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[Background] Il ritorno

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  • [Background] Il ritorno

    Il ritorno di Mijamoto e la sua truppa dalle guerre sembrava un miraggio, erano alcuni anni ormai che nessuno li vedeva, spariti ormai oltre le montagne Keldan. Anni difficili avevano passato girovagando tra le terre di Camelot e Vesper, lotte continue contro assassini, briganti, lupi, ragni giganti e dragoni, demoni e maghi, ma con Woland sempre allertato e pronto a scovare i passaggi più sicuri, e Noirtier e Mijamoto pronti a sconfiggere gli avventori che cercavano di far bottino o piu` semplicemente carne fresca, riuscirono a cavarsela.
    Passavano le giornate cercando nuove zone da liberare, si nutrivano di quello che catturavano, cucinato poi da Halford, il loro giovane cuoco e tutto ciò di cui avevano bisogno veniva fabbricato da Jack, con i materiali recuperati. Erano riusciti a sopravvivere ma non era quella la vita che volevano, non più, troppi spazi aperti, troppi pericoli, sentivano la mancanza delle grotte, della taverna, degli amici, della famiglia, della loro terra!
    Un giorno, appena dopo il pasto del mattino con carne di bisonte e birra magistralmente preparati come sempre da Halford, si imbatterono in un dragone dorato, uno talmente grande e bello che ne restarono affascinati, splendide erano le sue squame lucenti e maestose le sue ali.
    Woland subito cercò di renderlo mansueto , il suo desiderio era di addestrarlo ‘’QUESTO E’ PROPRIO UN BEL DRAGONE, DEVE DIVENTARE MIO AMICO’’ disse lisciandosi la lunga barba, ma la bestia non ne ebbe nessuna intenzione di ascoltare le parole del povero ranger che cadde a terra ferito al petto da una singola zampata con la corazza squarciata.
    Mentre il sangue del povero ranger sgorgava Noirtier il mago provò a curarlo aiutato da Halford e Jack,mentre Mijamoto, signore dalle mille battaglie alle spalle e dalle mille risorse, prese in mano la situazione e fronteggiò il bestione. Purtroppo per lui capì subito che non avrebbe avuto speranze, già dai primi colpi inferti infatti vide di non riuscire a scalfire nemmeno le prime scaglie della dura corazza del dragone, pensò quindi che c’era solo una cosa da fare per lui: portarlo lontano dai compagni e sperare di riuscire così a salvarli pur sapendo che la sua vita non sarebbe mai stata così corta come in quel momento.
    Lo attirò a se quindi con la sua lunga spada a due mani e quando la bestia partì al suo contrattacco corse, corse come mai aveva fatto, il suo fedele lama sembrava non toccasse nemmeno la terra sotto i suoi zoccoli, verso i boschi nella speranza che il drago lo perdesse di vista.
    Gli zoccoli del lama di Mijamoto furono l’ultima cosa che videro di lui i suoi compagni.
    Persi e spaesati da quell'incredibile e cruento incontro, dopo un paio di giorni passati cercando e riuscendo a far riprendere Woland dalle ferite, decisero che il loro compagno, il loro leader, andava ritrovato.
    Si misero così in cammino alla sua ricerca, seguendo le vie di sangue e orrore che il dragone si lasciava alle spalle, anche se sapevano bene che senza Mijamoto fossero più indifesi di prima ma dovevano ritrovarlo.
    Una sera, mentre si accingevano a chiudere gli occhi e riposare quelle poche ore che riuscivano sui loro giacigli di terra e foglie, Jack che era di guardia scorse una luce: ‘’SVEGLIA! DEVE ESSERE MIJAMOTO’’, disse, ‘’CI SIAMO!’’
    Subito allertati i suoi compagni si svegliarono all'istante, in pochi istanti erano già sui loro lama e incamminati verso quel bagliore: ‘’NON E’ NEMMENO TROPPO LONTANO’’ disse Woland.
    Partirono tutti, ma Noirtier non sembrava felice come gli altri, aveva un presentimento, era troppo bello e troppo facile averlo trovato così e lì vicino, ma nel fondo del suo cuore ci sperava un po’....


    "Forse sono il re degli imbecilli, l'ultimo rappresentante di una dinastia completamente estinta che credeva nella generosità e nell'eroismo!"

  • #2
    ...Arrivarono dopo poche ore, mentre il sole si accingeva a sorgere, alla luce che li aveva lì attirati, ma il presentimento del mago si rivelò subito giusto: era una squadra di Orchi, così numerosa che nemmeno loro avrebbero potuto tenergli testa.
    Subito le loro sentinelle li fiutarono e gli furono addosso, iniziarono così un durissimo scontro che durò tutta la mattina, persino Jack coi suoi martelli da fabbro ed Halford con il suo lupo ammaestrato da combattimento si destreggiarono come potettero, ma i nemici sembravano non finirei mai, ed erano praticamente allo sfinimento.
    Quando tutto sembrava perduto sentirono delle urla da dietro le linee nemiche e videro rotolare a terra nel bel mezzo dell’accampamento niente meno che la testa di quello che sembrava il capo degli orchi.
    Ci furono attimi di silenzio, tutti rimasero immobili, nemici e nani, solo allora comparve Mijamoto dalle retrovie nemiche: era vivo! Ed ora avevano qualche speranza pure loro, pensarono tutti assieme.
    Aveva seguito un orco di ritorno all'accampamento dall'avanscoperta ed era giunto a loro per caso o per fortuna.
    Solo la vista del loro leader gli diede la forza e il coraggio necessari per riprendere la battaglia. Fu un lunghissimo pomeriggio, la fame e la stanchezza si facevano sentire da molto ormai ma proprio sul calar della sera gli ultimi sforzi furono ripagati: i nemici che erano in tanti ma senza una guida al comando furono sconfitti e loro, sebbene ammaccati e feriti, furono salvi.
    Ma la loro salvezza passò in secondo piano e la felicità non fu mai tanta: avevano ritrovato il loro compagno, il loro fratello.
    Cercarono subito un posto sicuro per accamparsi, con le ultime forze Halford cucinò qualcosa e poco dopo andarono tutti a riposo, tutti tranne uno...
    Al sorgere del sole si svegliarono uno alla volta, ma Mijamoto era già in piedi, o meglio non aveva proprio chiuso occhio, una cosa troppo importante per tutti aveva scoperto, non aspettò quindi altro tempo: ‘’HO TROVATO LA STRADA CHE CI RIPORTERA’ A CASA’’.
    Gli sguardi dei nani furono di incredulità generale, subito dopo in un stato di felicità tale quasi da portarli al pianto, avrebbero finalmente rivisto la loro casa!
    Partirono subito quindi per le terre naniche e dopo qualche giorno arrivarono alle porte del Regno, non gli sembrava vero, finalmente erano tornati, NANOS TERRAM.


    "Forse sono il re degli imbecilli, l'ultimo rappresentante di una dinastia completamente estinta che credeva nella generosità e nell'eroismo!"

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    • #3
      Passarono solo alcuni mesi dal loro ritorno, e Mijamoto dava già i primi segni di un malessere interiore... forse gli mancavano le battaglie, l’avventura, o forse semplicemente si stava rendendo conto che le forze non erano più quelle di un tempo e non poteva più guidare i suoi amici come prima.
      Dopo la prematura dipartita di Jack poi, suo fidato amico e fabbro di famiglia per un male che neanche il miglior guaritore del Regno o le preghiere al Dio Terra riuscirono a fermare, si sentì sempre più inutile e spaesato in quella città che l’aveva visto nascere e crescere .
      ‘’Partirò e questa volta sarà per sempre, non ho più nulla da dare qui ’’ pensò una mattina, alzatosi presto come al solito, quindi raccolse le sue poche cose, più che altro armi e la sua fedele armatura e qualche pozione fatta da Noirtier per le emergenze e lasciò la sua casa.
      ...ADDIO MINOC, ADDIO KELDAN, ADDIO NANOS TERRAM, ADDIO AMICI MIEI...


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