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"Il Sentiero tra la Luce e l'Ombra" - le cronache di Khyber Eriadon

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  • "Il Sentiero tra la Luce e l'Ombra" - le cronache di Khyber Eriadon

    Aveva passato la notte alla capanna del boscaiolo come le era stato suggerito da quell'umano. La gamba le doleva ancora e non sarebbe stato saggio rischiare di cadere in un'imboscata dei goblin in quelle condizioni.
    Nonostante la necessità di riposare, la sua mente aveva deciso di ripercorrere gli ultimi eventi...

    Era appena giunta alla locanda per un piccolo svago quando aveva notato una guardia parlottare con il gruppetto di gente seduto al tavolo e la parola "mannari" aveva colto al volo la sua attenzione. Poi Bartus, l'umano conosciuto solo pochi giorni prima, e due elfi le avevano illustrato la situazione e aveva accettato di partecipare alla missione nelle miniere. Non era preparata, lo sapeva, ma troppo forte era il richiamo della possibilità di trovarsi faccia a faccia con quelle creature.
    Come previsto, al primo scontro con gli enormi scarabei sotterranei era rimasta ferita in modo grave, una profonda lacerazione appena sopra il ginocchio destro; era riuscita a fermare l'emorragia ma aveva perso parecchio sangue. Il gruppo voleva continuare ad avanzare ma Khyber sapeva cosa avrebbe fatto Malin in quella situazione e così aveva scelto di tornare indietro, insieme a Bartus.
    Zoppicante si era diretta con quell'umano alla caserma in cerca di Manuel Cercapasso. Voleva parlare con il mezzelfo. i mannari si stavano facendo troppo intraprendenti e, nonostante i costanti rifiuti alla sua richiesta di mandare una spedizione alla ricerca di Malin, il capo dei ranger avrebbe dovuto intervenire in un qualche modo.
    Alla caserma avevano incontrato quell'umano, Jethro, così interessato al suo monile. Il dialogo che avevano avuto le aveva quasi fatto perdere la calma, tutto quell'astio e quel cinismo nei confronti delle guardie di Ondachiara l'aveva punta sul vivo. Malin faceva parte della gilda dei ranger, aveva rischiato così tante volte la vita per proteggere gli abitanti di quella cittadina, era scomparso in una spedizione per la loro sicurezza e questo era il ringraziamento.
    Ma Khyber conosceva anche la natura umana e sapeva che Malin le avrebbe detto di lasciar perdere, quindi nonostante l'amarezza aveva posto fine alla discussione e aveva proseguito la sua ricerca.
    Dopo aver lasciato Bartus al municipio si era diretta verso la capanna dei boscaiolo appena fuori dalla cinta e proprio alle porte di Ondachiara aveva incontrato di nuovo Jethro, che resosi conto della ferita dell'elfa si era offerto di accompagnarla. Khyber aveva accettato il suo aiuto di malavoglia ed erano giunti alla capanna.
    Fu allora che con un gesto di cortesia inaspettato Jethro le aveva donato la sua bandana affinchè si cambiasse la fasciatura..e fu allora che l'umano nominò l'Ombra. In lei riaffiorò il periodo trascorso in solitudine nella foresta, la lotta interiore che aveva combattuto per non cedere all'oscurità che cercava di vincerla e che il ricordo di Malin continuava a riportare a galla. E come Jethro stesso disse "non c'è Ombra senza Luce..".."

    Khyber continuava a riflettere sul quel breve dialogo avuto con l'umano..l'Ombra..la Luce..parole che aveva sentito pronunciare più volte dalla voce di Malin..Malin..la Luce e l'Ombra alle quali Khyber si stava aggrappando e tra i quali l'elfa sentiva di dover trovare presto una conciliazione..
    Ultima modifica di Elendyil; 13-04-2011, 21:18.
    sigpic§ Khyber Eriadon §

  • #2
    Aveva parlato di nuovo con quell'umano..voleva approfondire il discorso che avevano iniziato alla capanna dei boscaioli.. Jethro disse di essere stato nel mondo delle Ombre, di avere percepito la loro presenza sulla sua pelle.
    Khyber desiderava ardentemente trovare un modo per tenere controllata la parte più oscura di sè, che così forte aveva cercato di vincere la sua coscienza durante quei mesi trascorsi nella foresta, subito dopo la scomparsa di Malin, e che sentiva ancora pulsare ogni qualvolta il suo pensiero riaffiorava.
    Era consapevole che non avrebbe mai potuto cancellarla definitivamente poiché l'oscurità era parte di lei, come di qualsiasi altro essere vivente, ma anche che non avrebbe mai dovuto lasciare che prendesse il sopravvento o non sarebbe più stata in grado di tornare indietro.
    L'equilibrio..l'obiettivo che Malin aveva da sempre perseguito e che le aveva insegnato a ricercare sempre come unica strada in grado di condurre a un'esistenza in armonia con la natura.
    Jethro la avvertì che l'unico modo per non farsi vincere era imparare innanzitutto a conoscere sè stessi, a comprendere e quindi affrontare le proprie ombre. Ma Khyber sapeva che per poter essere pronta a guardare così a fondo dentro se stessa aveva bisogno di ritrovare Malin..
    Ultima modifica di Elendyil; 13-04-2011, 21:18.
    sigpic§ Khyber Eriadon §

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    • #3
      Finalmente il suo arco era stato riparato, gli allenamenti iniziavano a mancarle. Così si diresse alla radura appena fuori la foresta, scelse un luogo riparato e sicuro e imbracciò il suo arco.
      Selezionò una grande quercia con un nodo proprio all'altezza giusta, si mise in posizione, il piede sinistro avanzato, il peso sbilanciato leggermente sulla gamba destra, una freccia incoccata. Il ricordo di una voce nella sua testa..

      Chiudi gli occhi, concentrati, lascia vagare i tuoi sensi.. lascia che la tua coscienza diventi parte di ciò che ti circonda. Percepisci il rumore lieve delle foglie mosse dalla brezza? Sei l'aquila che sta sorvolando il bosco, sei la pantera che attende di balzare sulla sua preda, sei il vento che sussurra tra gli alberi.. Affidati a ciò che l'essenza della Natura ti suggerisce..ascolta la sua Voce. E vedrai il tuo bersaglio ancora prima di aprire gli occhi..

      Mentre stava aprendo gli occhi il braccio aveva già lasciato partire la freccia, che si era conficcata nel nodo poco distante dal centro. Non bastava. Sentiva di essere stata troppo precipitosa. Forse era la sua volontà inconscia di non sentire più quella voce..
      Proseguì in questo modo per qualche ora, poi fu la volta della caccia.
      Avanzò verso i confini della foresta, fino alla zona dove erano soliti nascondersi i ghiottoni. Si arrampicò agile su una quercia e si acquattò su uno dei grandi rami in attesa dell'imbrunire, lo sguardo vigile, l'udito allerta, silente e immobile.
      Infine il sole scese oltre le chiome degli alberi e le ombre presero ad allungarsi nel sottobosco, i ghiottoni cominciarono a uscire dalle loro tane per cercare nutrimento. Khyber sapeva che sarebbe dovuta essere rapida e invisibile. Di nuovo la voce di Malin si insinuò nella sua mente..

      Sfrutta le Ombre del crepuscolo, diventa parte di esse, sii sfuggente e inconsistente come loro.. lascia che il loro manto ti avvolga..

      Chiuse la mente a tutto ciò che quella voce stava per risvegliare in lei. Nella radura sottostante tre maschi erano intenti a procurarsi il cibo per sè e le femmine rimaste nelle tane a proteggere i nuovi nati. Furtiva e silenziosa scivolò giù dal ramo e si diresse verso una roccia solitaria in posizione perfetta. Una cinquantina di passi la separavano dal suo nascondiglio, avanzava bassa il più possibile sfruttando le zone d'ombra..tuttavia non fu abbastanza accorta o non sufficientemente abile..il maschio più vicino sollevò il muso improvvisamente allerta, fiutando l'aria, gli occhi puntati sull'elfa. I tre ghiottoni si riunirono, pronti a difendere il loro territorio. A Khyber non rimase altro da fare che abbandonare la caccia e dileguarsi..
      Ultima modifica di Elendyil; 13-04-2011, 21:19.
      sigpic§ Khyber Eriadon §

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      • #4
        "Il Sentiero tra la Luce e l'Ombra" - le cronache di Khyber Eriadon

        le vicende precedenti: http://forum.gamesnet.it/f1134/il-se...lombra-670251/
        sigpic§ Khyber Eriadon §

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        • #5
          La sera precedente era finalmente riuscita a parlare con Berry, i suoi dubbi avevano avuto in parte una risposta e ora non restava che attendere.
          Berry le aveva raccontato la sua storia e Khyber comprendeva lo stato d'animo dell'umano, così come comprendeva che ciò che lui era stato in grado di fare, guardare avanti e accettare la scomparsa della compagna, era un passo che non era ancora pronta a compiere.

          Dopo l'incontro con Berry aveva avuto un altro dialogo interessante con Jethro. L'umano le aveva accennato l'esistenza del piano delle Ombre e le aveva parlato del suo tentativo di sfruttare le Ombre stesse per mettersi in contatto con lei, il che spiegava la sensazione strana che aveva provato alla locanda qualche giorno prima.
          Le aveva inoltre chiesto aiuto per la ricerca del colpevole dell'incendio scoppiato pochi giorni prima: sul luogo era stata vista una nube nera che vagava controvento, la cui essenza Jethro riteneva essere d'Ombra. Khyber aveva accettato poichè sentiva che le sarebbe stato d'aiuto e perchè la preoccupava la pericolosità che questo evento le instillava nell'animo.
          Avevano poi bevuto qualcosa da Amanda e Jethro aveva stuzzicato la sua curiosità con un semplice gioco con una monetina. Avrebbe voluto studiarlo meglio.

          Ma non c'era tempo in quel momento di perdersi in distrazioni.. Khyber si riscosse dalle sue riflessioni ai piedi di una quercia, aveva percepito l'arrivo di Berry con il quale avrebbe speso la giornata allenandosi.
          L'umano, dopo un primo momento di imbarazzo, forse dovuto alle dichiarazioni della sera precedente, durante il quale rovesciò completamente il contenuto della sua faretra, fu pronto.
          Khyber tirò per prima. Come sempre cercò la concentrazione come il suo Maestro le aveva insegnato, si lasciò avvolgere dai suoni della foresta escludendo tutto il resto. Lunghi istanti trascorse immobile, la corda dell'arco tesa. Aprì gli occhi e scoccò. La freccia si incastonò a pochi centimetri dal centro.
          Sentiva di aver fatto un piccolo passo avanti negli ultimi giorni, aveva avuto per un attimo la visione del suo bersaglio nella sua mente, ma percepire la voce di Malin le recava ancora troppo dolore.
          La giornata proseguì in questo modo, i due ranger si alternavano ai tiri: Khyber con la grazie tipica della sua razza si muoveva con gesti fluidi, sciolti, leggera e silente; Berry un po' più impacciato ma con una potenza superiore.

          Infine scese il crepuscolo.
          Berry era in posizione di tiro, Khyber al suo fianco cercava di spiegargli come lasciarsi guidare dalla mano di Thela, quando lo sguardo dell'elfa si posò sulle ombre che si allungavano nel sottobosco.
          Si bloccò. Le era sembrato di vedere un'ombra più profonda delle altre staccarsi dalla protezione di un albero e fare un passo verso di lei, quando due occhi gialli comparvero nel buio e si fissarono su di lei. Non erano crudeli, nè malvagi, erano gli occhi di un cacciatore saggio ma letale. La durata di un battito d'ali e l'ombra si era già dissolta tra le altre.
          Le cicatrici sul braccio destro presero a pulsare, ma Khyber, immobile, continuava a fissare il punto in cui gli occhi erano scomparsi.
          Berry probabilmente non si era accorto di quella presenza ma aveva colto lo strano comportamento dell'elfa; la scosse appena per farla riprendere, continuando a ripetere il suo nome con crescente preoccupazione.

          < Khyber?.. Khyber, stai bene?>

          L'elfa tornò in sè, sollevò un lembo dell'armatura sul braccio destro scoprendo le cicatrici e il tatuaggio di una pantera stilizzata che le copriva in parte, li sfiorò ma il dolore si era già dileguato, veloce come era giunto.

          < Forse è giunto il momento che ti racconti io una storia..> sussurrò all'umano..
          sigpic§ Khyber Eriadon §

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          • #6
            La luna risplendeva alta nel cielo al di sopra delle chiome degli alberi; le fronde, muovendosi appena sospinte dalla brezza che giungeva dal mare, creavano giochi di ombre in movimento nel sottobosco.
            Khyber sedeva in meditazione a gambe incrociate ai piedi della solita quercia, gli occhi chiusi, il respiro lento e regolare, l'arco appoggiato sull'erba al suo fianco. Il fruscio lieve delle foglie, il canto lontano di un'allodola, il frinire dei grilli cullavano la sua coscienza e la riempivano di quiete. Trascorrere le notti circondata dalla foresta stava diventando sempre più una necessità per l'elfa dopo la scomparsa di Malin e ciò che ne era conseguito, un richiamo irresistibile; dopo quei due mesi passati in solitudine le ore della notte erano le sole in cui si sentiva pienamente a suo agio..il diadema recante una falce di luna che portava sempre era diventato un simbolo e un monito di ciò che a fatica stava cercando di imparare: come coloro che si perdono nelle ombre della notte si affidano alla luna affinchè illumini il loro sentiero e li guidi come un faro verso il porto della salvezza, coloro che intraprendono un viaggio attraverso le ombre del proprio essere devono avere una luce che li tenga aggrappati alla loro coscienza. Khyber aveva la sua Luce, che tutt'ora era anche la sua porta verso l'Ombra..
            Un volto apparve nella sua mente.. due occhi grigi come il cielo in tempesta, saggi e profondi, i lunghi capelli neri stretti in una coda, quel sorriso appena accennato, i lineamenti duri ma ben proporzionati, la voce calda..

            <Ti insegnerò a vedere fra le ombre, Khyber..e a sfruttarle. Ora osserva..>

            Era notte, nello stesso luogo in cui si trovava in quel momento..poco più di un anno era passato..Malin l'aveva condotta lì allo scopo di addestrarla e dopo quelle poche parole era scomparso davanti ai suoi occhi. Riappariva e scompariva girandole intorno, un'Ombra fra le ombre. Lo sguardo di Khyber non riusciva a cogliere i suoi spostamenti, il suo udito non percepiva il minimo rumore. Poi le comparve improvvisamente alle spalle e ancora prima che Khyber avesse il tempo di voltarsi, Malin le aveva posto intorno al collo un elaborato monile d'argento che si intrecciava formando l'iniziale del suo nome.

            <Vorrei che tu portassi questo..è un dono che in realtà sto facendo a me stesso. Sapere che lo indosserai sempre mi aiuterà a trovare ogni volta la strada per tornare da te.>

            L'elfa aveva colto nelle parole di Malin l'importanza che quel gesto aveva assunto per lui, anche se lei non ne comprendeva ancora a fondo il significato..

            Il respiro iniziò a farsi più rapido, la sua coscienza iniziò a vacillare sull'orlo dell'onda oscura che le stava salendo dentro, il viso di Malin era stato sostituito da un'Ombra che si faceva strada in quel mare di oscurità. La percepiva avvicinarsi verso di lei, un arto proteso come a volerla ghermire mentre i suoi tratti prendevano lentamente forma..e Khyber riconosceva se stessa in quella figura di tenebra.
            Avrebbe voluto gridare ma il fiato le si mozzò in gola, sentiva che stava per cedere..

            <Khyber!..Khyber!!>

            Due occhi gialli, che l'elfa associò istantaneamente a quella pantera che pochi giorni prima era ricomparsa, sbucarono improvvisamente nella sua mente dissolvendo l'Ombra. Khyber spalancò gli occhi, scattò in piedi piegata leggermente sulle gambe, pronta al guizzo, il pugnale già sguainato nella mano destra, quando ecco spuntare dai cespugli davanti a lei gli stessi occhi gialli inquisitori.
            L'elfa restò immobile, lo sguardo ancora stravolto puntato sul felino che con passo felpato stava uscendo dal suo nascondiglio, muovendo qualche passo verso la ranger. I suoi movimenti aggraziati facevano risaltare i potenti muscoli tesi sotto il manto lucido che rifletteva i raggi lunari mentre la pantera avanzava da una zona d'ombra all'altra. Quando fu a circa tre metri dall'elfa si fermò e inaspettatamente si accucciò sull'erba, senza spostare lo sguardo da Khyber, in un atteggiamento tutt'altro che minaccioso. L'elfa rimase immobile per qualche minuto, incapace di decifrare gli intenti del predatore, lentamente abbassò l'arma e seguendo il suo istinto si sedette di nuovo puntando gli occhi in quelli del felino, cercando di leggervi una risposta a tutte le sue domande.
            Trascorse un'ora..forse due..la due figure erano come statue, studiandosi a vicenda, senza ostilità, ma come spiriti affini. La luna era scomparsa oltre l'orizzonte, stava quasi per albeggiare. La pantera volse improvvisamente il capo ad est, rizzò le orecchie e in un batter d'occhio scomparve tra i cespugli.
            Khyber appoggiò la schiena al tronco della quercia e attese che i primi raggi del sole facessero capolino tra le fronde degli alberi..
            sigpic§ Khyber Eriadon §

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            • #7
              Gli eventi del giorno appena trascorso era accaduti talmente in fretta che Khyber si era quasi sentita trascinare da una forza irresistibile, senza avere il tempo di pensare. Ed ora, di nuovo sola, poteva ripercorrere ogni cosa con più calma, protetta dal manto della notte.

              Anya l'aveva avvicinata durante i preparativi della fiera chiedendole di Sed..il ranger sembrava scomparso da più di una settimana e Anya, che si dichiarava sua amica, stava cercando qualcuno che potesse aiutarla a rintracciarlo. In un primo momento Khyber l'aveva indirizzata verso Kaleb, anche'egli alla ricerca di Sed, poi spinta in parte dalla curiosità verso l'elfa e colui che stava cercando e in parte dal disinteresse verso la manifestazione che da lì a poco si sarebbe svolta, le aveva offerto il suo aiuto. Anya sosteneva di sapere dove Sed aveva posto il suo accampamento e lì si erano dirette; purtroppo durante il tragitto non furono così scaltre da evitare le imboscate di alcuni gruppetti di goblin. Anya si era rivelata una compagna piuttosto avventata e rumorosa ma anche piuttosto abile negli incanti e alla fine erano riuscite a trovare il luogo in cui Sed si era fermato. Una felce legata a una ninfea indusse le due elfe a ritenere che il ranger si fosse diretto verso le paludi, ma non sarebbe stato per nulla saggio dirigersi là da sole, viste le difficoltà incontrate fino a quel momento. Decisero così di tornare ad Ondachiara e costituire un gruppo più preparato. Dopo essersi lasciate davanti alle porte del villaggio, Khyber aveva contatto le persone di cui si fidava affinché si unissero alla spedizione..

              La giovane elfa si soffermò a riflettere su Anya, in particolare sulle capacità che aveva dimostrato e su quello strano gesto che aveva suggellato la promessa di Khyber di aiutare la compagna ogniqualvolta ne avesse avuto bisogno e di ricambiare in un qualche modo i doni che Anya le aveva appena fatto..
              C'era qualcosa in quell'elfa che la incuriosiva e la turbava allo stesso tempo, qualcosa che non era ancora riuscita a identificare..tuttavia la sua schiettezza e l'atteggiamento solare le avevano ispirato fiducia fin da subito.

              La luna era ormai alta nel cielo. Khyber si mise a fissarla lasciando vagare i pensieri al passato, la schiena appoggiata contro il tronco di un grande leccio, le gambe piegate e le braccia appoggiate sulle ginocchia sollevate. Il volto di Malin pervase la sua mente..
              sigpic§ Khyber Eriadon §

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              • #8
                Da quando Anya era sparita Khyber sentiva che l'Ombra aveva fatto un passo verso di lei; aveva trascorso quei giorni nella Foresta, rientrando raramente al villaggio. L'incertezza sulla sorte dell'amica non le consentiva di concentrarsi sul resto delle cose che richiedevano la sua attenzione.
                Le parole scritte su quel biglietto erano rimaste impresse nella sua mente.. la mia punizione.. a che punizione sarebbe dovuta andare incontro Anya? e soprattutto chi avrebbe dovuto punirla? e per quale motivo?
                Troppe domande, alle quali solo Anya avrebbe potuto dare una risposta. Se mai si fosse rifatta viva..
                Khyber era combattuta tra il desiderio di andarla a cercare e la consapevolezza che il suo sarebbe stato solo un tentativo sciocco e inutile, per non parlare del fatto che avrebbe in quel modo infranto la promessa fatta ad Anya.
                Per evitare di essere sopraffatta da quei cupi pensieri, l'elfa occupava la maggior parte del tempo affinando le sue abilità di caccia e mimetizzazione.

                Era stato un pomeriggio ventoso, un vento caldo e umido, che trascinava con sè il nauseante odore delle paludi, soffiava da sud-ovest, spingendo verso la costa le nubi grigie e cariche di pioggia che si sarebbe riversata altrove.
                Khyber l'aveva trascorso nei pressi della sua quercia, al riparo dalle raffiche grazie alla protezione offerta dall'altura a sud, perfezionandosi nel tiro con l'arco. Stava cercando di sviluppare una maggiore velocità di lancio, la quale tuttavia le stava costando una decisiva diminuzione della precisione. Certo, riusciva a scoccare dieci frecce nel tempo in cui fino a poche settimane prima riusciva a lanciarne solo cinque, ma di quelle dieci soltanto una aveva colpito il centro del bersaglio. Avrebbe continuato su quella strada, consapevole che si sarebbe trattato di un percorso ancora molto lungo prima di raggiungere la perfezione incarnata da Malin..
                La sera era ormai scesa sulla radura, il vento si era placato e le nubi si stavano nuovamente addensando, presagio di un acquazzone imminente. L'aria odorava di pioggia..
                Khyber si mise a sedere a gambe incrociate contro il grande albero, lo sguardo rivolto verso la foresta, in attesa.. sapeva che entro poco sarebbe comparsa di nuovo quella pantera, come era solita ormai fare tutte le notti. Da una settimana a quella parte, regolarmente, la sagoma scura del felino compariva dal sottobosco, si avvicinava a passi misurati all'elfa immobile e si accucciava a qualche metro di distanza, gli occhi gialli fissi su Khyber, scrutandone l'anima. Ormai la giovane aveva accantonato la paura, quasi si offriva allo sguardo indagatore della pantera, lasciandosi studiare..senza comprenderne appieno il motivo.
                Quella notte tuttavia l'atteggiamento del predatore era diverso. Si era avvicinato, ma invece di stendersi sull'erba aveva ripercorso la via dalla quale era venuto, fermandosi a pochi passi dal cespuglio dal quale era comparso. Gli occhi, rivolti all'elfa, esprimevano un senso di attesa e Khyber percepì che la pantera le stava chiedendo di seguirla. E così fece.
                Rimanendo cinque metri dietro il felino lo seguì nel folto del bosco, in direzione della palude, percependo quasi a fatica la sua presenza davanti a lei nella notte che si faceva sempre più scura. L'animale la guidò nei pressi di una delle tane di ghiottoni a sud; giunti ai confini di una radura si fermarono, udendo i versi dei ghiottoni intenti alla caccia provenire dalla radura stessa.
                Khyber si arrampicò agilmente su un grosso leccio, accovacciandosi sulla diramazione centrale, mentre la pantera, acquattata sulle quattro zampe, aggirava la radura per avvicinarsi alle prede.
                Aguzzando la vista poteva cogliere il movimento leggero dell'erba alta al passaggio del felino fino a che questo non si immobilizzò a una ventina di passi da un ghiottone ignaro; i muscoli si tesero sotto il manto scuro, gli artigli sguainati, negli occhi tutta la letalità che poteva sprigionare. Un fulmine squarciò le nubi, illuminando a giorno la radura, un balzo e la pantera fu sulla preda, i canini affondati nella giugulare, gli artigli che ne squarciavano il ventre. Il resto dei ghiottoni si diede alla fuga in un attimo e mentre la pioggia iniziava a cadere la pantera tornò da Khyber, nel frattempo scesa dalla sua postazione, il ghiottone tra le fauci.
                L'elfa chinò il capo come a volerla ringraziare per la lezione alla quale aveva assistito; il predatore ciondolò la coda un paio di volte e si stese a terra per godere della cena appena conquistata, al riparo del leccio.
                Khyber tornò sui suoi passi, un mezzo sorriso sulle labbra, uno scintillio di eccitazione nello sguardo.
                sigpic§ Khyber Eriadon §

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                • #9
                  Nel giro di poche settimane le persone con le quali Khyber aveva stretto almeno un minimo legame erano scomparse. Non aveva più ricevuto notizie da Berry dopo che gli aveva raccontato la sua storia, Anya era sparita volontariamente per andare incontro alla sua "punizione" e non era ancora ritornata, infine Jethro aveva scelto di percorrere da solo il suo sentiero verso le Ombre..
                  Per pochi giorni dopo la partenza dell'umano, l'elfa aveva tenuto la mente occupata con la questione della Moneta Rossa riflettendo sulle poche informazioni raccolte insieme a Bartus dalla bocca dello gnomo Jovan Tebke. Ma il peso della sparizione dei compagni aveva preso infine il sopravvento.
                  Si era ritirata nella solitudine della foresta, con la sola compagnia di quella pantera che ogni notte le compariva accanto per guidarla alla caccia. Khyber aveva bisogno di escludere certi pensieri dalla mente e lasciarsi andare nel suo ambiente naturale e di certo quei giorni trascorsi lontano da Ondachiara avevano avuto un effetto benefico.
                  Ora si sentiva pronta a rimettere piede in città e affrontare le faccende in sospeso.
                  sigpic§ Khyber Eriadon §

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                  • #10
                    Da ormai tre giorni Khyber e Gwath, la pantera, erano diventate inseparabili quando l'elfa si aggirava per la foresta.

                    Era la notte del 4° giorno dell'ultimo mese dell'anno, le poche nubi che cercavano di velare la luna crescente venivano continuamente sospinte da una piacevole brezza proveniente dal mare; Khyber era in attesa della sua insegnante felina al solito posto e la pantera non si fece attendere. Si avvicinò all'elfa con il suo passo sinuoso ma non si fermò alla solita distanza per attendere che Khyber la seguisse, ma si sedette sulle zampe posteriori a neanche un metro da dove sedeva l'elfa.
                    Dapprima Khyber, colta alla sprovvista da quel gesto, reagì d'istinto mettendo la mano sull'elsa pugnale, la pantera aveva mantenuto di solito una certa distanza e la sua estrema vicinanza innervosiva la giovane, ma quando incontrò lo sguardo del felino comprese che non avrebbe avuto nulla da temere e si rilassò.
                    Per lunghi istanti nessuna delle due si mosse, poi la pantera si sdraiò, i lunghi baffi che sfioravano il ginocchio destro di Khyber; questa a sua volta, con un gesto lento e misurato ma quasi inconscio, sollevò la mano destra e la appoggiò sul capo della predatrice. Una percezione istintiva le rivelò in quel momento il nome della pantera e il breve tocco suggellò tra le due un legame che era destinato a durare per lungo tempo.


                    Raramente da quella notte la pantera l'aveva lasciata sola anche se preferiva tenersi in disparte quando Khyber incontrava altri individui.

                    La notte precedente Khyber si stava allenando davanti alla sua quercia mentre Gwath restava distesa sull'erba umida a pochi passi a sinistra dell'elfa, tra le ombre generate da un alto leccio. Improvvisamente la pantera si sollevò sulle quattro zampe, muovendo le orecchie per cogliere di nuovo il segnale che l'aveva messa in allerta, pochi secondi ed eccola scomparsa in direzione del fiume a nord; dal sentiero per Ondachiara una figura umana si stava avvicinando a Khyber. Se la pantera si era dileguata in quel modo significava che chiunque fosse non sarebbe stato una minaccia per Khyber, che nonostante tutto teneva fra due dita una freccia incoccata nell'arco appena teso. La figura, giunta ormai a pochi metri, si abbassò il cappuccio sulle spalle e l'elfa riconobbe Berry.
                    Mentre le labbra si allargavano in un sorriso sollevato abbassò l'arco. Il ranger percorse l'ultimo tratto quasi di corsa e strinse Khyber in un abbraccio che la colse di sorpresa e non ricambiò immediatamente.
                    Berry si scostò, in evidente imbarazzo e cominciò a parlarle:

                    <Finalmente!che gioia rivederti, Khyber! Perdonami se sono sparito ma sono stato molto impegnato con il mio addestramento e alcune missioni di perlustrazione..tu stai bene? coraggio, raccontami le novità!>

                    Pronunciava le parole quasi senza prendere fiato, gesticolando e quasi stordendo l'elfa con la rapidità della sua voce.

                    < Sono lieta che tu sia tornato, Berry. >

                    L'elfa gli sorrise di nuovo e iniziò con calma a raccontargli le ultime vicende.
                    sigpic§ Khyber Eriadon §

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                    • #11
                      Khyber riposava, il respiro era lento e regolare, la schiena appoggiata alla parete di roccia sulla quale si erge la capanna dei boscaioli, il sole aveva passato lo zenit da poco più di un'ora in un giorno stranamente sereno. La giornata sembrava tranquilla, le cicale componevano i loro canti mentre i fringuelli le accompagnavano con le loro melodie delicate. Niente sembrava poter turbare la serenità di quel momento.

                      Ad un tratto non vi fu altro che oscurità..

                      Khyber tentò di aprire gli occhi ma tutto intorno a lei era Ombra, una cappa densa che sentiva crescere dall'interno, che la avvolgeva con un manto opprimente e confortante allo stesso tempo. Ma era consapevole di non poterla controllare e presto ne sarebbe stata inghiottita. Avrebbe voluto scuotersi, gridare, ma non poteva fare altro che lasciarsi immergere nell'oscurità. Un'Ombra iniziò a prendere forma dal resto, la fissava con i suoi occhi rossi come il sangue, due fiammelle splendenti che la inchiodavano; si avvicinava con una mano protesa verso di lei, le dita affusolate e sfuggenti tese verso il suo volto. Trattenne il fiato, convinta che in un qualche modo sarebbe stata la conclusione di tutto, incapace di reagire.
                      L'Ombra sfiorò il profilo della sua guancia..e tutta l'oscurità sfumò rapidamente nei colori della foresta, al posto di quell'Ombra ora si ergeva Malin..

                      ..il suo sguardo era serio, le sfiorava il profilo della guancia, con il pollice percorse la linea del mento, la mano scivolò lungo il collo e si posò sul monile che le aveva donato poco tempo prima.. con l'indice tracciò la M d'argento..
                      <Tutto è pronto per la ricognizione a Lunargento, partiremo stanotte>
                      le disse con una voce che era poco più di un sussurro, senza guardarla negli occhi.
                      Erano settimane ormai che i preparativi erano in corso, Khyber sapeva che la missione era alle porte. Malin si era allenato molto per ottenere il riconoscimento che la partecipazione a quella ricognizione sottintendeva e Khyber non poteva che essere lieta per lui, nonostante il timore che sentiva, conscia della pericolosità di ciò che Malin stava per fare.
                      Lei prese la mano del compagno, che ancora indugiava sulla sua collana, e la strinse, nessuna parola sarebbe servita. Malin sollevò lo sguardo, nel quale aleggiava un'ombra di tensione, la tirò a sè e la abbracciò con un impeto e una sorta di disperazione che non gli erano usuali, come non gli era usuale un simile gesto. Ebbe la durata di un attimo..
                      <Tornerò da te, in un modo o nell'altro..>
                      Mentre il suo sussurro si perdeva nel vento, Malin era già sparito.


                      Khyber aprì gli occhi di scatto, madida di sudore; tutto intorno a lei era tal quale a quando si era assopita, la foresta era tranquilla come se nulla fosse accaduto.
                      Un sogno dunque..era stato solamente un sogno, il ricordo di quel giorno infausto.
                      Eppure..sentiva sulla pelle del viso la traccia delicata di un tocco gelido.
                      sigpic§ Khyber Eriadon §

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                      • #12
                        L'oscurità di una notte senza luna aveva avvolto la foresta e i suoi abitanti, nella quiete delle ore più profonde solo le stelle lontane vegliavano sul mondo.
                        Dall'alto di una rupe nella radura l'elfa lasciava correre lo sguardo sulla distesa boscosa sottostante, seduta a gambe incrociate, fra le mani la lettera ricevuta da Jethro solo pochi giorni prima, della quale ormai conosceva le parole a memoria.
                        Gwath era sdraiata alle sue spalle, intenta a completare il suo pasto.
                        In parte aveva compreso che il gesto di Jethro nei confronti del lupo sacro era stato dettato da un istinto incontrollabile causato dal sentiero che l'amico aveva deciso di percorrere, tuttavia continuava a biasimarlo per la fretta che l'umano aveva avuto nel cercare le Ombre pur non essendo pronto. Ma come Verdevento aveva detto, Jethro avrebbe reso conto alla sua coscienza e a Thela delle sue azioni, prima o poi.
                        Ciò che importava ora era rispondere alla sua richiesta di aiuto, in un qualche modo..
                        <<Rimanere immerso per così tanto tempo negli abissi oscuri mi ha fatto perdere il senno. Per questo, Khyber, torno a chiedere il tuo sostegno.>>
                        Inoltre, la foresta sembrava essere sempre più in subbuglio, come confermato da Jethro stesso. L'equilibrio avrebbe dovuto essere ristabilito al più presto e per tale motivo la spedizione per trovare l'ultima creatura sacra non poteva più essere rimandata.

                        La mente dell'elfa prese a ripercorrere gli eventi del giorno precedente , cercando di analizzarli razionalmente...

                        Prima la scoperta delle condizioni in cui versava Berry..il ranger giaceva senza sensi al tempio di Elumia, sotto le cure di Lema, che tuttavia non era ancora riuscita nella guarigione e non sapeva spiegare gli strani simboli che erano apparsi in tutto il corpo dell'umano. Nessuno, nemmeno le guardie che avevano trovato Berry, sapeva cosa lo aveva ridotto in quello stato.
                        E Khyber aveva tutta l'intenzione di scoprirlo e di trovare un modo per curarlo. Forse Midnortel e Verdevento avevano le conoscenze e le capacità per aiutarla. Si decise dunque a contattarli al più presto.

                        Infine la donna dai tratti elfici che aveva varcato i cancelli di Ondachiara nel momento in cui un'oscurità insolita si era posata sulla città. Portava una spilla a forma di rosa e in grembo un neonato con una voglia della stessa forma in fronte..non potevano essere mere coincidenze. Verdevento aveva creduto di vedere la Dea in quella donna, Khyber non ne aveva avuto la certezza assoluta ma l'istinto le suggeriva che il druido non doveva essere andato lontano dalla verità.

                        E in tutto questo, di Cercapasso non si era ancora avuto notizia e il desiderio di Khyber di cercare Malin si faceva strada fra i suoi pensieri sempre più insistentemente..

                        Interruppe il flusso di pensieri e si alzò, ripose la lettera nella sacca e insieme a Gwath si avviò verso il folto della foresta. La caccia tra le ombre sarebbe servita a dare sfogo all'irrequietezza che sentiva crescere..
                        sigpic§ Khyber Eriadon §

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