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[Background] B'aaz'zinator

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    Una torcia illuminava debolmente gli antichi cunicoli nei quali un manipolo di uomini si era addentrato, ossa, qualche arma spezzata, la pavimentazione a tratti scheggiata erano i silenziosi testimoni di quell'inferno nei quali piano piano avanzavano. Un'ultima figura, distante appena da far scandire nel buio il suo lento e calmo camminare, seguiva i ben più furtivi e letali alleati. Man mano che il percorso andava a mutare in saliscendi impercettibili la sensazione crescente di sprofondare in un abisso era alimentata dai cadaveri freschi di bestie immonde e dall'umidità che faceva brillare anche al buio i vecchi mattoni neri. In lontananza voci di uomini ed urla di bestie, altri suoni inqualificabili e qualche bagliore alla fine del corridoio preannunciavano l'arrivo nell'antro che stava cercando, forse avrebbe trovato ciò che cercava. Corpi agonizzanti questa volta di uomini, non i suoi; che avevano perso ormai ogni previlegio dell'esser considerati essere umani, ma di ciò che si direbbe "gente per bene" costellavano la via. Con il suo passo calmo arrivò ad il salone immenso, come di pochi altri ne aveva visti nel suo viaggio terreno, al centro del quale un enorme dragone squarciava le tenebre sfiammando in terra ed in aria, illuminando gloriosamente la fine di quei cavalieri rimasti ancora in vita, in guerra contro il drago e contro i nuovi nemici appena arrivati. Durò un lampo, nel vero senso della parola. Uno dei figuri ricorse ad una potente magia dell'aria e pose fine a ciò che sarebbe potuto durare un tempo infinito mantenendo sempre negli occhi di chi guarda bellezza e stupore. Un dragone a terra, fiamme che lentamente morivano agli angoli del salone, il silenzio dei caduti in battaglia, ciò che stava cercando non era più lì. Ora le fiamme erano si deboli, ma solo dentro di lui ed andavano man mano spegnendosi a seguito dell'ennesimo buco nell'acqua. Ad illuminare quell'enorme tomba c'era solo il portale magico blu cobalto che uno dopo l'altro inghiottiva gli spietati mietitori. Un cavaliere o quello che fu un tempo, dal volto celato dal suo elmo spesso e logoro guardava verso di lui prima di fare un cenno col capo e attraversare il portale. Con il suo lento passo anche l'ultima figura giunse davanti al portale, illuminandone la sagoma, l'ultima cosa che vide l'ultimo sopravvissuto fu il bagliore del portale magico definire la creatura sinistra davanti a se, la luce dardeggiava attraverso gli angoli della sua armatura, persino attraverso la testa potè giurare di aver visto la luce magica, come se non avesse gli occhi, come se fosse un teschio. Un silenzio condiviso portò entrambi altrove.




    Tempo dopo...

    Ygrette volgeva lo sguardo oltre le montagne a fissare le nuvole che correvano attraverso uno splendido cielo azzurro che regalava un'assaggio di estate ancora lontana. Jhonny e Nena due orfanelli approdati al tempio di Aether quando Nena era ancora in fasce avevano trovato nella sacerdotessa la figura materna che non avevano mai avuto e passavano le giornate adempiendo a piccoli compiti in quel piccolo angolo di paradiso sulle sponde di grande lago.
    "Quando il volere di Zoe vorrà sciogliere il legame con il mio corpo vorrei che fosse in una giornata come questa, dove il vento possa raccogliere la mia essenza e farla viaggiare come quelle nuvole."
    I bambini erano indiretti spettatori delle riflessioni della sacerdotessa e ne potevano fare esperienza. Nena era la più incline ad ascoltare ciò che usciva e non usciva dalla bocca di Ygrette. Adorava la natura e seguiva sempre il fratellone a raccogliere limoni ed arance utilizzate sia nelle cucine che nella sala del tempio dove le bucce venivano messe nei bracieri per profumare l'ambiente. Arrivarono non poco lontani quando Jhonny alla vista di una strana figura ebbe un sussulto e bloccò Nena. Aveva sentito un brivido di freddo percorrere tutta la schiena fino alle gambe quando vide un uomo in armatura, in piedi intento a fissare il lago. Non tentò la fortuna e non si avvicinò oltre, tornando al tempio per parlarne alla sacerdotessa. Ygrette tuttavia rasserenerò i due fanciulli dicendogli che Zoe non avrebbe mai chiamato a se due giovani come loro all'interno dell'influenza di quel tempio. Nei due giorni successivi fratello e sorella ebbero la curiosità crescente di quella figura che fissava il lago, sempre intenta a guardare il lago. Solo Nena si fece coraggio e si avvicinò a meno di una decina di metri dall'uomo. Disse che ebbe fiducia negli animali che nonostante quella presenza erano in completa armonia con la natura. Jhonny non fù così coraggioso e solo dopo qualche attimo di esitazione prese per la mano Nena e tornò al tempio. Dopo una corsa affannosa con il fiato rotto dalla corsa agitata Jhonny chiese alla sorellina cosa le fosse preso, lei indispettita per essere stata interrotta gli rispose di esser riuscita ad ascoltare una breve e monofona litania: "Non è il momento". Non videro più quell'uomo sulle sponde del lago, il vento oltre le nuvole aveva portato altrove anche lui.
    sigpic

    B'aaz'zinator [ReV] - sword svantaggiato di quinto
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