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[Background] Dal diario di Bordo

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  • [Background] Dal diario di Bordo

    Settimo giorno di navigazione: il mare è calmo, i porti che ho toccato finora si sono dimostrati sempre ospitali, la gente è estremamente cordiale, eppure c'è qualche cosa nell'aria che non saprei spiegare.
    Saranno gli echi della guerra che giungono anche qui nel profondo Sud, o forse sarà che da troppo tempo sono lontano dalla tranquilla vita dei campi di Occlo...

    Ottavo giorno di navigazione: ho ripescato un tesoro sommerso, un discreto guadagno che mi ripaga di tante giornate a mangiare pesce essiccato, e senza altra compagnia che quella dei gabbiani.
    Sono stato attaccato da un altro serpente di mare, che però ho ucciso senza troppi problemi: la loro pelle ha un bel colore, utile per farci sacchetti, scarpe, armature!
    Gli Incantesimi del Mare acquistati al mercato di Britain stanno finendo, l'ultima pergamena si è paurosamente assottigliata, tra non molto sarò in balia delle acque, e delle Forze Elementali che pullulano negli abissi.

    Nono giorno di navigazione: sto per incrociare il Pilastro del Serpente: ricordo che da bambino mi affascinavano i racconti che parlavano di questo luogo leggendario.
    Da qui si aprivano le Porte che conducevano ad altri mari, ancora più pericolosi, che portavano alle Terre Perdute, ed ai loro Orrori.
    Ringrazio Zoe perchè questo abisso sia ormai sigillato: sarebbe tremendo per gli Uomini se da questo Portale si riaprisse il Varco.

    Decimo giorno di navigazione: ho subito un attacco feroce da parte di una creatura malvagia, figlia dell'acqua. Mi ha avvelenato fin quasi a morte: ho potuto salvarmi soltanto grazie ai pesci azzurri che si possono pescare in queste acque.
    Il vecchio marinaio nella taverna di Trinsic me ne aveva parlato, ma ancora non li avevo usati.
    Per fortuna ne avevo con me una piccola scorta!
    Sono riuscito comunque ad uccidere il mostro, e la mia attenzione è stata catturata da un relitto galleggiante!.
    Gettando la rete ho raccolto il relitto: si tratta della prua di una nave, o di ciò che ne è rimasto: e possibile leggere ancora il nome dello sfortunato vascello:

    Debris

    chissà da quanto tempo sono affondati? E chissà se ancora qualcuno sta aspettando di riabbracciare i membri dello sfortunato equipaggio?

    Undicesimo giorno di navigazione: ho ripreso la rotta di Casa, non vedo l'ora di sedermi ad un tavolo, di bere dell'acqua pulita e di mangiare del buon cibo appena cotto.
    Porterò con me il relitto, spero che qualcuno possa riconoscere la barca, che qualcuno ne ricordi il nome: per le famiglie di quei poveri marinai, per i loro bambini, è giusto portare la notizia del naufragio, anche se da solo potrei non averne il coraggio.

    Dodicesimo giorno di navigazione: finalmente sono attraccato, prenderò un gate, non ho la forza di mettermi a cavallo.
    Durante la battaglia contro l'Elementale la barca andava alla deriva, non sono nemmeno sicuro della locazione esatta del ritrovamento del relitto: posto comunque uno screen, se qualcuno conoscesse il nome di questa barca, avvisi le famiglie che il Mare ha riscosso il suo Tributo, come purtroppo ogni tanto accade.

    Ultima modifica di 44rgo; 19-02-2010, 23:26.
    Argo [ZoE] Tessitore di Trame
    Bortolo [ZoE] Farmer e cuoco personale di Argo
    Meghello Bel Dur [ZoE] Crafter bergamasco
    Il Tempo non ha fretta, ne pietà . Quindi verrà il giorno, e quel giorno, Tu Crederai di Ridere.
    Originariamente inviato da Longobong
    se cercassi amicizia uscirei di casa *_*

    Originariamente inviato da TyrantZHI

    Datevi ad alchemy!

  • #2
    In ogni leggenda si nasconde un fondamento di verità

    Il mare è tranquillo, una leggera brezza spira da Sud, portando profumo di fiori e pioggia recente.
    Getto la lenza, e ripenso all'incontro di poco fa.
    Un altro navigante, un cacciatore di tesori come me: avevo già incontrato il nobile Boromir, credo in qualche mercato, o per le vie della Capitale.
    Ripenso alle sue parole e medito: è possibile che non si tratti soltanto di una leggenda?
    Boromir mi ha parlato di una Nave misteriosa, la nave più veloce di Sosaria, e del suo equipaggio, di feroci Corsari, sempre a caccia di ricchezze, e temo anche di teste di sventurati marinai, di ricchi mercanti, di semplici viaggiatori.
    Forse la Debris è caduta sotto i colpi dei Corsari?
    Il sole sta per tramontare, il vento è cresciuto di intensità, credo sia ora di rientrare.
    La pesca è stata buona: credo che venderò con profitto le mie ceste di pesce.
    Alzo la vela, dirigo il timone verso la vicina Ke' Lithil, là troverò un ormeggio sicuro.
    Forse nelle taverne qualche vecchio marinaio saprà dirmi qualche cosa in più su questa fantomatica Nave Corsara.
    Mi volto spesso, mentre tengo il timone: ho quasi la sensazione di essere "spiato"... seguito da non so quale soprannaturale presenza.
    Scorgo le luci del porto, ci sono altre navi ormeggiate: non vedo l'ora di scolarmi un paio di birre seduto davanti ad un camino acceso.
    Il nome della Nave mi ronza nella testa, così come le parole di Boromir:
    "Si dice che la nave sia la più veloce di Sosaria, e che il suo equipaggio sia composto da feroci Corsari, sempre in cerca di tesori favolosi.... la Perla Nera, così la chiamano!".
    Getto l'ancora, scendo a terra e mi volto per l'ultima volta a scrutare l'orizzonte: l'acqua ormai è nera, le ultime fiamme del tramonto si spengono sfumando il sangue in inchiostro.
    A piccolo trotto dirigo il mio pony verso le porte della città, sento rumori di bicchieri provenire dalla taverna, ed un profumino di maialino arrosto che quasi mi fa cadere da cavallo: credo che sarà, tutto sommato, una bellissima serata.
    Ultima modifica di 44rgo; 21-06-2015, 16:12.
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    • #3
      Io con Ekklasturn sono un cercatore di tesori,da questa estate ormai,e appena comprata la mia nave gli diedi nome La Perla Nera,ma non sono io la nave corsara,ci tenevo a dirlo per dovere di cronaca

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      • #4
        Somewhere, on the sea.

        Sono leggermente preoccupato: da parecchie ore non si alza il vento.
        Butto la lenza e aspetto, con pazienza, spero di rimediare il pasto, anche se sono quasi stanco di mangiare pesce per colazione, pranzo e cena.
        Però il silenzio che si può ascoltare qui non è paragonabile a niente altro: ti ricarica la mente.
        Il sole è alto, dovrei essere a qualche miglio di distanza dalla terraferma, perlomeno quegli uccelli lassù dimostrano che hanno un nido a distanza d'ali: sono piccoli passeri,non migratori dall'ala lunga.
        Non riesco a dimenticare la barca di Boromir, ancorata al largo.
        Fu lui a parlarmi della Leggenda, a nominare la Perla nera.. ed ora la sua barca è li, ferma all'ancora in alto mare, e di lui nessuna traccia.
        E' li da parecchio, ero passato dallo stesso parallelo anche in un viaggio meno recente, diretto a Sud, ma non avevo fatto caso al nome inciso sulla fiancata.
        ieri l'ho rivista, e ho riconosciuto il punto esatto: il sestante ha confermato la mia intuizione, ed ho controllato sul Giornale di Bordo la data dell'incontro.
        Non v'è dubbio che la barca sia la sua, ed è li da quel giorno.
        Maledico la mia sventataggine, ho lasciato scivolare lo strumento e mi è caduto in acqua, inabissandosi.
        Dovrei essere forse a metà strada fra Occlo e Northgard, ma non ho modo di verificare: maledizione a quando ho deciso di seguire la Rotta Meridionale, certo la Corrente del Sud aiuta, ma se non si alza il vento prevedo che pescherò ancora per diversi giorni.
        Ha abboccato: uno scorfanetto rosso, brutto da vedere, ma ottimo condito con succo di limone ed olio.... ed il vento non si alza!.
        Decido di cenare, controllo la scorta d'acqua, che si è ridotta di molto: dovrò razionarla al massimo.
        Scendo sottocoperta e chiudo il boccaporto, sperando di incontrare dei sogni favorevoli, o perlomeno di non affondare insieme all'Aurora Seconda: un rumore sordo di tuono in lontananza non mi fa presagire niente di buono, ma comunque vada il Destino sa sempre cosa fare di noi, basta assecondarlo.
        Ultima modifica di 44rgo; 18-05-2010, 19:44.
        Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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        • #5
          Terra!

          Mi sveglia un rumore secco, legno che si sfascia!
          Corro fuori, sulla tolda, e scopro con disappunto che il vento (finalmente s'è alzato..per Zoe!), ha rotto la catena dell'ancora e mi ha trascinato non so dove.
          La punta dello scoglio è penetrata di quasi un metro nel fianco della mia povera nave.
          Sento gorgogliare nella stiva, il ponte si sta paurosamente inclinando da una parte, faccio fatica a mantenermi in equilibrio.
          Non c'è tempo per pensare: devo trovare una via di uscita, mentre la nave si piega su se stessa, inesorabilmente, scricchiola di più, quasi si divide in due tronconi....
          Lo scricchiolio è cessato: il ponte è quasi verticale rispetto alla superficie dell'acqua ma la barca non affonda.
          Poi mi rendo conto: lo scoglio è in realtà una lunga lama di roccia, forse la punta di un'antica montagna affiorante, ha trafitto a morte Aurora Seconda, inchiodandola come in croce, infilzata come su uno spiedo!
          Va bene il Destino... ma non la vedo per niente semplice stavolta!
          Mi agrappo al bordo della chiglia, riesco ad issarmi piu in alto, e abbracciando il pennone salgo sulla coffa, scruto il lontananza, e sento un fischio.
          Si! Sono delfini: animali intelligentissimi, devo soltanto riuscire ad attirare la loro attenzione.. ma come?
          Cerco nello zaino, molte cose, l'infinito corredo inutile di un PP... forse... forse.. ecco!
          Estraggo un piccolo Liuto, un ricordo del mio anziano Genitore che mi insegnò le prime note, tocco le corde, piccoli arpeggi, qualche scala, poi una melodia infantile che ricordo mio padre mi suonava quando non volevo saperne di dormire.
          I Delfini si stanno allontanando, sento i loro fischi farsi più deboli, e perdo le speranze.
          Ma le mia dita ora vanno a memoria, da sole accarezzano le corde leggendo gli spartiti dell'anima, e la musica sale, gira, fluttua intorno.
          Il branco rallenta, vedo i loro guizzi d'argento avvicinarsi ora , una femmina li guida, è elegantissima, figlia dell'acqua e sorella del vento: con grazia i delfini si fanno intorno alla croce di pietra: un buffo umano sta suonando per loro, e la cosa li diverte parecchio!
          Wath a nice Dolphin! Ive always wanted a Dolphin like You! Dolphin wanna be my friend?.
          Beh... ce l'ho fatta: amica mia Delfina, scusami per lo scherzetto, ma non mi andava di essiccarmi insieme ai miei pesci.
          Rimetto il liuto nello zaino, mi calo in acqua e l'amica Delfina si fa vicina.
          La accarezzo sul muso, lei struscia il naso contro la mia pancia e le salgo in groppa.
          Mai cavalcato un delfino prima d'ora... devo dire che puzza molto meno dei Dwarf Lama, ed è gia qualcosa!.
          Aje.. portami via di qua.
          Getto uno sguardo al relitto , gli spruzzi salmastri mi entrano negli occhi e nelle narici, ma forse mi sono salvatoanche questa volta.
          I fischi dei delfini accompagnano la galoppata, le onde confondono mare e cielo in un turbine di schiuma, e l'amica mia Delfina sembra sapere dove andare.
          Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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          • #6
            Finalmente al sicuro?

            I delfini nuotano veloci, non riesco piu a distinguere niente, e mi tengo stretto al dorso della mia cavalcaura improvvisata per non scivolare in mare.
            L'acqua è fredda, probabilmente sono molto più a Nord di quanto pensassi ieri sera: sento nelle gambe e sulla schiena come fossero infiniti coltelli che trafiggono la carne, punte feroci di ghiaccio che penetra fino alle ossa.
            Ho perso la sensibilità delle dita (di quelle che mi sono rimaste!) ed il freddo mi fa quasi mancare i sensi.
            lo zaino mi pende al fianco, il suo stesso peso potrebbe trascinarmi a fondo in un un momento.
            Estraggo un rotolo di bende, che porto sempre con me per ogni evenienza, e con cui ho sempre medicato le ferite mie, o dei mei compagni di avventure.... il solo ricordarli mi da la forza di tenermi in sella, se così si puo dire, con la benda improvviso una fune, me la giro intorno al tronco e poi la avvolgo al corpo del delfino, che capisce e non si ribella.
            Mi stringo il piu che posso, assicurandomi all'animale con giri stretti.... poi accarezzo lo zaino, e prego rivolto agli Dei che mi facciano toccare terra.
            Penso ai Predatori, ed al Messaggio che gli sto recando: la Missione non è ancora compiuta, semplicemente non posso morire, non ora!.
            Freddo, ghiaccio.. il dolore alle gambe ed alla schiena è sparito, come d'incanto, o forse più semplicemente sono morto, e quindi sto vedendo le luci dell'Ade che si fanno più vicine, si ingrandiscono, intravedo un piccolo faro, e le banchine di legno di un porto semi abbandonato.
            Il delfini si avvicinano, la mia amica fischia allegramente, rallenta l'andatura e siamo a riva.
            Ho soltanto la forza di recidere le bende che ci legano: All release... Dolphin can run free again!.
            Grazie amica mia.. grazie, penso, ma cado nell'acqua bassa, a faccia in giù.
            Sputo la sabbia salata e carponi, strisciando, imprecando e trascinandomi esco dall'acqua, sempre strisciando procedo, in mezzo alla neve che è dappertutto...
            Poi un ultimo pensiero, prima di svenire "Proprio come temevo... sono finito a Northgard, o ad Asgard: finirò macellato dalle lame dei Barbari...."
            Mi raccontano che ho dormito, delirando per quasi sei giorni: devo la mia vita soltanto ad un ubriaco che , uscito dalla Taverna li vicino per evacuare la birra in eccesso ha visto un essere mezzo uomo e mezzo pesce arrivare dal mare, partorirmi e tornare all'oceano che circonda l'isola.
            Sono diventato praticamente la leggenda locale, il pescatore salvato dai delfini, ed alcuni bambini si divertono ad osservarmi dalla finestra perchè si dice che io abbia le pinne, e non le gambe.
            Ho comunque scoperto con la massima sorpresa, che Nortghard non è più la tetra capitale del terrore, come invece molti la ricordano: i feroci Barbari che la dominavano si sono allontanati da tempo, e molte famiglie ormai abitano case e palazzi, gente allegra, ospitale, anche se comunque il carattere è un po meno socievole, un pò meno aperto rispetto alle Genti del Sud, ma comunque gente onesta, che lavora sodo, e che sopporta la morsa del Gelo perenne con stoicismo e filosofia.
            Ieri sera poi, una novità per tutti: gli avventori abituali discutevano di uno strano avviso comparso nella bacheca cittadina.
            Strano dicevano, perchè la Bacheca della città era da tempo in disuso, eppure una pergamena scritta con calligrafia pulita e chiara, annunciava a tutti gli abitanti di una riunione ormai prossima.
            Stranissimo evento: ho voluto leggere con i miei occhi quel comunicato fuori dal tempo, e chi lo firma mi ha incuriosito non poco.
            Peccato non potermi fermare più a lungo: ho cose importanti da fare, e devo trovare al più presto un passaggio per Moonglow.
            Domani passerà una nave mercantile, fa la spola tra le isole seguendo la Corrente Madre e rifornisce Taverne e Mercati di merci altrimenti introvabili, stoffe, gemme preziose e alcool, oh si, alcool a fiumi!
            Avrò tempo e modo di incontrare questo Ranef di cui tanto si incomincia ormai a ciarlare, nei Lupanari di tutta Sosaria.
            Ultima modifica di 44rgo; 28-05-2010, 16:46.
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            • #7
              Si salpa di nuovo

              Il Comandante della nave mercantile deve avere avuto degli antenati corsari, o pirati addirittura: ha preteso 250.000 monete d'oro per portarmi a Moonglow, del resto ho molta fretta, non potevo di certo mettermi a contrattare.
              Fortunatamente il banchiere non ha fatto storie, sebbene non mi conosca come cliente mi ha anticipato la somma necessaria per il viaggio, seppur pretendendo come pegno la mia armatura di Platino....
              Questa bagnarola ha l'aria di tenere il mare per scommessa: le assi del ponte sono intagliate da profonde crepe in più punti, ed anche la murata presenta molti tratti ormai crollati, altri recano vistosi segni dei rampini d'arrembaggio.
              Non oso chiedere informazioni ai marinai dell'equipaggio, che tra di loro parlano in una lingua che mi è del tutto sconosciuta.
              La maggior parte di essi ha la pelle scura, occhi rossi ed inquietanti: molti masticano erbapipa e tutti, nessuno escluso, ogni sera si riempie di birra e poi cade riverso sui tavolacci, addormentandosi di un sonno profondo.
              La puzza di rancido permea l'aria, solo a tratti la brezza di Levante riesce a spazzarla via per un momento, ed in quel breve istante respiro a bocca aperta , per allontanare il disgusto.
              Il Capitano ieri sera mi ha voltuto come gradito ospite a cena (con quello che ho pagato avremmo potuto benissimo cenare nel salone di Lord British serviti dalle Vergini di Papua vestite di veli d'organza... ma vabbè).
              Uomo strano il vecchio.
              Compìto, di certo sa esattamente come comportarsi a tavola, e con gli ospiti: abbiamo conversto di tutto, purchè si trattasse di argomenti di pubblico dominio.
              Il Capitano sa perfettamente che cosa sta succedendo in ogni angolo di Sosaria, dei difficili equilibri tra Regni ed Alleanze, delle dicerie e dei pettegolezzi di corte che in ogni palazzo da Nord Sud rallegrano le serate delle Dame e dei Cavalieri di ogni Casato...
              Ma guai a fare domande dirette sui suoi traffici, sulla sua provenienza, sulle sue destinazioni: il vecchio diventa restio, cambia discorso, ordina altro vino, e non scuce nessuna informazione a suo riguardo, ne tantomeno sui suoi uomini.
              E' un vecchio di stirpe Barbarica: ha lunghi capelli bianchi, raccolti dietro e fermati da un piccolo laccio di perle di Norhgard, al lobo dell'orecchio sinistro pende un orecchino di foggia strana, una piccola mezzaluna in metallo Zulu, con un diamante bianco incastonato al centro.
              Veste un fasetto dorato, pantaloni ampi di stoffa morbida e di colore argenteo.
              Ai piedi calza robusti stivali di pelle di Drago, rossi e sempre lucidati alla perfezione dal suo inseparabile domestico personale, un Goblin dall'aria truce, e con una profonda cicatrice sulla guancia destra.
              Il capitano ha un serpente tatuato, che a partire dal polso sinistro si arrotola lungo il braccio, fino a salire sulla spalla, e la testa a fauci spalancate affonda i denti velenosi nei tendini del collo.
              Si chiama Marhand, o perlomeno così dice di chiamarsi, ed io non ho altre domande da porgli, temendo di insospettirlo sullo scopo del mio viaggio, e temendo di attirare l'attenzione del suo Secondo sul contenuto della bisaccia che porto al fianco, e da cui non mi separo mai....
              Da dietro il servo Goblin mi guarda di traverso, e se potesse, mi reciderebbe volentieri la trachea con un colpo del coltello che porta sempre appeso alla cintura.
              Non vedo l'ora di tornare a casa!
              Mi congedo dopo la sontuosa cena (Aringhe e cipolle e tortino di funghi), e chiudo a chiave la porta della mia "cabina" di lusso: un piccolo ripostiglio in un angolo buio del ponte di mezzana.
              Spengo la lanterna, e mi stringo nella vecchia coperta: domani al tramonto saremo finalmente in porto, e potrò riabbracciare i miei fedeli Compagni.
              Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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              • #8
                Ritorno a casa

                Ritorno a casa, finalmente!
                Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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                • #9
                  [prigioniero in casa propria]

                  Non ricordo nemmeno quanto tempo sia trascorso da allora.
                  So soltanto che spesso, la notte, mi capita di svegliarmi di soprassalto, e mi pare di vedere la luce azzurra di quelle lune così chiare, che inonda la stanza.
                  Sempre più spesso mi ritrovo a cercare di dimenticare il passato, la gloria, e le situazioni in cui ci trovammo, e da cui non sembrava ci fosse via d'uscita.
                  Ormai quel che è stato è stato: il tempo ha già sepolto il nostro passato sotto una coltre di polvere che via via si fa più spessa, più grigia, e ormai lo stesso ricordo si affievolisce, sfuma nel mito, e le generazioni che verranno non capiranno mai il significato di quei giorni e di quei momenti.
                  Mi rigiro nel letto, sento lo scalpiccio irritante delle Guardie Order, la ronda passa proprio davanti a casa mia, e sono costretto a vivere da recluso, a nascondermi e a difendermi dai loro spietati attacchi.
                  Che pazzia!
                  Del resto al cuore non si comanda, ne tantomeno si può disubbidire agli ordini.
                  Abbiamo dovuto rapire Helen nonstante sapessimo che questo avrebbe significato guerra, ma ormai siamo in ballo.
                  A volte mi chiedo se sia stato giusto issare bandiera nera, ma lo sguardo fiero dei miei compagni, ed il suo sventolio quieto mi convincono che in fondo, il mio destino era già segnato.
                  Soffio sulla candela, la ronda maledetta si sta allontanando, ormai mancano poche ore all'alba, ed è quasi domani.
                  Argo [ZoE] Tessitore di Trame
                  Bortolo [ZoE] Farmer e cuoco personale di Argo
                  Meghello Bel Dur [ZoE] Crafter bergamasco
                  Il Tempo non ha fretta, ne pietà . Quindi verrà il giorno, e quel giorno, Tu Crederai di Ridere.
                  Originariamente inviato da Longobong
                  se cercassi amicizia uscirei di casa *_*

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                  • #10
                    [Tramonto]

                    Mi fa sempre un effetto strano osservare le lune sorgere dal mare, mi riporta indietro nel tempo, ed i ricordi non sono mai soltanto una buona compagnia, ma spesso, sempre più spesso, un fardello da portare.
                    Eppure, sebbene il peso ci schiacci le membra, è un bagaglio che fa parte di noi, senza di esso non saremmo ciò che siamo, ne avremmo strumenti, provviste ed armi per affrontare quello che il Destino ci prepara.
                    Ascolto il silenzio, e gli Echi di Sosaria portano notizie che tutti conoscevano, ma che comunque ci sorprendono, rattristano... sprònano forse?
                    Ormai Mastro Ozer è uno di noi, il gentile Erik, il coraggioso Bruce: anche loro, come me, si sono trovati sotto queste bandiere nere, ma ci siamo conosciuti in epoche lontane, quando tutti avevamo un'altra luce che ci guidava, quando eravamo forse pedine di un disegno ancora più grande, ma siamo vivi, ed il bagaglio dei nostri sogni sbiaditi ci sarà viatico, da lui attingeremo ogni volta che ce ne sarà bisogno, perchè non si dimentica il coraggio, perchè non si cancellano le cicatrici, ne tantomeno si abbandonano gli amici, i fratelli, quando viene il momento di schierarsi.
                    Sono un umano fortunato, ho potuto condividere una briciola di magia tra le Verdi Foglie, e non scorderò mai la luce che brillava negli occhi antichi di Thyabel quando benediceva il suo popolo.
                    Anche se il tempo ha deciso per tutti, so che ovunque ed in qualsiasi fragente, potrò sempre contare sul coraggio e sulla lealtà dei suoi figli, ormai dispersi ai quattro angoli del Mondo.
                    Spero che anche altri ricorderanno, e che verrà un futuro in cui qualcuno troverà la voglia e la forza di raccogliere il pensiero e la fede del Piccolo Popolo, perchè da l'altrieri siamo tutti un pò più tristi, un pò più piccoli, ed un pò più soli.
                    Argo, colui che fu il Tessitore di Trame.
                    Ultima modifica di 44rgo; 09-10-2010, 00:59.
                    Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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                    • #11
                      [Jonathan Harker]

                      Guardo la vela che si fa più piccola, e ripenso alla notte appena trascorsa.
                      Una missiva recapitatami da un mozzo mi ha convocato qua, su questo piccolo molo nascosto tra gli alberi.
                      Harker è stato di poche parole, come sempre del resto, ma quelle parole segnano ancora una volta il mio destino personale, impongono scelte, decisioni, oneri.... credevo di non sentirmi pronto, ma ormai mi ci sto abituando.
                      Del resto la situazione in se è divenuta quasi insostenibile, i nostri uomini cadono a decine sotto le spade dei Cavalieri Legio, o trafitti dalle frecce avvelenate delle loro maledette Guardie Order, in moltissime città siamo ormai kos, banditi da cacciare e uccidere, e purtroppo già qualcuno ha disertato (mi fa male pensarci!).
                      E tutto questo per una donna?
                      Mah..... sono molto scettico al riguardo: certo, non che Helen non sia una creatura che può far girare la testa a molti maschi, ma da li a trascinarci tutti in una guerra senza speranze, ne corre.
                      La bionda ranger riposava tranquilla, sono passato dal nascondiglio in cui la teniamo, e le sentinelle mi hanno assicurato che sembra essersi calmata da qualche giorno.
                      La vela è ormai un puntino quasi impercettibile, l'alba ha ceduto il passo al nuovo sole, che risplende su Sosaria.
                      Il Capitano Jonathan Harker , accompagnato da alcuni dei suoi uomini di fiducia, ha levato le ancore, diretto non si sa dove, ne per quanto.
                      Da questo momento, sulla Stone dei Jolly Rogers c'è il nome di Argo, che fu Tessitore di Trame, e Custode del Messaggio del Castello di Moonglov.
                      Sputo per terra, e trattengo un'imprecazione: monto a cavallo e mi allontano a piccolo trotto.
                      Ormai è giorno pieno, e come sempre avrò un sacco di lavoro da fare!

                      Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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                      • #12
                        [Che Zoe ti protegga]

                        Un rumore mi sveglia: ho sentito il tocco della campana che annunciava il cambio della guardia, ma non è stata la campana a svegliarmi.
                        Questi tavolacci sono così scomodi che il sonno non è mai così profondo come si vorrebbe... saranno i topi che infestano la stiva, eppure odo un fruscio soffocato.
                        Mi volto su un fianco, mentre allungo il braccio per cercare l'impugnatura della mazza che non abbandono mai, sento il cuoio dell'impugnatura, è freddo come queste coperte.
                        I miei occhi si sono abituati alla penombra, una sola candela brucia sul fondo della camerata, e vedo un'ombra muoversi vicino alla branda di Sirnoyz.
                        Poi mi rendo conto che si tratta proprio di lui: lo osservo muoversi furtivamente, scalzo per non fare rumore, ma con la cotta di maglia indossata.
                        Ha uno zaino in mano, lo sta riempiendo delle sue cose, che toglie dal baule ai piedi del letto.
                        Ora capisco, del resto era nell'aria e sapevo che prima o poi sarebbe successo, solo che.... non avrei voluto che accadesse.
                        Mi volto piano, sdraiato guardo il soffitto di travi tarlate che è il ponte della Smoking Queen, e ripenso a tutti gli eventi che ci hanno portati li.
                        Penso a quei giorni eroici in cui credevamo che il mondo fosse nostro, ed al nostro incontro .
                        Quanta acqua è passata sotto i ponti, quante risate, e lacrime, quanto sangue e quanta sparanza abbiamo bsuciato sull'altare della nostra virtuale immortalità.
                        Ed ora, alla fine, hai deciso amico mio.
                        Anche se sapevo che sarebbe successo, so che non l'avrei voluto: tutto qui.
                        Il giovane macer stringe i lacci del suo zaino, con gli stivali in mano per non fare rumore si volta verso il corridoio, e piano piano si allontana verso l'uscita... poi si ferma, guarda nella mia direzione, e per un attimo sembra quasi che i nostri occhi si incrocino nel buio, sembra che le mie e le sue domande si scontrino in aria e che spacchino il silenzio, che saturino l'aria pronte a scatenare una tempesta.
                        Ma non è così, è buio ed io sto dormendo, lo sappiamo entrambi.
                        Sirnoyz si volta piano, sale le scale e va incontro al suo destino: ciao Noyz, non ti dimenticheremo.
                        Un tocco lieve di campana, le onde si infrangono sulle fiancate del nostro galeone, e dal piccolo oblò sopra la mia testa occhieggiano le piccole stelle: una tra le più piccole è diversa dalle altre, è azzurra, splende come Icerock.
                        Sorrido mestamente, asciugo gli occhi e li richiudo, finchè non tornerà il sonno che mi riporti indietro.
                        Argo
                        Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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                        Il Tempo non ha fretta, ne pietà . Quindi verrà il giorno, e quel giorno, Tu Crederai di Ridere.
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                        • #13
                          [Ricordi]

                          E' passato del tempo, è vero.... ma la vallata sembra essersi fermata a quei giorni.
                          Questa piccola e strana costruzione pare ancora risuonare dei colpi delle nostre inutili spade.
                          Mi volto a guardare la roccia, e sento rizzarsi i peli sulla nuca: mi è parso di udire ancora quella risata beffarda, infernale.

                          Ancora mi pare di udire le grida dei mie compagni che con me cercavano di combattere l'incubo che si era materializzato sulla terra, e che aveva scelto proprio noi, tra le genti, per provare la sua superiorità.
                          Ricordo questa piccola stanza, rivedo il corpo senza vita di M, il colore del sangue che dal collo mozzato si allargava in una pozza rotonda e scura.
                          Sento ancora il peso di quel fagotto azzurro in cui avvolsi la sua testa, per riportarne lo spirito alla luce delle lune di Moonglow.
                          La risata di Leviathan a volte mi sveglia di soprassalto, e mi scopro sudato, ma con le mani fredde, ed il cuore ancora più di ghiaccio, se mai sia possibile.
                          Non dimentichiamo la tua sfida, e sappiamo che fu soltanto un gioco del destino se riuscimmo a sopravviverti, e a sopravvivere anche a noi stessi.
                          Ma non dimentico che dietro ad ogni mossa non c'eri soltanto tu, immondo essere, ma anche gli altri Dei sotoponevano a prove grandi e piccole le Genti di Sosaria, si manifestavano, si stavano risvegliano, mostravano al Mondo la Potenza e la Maestosità, l'Inganno ed il Perdono: erano tempi eroici, e grandiosi.
                          In ciascuno di quei momenti io c'ero, NOI c'eravamo, ma ormai non serve ricordarlo, le Genti guardano altrove sempre più in fretta, e sempre più spesso.
                          Ad ogni giro di ruota si propone sulla scena un nuovo Profeta, un nuovo Mentore, e non ve n'è uno che non abbia (così almeno dice) la verità vera nella bisaccia.
                          I Predatori non si sono mai prostrati davati a te, o ad altri Dei: semplicemente la nostra Missione era un'altra, ed i nostri destini erano scritti dallo Straniero che in ogni frammento di Mondain possiede l'ultima chiave, e che ci spinse a vestire i colori del cielo.
                          Ecco ciò che manca, e la forza della Suprema Sintesi, della Sua rivelazione, fu un gesto che doveva segnare la storia.
                          Ecco perchè il Messaggio non può morire, perchè le idee non muoiono finchè l'ultimo Custode avrà vita.
                          Volto le spalle alla costruzione, il sole è quasi alto al punto giusto... ci siamo.
                          Cammino verso il fondo della vallata, respiro piano ed ascolto il canto degli uccelli, il gorgogliare della cascata dall'altra parte del monte, e conto i miei passi: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette........


                          Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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                          • #14
                            [Ricordi]

                            ..... quarantanove, cinquanta.
                            E' mezzogiorno, il sole è alto, e l'ombra dell'Oak cade in un punto preciso, solo in questo giorno dell'anno, ed a quest'ora, la sua ombra sfiora il masso.
                            Procedo veloce, in silenzio.
                            Mi tolgo l'elmo perchè il sudore mi impedisce di vedere bene, affondo la vanga sempre più in profondità: ecco, può bastare.
                            Dallo zaino estraggo il piccolo fagotto, lo poso delicatamente nalla buca e mi accingo a ricoprirlo di terra.... ma qualcosa mi trattiene.
                            Lo estraggo di nuovo e lo appoggio nell'erba, mentre il canto degli uccelli sembra essersi fermato: apro l'involto è detro c'è lo scrigno.
                            Prendo la chiave che porto appesa al collo insieme al medaglione, e lo apro.
                            Con le mani che tremano sollevo il coperchio, ed anche se so a memoria che cosa contiene, la luce che ne scaturisce mi mozza ancora il fiato.
                            Una tunica, che brilla di luce propria, di un colore che a Sosaria non esiste più, racchiude la forza della Luna, ed è azzurra come le pietre di ghiaccio.
                            Una mazza da guerra, il manico di cuoio scuro, le sue borchie sono consumate dall'uso, ma ha ancora il potere di convincere molte teste recalcitranti, potrà servire a qualcuno in futuro.
                            Accanto allo scudo una piccola pergamena, legata da un nastro dello stesso colore azzurro, riposa dimenticata.
                            Potrei recitarla a memoria, ricordo il giorno in cui la scrissi, quando la trasportai per mare e la nascosi ai mercanti avidi che mi imbarcarono a Northgard, ricordo la sera in cui giurammo di difenderla a costo della vita...
                            Ricordo anche come la Stone perse il suo colore quando si spense, e di come ad uno ad uno ci perdemmo per le vie di Sosaria.



                            Ma sappiamo chi siamo, ci conosciamo uno per uno, e se gli Dei vorranno verrà anche il giorno in cui ci chiameremo per nome, ad uno ad uno, il giorno in cui i discepoli dell'Avatar riprenderanno il loro cammino sulla via della luce.
                            Per ora è l'unica cosa da farsi, la migliore.
                            Richiudo lo scrigno, e lo ricopro di terra, compattando la buca appena scavata.
                            Tra pochi giorni l'erba tornerà a gemogliare, tra poche lune cadrà la neve, e più avanti il fiume del Tempo ci avrà trascinati a valle, dove avremo alto da fare.
                            Ma la memoria vive, ed il Messaggio è qui mentre il Custode gioca altre carte, recita altre parti, e non dimentica.
                            Risalgo a cavallo, in fretta cerco l'uscita, e spero di non fare cattivi incontri: no ho molti posti in cui andare ormai, e molte cose da fare (per altri e non per me) ma qualcuno deve pur farle.
                            Argo
                            Tessitore di Trame, e Custode del Messaggio.
                            Argo [ZoE] Tessitore di Trame
                            Bortolo [ZoE] Farmer e cuoco personale di Argo
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                              [Canarino viaggiatore ? ]

                              Mi piace stare sul ponte della Smoking Queen, al mattino l'aria che arriva dal mare ha un buon odore, sa di libertà e di fiori lontani , e di terre da esplorare.
                              Le onde fanno dondolare piano il ponte, la tolda è deserta, alcuni della ciurma sono in paese a fare provviste, altri si staranno scannando in qualche sotterraneo per pochi spiccioli......
                              Il mio umore è sempre più nero, non faccio altro che chiedermi se valeva la pena di arrivare a tanto.
                              Poi sento un battere d'ali, con un frulllo un uccellino giallo si posa sul ponte, si avvicina alla casettina in legno dove la sua compagna accudisce il nido e si posa quieto sul trespolo.
                              Aspettavo un segnale, spero sia quello buono... eppure non mi fido fino in fondo, non ci credo più di tanto.
                              Prendo una manciata di becchime, lo poso nella ciotolina del nido, e con delicatezza prendo il canarino.
                              Entro nella cabina di Harker, e mi siedo alla sua scrivania: un laccio di seta tiene legata alla zampa del canarino una pergamena sottile, strettamente arrotolata.
                              La svolgo ed inizio a leggere le righe: riconosco la calligrafia alla prima occhiata, è quella di Serpe, il carpentiere di bordo, e braccio destro del Capitano Harker.



                              Quel balordo, oltre che averci gettato in un vicolo senza uscita, ci manda ordini perentori, e gli ordini qui non si discutono....
                              Apro la porta e lascio che il canarino viaggiatore torni dalla sua compagna: almeno lui ha assolto il suo compito, per lui la missione è finita, fino al prossimo viaggio.
                              Sputo per terra e riprendo la lettura del messaggio.....
                              Argo [ZoE] Tessitore di Trame
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