annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

[Background] Casata dei Cornovia

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • [Background] Casata dei Cornovia

    Decadi or sono, le vaste terre a Nord di Sosaria erano la terra nativa di una delle più grandi casate nobili di tutto il paese, la Casata dei Cornovia.
    La sede della casata non venne ricordata solo per i numerosi alberi di ciliegio che caratterizzavano il luogo circostante ma anche per la triste storia che portò la nobile casata alla rovina.Per i Cornovia gli alberi di ciliegio avevano un forte significato, amavano i fiori di ciliegio perchè nel momento in cui i ciliegi sono in fiore essi sono bellissimi ma questa meraviglia finisce nell'arco di una settimana e questo fatto, secondo il credo dei Cornovia, è proprio come la vita umana... anche noi prima o poi moriamo.Il primo della casata fu Xardax Cornovia, un guerriero avvolto dal mistero della sua tunica color bianca neve, non era una persona che amava combattere ma quando lo faceva la sua spada era sempre l'unica ad inarcarsi al cielo vittoriosa.In casa Cornovia erano molteplici le voci che avvolgevano questo enigmatico personaggio, alcuni gli affidarono l'appellativo di semi-dio mentre altri lo ritenevano un benedetto di Zoe, ma alla fine, nessuno sa quale di queste voci sia reale.Prima dei Cornovia le terre a Nord erano abitate dai Van Cordes, spietati tiranni senza remore e senza rimorso i quali strinsero i villaggi vicini nella miseria più totale per trarne i propri benefici.La loro storia è avvolta nel sangue, basti pensare che per poter ereditare il comando bisonga uccidere in uno scontro il capofamiglia dinnanzi agli anziani.I Van Cortes sapevano come ottenere ciò che volevano, erano dei persecutori dell'oro e volevano solo la ricchezza e poco importava se per ottenerla occorreva fare razzia con la violenza all'interno dei villaggi e fu proprio uno dei sopprusi dei Van Cortes che fece nascere in Manson il desiderio di cambiare le cose, di cambiare quella triste realtà che stava affliggendo quelle terre; una sera infatti, Xardax si trovò per caso nei meandri di un piccolo villaggio perso tra gli alberi e le montagne, ad un tratto udì diverse grida e anche se inizialmente non sentì il bisogno di andare a vedere decise comunque di dare un'occhiata, con cautela entrò all'interno del piccolo villaggio e vide un militare che stava tentando di uccidere una povera donna per via del fatto che lei non possedeva denaro a sufficienza per poter pagare la tassa imposta dai Van Cortes.La giovane donna aveva il capo rivolto verso il terreno e malgrado il suo volto fosse coperto dai suoi lunghi capelli, era possibile vedere le lacrime cadere dai suo occhi e il trambusto che era causato dallo scompiglio generale non poteva nascondere il triste suono dei suoi singhiozzi... quella scena fece breccia nel cuore di Xardax che si gettò in mezzo alla mischia per poter salvare la giovane donna. Quella sera il sangue versato non fu quello dei poveri abitanti, ma bensì quello dei Van Cortes.Xardax bloccò il fendente mortale del suo avversario, fece cenno alla donna di andare a mettersi al riparo e puntò la sua spada verso le forze dei Van Cortes che accettarono, vuoi per la spavalderia, vuoi per il vantaggio numerico, la sfida proposta dall'uomo avvolto dalla tunica bianca.In poco tempo gli uomini spietati dei Van Cortes caddero come foglie al vento e al termine dello scontro la donna ancora scossa per l'accaduto, ringraziò Xardax che nel frattempo si stava dirigendo verso la sede dei tiranni dicendo "non mi dovete ringraziare ma se volete farlo, ringraziatemi nel monte Yorn al sorgere della prima luna piena...".Gli abitanti del villaggio capirono da tali parole le intenzioni del misterioso guerriero e a nulla sono valse le loro parole che cercarono di far cambiare idea a Xardax; era proprio in quel monte che aveva dimora la sede dei Van Cortes ma il misterioso guerriero era deciso più che mai a porre fine a questa agonia.Giunto dinnanzi alla sede, Xardax urlò ai Van Cortes di uscire e di combattere; alla vista di un solo uomo che dichiarò la sfida, ogni membro dei Van Cortes si mise a ridere pensando che fosse solo uno scherzo."Come pensi di sconfiggere tutti noi con le tue sole mani?" chiese il capofamiglia dei Van Cortes ma a tale provocazione Xardax ripose sguainando la spada... "Se è questo quello che vuoi allora questo avrai" conclusero i Van Cortes che lanciarono i loro uomini contro Xardax.Xardax combattè da solo contro tutta la famiglia Van Cordes e i suoi militari, combattè sino allo stremo ma alla fine, come se una maledizione si celava in quella spada che lui stesso impugnava nelle mani, riuscì a vincere.La donna arrivò al monte Yorn assieme a tutto il villaggio e al loro arrivo trovarono solo sangue, corpi senza vita e odore di morte e nient'altro.Xardax era appoggiato su una roccia ricoperto di sangue impugnando ancora la sua spada e come la giovane donna si rivolse a lui, egli gli disse con un sorriso beffardo "ora può ringraziarmi...".Il fato volle che proprio in quella notte ci fu il primo giorno in cui sbocciano i fiori di ciliegio e mentre gli abitanti del villaggio andarono da lui per soccorrerlo, Xardax pronunciò le seguenti parole con quel poco di voce che gli rimaneva "è l'inizio di un nuovo ciclo...".Da li a poco tutto l'impero dei Van Cortes cadde e Xardax assieme alla donna che salvò e di cui si era innamorato, sostituì la famiglia Van Cortes con la Casata dei Cornovia.Ma come i fiori di ciliegio insegnano, tutto ha un'inizio e una fine.La lungimiranza di Xardax lo portò a sciogliere il regno conquistato dai Van Cortes donando così la libertà a quei popoli che sino a quel momento erano stati martoriati dal volere dei vecchi tiranni, tutti questi villaggi sancirono una sorta di patto d'onore con i Cornovia, essi infatti, riconoscevano un forte sentimento per tutto ciò che Xardax aveva fatto.In poco tempo, la casata nobile si ritrovò con centinaia di persone che volevano far parte delle forze armate della casata.La milizia che venne creata aveva diversi ideali: alla base vi erano i principi fondamentali del culto di Deus Ex Machina da cui derivano la razzionalità e la freddezza nel giudicare gli eventi, mentre a livello spirituale presero in parte i principi di Zoe ovvero il senso di amore, verità e coraggio.
    Arrivati alla settima dinastia, ormai lontane sono le imprese di Xardax mentre quello del suo settimo successore, Amaroth, saranno quelle che cambieranno le sorti della casata.A giocare un ruolo importante nella caduta della casata ci fu il fratello più piccolo di Amaroth, Teodir, il quale voleva impadronirsi di tutto ciò che fu affidato al fratello maggiore.Questo desiderio derivò dal fatto che Teodir, a differenza del fratello, non possedeva le abilità richieste dal loro padre per poter meritare il posto di successore e questa differenza generò forte gelosia nei confronti del fratello.Per poter ereditare il posto del padre uno dei due fratelli avrebbe dovuto dimostrare di possedere non solo l'abilità di forte guerriero ma anche la capacità di gestire tutti i compiti che spettavano al capo della casata.Amaroth non provava forte rivalità nei confronti del fratello più piccolo, bensì cercava di aiutarlo anche contro il volere stesso del fratellino che al contrario, voleva dimostrare di essere superiore al fratello a qualunque costo.Invidia e avidità hanno sempre accompagnato il giovane Teodir, che poneva il suo scopo prima di tutto; di tutt'altro parere erano le motivazioni che muovevano il cuore di Amaroth che era mosso da valori opposti.Malgrado i suoi sforzi, il titolo di successore venne affidato ad Amaroth e Teodir andò su tutte le furie, dopo aver gridato tutta la sua ira nei confronti del padre uscì di casa e si diresse verso il bosco per poter sfogarsi senza destare preoccupazioni alle persone che avrebbero potuto vederlo.Amaroth e il padre erano abituati a scene come questa quindi non diedero peso allo sfogo di Teodir pensando che fosse meglio lasciarlo calmare da solo e fu proprio dentro quel bosco che Corruzione notò il giovane ragazzo e non esitò nel infondere il suo credo all'interno di Teodir facendo nascere in lui quel sentimento di odio nei confronti del fratello maggiore e in tutto ciò su cui si basava la casata.
    Il giovane ragazzo non notò nemmeno la comparsa di Corruzione, era troppo preso da quanto era accaduto pocanzi tanto che non si accorse nemmeno delle parole inizialmente pronunciate da Corruzione, soltanto una frase colse la sua attenzione, "non provi davvero nulla per ciò che è accaduto stasera?".
    Teodir incrociò gli occhi di Corruzione e con uno sguardo di intesa si incamminarono verso il buoi della foresta e nacque così l'idea nel giovane ragazzo di distruggere la casata e ogni singolo componente... doveva solo agire nel momento propizio.La tradizione voleva che la cerimonia di investitura della tunica color bianca neve, simbolo di capo della casata, avvenisse nella serata in cui i fiori ci ciliegio perdevano il loro fascino morendo come ad indicare che un ciclo finisce e uno nuovo è destinato a iniziare.La cerimonia si tenne come da tradizione nel giardino sul retro della sede e vi partecipano solo i membri della famiglia Cornovia.

  • #2
    Erano tutti presenti tranne Teodir ma nessuno provò a cercarlo poiché, come era lecito pensare, avrebbe potuto capire che nel momento in cui avrebbe visto il fratello maggiore Amaroth indossare la tunica avrebbe potuto rovinare tutto con uno dei suoi sfoghi.Al momento dell'investitura, Teodir apparve, apparve con uno sguardo cupo e avvolto dal silenzio, i suoi occhi non erano quelli di prima e la spada che impugnava non era di quelle viste fino ad ora.Teodir alzò lo sguardo fissando il fratello maggiore, sollevò la spada e si scagliò contro di lui... l'ennesimo combattimento improvviso in casa Cornovia ha così inizio.Amaroth ordinò agli altri membri della famiglia di andarsene mentre lui avrebbe distratto il fratello ma prima ancora che i presenti potessero fuggire, un piccolo plotone di scheletri guerrieri uccisero i presenti tranne il padre e il fratello maggiore.
    "Com'è possibile una cosa del genere? Che ci fanno qui quegli scheletri? E' davvero lui Teodir?", queste erano le domande che stavano affollando la mente di Amaroth.Con un solo balzo e un semplice fendente di spada, Teodir uccise suo padre, davanti agli occhi increduli del suo figlio maggiore e nel farlo neanche una parola, neanche una sola spiegazione da parte di quello che sembrava Teodir.
    "Il tuo odio ti ha davvero spinto sin qui? E' così che speri di ottenere il posto di nostro padre?" disse Amaroth; "tuo fratello non esiste più, io, Corruzione, guido le sue gesta" replicò la voce del giovane mentre con le sue ultime forze il padre lanciò al nuovo capo della casata la spada tramandata da dinastia a dinastia...la spada di Xardax.
    Lo scontro tra i due fu lungo, cruento ed estenuante ma come già detto in precedenza, quella spada non era come tutte le altre e fu proprio tale maledizione a portare la vittoria ad Amaroth, prima eliminò i scheletri e poi il quello che sembrava Teodir ma nel momento in cui guardò morire il corpo del fratello più piccolo la voce che lo muoveva all'interno disse sorridendo "allora quello che si dice su quella spada è vero...".
    Amaroth non riuscì a credere a quello che stava succedendo, mentre si recò all'interno della sede notò che all'interno non vi era più nessuno.
    "Che diavolo sta succedendo? Dove sono finiti tutti quanti?" continuò a chiedersi mentre un'insieme di emozioni si stavano unendo ma alla fine, capì che qualcosa di molto più grande di ciò che lui stesso potesse immaginare è accaduto... per un motivo o per un altro, tutto ciò che lui aveva, tutto ciò che lui chiamava famiglia e tutto ciò che di denastia in denastia venne tramandato non cera più.Oramai arreso davanti a tutti quegli eventi che avvennero in pochi istanti, si mise in ginocchio dinnanzi alla statua raffigurante Xardax e in lacrime gli chiese "che cosa dovrei fare ora?"...
    Quello che avvenne prima del giorno seguente a quello è solo storia... egli stesso bruciò tutta la sede per non lasciare ad altri le fortune acquisite in anni e anni di lavoro mentre portò con sé solo la tunica color bianca neve e la spada di Xardax. Nessuno sa dove siano o cosa sia successo alle persone all'interno della sede e nessuno sa dove siano i corpi dei membri della famiglia, si sa solo che solo Amaroth è vivo e proprio come il suo avo Xardax, vaga nelle terre di Sosaria avvolto dal mistero della sua tunica.
    Amaroth non cerca vendetta, cerca solo di riavere quello che aveva perso in quella notte ed è proprio da questo desiderio che vaga alla ricerca di forti guerrieri da portare con sé al suo fianco, il suo solo scopo è di ricreare la casata nobile dei Cornovia e per farlo aveva bisogno di uomini che abbiano i suoi stessi ideali.E' proprio da qui che risorsero i primi Cornovia col solo scopo di far tornare in vita la vecchia casata nobile.Non sono buoni ne cattivi, sanno solo quello che devono fare e lo faranno a tutti i costi.Nella notte in cui i fiori di ciliegio sbocciarono nacque la casata e nel giorno in cui i fiori morirono finì anche la sua storia... il fatto che la casata è finita alla settima dinastia e che il tempo di vita di questi splendidi fiori sia di una sola settimana, quindi sette giorni, potrebbe essere una pura coincidenza... oppure no; fatto sta che tutto ha un'inizio e tutto ha una fine e questo Amaroth lo sa bene, alla settima era di Sosaria è iniziato un'altro ciclo... quello della nuova Casata dei Cornovia.

    Commenta

    Sto operando...
    X