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[Background] Il Clan JhorkTromm

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  • Fabripato
    ha risposto
    396 Humilitas 67:

    Arrow non aveva chiuso occhio per tutta la notte, ripensando agli avvenimenti della giornata precedente; continuava a passargli tutto davanti agli occhi: il ritrovo nel municipio con Bors, Atlas, Grifis, Wulgar, Sartan, Morur e walker; la partenza per mare su consiglio di un pescatore; gli innumerevoli pericoli affrontati e superati con coraggio insieme agli altri nani; i viandanti salvati da quelle mostruose creature; gli indizi scoperti grazie all'ingegno che contraddistingue i dawi tanto quanto l'avidità; l'epica battaglia contro il Guardiano della Montagna che nulla potè contro l'audacia del gruppo; il ritrovamento del tesoro di Grungi che fece luccicare di gioa e di commozione gli occhi di tutti quanti; ma soprattutto ciò che non sparirà mai dai ricordi di Arrow é quanto successe dopo.
    Infatti tutti i nani trionfanti erano tornati a Minoc e Arrow era finalmente potuto entrare a Nanos Terram e prestare giuramento al Dio Terra per poter così diventare un dawi a tutti gli effetti. E così dopo tanto tempo passato a sognare questo momento era infine successo per davvero, il giovane nano non poteva ancora crederci. Lui che aveva trascorso l'infanzia praticamente da solo, per la seconda volta in pochi mesi era stato accolto in una famiglia. Infatti era entrato da poco a fare parte del Clan JhorkTromm: da quando la sua barba era cresciuta ed aveva preso quel colore argentato così caratteristico, il fedele amico Thor gli aveva offerto ufficialmente di entrare tra le Barbe d'Argento insieme a lui e i suoi fratelli Ori e Korum. E proprio con loro Arrow era andato a festeggiare in taverna subito dopo la conclusione delle cerimonie a Nanos Terram, ma dopo innumerevoli boccali di birra, quando quasi nessuno si reggeva più in piedi, Arrow se ne era andato ed era tornato da solo nelle profondità della montagna, a riflettere e ringraziare il Dio Terra per la grandissima opportunità che gli aveva concesso quel giorno e promettendo a sé stesso che si sarebbe impegnato ancora di più di quanto aveva fatto finora per proteggere la tanto amata città di Minoc e tutti i nani di Sosaria.

    Quando fece ritorno a Minoc il sole era già sorto, ma sebbene non avesse dormito, Arrow JhorkTromm non si sentiva per nulla stanco, anzi gli avvenimenti recenti avevano infuso in lui una nuova energia e così inizio subito una nuova fantastica fase della vita del nano con la Barba d'Argento...

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  • Fabripato
    ha risposto
    Erano ormai passati 2 mesi dall'arrivo di Thor a Minoc, ed egli aveva già appreso molte cose dai nani più anziani che abitavano li. Essi gli avevano anche spiegato che la miniera di Minoc non era più sicura come un tempo, ma lui vi passava ugualmente almeno 5 o 6 ore della sua giornata per reperire quei minerali che usava poi per allenarsi nell'arte del fabbro. Quel giorno aveva appena trovato un rarissimo zulu e stava per correre a depositarlo in banca, quando sentì del rumore provenire da fuori e si arrestò. Ormai quasi nessuno andava più nella miniera di Minoc, se non tagliagole e assassini. Thor si rannicchiò in un angolo sperando che non fosse quello stesso necromante che già tante volte lo aveva aggredito per rubargli tutto. Fu sollevato quando vide che non si trattava di lui, ma di un nano, seppur giovanissimo. Infatti era entrato nella miniera un giovane che poteva avere al massimo 20 anni, a cavallo di un pony nero. Thor pensò subito che non doveva essere di Minoc, altrimenti avrebbe cavalcato un lama come quasi tutti fanno da quelle parti. Ciò fu subito confermato appena il giovane si presentò: "Salve, il mio nome è Arrow, vengo da Britain, dove stavo imparando l'arte dell'arco e delle frecce, e prima ancora da molte altre città, ma i miei antenati sono di queste terre, e quindi so che solo qua posso trovare dei fabbri che possano forgiarmi un'armatura invincibile. Quale è il tuo nome minatore?"
    Thor quando fu sicuro che quel nano non gli avrebbe fatto del male, si rassicurò e spiegò ad Arrow che non era ancora esperto come i nani più vecchi, ma che poteva sicuramente forgiare un'armatura migliore di quella che aveva indosso in quel momento l'arciere.
    E così fece una nuova armatura ed un nuovo arco per Arrow, che felicissimo disse a Thor: "Questo arco e questa armatura sono leggerissimi ma allo stesso tempo hanno una resistenza fantastica, ti ringrazio davvero. Come potrò mai sdebitarmi con te?"
    Proprio in quel momento arrivò il necromante che tanto spaventava Thor, ma Arrow gli scagliò contro una freccia e lo mise in fuga.
    Così a Thor venne subito un'idea geniale e disse: "Io continuerò a forgiare per te qualsiasi cosa a patto che tu resti qua a Minoc e mi difenda da questi feroci assassini che vengono spesso a terrorizzare i minatori."
    Arrow accettò di buon grado e i due andarono subito alla taverna a bersi due boccali di birra. Da quel giorno i due giovani nani diventarono grandi amici e sostenendosi a vicenda entrambi migliorarono ulteriormente nelle loro arti tanto diverse.

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  • Fabripato
    ha iniziato la discussione [Background] Il Clan JhorkTromm

    [Background] Il Clan JhorkTromm

    Thor nacque da una famiglia di contadini e appena diventato adolescente iniziò a lavorare insieme al padre e al fratello Ori nei campi della famiglia. Una sera, mentre portava il raccolto in casa, intravide attraverso la porta dello scantinato un leggero luccichio; la sua curiosità da adolescente lo convinse a scendere per vedere di cosa si trattava. Trovò che il luccichio arrivava da un baule dove erano incise in oro le lettere T J T, la curiosità del ragazzo crebbe ancora di più e corse subito ad aprire il baule, dentro al quale trovò un piccone, un martello da fabbro e un foglio con scritte le seguenti parole:
    "Dopo avere vissuto per tutta la vita nella città di Minoc e dopo avere servito per oltre 200 anni il Dio Terra e il Rik Dawi grazie al mio lavoro, al mio piccone al mio martello, mi trovo costretto a interrompere il mio lavoro e ad andare a vivere in campagna con mio figlio, molto distante dalla mia amata città, perché la vecchiaia mi ha ormai sfiancato e lui non vuole continuare il mio mestiere. Scrivo dunque queste righe sperando che in futuro qualcuno dei miei eredi voglia riprendere una tradizione che sta per interrompersi dopo decine di generazioni di artigiani che si sono succedute. Depongo dunque in questo baule il mio piccone e martello leggendari, sperando che in futuro possano di nuovo essere usati da mani esperte come le mie.
    Thor JhorkTromm of Minoc"

    Thor corse subito dal padre per chiedergli chi fosse quell'uomo che si chiamava come lui, e il padre gli raccontò che era il suo bisnonno, il capostipite del clan JhorkTromm, e che egli aveva quel nome proprio in sua memoria.
    Dal giorno successivo, allora, il giovane Thor, cominciò ad allenarsi ogni giorno con il piccone e il martello, all'inizio con scarsi risultati, ma dopo alcuni mesi, quando iniziò a produrre utensili molto utili per il lavoro nei campi, il padre si accorse che suo figlio aveva talento e non stava solo giocando. Fu così che una mattina all’alba svegliò Thor e gli disse: "Figlio mio, oggi non lavoriamo nei campi, ti porto a visitare a Minoc!"
    Fu così che presero i cavalli e partirono alla volta di Minoc, dove arrivarono dopo 4 ore di viaggio. La felicità di Thor era immensa nel vedere tutti quei nani che lavoravano il ferro come faceva lui a casa, ma mille volte meglio. Fu così che prese la sua decisione e alla sera, quando era tempo di tornare a casa, disse al padre: "Io resto qua, questo è il mio posto, ti ringrazio per avermici portato perché finalmente ho scoperto come potrò riprendere il lavoro dei miei antenati. Tornerò a trovarvi quando sarò diventato un artigiano esperto."
    Il padre anche se a malincuore, accettò la decisione del figlio e fu così che iniziò la vita di Thor a Minoc.
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