo era nato.. O almeno, così sembrava.
Suo padre lo chiamò Shade, ovvero Ombra, perché la sua carnagione fin da piccolo era molto più scura rispetto a quella di un elfo normale, ma questo sembrava non aver rappresentato un problema per la razza Elfica, anche perché la sua nascita venne occultata.
Egli fu condannato ad una vita nell'ombra lontano dalla società crebbe in isolamento, ignaro di tutto.
Fin dai primi anni Shade si dimostrò essere molto intelligente e coraggioso…
Ma a tratti un pò presuntuoso e arrogante…
Ma Shade era un predestinato. La sua vita ben presto prese una via diversa ed inaspettata…
Un giorno Shade che era andato a prendere della legna per il padre si riposò per un attimo e si distese sull’erba tranquillo ad ammirare il cielo, quando ad un certo punto sentì un fruscio provenire dalla foresta che si ergeva alle sue spalle li vicino…
Inizialmente non ci fece caso, pensava che fosse un animale, ma poi si voltò di scatto e vide una strana figura che scompariva nel bosco!
Improvvisamente fu colpito da una visione: un lampo e un’immagine di un ragno gigante che sibilava: “Sssshadeee, Shadeeeeeeee”
Ad un tratto la visione scomparve e Shade fu letteralmente spinto da una forte curiosità. Entrò così nel bosco per seguire quella strana figura che aveva visto… Non sembrava un animale pericoloso…
Erano passati ormai venti minuti o forse anche più ma della figura nessuna traccia… eppure Shade sentiva un odore strano, quasi familiare, ma non capiva esattamente da dove veniva… Quando ad un tratto si bloccò. Davanti a lui arrivò a gran velocità una freccia che fece appena in tempo a
schivare. E poi un altra ma questa volta con estrema rapidità Shade riuscì a prenderla in volo con una mano, bloccandola…
Clap, clap, clap…
Un batter di mani… e fu proprio in quel momento che la figura scura uscì da dietro dei cespugli… ma non era solo. Lo avevano circondato. Erano tre Elfi Oscuri. Shade non li aveva mai visti dal vivo, ma ne aveva sentito parlare.
Li aveva riconosciuti per la carnagione scura e i capelli platino che rispecchiavano in pieno le descrizioni di alcuni forestieri e cantastorie che si fermavano nella taverna di Yew. Suo padre non era d’accordo a proposito di queste storie e commentava sempre con frasi come “sono tutte leggende” oppure “certo che ne hanno di fantasia questi stranieri”.
“Complimenti ragazzo, sei molto abile per essere un comune elfo, anche se secondo me tu non lo sei.”
“Chi siete??!!” Shade indietreggiò di due passi con fare guardingo.
“Noi siamo i servi della dea Lloth, siamo Elfi Oscuri, e tu chi sei?”
“Io sono Shade e sono un elfo di Yew!!!”
“Hahaha… Tu un elfo??? Ma non ti vedi??? Tu sei un elfo oscuro… Cosa ci facevi fuori dalla foresta avventuriero?”
“Cosa??? Io un elfo oscuro??? Vi state sbagliando di grosso!!!”
“Vorrei farti notare che un normale elfo non sarebbe riuscito a prendere quella freccia con così estrema facilità… E poi quella pellaccia mi sembra un tantino scura, il tuo sguardo è assente ma quegli occhi vuoti mi dicono molto. Ma si può sapere che cosa ci facevi nella foresta?”
“Questi non sono affari vostri.. Comunque ero al riposo dal lavoro, stavo preparando delle scorte di legna”
Ed improvvisamente il lampo ricomparve… Con il ragno enorme che ripeteva il nome di Shade come fosse un tormento…
E poi il buio…
Shade si risvegliò improvvisamente, tutto sudato ai bordi dalla foresta, appena fuori.
Si ritrovò proprio nello stesso punto dove aveva visto l’ombra. Il cielo era più scuro e le tenebre cingevano il campo visivo, potevano essere passate cinque ore e forse tutto ciò era frutto di un sogno, magari un incubo, un sogno strano… Ma ogni accadimento era sembrato reale.
Raccolse velocemente le sue cose sparse dal manto erbato del terreno, e si mise a correre come una furia verso casa con la testa che scoppiava di domande.
Appena fece ritorno a casa, suo padre che era stato in pensiero per lui gli domandò: “Shade figlio mio dove sei stato per così tanto tempo, dovevi portarmi la legna, non hai trovato nulla?”
Shade rispose: “Scusami padre, ma avevo fatto una piccola sosta perché non avevo trovato nulla che potesse andare bene e poi mi devo essere addormentato…”
“Va bene per questa volta, vatti a lavare le mani, che tra poco è pronta la cena.”
Shade era intento a pulirsi le mani dalla terra, quando vide un segno rosso sulla mano, lineare, sembrava proprio una ferita.
Poi tutto d'un tratto si ricordò di quella freccia che aveva bloccato con la mano, aveva lasciato un segno corporeo.
Allora non era frutto di un sogno, sembrava essere tutto vero…
Spinto dai dubbi che lo stavano angosciando e da un forte desiderio di sapere Shade iniziò ad accanirsi sul padre incalzandolo con una serie di domande.
La situazione si fece ambigua infatti il padre aveva intuito che sarebbe stato meglio non sbilanciarsi ma ad un certo punto, forzato dalle continue domande del giovane cominciò ad alterarsi, chiedendo una tregua.
Shade però questa volta non rinunciò! Voleva sapere la verità, era giunto il momento della resa dei conti.
Infondo c’era qualcosa che non quadrava, Shade ormai se lo sentiva.
E poi come in un flash, di nuovo quel ragno, ancora una volta.
Questo era l'ennesimo episodio della giornata.
Ma questa volta la voce sussurrava insistentemente: “Uccidilooooo… Lui menteeee… Uccidiloooo… Uccidilo!!!”
Ad un tratto Shade appariva come sotto l'effetto di una ipnosi, si abbandonò completamente fino a perdere il controllo di se.
Impugnò un coltello della cucina e con estrema rapidità infilzò il padre!
Il padre, incredulo ma allo stesso tempo consapevole che ciò prima o poi sarebbe accaduto, indietreggiò in modo goffo e sbilenco tenendo forte con le mani la ferita fresca da cui sgorgava il sangue.
Crollò rovinosamente in ginocchio.
“Shade…” - tossì copiosamente - “Sei un elfo oscuro! Tu sei un elfo oscuro!”
“Padre! Non volevo… non so cosa mi è successo!”
“Cof, cof” “Non ti preoccupare, mi avevano avvisato, ma non li ho voluti ascoltare! Io ti ho sempre amato, ti ho accolto nella nostra vita e sei diventato un ragazzo meraviglioso. Un giorno ti ho trovato in fasce proprio davanti alla foresta. Eri piccolo e indifeso. E anche se eri un elfo oscuro avevo pensato che mai saresti diventato cattivo o crudele se avessi avuto un’educazione elfica! Ma mi sbagliavo!”
“No padre, non sono stato io! La mia mano ha fatto tutto da sola, quel ragno mi ha costretto! Mi ha comandato la mente e le braccia!!!”
“Se hai sognato un ragno, beh sappi che non è stato un sogno! E’ la loro dea ragno Lloth! Lei è stata, perchè te l’ha ordinato! Sei in collegamento con lei! Ora sei pronto! Scappa! Se ti trovano e mi vedono in queste condizioni ti uccideranno! Lo so che non è colpa tua, ma non ci puoi fare niente. Io ci ho provato ma contro di Lei non si può far nulla! La tua natura te lo impone! Addio figlio mio! Ti ho sempre amato!”
E fu così che suo padre morì!
Quello che Shade non avrebbe mai saputo è che venne originariamente barattato come merce di scambio; strappato dalla sua terra nativa per opera dei nani e successivamente venduto in piazza al mercato di Yew per denaro.
Tutto d'un tratto Shade divenne nervoso e ancor più alterato dallo strazio per la morte del padre!!! Una forte rabbia inizio a pervadergli il corpo contrastata da un senso di colpa senza eguali! Poi l’odio prese il sopravvento. In fretta e furia prese le sue cose e scappò da Yew!
Ma proprio mentre stava per lasciare la sua terra adottiva entrarono in casa la madre e i fratelli. Le loro urla echeggiarono nell'assordante silenzio della notte, ma non lo fermarono. Shade si voltò. I suoi occhi rossi pieni di odio, la sua pelle nera, i suoi capelli bianco cenere. La sua forza era moltiplicata per dieci.
Non ci fu nulla da fare per loro… Uccise tutta la famiglia ed in preda agli spasmi per la collera aprì l’uscio di casa e scappò nella foresta…
Shade non tornò più a Yew!
I Seax
Marchiato come assassino ben presto trovò una compagnia di sanguinari pirati, un orda composta principalmente da Barbari, si facevano chiamare Seax!
Le urla delle sue vittime gli riempivano l’animo e le ricchezze che accumulava non erano mai abbastanza. Shade era molto ambizioso e il tempo lo aveva reso avido di tesori e di sangue. I Seax rispecchiavano la sua attitudine ed il suo carattere si forgiò all'interno del gruppo.
Erano la legione più temuta su Sosaria ed erano gli unici che Shade ammirava, per la loro cattiveria e il loro odio smisurato.
Con loro Shade diventò sempre più forte. Era diventato molto abile con la spada.
Tanto abile quanto pericoloso. Si muoveva proprio come un ombra e in battaglia colpiva come un demonio, la sera attorno al fuoco spesso si raccontava tra una birra e l'altra delle sue gesta, di quando staccò la testa di un drago con il suo pugnale, come fosse una leggenda.
Fu cosi che con il passare del tempo egli venne ribattezzato da tutti Shade of Dragon.
Imparò ad utilizzare tutti i tipi di spade e asce, riusciendo ad eseguire le mosse più rapide ma anche estremamente potenti, tali da stordire gli avversari.
Durante le scorribande, nel gruppo il suo compito era quello di muoversi come un ombra e mentre i compagni fronteggiavano il nemico lui agiva indisturbato per cogliere di sorpresa la vittima con il colpo del dragone nell'ombra, che consisteva in un avvitamento attorno al collo con il gomito che aveva la funzione di soffocare, mentre il pugnale aveva il compito di uccidere con una incisione circolare che poteva portare allo scollamento della testa dal resto del corpo.
Si raccontano voci che nella sua casa sul pavimento ci sia una collezione di teste di tutte le sue vittime.
continua...
Quella di Shade of Dragon è una lunga storia, è la storia di un elfo oscuro…
Alla sua nascita Yew era in festa, un nuovo elfo era nato.. O almeno, così sembrava.
Suo padre lo chiamò Shade, ovvero Ombra, perché la sua carnagione fin da piccolo era molto più scura rispetto a quella di un elfo normale, ma questo sembrava non aver rappresentato un problema per la razza Elfica, anche perché la sua nascita venne occultata.
Egli fu condannato ad una vita nell'ombra lontano dalla società crebbe in isolamento, ignaro di tutto.
Fin dai primi anni Shade si dimostrò essere molto intelligente e coraggioso…
Ma a tratti un pò presuntuoso e arrogante…
Ma Shade era un predestinato. La sua vita ben presto prese una via diversa ed inaspettata…
Un giorno Shade che era andato a prendere della legna per il padre si riposò per un attimo e si distese sull’erba tranquillo ad ammirare il cielo, quando ad un certo punto sentì un fruscio provenire dalla foresta che si ergeva alle sue spalle li vicino…
Inizialmente non ci fece caso, pensava che fosse un animale, ma poi si voltò di scatto e vide una strana figura che scompariva nel bosco!
Improvvisamente fu colpito da una visione: un lampo e un’immagine di un ragno gigante che sibilava: “Sssshadeee, Shadeeeeeeee”
Ad un tratto la visione scomparve e Shade fu letteralmente spinto da una forte curiosità. Entrò così nel bosco per seguire quella strana figura che aveva visto… Non sembrava un animale pericoloso…
Erano passati ormai venti minuti o forse anche più ma della figura nessuna traccia… eppure Shade sentiva un odore strano, quasi familiare, ma non capiva esattamente da dove veniva… Quando ad un tratto si bloccò. Davanti a lui arrivò a gran velocità una freccia che fece appena in tempo a
schivare. E poi un altra ma questa volta con estrema rapidità Shade riuscì a prenderla in volo con una mano, bloccandola…
Clap, clap, clap…
Un batter di mani… e fu proprio in quel momento che la figura scura uscì da dietro dei cespugli… ma non era solo. Lo avevano circondato. Erano tre Elfi Oscuri. Shade non li aveva mai visti dal vivo, ma ne aveva sentito parlare.
Li aveva riconosciuti per la carnagione scura e i capelli platino che rispecchiavano in pieno le descrizioni di alcuni forestieri e cantastorie che si fermavano nella taverna di Yew. Suo padre non era d’accordo a proposito di queste storie e commentava sempre con frasi come “sono tutte leggende” oppure “certo che ne hanno di fantasia questi stranieri”.
“Complimenti ragazzo, sei molto abile per essere un comune elfo, anche se secondo me tu non lo sei.”
“Chi siete??!!” Shade indietreggiò di due passi con fare guardingo.
“Noi siamo i servi della dea Lloth, siamo Elfi Oscuri, e tu chi sei?”
“Io sono Shade e sono un elfo di Yew!!!”
“Hahaha… Tu un elfo??? Ma non ti vedi??? Tu sei un elfo oscuro… Cosa ci facevi fuori dalla foresta avventuriero?”
“Cosa??? Io un elfo oscuro??? Vi state sbagliando di grosso!!!”
“Vorrei farti notare che un normale elfo non sarebbe riuscito a prendere quella freccia con così estrema facilità… E poi quella pellaccia mi sembra un tantino scura, il tuo sguardo è assente ma quegli occhi vuoti mi dicono molto. Ma si può sapere che cosa ci facevi nella foresta?”
“Questi non sono affari vostri.. Comunque ero al riposo dal lavoro, stavo preparando delle scorte di legna”
Ed improvvisamente il lampo ricomparve… Con il ragno enorme che ripeteva il nome di Shade come fosse un tormento…
E poi il buio…
Shade si risvegliò improvvisamente, tutto sudato ai bordi dalla foresta, appena fuori.
Si ritrovò proprio nello stesso punto dove aveva visto l’ombra. Il cielo era più scuro e le tenebre cingevano il campo visivo, potevano essere passate cinque ore e forse tutto ciò era frutto di un sogno, magari un incubo, un sogno strano… Ma ogni accadimento era sembrato reale.
Raccolse velocemente le sue cose sparse dal manto erbato del terreno, e si mise a correre come una furia verso casa con la testa che scoppiava di domande.
Appena fece ritorno a casa, suo padre che era stato in pensiero per lui gli domandò: “Shade figlio mio dove sei stato per così tanto tempo, dovevi portarmi la legna, non hai trovato nulla?”
Shade rispose: “Scusami padre, ma avevo fatto una piccola sosta perché non avevo trovato nulla che potesse andare bene e poi mi devo essere addormentato…”
“Va bene per questa volta, vatti a lavare le mani, che tra poco è pronta la cena.”
Shade era intento a pulirsi le mani dalla terra, quando vide un segno rosso sulla mano, lineare, sembrava proprio una ferita.
Poi tutto d'un tratto si ricordò di quella freccia che aveva bloccato con la mano, aveva lasciato un segno corporeo.
Allora non era frutto di un sogno, sembrava essere tutto vero…
Spinto dai dubbi che lo stavano angosciando e da un forte desiderio di sapere Shade iniziò ad accanirsi sul padre incalzandolo con una serie di domande.
La situazione si fece ambigua infatti il padre aveva intuito che sarebbe stato meglio non sbilanciarsi ma ad un certo punto, forzato dalle continue domande del giovane cominciò ad alterarsi, chiedendo una tregua.
Shade però questa volta non rinunciò! Voleva sapere la verità, era giunto il momento della resa dei conti.
Infondo c’era qualcosa che non quadrava, Shade ormai se lo sentiva.
E poi come in un flash, di nuovo quel ragno, ancora una volta.
Questo era l'ennesimo episodio della giornata.
Ma questa volta la voce sussurrava insistentemente: “Uccidilooooo… Lui menteeee… Uccidiloooo… Uccidilo!!!”
Ad un tratto Shade appariva come sotto l'effetto di una ipnosi, si abbandonò completamente fino a perdere il controllo di se.
Impugnò un coltello della cucina e con estrema rapidità infilzò il padre!
Il padre, incredulo ma allo stesso tempo consapevole che ciò prima o poi sarebbe accaduto, indietreggiò in modo goffo e sbilenco tenendo forte con le mani la ferita fresca da cui sgorgava il sangue.
Crollò rovinosamente in ginocchio.
“Shade…” - tossì copiosamente - “Sei un elfo oscuro! Tu sei un elfo oscuro!”
“Padre! Non volevo… non so cosa mi è successo!”
“Cof, cof” “Non ti preoccupare, mi avevano avvisato, ma non li ho voluti ascoltare! Io ti ho sempre amato, ti ho accolto nella nostra vita e sei diventato un ragazzo meraviglioso. Un giorno ti ho trovato in fasce proprio davanti alla foresta. Eri piccolo e indifeso. E anche se eri un elfo oscuro avevo pensato che mai saresti diventato cattivo o crudele se avessi avuto un’educazione elfica! Ma mi sbagliavo!”
“No padre, non sono stato io! La mia mano ha fatto tutto da sola, quel ragno mi ha costretto! Mi ha comandato la mente e le braccia!!!”
“Se hai sognato un ragno, beh sappi che non è stato un sogno! E’ la loro dea ragno Lloth! Lei è stata, perchè te l’ha ordinato! Sei in collegamento con lei! Ora sei pronto! Scappa! Se ti trovano e mi vedono in queste condizioni ti uccideranno! Lo so che non è colpa tua, ma non ci puoi fare niente. Io ci ho provato ma contro di Lei non si può far nulla! La tua natura te lo impone! Addio figlio mio! Ti ho sempre amato!”
E fu così che suo padre morì!
Quello che Shade non avrebbe mai saputo è che venne originariamente barattato come merce di scambio; strappato dalla sua terra nativa per opera dei nani e successivamente venduto in piazza al mercato di Yew per denaro.
Tutto d'un tratto Shade divenne nervoso e ancor più alterato dallo strazio per la morte del padre!!! Una forte rabbia inizio a pervadergli il corpo contrastata da un senso di colpa senza eguali! Poi l’odio prese il sopravvento. In fretta e furia prese le sue cose e scappò da Yew!
Ma proprio mentre stava per lasciare la sua terra adottiva entrarono in casa la madre e i fratelli. Le loro urla echeggiarono nell'assordante silenzio della notte, ma non lo fermarono. Shade si voltò. I suoi occhi rossi pieni di odio, la sua pelle nera, i suoi capelli bianco cenere. La sua forza era moltiplicata per dieci.
Non ci fu nulla da fare per loro… Uccise tutta la famiglia ed in preda agli spasmi per la collera aprì l’uscio di casa e scappò nella foresta…
Shade non tornò più a Yew!
I Seax
Marchiato come assassino ben presto trovò una compagnia di sanguinari pirati, un orda composta principalmente da Barbari, si facevano chiamare Seax!
Le urla delle sue vittime gli riempivano l’animo e le ricchezze che accumulava non erano mai abbastanza. Shade era molto ambizioso e il tempo lo aveva reso avido di tesori e di sangue. I Seax rispecchiavano la sua attitudine ed il suo carattere si forgiò all'interno del gruppo.
Erano la legione più temuta su Sosaria ed erano gli unici che Shade ammirava, per la loro cattiveria e il loro odio smisurato.
Con loro Shade diventò sempre più forte. Era diventato molto abile con la spada.
Tanto abile quanto pericoloso. Si muoveva proprio come un ombra e in battaglia colpiva come un demonio, la sera attorno al fuoco spesso si raccontava tra una birra e l'altra delle sue gesta, di quando staccò la testa di un drago con il suo pugnale, come fosse una leggenda.
Fu cosi che con il passare del tempo egli venne ribattezzato da tutti Shade of Dragon.
Imparò ad utilizzare tutti i tipi di spade e asce, riusciendo ad eseguire le mosse più rapide ma anche estremamente potenti, tali da stordire gli avversari.
Durante le scorribande, nel gruppo il suo compito era quello di muoversi come un ombra e mentre i compagni fronteggiavano il nemico lui agiva indisturbato per cogliere di sorpresa la vittima con il colpo del dragone nell'ombra, che consisteva in un avvitamento attorno al collo con il gomito che aveva la funzione di soffocare, mentre il pugnale aveva il compito di uccidere con una incisione circolare che poteva portare allo scollamento della testa dal resto del corpo.
Si raccontano voci che nella sua casa sul pavimento ci sia una collezione di teste di tutte le sue vittime.
continua...
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