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[BG] Lega delle Ombre

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  • [BG] Lega delle Ombre

    Nel corso di una vita, sia essa felice e prospera o triste e stentata, chiunque, prima o poi, si ritrova a fare i conti con se stesso, con le proprie scelte passate, con i propri limiti.
    Per Gestas, quel momento era arrivato: viveva nell’ombra, puntando al solo interesse personale da quando aveva memoria, limitando il più possibile le interazioni dirette con gli altri, ma ora il suo nome cominciava ad essere conosciuto, e non era un bene per un ladro.
    Dalla sua casa, a Wind, osservava non visto avventurieri stranieri attraversare la città indisturbati, incuranti e irrispettosi del popolo che una volta dominava la città e non solo, e sempre più spesso alcuni di questi sostavano alla sua porta, cercando di capire se lui fosse all’interno o meno; sapeva bene che per quanto continuasse a migliorarsi, per quanto la sua ricerca sulle ombre e sulle tecniche degli assassini del passato non conoscesse tregua, prima o poi qualcuno lo avrebbe scovato e abbattuto in maniera definitiva, anziché imprigionarlo o abbandonarlo moribondo in qualche angolo sudicio di una delle città dove esercitava la sua ‘arte’.
    Valeva la pena continuare?
    Le sue vittime si facevano di volta in volta più attente, più prudenti, pochi si facevano ancora cogliere di sorpresa, e cominciavano ad esserci cacciatori e piccole squadre di ricerca, come già era accaduto in passato, che cercavano di trovare lui, e i pochi altri come lui.
    Per esperienza, la cosa migliore da fare era quella di ritirarsi per un po’, far calmare le acque, lasciare che ‘Gestas ’ diventasse un ricordo sbiadito nelle menti di chi era stato colpito e derubato in una miniera, o di chi aveva scoperto di aver perso la spada proprio quando ne aveva bisogno; c’era poco da fare, agire da solo aveva l’indubbio vantaggio di attirare meno l’attenzione, e di non dover dividere il bottino, ma ora che l’allerta era alta e i suoi nemici sempre più numerosi, agire da solo si rivelava un limite invalicabile, non poteva competere in un combattimento alla pari con un guerriero o con un mago, doveva prima ‘alleggerirli’ delle armi, dei reagenti, delle varie possibilità di curarsi, assicurarsi che le guardie della città non potessero raggiungerlo, colpire con il suo veleno, seguire il malcapitato come un serpente, prendere il più possibile e sparire in fretta, e se all’inizio nessuno o quasi considerava la possibilità che ci fossero ladri in circolazione anche al di fuori delle miniere, rendendosi conto dell’errore quando era ormai troppo tardi, ora era costretto a limitare i propri furti a singoli oggetti sfilati dalle sacche dei distratti, prima che i ‘rinforzi’ arrivassero a scovarlo, attendendo immobile ore ed ore prima che qualche malcapitato arrivasse a tiro.
    Per di più, era aumentata la concorrenza, nascosto nell’ombra vedeva altri ladri posizionarsi in qualche angolo buio, in attesa come lui, sempre più spesso li vedeva storditi a terra e ripuliti di tutto, opera di qualcuno che era stato più accorto di loro.
    Si domandava se le loro motivazioni coincidessero con le sue, non per trovare un punto in comune, ma per semplice curiosità.
    Era stato addestrato a Wind: la decadenza che aveva colto i Drow, privi di un casato dominante da moltissimo tempo, non gli aveva impedito di ottenere la formazione tipica della sua razza, e mettere in pratica quanto appreso era il suo modo di offrire un tributo alle divinità del suo popolo.
    Col tempo, il tutto aveva un po’ perso il significato più profondo, lasciando spazio al gusto personale, alla sfida con se stesso. Proprio per questo, era restio a smettere…
    ‘ Un’ ultima volta, poi mi fermo ’ ripeté a se stesso.
    La piazza era deserta.
    Da QUATTRO ore.
    Poi eccolo: un uomo a piedi, in lontananza, risaliva la via, da solo; ebbe appena il tempo di scorgerlo, prima che passasse in una zona d’ombra e, semplicemente, svanisse davanti ai suoi occhi.
    Concorrenza, appunto.
    Eppure qualcosa nei pochi movimenti che aveva visto, gli ricordava un amico..
    Attese, contando i secondi che secondo lui servivano per raggiungere la piazza..
    Rischiare?
    Emerse dall’ombra, giusto il tempo di pronunciare un nome: ‘Odysseus?’ e svanì di nuovo.
    Dall’altro lato della piazza, lontano dai pochi lampioni che la illuminavano, l’arciere emerse dall’ombra: ‘Ohoh! Quanto tempo! Ancora a sbirciare sotto i vestiti?’
    Non avrebbe mai capito come Odysseus de Rash, potesse essere sempre così incurante delle regole di buonsenso: se ne stava lì, fuori dal suo nascondiglio, col suo sorriso, in attesa di una risposta alla battuta, come se fossero in una taverna isolata invece che in una piazza dove erano ricercati..
    ‘Dovresti essere più prudente…’
    ‘Ahahah ma se non c’e’ nessuno, dai, allora come te la passi?’
    ‘Ci spostiamo?’
    ‘E va bene, va bene…’

    ‘Allora? Si dice in giro che ti sia dato molto da fare nell’ultimo periodo eh? Frutta bene?’
    Si erano spostati nel bosco all’esterno della città, era ancora notte.
    ‘Non mi posso lamentare, tu che mi dici? Sei ancora un buon tiratore?’
    ‘Certo! Con chi pensi di parlare!’
    Si erano conosciuti nelle fila dei Cross, Odysseus aveva seguito per anni il credo del Chaos, e quando i suoi compagni si erano riuniti sotto il simbolo del loro credo, li aveva seguiti nella loro vendetta contro la dea che prima avevano adorato.
    Gestas invece era entrato a far parte del gruppo solo in seguito, quando gli arcieri più capaci si erano riuniti in una sorta di sottoclan specializzato in incursioni a sorpresa all’interno delle città, tutti padroneggiavano le tecniche per muoversi nell’ombra, anche se nessuno tanto quanto lui, che di contro difettava nell’uso delle armi. Per questo era lui a muoversi attorno alle vittime, a selezionarle, talvolta a renderle più facili da abbattere.
    ‘E tu, fai ancora quelle trappole infernali? Ricordo che Veyron ne ha aperta una per sbaglio e ci è quasi rimasto secco ahahah!’
    ‘E’ come andare a cavallo, una volta imparato… e comunque colpa sua che si è dimenticato, a proposito, lo hai più visto?’ sorrise.
    ‘No, magari ci è davvero rimasto secco!’
    Il tempo volava sull’onda dei ricordi, e i due assassini se ne resero conto solo al sorgere del sole, impegnati nel rievocare le piccole imprese del passato.
    ‘Meglio rientrare non credi?’
    ‘Ehhh che gruppo che eravamo, ti ricordi quando…’
    ‘Odysseus… è giorno..’
    ‘E cosa sei? Un vampiro? Ahahaha piuttosto, stavo pensando, che ne diresti di rimetterci in società? Saranno i racconti, i ricordi, o il fatto che da solo non si conclude poi molto, ma non mi dispiacerebbe riavere il nostro spione a aprire la strada…’
    ‘Nostro?’
    ‘Beh sono ancora in contatto con qualcuno del nostro clan, se così vogliamo chiamarlo…’
    ‘Quanto ti serve per organizzare un incontro?’
    ‘Qualche giorno, ho anche un paio di facce nuove che potrebbero essere interessate..’
    Così, pochi giorni dopo, eccoli ritrovarsi fuori città, in piena notte, c’erano Odysseus, Sting Ray e un giovane umano.
    ‘Pochi ma buoni, giusto? Presentati ragazzo’
    ‘Mi chiamo Keziah, Keziah Hardy, ho conosciuto Sting Ray mesi fa, sono il suo allievo e voglio diventare…’
    ‘Mi dispiace ragazzo, deve essere stato brutto’
    ‘Oh ladro, non ti prender troppe libertà!’
    Sting Ray, anch’egli ex membro dei Kaos prima e dei Cross in seguito, esperto tiratore e maestro dei veleni, aveva un carattere più acceso dei suoi compagni, più cedevole all’ira, ma sempre un ottimo combattente.
    ‘Che ne dite allora? Si fa?’
    ‘Ci sto’
    ‘Certo’
    ‘Se va bene per lui, contate su di me’
    Così ebbe inizio, in una foresta anonima, mosse i primi passi la Lega delle Ombre, con uno scopo comune molto semplice, arricchirsi, il piccolo gruppo partì unito alla ricerca di una base dove raccogliere i bottini e organizzarsi, un pugno di uomini che ancora non sapeva cosa il futuro avesse in serbo per loro…
    sigpic
    τῷ οὖν τόξῳ ὄνομα βίος, ἔργον δὲ θάνατος
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