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Eirynwen - Tempra e Ordine

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  • Eirynwen - Tempra e Ordine

    Tempra e Ordine

    *Con passo felpato solcava il praticello frapposto tra il Bosco Maledetto e Ondachiara. Il tramonto era quasi giunto al culmine e molto presto il sole avrebbe lasciato il posto alla sorella luna. Gli ultimi raggi arancioni colpirono il corpo minuto e snello dell’elfa illuminandole gli occhi di un azzurro acceso.
    Mentre percorreva terreno il tintinnio lieve dell’armatura si propagava tenuemente tra la natura e la foschia.
    Si sedette poi su di una masso e piegando un ginocchio, che portò al petto, contemplò tacitamente per qualche attimo il Bosco*


    Era tutto così calmo, così dannatamente tranquillo.

    E invece siete lì, che vi muovete sinuosi e silenziosi in attesa di un qualche stolto sventurato di cui potrete cibarvi con avarizia…

    Erano trascorsi poco più di una 25ina di anni dopo la loro partenza e il conseguente mancato ritorno. Anni passati a sperare in una loro riapparizione. Ma nulla.

    Ve li siete presi…

    La loro, anzi la causa di Tessena era

    E’!...

    da considerarsi una giusta causa. Poiché coloro che sono divenuti licantropi non lo sono diventati per loro scelta ma per volontà selvaggia ed istintiva di altri medesimi esemplari, è giusto che tutti nessuno escluso possa godere del libero arbitrio: riprendersi la vita di cui erano in possesso o continuare una vita disseminata di istinti animaleschi e priva di raziocinio.

    Per quanto vi conoscessi bene, suppongo che, nel caso vi abbiano preso abbiate preferito la morte piuttosto che una sottomissione ad un degrado celebrale e intellettivo del genere…

    Un atto che sicuramente avrebbe preservato la superiorità elfica, sia nel corpo che nella mente. Sacrificarsi per non intaccare l’ordine per cui tanto si combatteva.

    Ma a questo gli umani, ma in generale le altre razze ne sono ciechi. Non comprendono il significato di poter scegliere….

    Libertà.

    Per loro non vuol dire altro che essere privi di padroni e quindi agire in maniera impulsiva il più delle volte, scatenando su di essi le punizioni delle leggi. Non comprendono che nella sacro concetto della Libertà vi è racchiuso un significato più profondo…

    Un significato così puro e sacro agli Dei che neanche noi elfi possiamo comprenderne pienamente.

    Le parole dell’elfa si persero tra i miriadi di steli d’erba che coloravano piacevolmente il prato di un verde acceso e tra la brezza che le smosse un poco i capelli corvini e che le accarezzò delicatamente il fine volto.

    Combattere. Uccidere. Sangue.

    Per loro basta questo. Certo se si possiedono capacità combattive non poco ottime bisogna esserne orgogliosi ma lo bisogna essere ancor di più quando si è consci del fatto di quando farne un libero sfoggio dando a coloro che ci guardando o che ci sfidano l’onore del nostro talento…

    Ripensare alla conversazione avuta con quel novizio miliziano, Will, la fece sorridere. Un sorriso perfetto le increspò le labbra sfoggiando una dentatura perfetta e bianca come le ossa.
    Un sorriso divertito.

    Quanta stoltezza e ingenuità è racchiusa nelle loro deboli menti? Deboli perché è facile che esse siano sviate da desideri… Persino i nani a volte presentano tratti di razionalità degna di questo nome, dovuta all’onore e alla loro vasta saggezza…

    Ma come le altre razze di fronte alla battaglia e ad una pinta di birra è facile che si distraggano decidendo di farsi avvolgere da tali piaceri.

    Soltanto per una notizia, l’elfa considerava la conversazione avuta con Will importante.

    Melisanda…

    La donna guerriero, la paladina che tornando al villaggio dopo aver attraversato l’insito Bosco Maledetto aveva informato Will ed altri che oltre la radura vi era situato un altro villaggio. Vi era altra vita.

    E allora perché costringerci ad una vita delimitata da questo Bosco dannato dagli Dei? Non è forse nostro diritto espandere le nostre conoscenze portando l’ordine in quelle terre dove vi regna il più totale caos?

    Devo riuscire a parlare con questa donna onorevole, o, con questa donna mentitrice.

    *Prima di accommiatarsi e rientrare in locanda rivolse una sentita preghiera ad Odma. Diverse ore dopo a notte oramai inoltrata il frinire costante dei grilli fu appena smussato dall’ovattato rumore causato dal passo leggiadro dell’elfa, che era tornata ad osservare il Bosco.*
    Eirynwen - Seguace di Odma


  • #2
    Dati di fatto

    *Tamburellando con voluta lentezza le dita sul parapetto del ponticello posto sopra il fiumiciattolo che tagliava in due il borgo, l’elfa a braccia conserte osservava il cielo e le acque placide scorrere lentamente sotto i suoi occhi blu accesi.*

    Posso forse avere il diritto di biasimarli? O meglio biasimarlo?
    Will.
    Uno stolto, niente di più.
    E’ solo uno dei tanti che con la propria impulsività e avventatezza giungerà ben preso dinanzi alla morte, prematuramente ovviamente.
    A volte alcuni di loro mi fanno non poco pena. Così sperduti in questo lembo di terra isolato da tutti e tutto, oserei anche aggiungere dimenticato dagli Dei, ma so che non è così.
    Loro sono con noi. O almeno Odma è con me, ed è altrettanto sicuro che la fede cieca di Melisande non sia riposta in una illusione ma ben sì in una divinità capace e giusta, sotto molti punti di vista.
    Lei si merita le attenzioni di Lui più di chiunque altro le stia intorno.


    Patetico…

    Una bizzarra idea mi è balenata nella mente. Bizzarra per quanto stuzzicante e curiosa.
    Di parlarne con quello stolto di Will non ne ho la minima intenzione, potrebbe scambiare la mia confidenza come una sorta di pretesto per riallacciare i rapporti o addirittura per scusarmi di quanto accaduto in locanda.

    O anche peggio…

    *Trasse una risatina divertita scuotendo lievemente la testa, facendo ondeggiare dolcemente la lunga treccia corvina.*

    Dovrò richiedere udienza di nuovo a Melisande.
    Lei per lo meno sembra avere più qualità di giudizio e autocontrollo rispetto al suo consanguineo.
    Vedremo cosa ne uscirà fuori.
    Un dato è certo, dovrò sottomettermi al volere di altri e imparare a tacere quando non mi sarà richiesto di parlare ma…

    Non penso proprio ci riuscirò, il mio sangue me lo impedisce.

    Tuttavia vale la pena tentare, ciò mi darà sicuramente la possibilità di confrontarmi con qualcuno che possa istruirmi ulteriormente sull’uso delle armi e al contempo conoscere il territorio esterno ad Ondachiara.
    Il mio obbiettivo primario rimane quello di cooperare con Tessena e sperare di riportare alla ragione gli afflitti dalla licantropia.

    Se riuscirò ad entrarne a far parte forse potrò insinuare tra loro le mie opinioni.

    Sicuro.

    *Un affascinante sorriso, capace di far divenire rosso qualsiasi essere vivente per l’imbarazzo, affiorò sulle sottili labbra dell’elfa che ricompostasi tornò in locanda, decidendo sul da farsi.*
    Eirynwen - Seguace di Odma

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    • #3
      Consigli, errori, pregiudizi.

      *Chiuse il grosso tomo legislativo e prese fiato. Pochi minuti dopo, con indosso un semplice abito aderente, l’elfa volteggiava fluida in un intreccio infinito ed elegante di colpi rivolti ad un nemico immaginario.
      L’addestramento alle arti combattive e alla mente lucida si protrasse a lungo. Ad ogni colpo schizzetti di sudore venivano scagliati nel vuoto, disperdendosi poi nell’aria. Rivoletti rigavano i morbidi tratti di viso dell’elfa che stoicamente portava avanti quella danza combattiva…*


      Consigli.
      Mi sorprende il fatto che molti di loro si predispongano per fornire dei consigli. Nulla da obiettare se tali consigli fosse rivolti ad altri. Ciò che più mi urta è che essi si rivolgano a me come fossi una poppante inesperta.

      Sei altezzosa…

      Lo sono e non me ne pento, è giusto che io sia così. Ma loro, nel più profondo lo sono più di me. La superbia spinge loro a pronunciar parole che essi stessi dovrebbero ben ascoltare poiché nel momento stesso in cui tali frasi lasciano la loro bocca, essi commettono un errore.

      I pregiudizi allora?

      Pregiudizi io? Sì ne ho qualcuno ma sto ben attenta dall’esprimermi. Non mi baso altro che su fatti realmente accaduti che danno conferma, purtroppo, ai miei pensieri.

      Se non si è a conoscenza di qualcosa sarebbe più saggio apprendere invece di dare giudizi a sproposito…

      *Un affondo con la mano aperta dinanzi a sé ed una risatina divertita e sarcastica venne emessa dalla bocca di lei. Uno lieve trillo cristallino che si profuse per tutta la camera*

      Che idiozia! Avrò ricevuto questo consiglio da ben tre stolti di cui mi rammarico averci perso del tempo e del fiato.
      Mi auguro che gli Dei possano illuminarli donandogli quella ragione che hanno sepolto solo gli Dei sanno dove.
      Se qualcuno ora avesse il potere di sondare la mia mente e mettermi a nudo sicuramente mi etichetterebbe come un’elfa superba dalle stravaganti manie di grandezza e razzista nei confronti di altre razze.

      Non è così vero?

      Ovvio che no! I miei sono giudizi su dei dati di fatto. Quelle sciocche persone rappresentano nella loro stoltezza e ingenuità una flebile minaccia per quelle leggi che garantiscono ordine e sicurezza.
      Flebile.
      Ma che ha tutto il tempo di divenire più gravosa.

      Non sei sola comunque…

      Fortunatamente no. Le persone degne della mia attenzione sono così poche che si contano sulle dita di una mano.
      Mi auguro solo che mantengano questo loro portamento e che non si facciano influenzare dal raziocinio mediocre che possiede questa gente.

      Pensi davvero questo della tua stessa gente? Dei tuoi compatrioti? Perché allora ti danni per la loro libertà e per un ordine che possa fornirgli una grado di vita migliore?

      Un diritto di tutti è potersi migliorare. La libertà offre questa meravigliosa opzione. Come già detto ci sono uomini che nella mediocrità si fanno notare per le loro spiccate osservazioni e interessanti ragionamenti, perché gli altri non dovrebbero migliorare?
      Tutti hanno il sacrosanto diritto di ambire ad una condizione migliore tuttavia essa non cadrà mai dal cielo come un dono magnanimo di qualche divinità. No. Per raggiungere tale scopo vi ci vuole pazienza, zelo e sacrificio.

      I stessi requisiti che hai tu con questa gente no? Oh pilastro di granito irremovibile…

      *Quell’ultimo pensiero la deconcentrò e la fece affiorare un sincero sorriso divertito sulle sottile ed affascinanti labbra.*

      Sì, è proprio un cristallo che risplende nel bel mezzo di comuni e semplici rocce….

      *Ricomponendosi riprese il proprio addestramento sino al calare delle tenebre.*
      Eirynwen - Seguace di Odma

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      • #4
        Pregi e Difetti - I

        *Osservò con scarso interesse il gruppetto di persone riunite tutte intorno al cofanetto che teneva in mano Will. Senza dire o fare altro l’elfa si allontanò da quella marmaglia di gente incuriosita e fece ritorno al villaggio massaggiandosi cautamente il grosso bernoccolo che le si era formato sulla fronte.*

        Mi duole…

        Non duole tanto più la ferita causata da quella pietra scagliata fortuitamente dal goblin che ha avuto la fortuna di colpirmi. No. Duole più il fatto che mi sia lasciata prendere, confermando il fatto che non ero ben attenta a quanto stava accadendo intorno a me.
        Se fossi stata vigile avrei schivato senza problemi la pietra e sicuramente avrei conficcato una freccia tra gli occhi di uno di quei mostriciattoli verdi.

        <<Carne da macello per goblin>>
        … Ah che Odma mi preservi da tanta stupidità ed esuberanza!

        Ciò che è accaduto quest’oggi mi è stato utile per analizzare coloro i quali, rispetto agli altri quieti cittadini, possiedono quella voglia che li spinge ad andare oltre ai limiti impostici dal Bosco Maledetto.
        Il risultato finale è stato pressoché negativo.
        Circondata per lo più da selvaggi mezz’orchi spudorati e puzzolenti e da umani che lasciano che sia il filo della lama tagliente della loro arma a parlare invece che le parole.
        Avventatezza, incompetenza e stupidità.
        Siano lodati gli Dei quando dico che tra questa bolgia di esseri viventi privi di buon senso vi spiccano individui cui la ragionevolezza non scorre soltanto nella mente e nel cervello ma anche nel sangue stesso.

        Il Cristallo si è fatto ancor più splendente tra l’ammasso di massi da cui è circondato… Le sue intenzioni erano ben ponderate ma qualche maniaco del sangue e della lotta si è lasciato per sbaglio prendere la mano…

        Non in pochi poi hanno mostrato di avere una coda di paglia più grossa di quattro balle di fieno ammucchiate tra loro!
        Arren.
        Quel singolare bardo è stato per me fonte di curiosità e attenzione.
        Nel suo essere costretto muto credo sia quello che, insieme a Tavros e al Cristallo, abbia usato al meglio la propria testa, cercando di capire quanto stava accadendo senza lasciarsi prendere dalla foga dell’evento.
        E’ proprio vero che a volte le parole sono inutili e che sguardi ed espressioni dicano molto più.
        Il sorriso di lui…

        ….o quello di lei….

        Ho avuto un leggero fremito nell’osservarli. Una reazione dovuta molto probabilmente al stordimento.
        Mentre qualcuno irradiava serenità e sicurezza altri elementi trasmettevano se non irritazione, molto caos.
        A volte mi chiedo come la milizia possa accogliere tra le proprie fila degli incompetenti dichiarati.
        Fossi stata nei panni del Comandante Yal avrei sicuramente non solo richiamato quello stolto e impulsivo quale è Will ma lo avrei rinchiuso in una saletta della mensa a pelare patate sinché il buonsenso non gli si fosse inculcato bene in testa.

        Che gli Dei possano guidarlo e assisterlo in quella via insidiosa che lui stesso ha reso tale…

        <<Eirynwien… Se continuerai a denigrarli in questo modo la prossima volta che verrai tramortita non ti aspettare di ricevere aiuto…>>

        Ah mio caro Tavros…

        Denigrare…non è proprio quello il termine adatto. Riferisco loro solo aspetti ben evidenti di alcune cose. I miei sono richiami volti a migliorare la loro inferiorità mentale ed intellettiva complessiva.

        <<Sia mai di essere aiutata da mani tremolanti e poco pratiche…. Per mia enorme fortuna – e che Odma sia lodato – in mio aiuto sono accorse le persone che reputo più competenti e che hanno le giuste potenzialità per poter divenire degli esempi di vita da imitare…>>

        Mi è ormai noto, come lo è stato già in passato – ma ora ne sono certa poiché ho avuto delle più chiare conferme – che i richiami, per coloro i quali credono di essere nel giusto quando invero sono dalla parte opposta, non fanno altro che rodere di invidia e gelosia l’animo di quegli individui le cui azioni e pensieri vengono commentati perché incoerenti o sconclusionati.

        Mostro loro come una mente…una buona mente, elabora pensieri e supposizioni basandosi su fattori concreti ed estrapolando da essi ciò che può essere realizzabile in un futuro ignoto a noi esseri mortali.

        In pochi hanno effettivamente questo grandioso dono, in tanti invece sono quelli che credono di averlo e che nell’illusione e nel pavoneggiarsi lo usano maldestramente credendo addirittura di aver ragione.
        Mi basti soffermarmi con quanto accaduto con quell’hin sprovveduto e maldestro quanto la maggior parte dei miei compagni.
        L’autocontrollo non è un termine che credo concepiscano e possano comprendere, chi può farlo sicuramente è il Cristallo. Ne ha le capacità, e in più di un’occasione lo ha dimostrato. Autocontrollo e saggezza, una combinazione entusiasmante.
        Ma l’avventatezza e l’irruenza di altri non hanno permesso che questi squisiti doni fossero sfruttati al meglio.

        In quanto alla richiesta del mezz’orco…

        <<Non nascondo il fatto che mi diverta il pensiero di mostrargli personalmente quanto chiede ma molto probabilmente opterò per un tomo, dove con i suoi ambigui e perversi pensieri potrà sbavare sulle pagine e stimolarsi con le sue stesse putride manacce… Avrà comunque una risposta, sono un’elfa di parola, io.>>

        *Ridacchiando appena tra sé emettendo suoni cristallini, l’occhio attento dell’elfa ricadde sull’affisso emesso dal Sindaco e le labbra si strinsero e si contorsero in una lieve smorfia di disappunto e notorietà nonché di disapprovazione*

        Fate in modo che finisca

        <<Mio Signore Odma con la vostra benedizione mi presenterò dinanzi il Comandante Yal per offrire i miei servigi in quanto vostra ferma devota. Mi auguro che possa portare ordine in questo momento caotico. Il Cristallo di Destas sarà un ottimo aiuto…mio Signore>>

        *Dopo aver rivolto quella riverenziale e sommessa preghiera al proprio Dio l’elfa si recò in locanda nel suo alloggio dove trascorse le sue 4 necessarie ore di profondo trance.*
        Eirynwen - Seguace di Odma

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        • #5
          Primi passi

          Il primo passo è stato compiuto. Ora verrà il grosso del lavoro: portare il giusto ordine tra queste fila di zoticoni e incompetenti miliziani.
          Bisognerà far comprendere alla maggior parte di essi quali sono i doveri di ogni miliziano che si rispetti e quali sono i diritti di cui può vantarsi.
          L’abuso di potere non è contemplato, ne lo è il pregiudizio.
          Tengo a precisare, di nuovo, che il mio non è pregiudizio bensì un giudizio, basato su quanto i miei occhi hanno osservato e le mie orecchie udito. E’ noto come l’incapacità e l’irrazionalità sia vasta all’interno di nuclei appartenenti ad altre razze.
          Onestamente credevo di trovare nel Comandante Yaal un individuo più diligente e rispettoso ma ho potuto appurare con amarezza quanto sia orgoglioso. Il che lo porta a sottovalutare chi gli si presenta dinanzi, soprattutto coloro i quali appaiono come fragili elfi che a stento potrebbero brandire una spada.
          Spacconeria anche da parte sua. Non mi stupisco poi così tanto se alcuni dei suoi uomini siano avventati. Suppongo pongano la forza bruta e la propria presenza intimidatorio al primo posto.

          Un errore…che ovviamente andrà corretto.

          *Diede un’occhiata alla pergamena consegnatele al termine del colloquio con il Comandante Yaal, quindi intingendo appena la punta della penna piumata nel calamaio, fece fluire l’inchiostro sulla pergamena tracciando eleganti lettere volte a riempire quei spazi necessari per ufficializzare la collaborazione con la milizia.*

          Che mi detestino pure, sarò paziente ma anche esigente con coloro i quali non rispettano i canoni del far valere la legge. Ogni trasgressione verrà prontamente riferita al Comandante Yaal, e ciò mi servirà anche per analizzare il metodo di rigore che egli ha nei riguardi dei suoi sottoposti.

          *Annusò per un veloce istante le proprie mani ed arricciò il naso per il lieve puzzo che emenarono*

          «Ho ancora il puzzo di quel mezz’orco… e solo perché ho impugnato l’arco che mi ha prestato. Non oso immaginare se…no meglio liberarsi di questi pensieri fetidi e osceni…darò lui un semplice tomo, anche se temo non sappia neanche cosa vuol dire leggere e scrivere…nel caso si riveli un ignorante dovrò arrangiarmi»

          *Compostamente e con eleganza si alzò dirigendosi verso una piccola bagnarola di legno contenente dell’acqua e lì vi si sciacquo per bene le mani*

          Inoltre devo avvisare Melisanda della mia necessità di munirmi di arco, mi auguro sia ancora disposta a consegnarlo in prestito, almeno sinchè non avremo compiuto insieme l’incarico affidatoci da Mastro Yacopu.

          «E come se non bastasse dovremo attendere i comodi oziosi di Gunther…»

          *Fermatasi una ciocca di capelli corvini dietro l’orecchio a punta si mise nuovamente seduta e pazientemente riprese a compilare il modulo che avrebbe poi consegnato alla milizia*
          Eirynwen - Seguace di Odma

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