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[Background] Draconis Venator - Un Tragico Inizio

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  • #16
    [Leviathan]

    Dall'alto della rupe Leviathanlo fissava ridendo.
    B annaspava, era ormai sprofondato fino al ginocchio urlava e piangeva implorava pietà ma la risata immonda di Leviathan coprì le sue grida, soffocandole.
    Poi il demone scomparve, lo Straniero aveva fatto un semplice gesto con la mano, e bastò ad allontanarlo da li.
    Avatar si avvicinò alla pozza in cui B stava sprofondando, si fermò e gli disse semplicemente: "Vuoi essere salvato?"
    Piangendo come un bambino B disse di si, urlò di si, invocò perdono..
    Lo straniero aprì la bisaccia, ne tolse una fune e gli e glie la tese.
    Era una fune azzurrissima, aveva il colore delle lune quando sono piene, azzurra come Icerock, come il colore dei nostri mantelli.
    Lo Straniero gli disse ancora: "Non piangere! Sei o non sei il Leader dei Draconis Venator?"
    B già stringeva la fune azzurrissima, sentì una strana calma invaderlo.
    Sentì i nostri cuori, che battevano per lui, sentì il rumore delle battaglie combattute al suo fianco, ricordò il dolore, il sangue, la Morte.
    Rivide le albe di Moonglow, i fuochi delle Cacce notturne ed i sorrisi stanchi dei Predatori anziani, la speranza gioiosa delle giovani reclute, il sorriso di veleno di Lei, che forse nuda e sdraiata non l'avrebbe mai atteso sul serio.
    Guardò la fune azzurra come Icerock, ed il volto dell'Uomo che gi stava davanti.
    Il GM DsV smise di piangere e gridare, si voltò a guardare il sole di Mezzogiorno e lasciò scivolare la fune tra le mani, abbandonandola.
    La fune azzurra si sciolse in minuscoli grani di sabbia, che levandosi al vento sparirono subito.
    Lo Straniero si voltò, prese il cammino e pian piano sparì alla sua vista.
    B, Guild Master DsV sprofondò nel fango, e con lui i suoi lama: il suo volto di pietra non mutò espressione, finchè non rimase che un piccolo cerchio sulla sabbia richiusa.
    Gli uccelli delle Terre Perdute ripresero il volo tra gli alberi verdi.
    Gli Dei delle Genti rivolsero altrove i loro pensieri: il Tessitore di Trame udì poi dalla voce del Mare ciò che era accaduto: così come vi è stato riportato avvenne, altro non ci è stato dato di cui potervi raccontare ancora.
    Argo, Tessitore di Trame, e Custode del Messaggio.
    Ultima modifica di 44rgo; 29-05-2010, 16:01.
    Argo [ZoE] Tessitore di Trame
    Bortolo [ZoE] Farmer e cuoco personale di Argo
    Meghello Bel Dur [ZoE] Crafter bergamasco
    Il Tempo non ha fretta, ne pietà . Quindi verrà il giorno, e quel giorno, Tu Crederai di Ridere.
    Originariamente inviato da Longobong
    se cercassi amicizia uscirei di casa *_*

    Originariamente inviato da TyrantZHI

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    • #17
      [Primo epilogo]

      Il Tessitore di Trame depose la piuma nel calamaio, tirò un lungo sospiro e poi soffiò sulla pergamena, delicatamente, per asciugare l'inchiostro.
      Arrotolò il foglio e lo legò con un nastro azzuro, colore delle Lune.
      Ciò che si doveva fare era stato fatto, ciascuno aveva dato il meglio, prodotto il massimo degli sforzi per arrivare al primo traguardo.
      A piedi, tranquillamente, si incamminò verso il castello: lontano l'orizzonte rimandava bagliori rossastri, mente tramontando vestiva l'acqua di luce dorata.
      La brezza di Ponente si stava alzando, leggera, e portava il profumo dei fiori che stavano sbocciano sulle coste lontane di Isole Nuove, di Città che stavano per nascere proprio in quel preciso momento.
      Spalancò il portone, il lungo corridoio era silenzioso, immenso: sul fondo stava la Stone, il colore azzurro lo avvolse, ipnotizzandolo come sempre.
      Il Tessitore di Trame si avvicinò alla Stone, depose la pergamena ai suoi piedi, si levò il mantello e la tunica, e piegandoli con rispetto li pose a fianco del Messaggio.
      Avete tutto, siete i Draconis Venator, nel bene e nel male: ora dovrete soltanto dimostrarlo, e non dimenticatevelo mai.
      Questo fu il suo ultimo pensierò, espresso forse ad alta voce nell'immenso corridoio vuoto.
      La Stone lo fissava, imperturbabile: Il Tessitore di Trame girò le spalle, a piccoli passi si avviò verso l'uscita: sentì i battenti chiudersi dietro di sè, e per un attimo esitò sul da farsi, per un lunghissimo attimo stette immobile, quasi incerto... poi si mosse, e arrivò alla sponda.
      Respirò l'aria della sera: era fresca e pulita, la vela di Aurora Seconda era già gonfia di vento...
      Argo levò l'ancora, e diresse la prua in mare aperto.
      Ultima modifica di 44rgo; 29-05-2010, 16:03.
      Argo [ZoE] Tessitore di Trame
      Bortolo [ZoE] Farmer e cuoco personale di Argo
      Meghello Bel Dur [ZoE] Crafter bergamasco
      Il Tempo non ha fretta, ne pietà . Quindi verrà il giorno, e quel giorno, Tu Crederai di Ridere.
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      • #18
        [Background] Draconis Venator - Una Nuova Era

        Argo sedeva davanti alla finestra, annusava l'odore del mare che lambiva quietamente le sponde di Jhelom, dove dimorava ormai da tempo.
        Era stanco, di recente tornato alla sua casa si sentiva oltremodo svuotato, incapace di organizzare qualcosa che andasse oltre il semplice procedere delle giornate, troppo lente ed uguali.
        Era quasi ora di pranzo, accese il fuoco nel camino, e mise un po di carne a rosolare lentamente.
        Fuori la città era deserta: Jhelom è un'isola tranquilla, pochi abitanti, ottimi vicini tra l'altro, e sporadici visitatori, che quando ricopriva la propria carica all'interno dalla Gilda dei Draconis Venator si recavano da lui per porgere un saluto, per chiedere un consiglio, o magari per chiedere aiuto al Predatori di Moonglow e che all'epoca rappresentava con Orgoglio.
        Da quando aveva lasciato la Gilda molte cose erano successe, ma nessuna di reale importanza: il suo vagabondare lo aveva portato in porti e città lontane, aveva speso ore ed ore chino sui Testi delle biblioteche più famose: Magincia, Trinsic, Britain, Nujel'M...
        Aveva raggiunto molti luoghi sacri, ed in ciascuno si era soffermato, meditando a lungo sul significato di tutto quello che era accaduto..
        Purtroppo Argo non aveva trovato riposte, ed alla fine, con una grande tristezza nel cuore, aveva diretto la Prua verso casa.
        Le incombenze domestiche sulle prime lo avevano distratto dai pensieri che ogni sera gli si affollavano in mente: le fatiche dei campi, la pesca, le piccole migliorie all'arredamento: qualsiasi cosa, purchè si distraesse dal dolore che ancora lo attanagliava.
        Niente: per quanto si faccia, per quanto si finga, una ferita dell'anima farà sempre male finchè non verrà adeguatamente curata.
        Argo [ZoE] Tessitore di Trame
        Bortolo [ZoE] Farmer e cuoco personale di Argo
        Meghello Bel Dur [ZoE] Crafter bergamasco
        Il Tempo non ha fretta, ne pietà . Quindi verrà il giorno, e quel giorno, Tu Crederai di Ridere.
        Originariamente inviato da Longobong
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        • #19
          Il pranzo è servito

          Uscì di casa, si soffermò a guardare le aiuole e annotò mentalmente che andavano annaffiate: in questa stagione, ed a questa latitudine non piove mai abbastanza, i fiori stavano un po' appassendo.
          Fece due passi per sgranchire le gambe, e si stupì di come trovava ancora strano il camminare, dopo avere trascorso anni cavalcando con i Predatori, o sulla chiglia delle navi che lo avevano trasportato lungo rotte sempre nuove...
          Scorse una sagoma aggirarsi fra i gazebo del Mercato: si avvicinò di più e cercò di capire chi vi si celava.
          Il Mercato di Jhelom era deserto come al solito: un vero peccato per una città così promettente, Argo si augurò che in futuro qualche mercante decidesse di stabilircisi, quel posto era così vuoto...
          Eppure questa volta c'era qualcuno: sentì uno scricchiolio alle spalle, e voltandosi scorse un vecchio pescatore, appoggiato alla sua canna, che stava riordinando le esche, e riponendo il pesce pescato nela cesta di vimini.
          Il vecchiò alzò lo sguardo, e sorrise: Argo ricambiò al sorriso, e salutò il pescatore rivolgendosi a lui con fare cordiale.
          "Salve: ha fatto buona pesca?": il vecchio scosse il capo, e disse semplicemente: "Non ancora!".
          Poi riprese a riordinare le sue cose, con calma e metodo.
          Argo non capì, forse si trattava di una battuta, o fore il vecchio era soltanto stordito dal peso dei suoi anni, e la Coscienza lo stava abbandonando in punta di piedi per lasciarlo preda dei sogni, come spesso succede quando si sono viste molte primavere.
          Comunque decise di insistere, anche perchè, soltanto adesso lo capiva fino in fondo, si sentiva terribilmente solo, e avrebbe scambiato due battute persino con uno Spynx delle paludi, se fosse passato di li, quindi riprese, ed aggiunse: "Lei non è di queste parti vero?
          Ci conosciamo quasi tutti in questa piccola città... che ne direbbe di farmi un po di compagnia? Gradirei averla come ospite a pranzo!".
          Il vecchio prese il cesto, ed annuendo lo seguì in silenzio. Argo pensava fra se che forse quella compagnia non era delle migliori per scambiare due chiacchiere, il vecchio sembrava un tipo taciturno, e quasi si era pentito di averlo invitato a pranzo.
          Comunque non si tirò indietro, apparecchiò la tavola, e servì la carne appena cotta, accompagnandola con del vino leggero, ottimo vino di Trinsic della riserva speciale per le grandi occasioni.
          Il vecchio sbocconcellò appena le pietanze, staccò un pezzo di pane, ed assaggiò soltanto un sorso di vino, masticava lentamente, guardava il suo ospite con aria pacata, ed ogni tanto annuiva alle frasi che Argo si trovò ad improvvisare per non far morire del tutto quella conversazione di fatto inesistente.
          Alla fine del pranzo si accomodarono sulla panchina davanti a casa, il sole si era fatto alto, e scaldava con vigore le pietre del selciato, e le membra degli uomini seduti uno accanto all'altro.
          Argo accese una pipa di legno, tirò una boccata ed osservò poi le volute di fumo azzurrino salire lentamente a spirale.
          Il vecchio, che per un lungo momento sembrava essersi addormentato, si voltò verso di lui, e gli chiese a bruciapelo: "Perchè mi hai invitato, Tessitore di Trame?".
          Ad Argo la pipa quasi cadde di mano, ed alzandosi di colpo squadrò il vecchio: "Mi perdoni... ma credo di non capire....", ma il vecchio lo incalzò, "Ti ho semplicemente chiesto perchè mi hai invitato a pranzo, che cosa cercavi in me?", poi abbozzò un sorriso, e la luce dei suoi occhi cambiò repentinamente, facendosi diversa, aggiungendo una sfumatura cangiante che nemmeno il sole di Mezzogiorno poteva offuscare.
          Da dietro quegli occhi trasparivano gli abissi del Tempo, e la Conoscenza di chi ha visto tutto, e che tutto sa.
          Sebbene le gambe fossero sul punto di cedere, Argo non mostrò sorpresa ne timore, ma chinò il capo, e sospirò profondamente.
          "Ho sentito molto parlare di te, per lungo tempo ho avuto quasi la certezza che tu esistessi" disse Argo, "Ed i miei Uomini, i miei ex compagni mi davano la forza di crederti vero, e non un sogno".
          Per me e per molti sei sempre stato Leggenda, ed ora so che non avrei dovuto dubitare!
          Una lacrima gli rigò il volto, poi due, ed Argo, colui che fu il Tessitore di Trame, e Custode del Messaggio, iniziò a piangere silenziosamente.
          L'aria s'era fermata, così come il Tempo stesso: il vecchio gli prese un braccio, e lo accompagnò dentro la casa.
          Sedettero uno di fronte all'altro, come giocatori pronti alla partita, su di un lato del tavolo stava poggiata una piuma di Fenice, con accanto il calamaio dell'inchiostro: poco discosto, un baule arrugginito lasciava intravedere il bagliore di una lucida armatura contenuta al suo interno, ed appesa ad un chiodo conficcato nella parete di legno stava una briglia, pendeva immobile aspettando la mano che doveva stringerla di nuovo.
          Argo [ZoE] Tessitore di Trame
          Bortolo [ZoE] Farmer e cuoco personale di Argo
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          • #20
            Un Sigillo, ed un messaggio

            Gli uomini stavano in silenzio, ciascuno assorto nei suoi pensieri.
            Argo, riacquistata in parte la lucidità necessara, pose la domanda che più gli stava a cuore.
            Quella stessa domanda che si era fatto per cento notti e cento giorni, ed a cui non aveva trovato risposta: quella stessa terribile sensazione di sbagliare senza rimedio, e senza appello.
            "Straniero: perchè ho fallito?"
            Avatar, così era conosciuto dalle Genti, e così i Bardi dei Mondi lo cantavano, con voce profonda e sicura iniziò il racconto.

            Molte ere fa, ed in ogni tempo, Mortali e Dei procedevano insieme, e sotto i cieli di Sosaria vivevano popoli che possedevano la consapevolezza delloro limite ultimo, la Morte.
            A fronte di questa consapevolezza ciascuno seguiva con Libero Arbitrio, l'indole del suo pensiero, l'instinto delle sue passioni: ciascuno era ed è rimasto, l'artefice di se stesso.
            Le Virtù esistevano da sempre, controbilanciate dalle loro antitesi:i Tre Principi, bilanciati dai Tre Controprincipi erano funzionali all'equilibrio del sistema: ciascuno seguiva la sua strada, e giunto alla fine del cammino sedeva a riposare all'ultima tappa.
            Venne però un giorno infausto in cui un mortale credette di poter superare quel limite, perseguì ed ottenne di distruggere l'ultimo ostacolo, e dominò il tempo per un interminabile istante.
            Ciò che voi siete oggi, è solo un frammento piccolissimo del Creato Originale, una scheggia della Gemma di Mondain, come ne esistono milioni: ciascuna uguale e diversa da tutte le altre.
            Ecco perchè esiste una sola risposta alla tua domanda, mio caro Tessitore: tu non hai fallito, e nessun mortale potrà fallire se accetterà quel limite.


            Argo non fu certo di comprendere fino in fondo le parole dello Straniero: ripensò ai suoi viaggi, alle letture e agli incontri, cercò dentro di se le parole per esprimere un'idea che però non si concretizzava: chiese di nuovo "Ma la mia Missione ha fallito, ho abbandonato la Gilda ed il Messaggio, sono stato sconfitto dal Tradimento, e dallo sconforto..."
            "No: non sei stato sconfitto, ne tu ne gli altri Predatori lo siete.", fece una pausa, poi riprese: "L'essere mortali significa saper accettare di sottoporsi alle regole divine, chiamiamole leggi, se si vuole, anche se io preferisco chiamarli principi, o indicazioni: se invece si dimentica di essere destinati alla Morte, se ci si scorda che gli Dei comunque ci guardano, è facile cadere nell'errore."
            Gli esseri mortali, nella loro consapevolezza seguono il Bene o il Male: non esistono catene che lo vietino, però ogni azione ha delle conseguenze, buone o nefaste, ma comunque comprese in un disegno di Equilibrio perfetto.
            Ciascun Principio è degno di attenzione, e la verità sta sempre nel mezzo: mai niente è solo bianco, o nero, quindi qualsiasi sia il colore che ciascuno sceglie di indossare, non dovrà dimenticare che anche dall'altra parte dello scudo esiste qualcuno che possiede una parte di Ragione, ed è sempre la parte che ci manca: non lo scordare mai.
            Questo è tuo, disse Avatar, e traendolo dalla bisaccia depose un medaglione rotondo sulla tavola, accanto al calamaio.
            Argo prese il Sigillo, stringendolo in mano, sentì sciogliersi il nodo dell'anima, e salutò il vecchio pescatore, che con un cenno di saluto si alzò, volse le spalle, e se ne andò in silenzio così come era venuto.

            Argo [ZoE] Tessitore di Trame
            Bortolo [ZoE] Farmer e cuoco personale di Argo
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            • #21
              La Suprema Sintesi

              Il Tessitore di Trame, colui che si chiamava Argo, torno a sedere: aprì un piccolo scrigno sul tavolo, e ne trasse una vecchia Pergamena.
              Era di pelle antica, finemente lavorata, e dalla grana così sottile che pareva quasi trasparente: una pergamena di ottima fattura, pagata una discreta cifra ad un mercante della dimenticata Papua, una città che oggi non esiste nemmeno più, se non nelle canzoni dei vecchi Bardi di Sosaria.
              Intinse la piuma nell'inchiostro, e dopo una breve pausa di riflessione iniziò a scrivere.
              Scrisse alcune righe, si fermò, riprese e di nuovo si fermò, voleva fissare le idee, chiarire a se stesso, ancora prima che al mondo, quello che lo Straniero si era premurato di confermargli, e cioè che ciascuno ha diritto di esistere e che nessuno si può o si dovrà arrogare il merito di ritenersi al di sopra degli altri, ne ora e ne mai.
              Pensò alla visione del Mondo che contraddistingue i cavalieri dell'Ordine, ricordò a memoria gli insegnamenti del suo buon amico, generale degli Uomini liberi nel Regno del Chaos.
              Ricordò con gioia il primo incontro con gli Akritoi di Xuto, e citò a memoria i principi scolpiti nei Codici dell'Ordine degli Akritorum Xuti...
              Era quasi il crepuscolo quando termino il Documento: accese una piccola candela, scaldò la ceralacca ed appose il sigillo dell'Avatar sulla pergamena.
              Attese che il sigillo si rapprendesse, avvolse il rotolo con estrema delicatezza, come si fa con una reliquia preziosissima e fragile.
              Aprì il baule arrugginito, ne estrasse un elmo, poi una mazza ferrata, una bisaccia...
              Spense le braci nel camino, staccò la briglia dal chiodo ed uscì di casa,
              Chiudendo la porta si gettò lo zaino a tracolla: guardò l'orizzonte edi i raggi del sole che tramontavano gli regalarono il sorriso più grande della sua vita.
              La piccola pergamena riposava al sicuro nella sua bisaccia: la Suprema Sintesi sarebbe diventata il tesoro di Moonglow..
              Il Tessitore di Trame, e Custode del Messaggio, ritornava al suo posto.
              Una Nuova Era ci aspetta.
              Ultima modifica di 44rgo; 28-05-2010, 16:44.
              Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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              • #22
                Partenza

                Controllo per l'ultima volta le funi che legano il boma, il timoniere sembra preoccupato, mi guarda con aria interrogativa (non è mai stato un uomo di molte parole...).
                L'ora è propizia, mi allontanerò al tramonto, e viaggerò di notte, almeno per adesso.
                La strada è lunga, e questo Mare che mi è stato sempre compagno, spesso riserva sorprese inaspettate.
                Do il comando: "Raise anchor! ed il timoniere ubbidisce prontamente: "Aje capitain!".
                Lentamente mi stacco dalla banchina, isso la vela maestra e dirigo la prua al largo.
                Mentre Tillerman (il mio fedele timoniere) governa la barra, siedo su un baule arrugginito, pescato chissà dove, accendo la pipa e mi abbandono al filo dei ricordi.
                Spero che le notizie che porto servano a ricomporre qualcosa che stava venendo a mancare.
                No, no ho mai dubitato un solo giorno dei Predatori: li conosco ad uno ad uno, ed in qualsiasi momento darei la mia vita per la vita di ciascuno di loro....
                Il vero dramma è che ho avuto paura io: la mia Fede ha vacillato, ed ho dubitato di me stesso!.
                Fortunatamente gli Dei ci hanno sorvegliato, accompagnandoci lungo la strada che ci ha portato ad essere ciò che siamo: non è giusto sentirsi in debito, o in colpa per ciò che altre menti, altre Brutali e Meschine forze avverse hanno tentato di disegnare, costruire, corrompere....
                La verità è che adesso il Mondo saprà finalmente la verità: ora il Mondo capirà che i Predatori non hanno sbagliato, ed il semplice fatto di essere vivi, e di portare con Orgoglio i nostri colori basta ed avanza.
                "Fast!... non mi senti?
                Mi volto verso il timoniere, che sempre in silenzio indica con il capo la cima dell'albero, allora capisco, guardo le vele, ed il vento le ha abbandonate: sono vuote, aspettano un soffio che le gonfi e ci rimetta in cammino.
                Trattengo a stento un'imprecazione, ma il Timoniere preferisce alzarsi ed andare sottocoperta per preparare la cena, mentre io tento di rilassarmi e cerco di non pensare che il tempo che ci rimane è sempre di meno...
                In lontananza si scorge la sagoma di un legno, non sembrerebbe alla deriva, piuttosto ormeggiato: una piccola barca ad un albero, una sagoma familiare, e credo di averla gia incontrata, forse proprio in questo punto.
                Di chi sarà quella nave abbandonata?
                http://forum.gamesnet.it/f752/dal-di...3/#post6115986
                Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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                • #23
                  Ritorno a casa

                  Finalmente siamo in vista dell'isola di Moonglow: non vedo l'ora di lasciare questa nave puzzolente, la sua ciurma straniera ed il Capitano che non fa che fissarmi, un giorno dopo l'altro, scambiando gesti allusivi con il suo fedele secondo.
                  Marhand, che Zoe lo fulmini ha osato pretendere una cifra aggiuntiva, che no ho con me, per sbarcarmi con una scialuppa.
                  Gentilmente mi ha anche permesso di scegliere se sbarcare a nuoto..... credo che contratterò.
                  Si è accontentato della mia Morning Star, un'arma a cui tenevo come fosse un braccio, ma non potevo permettermi di discutere: non adesso.
                  Mentre i due marinai di pelle scura remano silenziosamente mi volto a guardare la strana nave, e quello strano Mercante che mi ha così gentilmente spennato e riportato a casa.
                  Siamo a riva, scendo con sollievo, e soffocando un'imprecazione.
                  I due marinai rimettono la scialuppa in acqua, e remando indifferenti ritornano alla loro bagnarola: spero vivamente di reincontarre quello strano equipaggio, una volta o l'altra, e di riprendermi la mia amata Mazza, lasciandogliene un'altra in cambio, piantata nel cranio di quella sanguisuga dalla pelle tatuata che si fa chiamare "Capitano!".
                  Siano ringraziati gli Dei: ce l'abbiamo fatta ancora una volta.
                  Le mura di Moonglow riflettono la luce del sole, prossimo ormai al tramonto, ed emanano un colore dorato che ha il potere di stregarmi ancora una volta come se fosse la prima.
                  Mi incammino tranquillo lungo il sentiero: arriverò in mezz'ora, e spero di trovare qualcuno ad aspettarmi.
                  Ultima modifica di 44rgo; 29-05-2010, 12:44.
                  Argo [ZoE] Tessitore di Trame
                  Bortolo [ZoE] Farmer e cuoco personale di Argo
                  Meghello Bel Dur [ZoE] Crafter bergamasco
                  Il Tempo non ha fretta, ne pietà . Quindi verrà il giorno, e quel giorno, Tu Crederai di Ridere.
                  Originariamente inviato da Longobong
                  se cercassi amicizia uscirei di casa *_*

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                  • #24
                    Casa!

                    Ormai mancano pochi passi: ecco il Castello dei Draconis Venator, sembra tutto come l'ho lasciato, anche se la mia assenza mi sembra sia durata un'eternità... quante cose dovrò raccontare, spiegare... quanta sofferenza mi è costata questa separazione, ma ora so che era a fin di bene, ora ho capito che la Missione richiedeva anche questo sacrificio, come se il sangue versato, le battaglie vinte e gli scontri senza fine fossero soltanto il preludio a tutto quello che da oggi ci attende.
                    Odo un rumure di zoccoli dietro alle mie spalle, istintivamente scarto di lato, metto mano allo zaino, ma non trovo la Mazza, rapinatami da quel lurido Mercante.
                    Mi volto, vedo una sagoma azzurra trotterellare sul sentiero da cui sono venuto, si avvicina, è un giovane cavaliere, anche se la celata dell'elmo è stretta, tuttavia intravedo distintamente dei lineamenti Elfici, è un figlio delle Verdi Foglie, e veste i colori dei DsV: grazie al cielo, è un amico!
                    Distendo il braccio e abbozzo un gesto di saluto: lui arresta il cavallo a pochi passi da me.
                    "Buon giorno, signore" dice il giovane elfo: calorosamente gli sorrido, e decido di giocargli un piccolo scherzo!
                    Mi perdoni, giovane cavaliere, gli dico, sto cercando il castello del Predatori di Moonglow, me lo saprebbe indicare?
                    L'elfo non cerca di mascherare la sorpresa che gli si dipinge in volto: ogni popolo di Sosaria sa dove si trova il castello, e tutti conoscono le nostre insegne, quindi uno straniero che mostrasse di non riconoscere un Predatore a prima vista, di certo verrebbe da un altro mondo, o forse da una profondissima grotta, per non averne sentito parlare.
                    Tuttavia il ragazzo me lo indica con un gesto della mano, e vedo la fierezza del suo sguardo: gli si legge l'orgoglio di appartenere ad una Gilda che rappresenta degnamente: sicuramente è entrato nella Gilda poco dopo la mia partenza.
                    Dentro di me capisco che questo giovane farà molta strada, e gli chiedo un'ultima cosa: il suo nome.
                    Perdonatemi, dato che siete così garbato.... potrei conoscere il vostro nome, così da poter ricambiare la vostra gentilezza?
                    L'elfo smonta da cavallo, lo trattiene per la briglia e si sfila l'elmo, mi tende la mano sorridendo e si presenta: mi chiamo Sengir, e ti stavamo aspettando.
                    Questa volta sono io a rimanere sorpreso, ma ormai ho imparato ad accettare con fatalismo anche le piccole e grandi cose che avvengono sotto ai nostri cieli: del resto le notizie volano in fretta.
                    Sengir ridendo allegramente mi racconta che da qualche giorno, alla taverna si racconta del miracolo dell' Uomo Delfino di Northgard, e i DsV, che dalla mia partenza non avevano smesso di cercarmi, erano certi che in realtà il delfino fossi io.
                    Ridiamo entrambi, mentre ci dirigiamo verso il portone principale: i battenti si spalancano al tocco, e lungo il corridoio risuonano i nostri passi, amplificati dalle volte affrescate di marmo e d'oro.
                    Sul fondo la Stone mi fissa, la sua luce azzurra permea l'aria della stanza, mentre dalle vetrate ad Ovest filtra la luce di sangue del tramonto.
                    Chiedo a Sengir di convocare il Consiglio, ed ogni uomo valido entro la mezzanotte: mi ritiro ai piani superiori per concedermi un paio d'ore di riposo, per lavarmi dal sale e dall'odore della traversata, e per pregare in silenzio gli Dei degli uomini.
                    Ultima modifica di 44rgo; 29-05-2010, 12:49.
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                    • #25
                      Discorso del Tessitore di Trame ai Draconis venator

                      Era tempo: Argo uscì dalla stanza ai piani superiori, indossava una tunica azzurra, colore delle lune, ed un semplice paio di sandali di cuoio.
                      Sentiva il brusìo provenire dalle sale di sotto, il trapestio dei cavalli legati fuori, nella notte di Moonglow, che non è mai troppo buia, spaecialmente in primavera, e ascoltava il rumore dei suoi passi sulle scale, mentre scendeva: i Draconis Venator si erano riuniti, e lo stavano aspettando.
                      Entrò nel salone principale, e tutte le teste si voltarono al'unisono verso di lui, chi con aria sorpresa, chi con atteggiamento interrogativo, e tanti gli sorrisero.
                      Argo vide sul fondo, vicino al Dragone di pietra azzurra che li sovrastava, i suoi più cari ed intimi amici, oltre che compagni: Judo e Sirnoyz.
                      Li raggiunse, si mise al loro fianco e guardò gli uomini ad uno ad uno, dritto negli occhi e senza proferire parola.
                      Tutti erano li perchè convocati, e tutti avevano una domanda inespressa dal volto, ma che sembrava sospesa nell'aria, sulle teste dei Predatori: una domanda che ciascuno si sarà posto, o si dovrà porre nel corso della vita, per breve o lunga che sia.
                      Si schiarì la voce, guardò la Stone che li fissava, come in attesa, e così parlò.

                      Compagni, fratelli Predatori, ed amici di sempre: vi chiedo perdono per aver dubitato, vi chiedo umilmente scusa per non essere stato forte nel momento cruciale, e per aver ceduto allo sconforto ed alla delusione.....
                      I DsV si guardarono l'un l'altro, Judo e Sirnoyz imperturbabili ascoltavano in silenzio con aria grave.
                      Chi di voi è stato presenta dalla prima ora di questa avventura che ora noi chiamiamo per nome sa quanto sia stato terribile vivere quei giorni, combattere quella malvagiltà, e quanto dolore aver scoperto che dietro a tutto si nascondevano Bugie e Meschinità.
                      Siamo stati traditi, vilipesi, anche se abbiamo sempre creduto in ciò che facevamo, molti di noi, ed io per primo, hanno dubitato della verità, hanno temuto che il Messaggio fosse soltanto un'altro aspetto dell'inganno, anche il Tessitore di Trame aveva rinunciato alla Missione, e vi aveva abbandonato.
                      Ma ora è il momento di riprendere il mio posto, ed è il momento di mostrare al Mondo intero di che pasta siamo fatti, perche noi SIAMO i
                      Draconis Venator.
                      Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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                      • #26
                        Il messaggio

                        Non ci furono applausi, solo il silenzio si caricò di tensione, come fosse la corda di un liuto tesa allo spasimo: i volti di ciascuno sembravano di pietra, era difficile ricordare l'affronto subito senza provare un fremito di rabbia, ma un Predatore sa esattamente quando viene il tempo di colpire, e sa mantenere i nervi saldi, ed il cuore freddo quanto basta.
                        Argo riprese, con volce tranquilla e ferma.

                        Ho incontrato un uomo, veniva da lontano e mi ha parlato: molti di voi hanno incontrato la stessa persona, i vostri racconti ce lo hanno spiegato, ed i miracoli accaduti a ciascuno di noi ed in ogni tempo sono la prova tangibile di quanto sia vero e giusto essere qui ora: ecco, vi porto il suo Messaggio, ed il suo Sigillo impresso.
                        Ciò detto mise una mano nella tasca della tunica, e ne estrasse una piccola pergamena, di pelle antica e finemente lavorata.
                        Con mano tremante la srotolò, e prese a leggere lentamente, senza fretta, dando un senso ad ogni termine, calibrando i toni e con le pause dovute, si soffermò sui passaggi più criptici e lasciò che la musica della Suprema Sintesi permeasse l'aria del Castello di Moonglow.
                        La Stone era più che mai luminosa, la notte stessa si era accesa, e le parole dell'Avatar, tracciate su quel piccolo rotolo di pergamena caddero come gocce di pioggia sul cuore arso di sete, come petali di fiore sul cammino delle giovani spose nella foresta di Yew.
                        Come balsamo sulle ferite, che guarisce e rafforza, il miracolo dell'Avatar si perpetrava nuovamente, e tutto fu chiaro a tutti, ed al di la di qualsiasi dubbio.

                        Dopo aver letto la pergamena Argo si voltò verso il Dragone azzurro: ai suoi piedi era posato un piccolo teschio, ormai polveroso e dimenticato: il Tessitore di Trame lo sfiorò appena, ed il piccolo teschio si sbriciolò in particelle di polvere finissima, che rotolò nell'aria, e svanì senza lasciare nemmeno il ricordo che fosse mai esistito.
                        Pose la Pergamena ai piedi del Dragone, si inginocchiò in segno di devozione, e poi rialzandosi tornò a guardare i suoi uomini.
                        Rimane ancora una piccola cosa da fare, disse Argo sorridendo, e poi tutto sarà compiuto.
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                        • #27
                          Bm

                          Benchè non ce ne sia bisogno, riprese il Tessitore, va ricordato che abbiamo pagato un prezzo altissimo a causa di colpe non nostre, Ma di altri che hanno subito il giusto castigo degli Dei.
                          Eppure la giustizia divina, seppure incontestabile, spesso si dimentica di cancellare le tracce dei peccati degli uomini.
                          Bugiardo fu chi per un Miserabile calcolo credette di dirigere le nostre menti, e di comandare le nostre spade.....
                          Banalità e Miseri espedienti furono adottati per richiamare veri Cavalieri sotto le insegne delle Lune di Moonglov, ed i nostri cuori furono torce che noi, e soltanto noi facemmo ardere, bruciare, e furono i colpi delle nostre mazze a spezzare le catene che ci avevano avvinto, e che rischiavano di portarci in direzioe sbagliata, ostinata e contraria.
                          Basta: è giunto il tempo che Sosaria si dimentichi per sempre dei Miseri giochi di potere che venivano celati, orditi e portati avanti, dietro alle nostre inconsapevoli spalle.
                          Io, qui ed ora, in qualità Guild Master, unitamente a congiuntamente con i miei pari Judo e Sirnoyz decreto che Bugie e Maldicenze vengano definitivamente cancellate dalla Memoria delle Genti, e soltanto con queste iniziali si potrà nominare chi non è più tra noi, e che parte di noi non è mai stato.
                          Che gli Scriba, ed i Bardi, mettano mano a tutte le loro opere, e che non rimanga traccia di B, ne di M, per i secoli a venire.
                          I Predatori, in composto silenzio resero omaggio al Drago azzurro, che ora splendeva puro ed incontaminato, si inchinarono al Messaggio dell'Avatar e ad uno ad uno, sfilando davanti ai GM giurarono eterna fedeltà ai principi dell'Unione che loro stessi avevano creato cementandola con il sangue, con il riso e con il pianto, ed insieme brindarono all'Amicizia fraterna che li guidava, e che Basterà a garantirgli un Magnifico futuro: le Genti di Sosaria non temano, ogni dubbio sia cancellato, il tempo non ha fretta, ne pietà, e quando verrà il giorno, non rimarrà nessuno a credere di poter ridere ancora.
                          Ultima modifica di 44rgo; 29-05-2010, 15:17.
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