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Melisanda - Canone della Fede

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  • Melisanda - Canone della Fede

    E' tempo di cambiare coltura. Il periodo è quello giusto, come ogni anno d'altra parte. E ogni anno è solo una piccola variazione sul tema, ad Ondachiara. La gente transita davanti alla misteriosa statua senza accenno di curiosità e aspetta con ansia la carovana, per poi ritornarre alle proprie faccende. E più si affanna, più la città sembra assopirsi. Ma per fortuna qualche rara volta le cose vanno diversamente. La sorte mi ha fatto conoscere alcuni concittadini e avventurieri, alcuni volti già noti, altri mai visti, con cui ho condiviso alcuni momenti degni di nota.

    Per una volta mi sono spinta oltre il consueto confine delle campagne, laddove lavorano i boscaioli. Un territorio tranquillo, se non fosse minacciato da qualche gruppo di goblin. Siamo stati costretti a bloccarne alcuni che ci hanno attaccato lungo il cammino e ho cercato di fare del mio meglio con la spada. Spero verrà un giorno in cui anche un'armatura renderà più sicuri i miei passi.
    Ma ciò che più ricordo di quell'insolita escursione sono le rovine. Anche saer Ethan ne è rimasto molto colpito anzi, a suo dire, pure un poco spaventato. Quei resti di mura fanno pensare a costruzioni dalle dimensioni insolite per Ondachiara. Edifici maestosi, palazzi, forse templi. Ho provato a chiedere a qualcuno di quelle rovine, ma credo che gli unici che potrebbero dare risposte sono gli studiosi della torre, sempre che se ne siano mai interessati. E se mi capitasse l'occasione, credo che aggiungerei anche qualche domanda sulle insolite creature che abbiamo incontrato lungo il fiume e che prudentemente abbiamo evitato. Al contrario, quel giovane dal forte carattere di nome Kaleb sembra muoversi a suo agio in quella zona anche in solitaria. Io ringrazio di aver avuto un abile elfo come compagno e guida.

    Con la medesima compagnia abbiamo poi esplorato la miniera, che da diversi giorni era diventata inagibile. Molti cittadini stavano già perdendo la fiducia nell'intervento del sindaco, quando improvvisamente ha deciso di ricompensare i cittadini che si sarebbero occupati di debellare quelle creature nella miniera. Grandi scarafaggi e molto pericolosi... molto. Ho temuto che fosse giunta la mia ora, non fosse stato per Jalynfein, l'elfo scuro, e per l'intercessione della divina sposa del Condottiero, mediante le generose mani dell'anziana Lema.
    La spedizione è risultata comunque utile, ma dalle parole di alcuni mi sembra che il problema non sia del tutto risolto. Forse una scelta più equilibrata, come quella proposta da Verdevento, sarebbe da prendere in considerazione. Tuttavia questa è stata una sorprendente occasione per collaborare.
    Ultima modifica di yellowpig; 19-04-2011, 10:17.
    E3 beta: Melisanda Trier

  • #2
    La chiamata

    Il giorno a lungo atteso è infine giunto.
    Amorevole come una madre e audace più di ogni guerriero, Clolance mi ha cercata e accolta ed io ho finalmente risposto alla chiamata del Condottiero. Ora stringerò il Suo emblema e camminerò sotto il Suo vessillo e i miei doveri saranno verso l'unico Bene. Non dimenticherò certo i doveri verso la mia famiglia ma, quando i miei fratelli saranno abbastanza cresciuti, la terra non avrà più bisogno di me, mentre Ondachiara ha bisogno di fede e di lame unite sotto l'unica giusta causa. Anche i miei genitori sono perciò felici e hanno capito che questa deve essere la mia vita.

    O amato Destas,
    accompagna la mia mano affinchè possa brandire senza timore l'armi,
    rendi candida la mia anima perchè io sappia scegliere con equità
    e concedimi i giorni per servirti degnamente e per affidare ad altri la mia spada e la mia fede,
    così come ha fatto con me Clolance per perpetuare la tua gloria.
    E3 beta: Melisanda Trier

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    • #3
      Setta - Crisopher

      Prima le miniere. Poi la base dei taglialegna.
      Le minacce da cui il villaggio è accerchiato sono peggio di quanto si possa prevedere, poichè colpiscono le nostre risorse. Ancora resistono il mare e i campi, ma non possiamo permetterci di rimanere inerti. E per fortuna ho conosciuto persone in cui si può confidare.
      Setta è una fedele di Elumia, molto gentile e premurosa. Ha assistito alle cure di alcuni di quei boscaioli sventurati insieme alla sacerdotessa e ne è stata profondamente addolorata.
      Ero proprio in sua compagnia, in locanda, quando saer Crisopher ha iniziato ad urlare ed è fuggito correndo senza controllo. Sono uscita con lei e saer Jalyinfein per assicurarmi che non potesse succedere nulla da nuocere alla sua e all'altrui sicurezza e lo abbiamo trovato preso la grande statua misteriosa. Non so perchè abbia scelto proprio quel luogo, nè Jalyinfein è riuscito a capire da cosa sia affetto, ma lui stesso ha detto di sentire una voce che lo chiama con insistenza e che questi episodi si sono intensificati dal giorno dell'ultima aggressione presso la base dei taglialegna. Setta gli ha consigliato di non esitare a chiedere un aiuto.
      Sono convinta che sarà una vera gioia poter collaborare con lei.
      Ultima modifica di yellowpig; 14-04-2011, 17:45.
      E3 beta: Melisanda Trier

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      • #4
        Daemon, Lily. Il rogo cittadino I

        Oggi è arrivato al villaggio saer Daemon dalla fattoria dei Burke. A suo dire, è stanco di lavorare in campagna e di accudire alle vacche e per questo ha deciso di stabilirsi in città ed è attualmente in cerca di un lavoro. Gli ho fatto presente che in questo periodo sarà assai difficile trovare un impiego come minatore o come boscaiolo, essendo ben noti i nefasti eventi. Tuttavia gli ho consigliato di prendere in considerazione la possibilità di unirsi alla guardia cittadina e mi è parso persuaso della proposta. Gli uomini per fronteggiare le minacce del bosco sono già pochi e questa carenza finisce per manifestarsi nell'abbandono della miniera e nei disordini cittadini. Una lama in più ci sarà di aiuto. Ho perciò mostrato a saer Daemon la caserma, così potrà incontrare lo sceriffo quando più gli aggrada. Anche se talvolta i suoi modi possono risultare bruschi, non v'è motivo per nutrire diffidenza nei suoi confronti.
        Ho poi incontrato anche Lily, una ragazza della mia età, che vive nelle campagne a nord di Ondachiara, non lontano dalla fattoria della mia famiglia. L'avevo già incontrata in qualche occasione ma non ci eravamo mai presentate. E' un'artista, come la madre Nina, e mi ha mostrato alcuni dei suoi lavori. E' stata una sorpresa riconoscere, fra i ritratti, anche qualche paesaggio della campagna. Le auguro con tutto il cuore di riuscire a trovare persone interessate ai suoi disegni e, ora che ci penso, il suo talento mi potrebbe essere d'aiuto. Penso che metterò da parte qualche risparmio.

        La giornata è proseguita in municipio dove saer Jalynfein ed io abbiamo incontrato saer Bartus Gaail, l'artefice dei manifesti nonchè impiegato presso l'ufficio del sindaco. I pochi fatti degni di attenzione sono i seguenti:
        - si trattava di una famiglia di hin, parenti stretti del sindaco;
        - il numero di vittime riferite è di due, un uomo e una donna;
        - le guardie che hanno esaminato i resti non hanno steso un rapporto dettagliato;
        - l'unico fatto quasi certo è che l'incendio è stato appiccato dall'esterno.
        Il nostro intento è quello di ispezionare meglio le macerie, almeno per capire se il rogo è collegato ai disordini della foresta o se i colpevoli vanno cercati fra le mura di Ondachiara.
        Bartus mi è sembrato molto rincuorato dalla nostra visita e posso affermare con certezza che è un uomo di animo sincero (anche se talvolta sembra distratto da altro) e che farà il possibile per collaborare con noi,

        Sia resa lode al glorioso Condottiero.
        Ultima modifica di yellowpig; 14-04-2011, 17:30.
        E3 beta: Melisanda Trier

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        • #5
          Kaleb. Il rogo cittadino II

          Giorni addietro ho avuto occasione di conversare a lungo con Kaleb. Mi ha posto molto domande sulla fede in Destas e sulla mia personale esperienza con inconsueta curiosità. A sentire Clolance, non ci sono quasi speranze per la sua anima nera come la pece, ma se è in cerca di risposte perchè la sua fede vacilla non gliele negherò. Mi ha persino chiesto di incontrare Clolance stessa.
          Non è mai tardi per servire il Drago d'Oro.
          Se non fosse che Kaleb è troppo superbo per ammettere la verità anche quando è lampante. Sostiene con caparbietà le sue posizioni palesemente fragili pur di non riconoscere un suo errore. E' convinto che l'atteggiamento giusto in ogni occasione sia quello del "provare" ed accusa chi non la pensa in questo modo. Se il carro sta percorrendo la via e questa è sgombra, perchè dovrebbe deviare dal percorso giusto? Invero, sono le nostre azioni che devono adeguarsi ad una norma ragionata e non il viceversa. Altrimenti sarebbe il caos e saremmo autorizzati a mettere a repentaglio una vita umana solo perchè riteniamo di poterne trarre un vantaggio, proprio come ha fatto Kaleb. O addirittura troveremmo sopportabili le minacce di Bosco Antico, perchè sono novità che rendono la vita ad Ondachiara meno noiosa. Nulla di più paradossale...

          Le ricerche riguardanti il rogo cittadino non hanno fruttato molte novità. Il colloquio con il sindaco è stato breve ma almeno ci ha permesso di escludere ogni collegamento tra i due incendi, per quanto possa considerarsi un fatto positivo. Da un'ultima deposizione della guardia che aveva spento il fuoco è emerso un nuovo dettaglio: la presenza di vetri rotti e sangue all'esterno dell'abitazione, in corrispondenza di una finestra. Non che questo ci permetta di formulare una ipotesi certa. In poche parole, non ci sono prove e siamo in un vicolo cieco. Ci resta per il momento una sola strada da seguire e la tenteremo.

          Sia resa lode al glorioso Condottiero.
          Ultima modifica di yellowpig; 14-04-2011, 17:31.
          E3 beta: Melisanda Trier

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          • #6
            Il mantello

            "L'armatura del paladino è lo specchio della sua anima, candida quanto essa e limpida come la giustizia che cerca"


            Un mantello bianco, immacolato. Decorato in oro con i simboli di Destas. Questo è il magnifico dono di Jalynfein, che ancora credo di non meritare, ma che ho accettato con gioia. Da parecchio tempo ormai Jalynfein è il mio più fidato alleato al villaggio, i suoi consigli sono sempre preziosi e non dubiterei un istante se la mia vita fosse nelle sue mani, come già una volta è successo.
            Questo mantello, come anche la spada di Clolance, sarà per me motivo di orgoglio e sostegno nel mio cammino. Perchè, sebbene abbia ben imparato che l'importante è la sostanza, so anche che la forma vuole la sua parte, poichè mai devono essere mascherati gli ideali di Destas, ma sempre esposti con onore.
            E3 beta: Melisanda Trier

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            • #7
              Punire il Male

              La piccola taglia del goblin stava mettendo a dura prova la mia agilità. Molti dei miei colpi fendevano l'aria mancando il bersaglio. Quel goblin non era armato, ma sicuramente più scaltro degli altri che mi era capitato di fronteggiare. Fu dopo le prime schermaglie che lo sorpresi a gesticolare verso di me come articolando un incanto e, accorgendomene, mi precipitai su di lui, ma non fui abbastanza rapida. Un attimo dopo sentii le viscere contorcersi in un dolore che non avevo mai provato e per poco non persi di mano la spada. Avvertii subito la natura perversa del suo incanto e avrei poi appreso da Galador che si trattava di una sorta di sacerdote dei goblin.
              Ripresi il controllo della situazione e strinsi la spada con un furore a me ancora ignoto. Ebbi appena il tempo di notare un bagliore percorrere la mia arma che essa si era già abbattuta sul nemico, decretandone l'esito fatale.
              Capii che in quel momento era stata la Spada di Destas a dispensare giustizia e che questo si sarebbe potuto ripetere ogni volta che la Nobile Causa l'avesse richiesto, nei frangenti più difficili, purchè la mia anima fosse abbastanza integra da scorgere il disegno del mio Condottiero.
              E3 beta: Melisanda Trier

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              • #8
                Il rogo cittadino III

                L'incontro con saer Gaail ha fruttato nuove ipotesi. Ipotesi, niente prove. Ma comunque ipotesi sconvolgenti, se saranno avvalorate. Non ne farò parola alcuna per evitare di gettare sospetti, quando potrebbero essere infondati. Devo ammettere che, nonostante le giostre chiassose e tutte le sue solite distrazioni, Bartus si sta adoprando con costanza e, se saremo cauti, la fiducia reciproca ci premierà a lungo andare.
                Discorrendo con lui, mi sono anche tornati alla mente alcuni dettagli che prima avevo considerato irrilevanti. Dovrò verificarli quanto prima, e parlare con alcune persone per ricordare con precisione i fatti. Credo che inizierò da Verdevento e da Ethan; di loro ho abbastanza fiducia.
                Spero vivamente che Jalynfein possa aiutarmi, ora più del solito. Lui che in questo periodo è assai sotto pressione per l'ammissione alla torre.
                Che Destas ascolti le mie preghiere.
                E3 beta: Melisanda Trier

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                • #9
                  Jalynfein

                  Qualche giorno fa sono rimasta sconcertata vedendo Jalynfein appartarsi con Kaleb per discutere.
                  Oggi ho incontrato l'elfo e abbiamo avuto una lunga conversazione. Dapprima ha fatto qualche accenno alla spedizione per cercare il cacciatore Gled, definendo ingiustamente folli i due compagni con cui ero in accordo, quindi, sotto mia insistenza, abbiamo discusso di quel suo comportamento con Kaleb. Forse sono stata troppo avventata, ma avevo ogni buona ragione - e me ne riservo ancora alcune - per insospettirmi. Dopo avermi accompagnato nella sua camera alla locanda, Jalynfein mi ha fornito spiegazioni quasi esaurienti su ciò che mi turbava, e sulle richieste di Kaleb. Mi ha mostrato alcune delle sue doti innate e, inutile dirlo, sono rimasta senza parole quando mi ha circondata con una cappa di fumo nero. Per quanto riguarda quelle protezioni magiche di cui avevo sentito parlare, pare si trattasse di un fine alquanto singolare e discutibile, ma comunque degno di poca attenzione.

                  Ultimamente Jalynfein è diverso. Non saprei dire con precisione se è per l'imminente prova di magia o per la mia risposta, anche se lo ritengo abbastanza razionale da capirla e accettarla. Di certo non volevo addolorarlo, ma è bene che la questione sia venuta a galla e non sia rimasta sopita ancora a lungo.
                  La mia dedizione verso di Lui è totale, poichè solo un'anima incontaminata può combattere il male senza lasciarsene contagiare.
                  E' per lo stesso motivo, e per il suo bene, che lo desidero lontano da certi individui.

                  Tuttavia il dubbio mi assale, come quella nube di oscurità. Devo diradarla prima che diventi per me una debolezza.

                  Sia resa lode al glorioso Condottiero.
                  E3 beta: Melisanda Trier

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                  • #10
                    Ethan e la cattura del goblin

                    Sono tornata in caserma per assicurarmi che sia tutto in ordine. In attesa di direttive, ne approfitterò per ripulire l'armatura dai postumi delle ultime spedizioni e per esercitarmi con la spada, così da non sprecare tempo. Ci siamo caricati di una certa responsabilità e adesso tutto deve essere seguito con la massima cura possibile. Questa azione potrebbe portarci grandi vantaggi, almeno conoscitivi, se solo riuscissimo ad assicurarci la collaborazione del pelleverde. Dalle opinioni che ho raccolto, non sono l'unica a crederlo. Tutto dipende da come seguiteranno gli eventi.
                    I recenti avvistamenti di troll e i movimenti dei bugbear non fanno che avvalorare la mia linea di condotta. Bisogna comprendere le regole che governano queste popolazioni. Se dovessero formare insieme un'alleanza, ammesso che ne siano capaci, Ondachiara non resisterebbe un giorno. Noi possiamo almeno evitare che questo presupposto si avveri, ma dobbiamo assolutamente conoscere meglio i nostri avversari.
                    Ne vorrei anche parlare con Dorak, come consigliato da Jalynfein. D'altra parte non avrei molte scelte, essendo egli in buoni rapporti con Ethan. E poi, a cosa gioverebbe ostentare pregiudizi verso di lui? E' troppo irremovibile perchè io riesca a fargli comprendere la via di Destas, ma è proprio questa sua qualità che mi potrà permettere di collaborare con lui. Basterà convincerlo del valore strategico delle mie scelte.

                    Questa faccenda ha avuto dei risvolti positivi, devo ammetterlo. Ethan è il primo.
                    Combattere fianco a fianco con lui è stata un'esperienza nuova. La fermezza della nostra fede e la coesione degli intenti, merce rara in quasi tutte le spedizioni di cui ho memoria, hanno reso il nostro compito assai meno gravoso. Nulla hanno potuto i dolorosi incantesimi dei pelleverdi.
                    Non mancano certo punti d'ombra, tuttavia. Come ha lui stesso affermato, il suo credo è talvolta permissivo e l'ho sperimentato sulla mia pelle con un incanto che pesava su tutta la mia persona: il mio Signore non permetterebbe mai un simile fardello. Per fortuna è stato ragionevole e mi ha assicurata che non lo ripeterà su di me.
                    Incuriosito dalla mia vocazione mi ha anche posto alcuni quesiti. Non ha esitato a definire presuntuosa la mia chiamata alla fede in Destas; forse la sua è stata una scelta più ponderata. In generale mi pare che si ponga troppi interrogativi sul volere divino ed è questo che io reputo presuntuoso. L'unico nostro dovere è quello di seguire gli insegnamenti del Condottiero, poichè solo Lui possiede la giustizia e ci potrà dare le risposte che cerchiamo.

                    In definitiva, devo però riconoscere che Ethan è stato il primo a non indugiare di fronte ai misteri della foresta, convinto come me della necessità di agire. Mi sono offerta di accompagnarlo nella sua spedizione e per questo a breve cercherò di parlarne con Dorak, che Destas illumini il suo cammino.

                    Sia resa lode al glorioso Condottiero.
                    E3 beta: Melisanda Trier

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                    • #11
                      Tra le braccia di Elumia

                      Gli ultimi giorni sono stati relativamente tranquilli. Ricevuto il permesso dallo sceriffo, ho iniziato a svolgere la mia mansione di vigilante al villaggio. Fortunatamente nessun evento degno di nota ha portato disordine ad Ondachiara. Solo oggi è avvenuto un fatto che mi ha aperto gli occhi ad un problema di cui dovrò prendermi cura.

                      Stavo conducendo la ronda sul finire del giorno e mi trovavo nei pressi della casa di quella povera donna il cui marito, Gled, era disperso. Le imposte erano chiuse e non vi erano movimenti. Mi interrogai subito, per sapere cosa le avrei risposto se fosse uscita di casa per chiedermi informazioni del marito. A dire il vero, mi sentii mancare le parole al solo pensiero. Dalle ultime ricerche di Verdevento e dell'elfa Khyber, erano stati ritrovati alcuni resti che non lasciavano sperare nulla di buono, ma ancora Gled non era stato ritrovato. Che c'entrassero i mannari, era ormai quasi una certezza. Anche Ethan aveva avvertito il maligno potere di quell'altare nel cuore della foresta e per questo avevamo deciso di condurre una spedizione sul luogo. Ma allo stato attuale, avrei solo potuto consolare la donna e mantenere viva in lei la speranza.
                      L'eventualità non si propose e, facendo questi pensieri, mi ritrovai oltre il ponte che conduceva al mercato e tornai subito vigile. Alcuni mercanti si allontanavano dai banchi, dopo la giornata di lavoro, chi con sguardo soddisfatto per il fortunato profitto, chi con espressione più cupa. Tutto scorreva come al solito.
                      Proseguii verso un altro gruppo di case mentre una bambina sfrecciò davanti al mio sguardo. Lungo quella via sarei arrivata al porto da cui poi sarei risalita verso la parte alta del villaggio, secondo il percorso da me stabilito. Attirata da alcuni rumori mi voltai: la medesima bambina era accucciata vicino ad una porta e tentava a fatica di scassinarla. Mi avvicinai lentamente alle sue spalle. Era piccola, avrà avuto la metà dei miei anni, ma armeggiava di buona lena con gli attrezzi. Al sentire le mie parole balzò in piedi spaventata ed in pochi secondi tutta la sua sicurezza si tramutò in vergogna, mentre cercava di scagionarsi. Dopo poco abbandonai il tono severo e mi avvicinai a lei cercando di trasmetterle la mia fiducia e la mia comprensione proprio come faceva con me Clolance. Tra una lacrima ed un singhiozzo, emerse la verità: Delisia, questo era il suo nome, era stata costretta da altri ragazzini a compiere quel gesto come prova di coraggio. Molti altri, come lei, erano orfani di uno o di entrambi i genitori e vivevano di questi imprevedibili espedienti.
                      In un baleno mi tornarono alla mente i cacciatori dispersi. Quanti bambini sarebbero rimasti soli, ora che uscire da Ondachiara poteva significare non farvi più ritorno? Avvertii un triste senso di colpa, poichè la mia infanzia era stata felice mentre a quella bambina non era stata concessa la stessa fortuna. Per un attimo pensai che, da quando avevo intrapreso la via del mio Amato Signore, alla fattoria di famiglia vi era un posto libero e due giovani braccia avrebbero fatto comodo.

                      Ma questo non avrebbe risolto il problema che altri condividevano con Delisia.
                      Siccome lei stessa mi aveva parlato della dolce Elumia, che ora accoglieva fra le braccia la sua mamma, mi venne in mente madre Lema. Con il suo aiuto forse avremmo potuto lenire questa piaga che lei, sicuramente più adatta di me, avrebbe preso a cuore. Il compito che Lui mi ha aveva assegnato era di combattere il Male con la spada, ma anche in questa occasione potevo fornire il mio supporto per la giusta causa e per prevenire quel male. Presi la decisione di offrire parte dei miei guadagni al tempio della Sposa del Condottiero; in fondo i miei bisogni erano limitati all'essenziale e mi sarebbe sempre rimasto qualcosa.
                      Mi feci promettere da Delisia che sarebbe andata a parlare con Lema e la benedissi in cuor mio in nome di Destas. Quanto prima mi sarei recata anche io al tempio.
                      Tornai quindi a svolgere il mio incarico per le vie di Ondachiara, animata da un nuovo impegno.


                      Ultima modifica di yellowpig; 27-04-2011, 15:58.
                      E3 beta: Melisanda Trier

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                      • #12
                        Sempre Melisanda

                        Gli allenamenti proseguivano con regolarità. Era indispensabile acquisire la prestanza fisica per indossare quell'armatura. Certo era un'ottima protezione, ma spesso si rivelava anche un impedimento e, senza un costante esercizio, non sarebbe certo stata in grado di atterrare rapidamente quel bugbear che stava alle costole di Verdevento o a sventare la feroce carica della lince che aveva adocchiato Jalynfein.
                        Per sua fortuna, la natura l'aveva voluta robusta e il lavoro dei campi aveva contribuito a conservare questa sua qualità. Sicchè, con il tempo, si stava abituando al peso di quel metallo sulle proprie spalle. Mentre meno gravoso le era il peso che l'armatura simboleggiava, cioè quello spirituale.

                        Molte cose erano cambiate da quando passava più tempo ad Ondachiara che nelle campagne. Una cosa di certo era rimasta immutata: le sue giornate erano sempre piene e non lasciavano quasi mai adito all'ozio, seppur fossero cambiate le sue occupazioni. Goblin, bugbear, vigilanza del villaggio, indagini sui misfatti, spedizioni con nuovi compagni, bambini orfani, cacciatori dispersi, proposte amorose e dispute di idee...
                        E, non per ultime, la preghiera e i doveri familiari. In questo non era molto cambiata la novella paladina. Era passato poco tempo perchè potessero assopirsi in lei le sue origini e probabilmente mai sarebbe successo. Tornava quanto più spesso possibile al podere per dare un aiuto o solo per garantire un supporto economico. Una volta Galador le aveva offerto uno dei conigli che aveva cacciato e lei non aveva esitato a portarlo a casa, dove le mani esperte della madre lo avrebbero trasformato in un prelibato piatto. Solitamente faceva ritorno a piedi, ma non era raro che qualche passante le offrisse un posto sul carretto. In fondo, una spada poteva essere un'ottima difesa con i tempi che correvano e non poche volte si era infatti abbattuta sui goblin pronti a tendere un agguato ai passanti. I contadini che la conoscevano, la vedevano sempre allo stesso modo: una fanciulla amabile e gentile, nonostante qualche balzana idea che le passava per la testa.

                        Ma, come si può vedere, non si poteva certo dire che dimenticasse le sue radici per questo.
                        Anzi, in lei si mescolavano le diverse virtù ed erano manifeste quelle meravigliose contraddizioni che solo un cuore eletto può sostenere.
                        L'umiltà e l'anelito di gloria.
                        La ferocia nel punire il male e la pietà.
                        La semplicità e le vesti solennemente adornate dei simboli di Destas.
                        E l'ingenuità.
                        Sì, era sempre la stessa Melisanda. Inviolata in tutti i sensi. Non aveva ancora veduto la vera portata del male nè la sua mano aveva posto fine alla vita di un suo simile. Perciò, per quanto ormai le fosse facile, per grazia di Destas, capire quali anime fra quelle dei suoi nuovi compagni di avventure fossero più inclini alla corruzione, nutriva comunque speranza e fiducia. Clolance, al confronto, era molto diversa. Era chiaro che l'esperienza di anni l'avesse temprata e non mancava di trasmetterla alla nuova discepola.

                        Per il momento Melisanda proseguiva nel suo cammino, accogliendo con gioia i doni che di volta in volta le venivano offerti e convincendosi sempre più che non era lei, piccola contadina, a volere quelle battaglie quotidiane, ma il suo Amato Condottiero. Solo Lui conosceva la sua meta.
                        E3 beta: Melisanda Trier

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                        • #13
                          La ballata di Arren Bee

                          Avevo incontrato Arren alle porte del villaggio, in compagnia di un allegro hin, e mi aveva comunicato la sua necessità di raggiungere la base dei boscaioli, il cui sentiero era bloccato. Pensai da subito che si riferisse ai provvedimenti presi per tenere gli avventurieri e i taglialegna alla larga dal lago avvelenato, per il quale presto mi sarei dovuta impegnare attivamente con Verdevento, ma in realtà si trattava dei soliti pelleverdi di passaggio, pronti a massacrare quache passante sventurato. Fui ben lieta di liberargli il passaggio e in breve ci trovammo alla base.
                          Era alla ricerca di un mandolino e, nonostante i modi bruschi del boscaiolo, riuscì ad acquistarne uno, forse non molto accordato. Scoprii così che Arren, oltre ad interessarsi di magia, aveva una passione per la musica e la poesia e volle comporre, per ringraziarmi, questa ballata:

                          Arren ha un talento che neppure la mancanza di voce può nascondere. Questi versi hanno tutta l'aria di un canto leggendario, di quelli che a volte ho udito dai cantastorie e che mi hanno sempre acceso l'animo, da bambina. E, a dirla tutta, dapprima mi hanno messo in imbarazzo, poichè valgono molto più di quei pochi goblin che ho respinto.
                          Ecco, penso che avranno un valore pari a quello del mantello che ho ricevuto in dono da Jalynfein: saranno uno sprone per il mio incarico e una prova di riconoscenza. Così come lo sarà la perseveranza di Arren, che tanto mi ha colpita.
                          E3 beta: Melisanda Trier

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                          • #14
                            Conoscenze: le erbe curative I

                            Non era passato così tanto tempo da quando, con ostinazione, aveva vinto la sua piccola battaglia per imparare a leggere e scrivere. Ancora la mano non calcava la pergamena con la stessa sicurezza che le era ormai propria quando stringeva l'elsa della spada, ma si poteva dire che aveva imparato.
                            In quanto alla lettura, non aveva mai letto molto, perchè i libri costano assai più dell'inchiostro. Tuttavia si accorgeva sempre più delle conoscenze di cui era all'oscuro e che avrebbero potuto esserle di grande aiuto nell'adempiere ai suoi doveri, motivo per cui cercava di non lasciarsi sfuggire le opportunità per apprendere nuove materie.
                            Le conoscenze di Verdevento sulle erbe dai poteri curativi ricadevano tra queste opportunità. Sebbene i doni di Destas le permettessero di guarire le sue ferite e quelle dei suoi alleati, era bene usufruire della preghiera per ottenerli con saggezza e parsimonia. Imparare ad usare i rimedi naturali diventava quindi un dovere per soccorere chi ne aveva bisogno in seguito ad uno scontro armato.

                            Terminati con diligenza i compiti quotidiani, decise di allungare non poco il percorso verso casa per dedicarsi alla ricerca delle erbe che Verdevento le aveva indicato. Per una volta la spedizione fuori dal villaggio aveva assunto una natura più pacifica, anche se non bisognava mai abbassare la guardia.
                            Estrasse da una piccola scarsella le due pergamene che l'uomo le aveva gentilmente affidato. Su di esse erano descritte e raffigurate le due piante che doveva trovare: arcangelica e borsa del pastore.
                            La prima aveva un'infiorescenza così esplosiva, pensò Melisanda, che sarebbe stata facilissima da trovare. Cresceva nelle zone paludose e in una delle prime spedizioni aveva trovato un luogo che rispecchiava perfettamente la descrizione dell'ambiente perfetto per la sua crescita. Si incamminò dunque, perdendo diverso tempo per ritrovare la via giusta. Durante una delle soste, riprese in mano la pergamena e si accorse di un piccolo dettaglio che aveva trascurato: la stagione di crescita.
                            Non avrebbe trovato i fiori e questo rendeva la ricerca più ardua, perchè le foglie sembravano molto simili a tante altre. La seconda pianta sembrava invece più semplice da trovare: cresceva in pianura ed aveva uno stelo assai caratteristico.
                            Iniziò dunque dal compito più difficile e continuò in direzione della palude...
                            E3 beta: Melisanda Trier

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                            • #15
                              Arren colpevole?

                              Questa sera, dopo aver a lungo discusso e collaborato con la nuova recluta Will Inugami, mi stavo dirigendo al tempio quando, in prossimità dei cancelli, ho incontrato l'elfo Midnortel. Aveva un'espressione tesa e corrucciata ed era così assorto nei suoi pensieri che quasi non mi ha vista. Si è avvicinato e ha iniziato a sussurrarmi alcune frasi sbrigative e poco chiare: qualcuno doveva parlarmi presso la radura fuori dal villaggio, a me sola. Ho fatto per porgere altre domande, ma Midnortel ha tagliato subito il discorso perchè sopraggiungevano Dorak e Khalan. Così mi sono diretta alle porte del villaggio mentre alcune ipotesi prendevano forma nella mia testa, tutte sbagliate. Per sicurezza ho comunicato a Will, che era di guardia presso l'ingresso, la mia intenzione di allontanarmi dal villaggio e ho imboccato il sentiero. Con mia grande sorpresa, un piccolo animaletto simile ad una donnola si è avvicinato a me e mi ha fatto da guida fino ad un anfratto nelle rocce. Quando ho visto spuntare una testa dai cespugli ho estratto prontamente la spada. Ma si trattava di Arren e non dei pericoli che temevo.

                              Ed ora mi trovo al rifugio dei boscaioli con lui, proprio come il giorno in cui abbiamo fatto conoscenza, ma la situazione è ora meno piacevole della precedente.
                              E' ancora molto scosso e nervoso e vi sono dei buoni motivi per esserlo.
                              Dice che, mentre si trovava tranquillo al porto intento a scrivere, una guardia dallo strano comportamento lo ha arrestato con strane accuse di aver attentato alla vita dello sceriffo. Lo ha poi condotto fino alla forca e a quel punto, sempre secondo la sua versione, Arren, preso dal terrore, è riuscito a sfuggire alla guardia confondendola con qualche trucco di magia.

                              La paura che leggo nei suoi occhi sembra confermare l'innocenza che egli stesso rivendica. Tuttavia lo conosco da così poco e il suo passato mi è talmente ignoto da meritare cautela. Non potendo comunque portarlo in questo stato al villaggio, sono riuscita ad ottenere ospitalità per la notte presso i taglialegna, ai quali pagherò il disturbo. Rimarrò io stessa con lui, in modo da poterlo portare domattina al villaggio per chiarire ogni dubbio, ma prima devo tornare da Will per assicurargli che va tutto bene...


                              ***

                              "Arren "Il Muto" è ricercato per resistenza all'arresto e sospettato di aver dato fuoco alla casa e ucciso due innocenti..."

                              Mio Condottiero, illumina il mio cuore perchè possa discernere il giusto!
                              Quando ho incontrato Midnortel ho subito pensato al rogo cittadino e adesso leggo questo annuncio. Arren è ancora qui. Non è fuggito. Ma non posso dormire e non so cosa pensare.
                              Solo la preghiera può mantenermi vigile e giudiziosa. E domattina allontanerò questo amaro dubbio. Di certo qualcuno è nell'errore e dovrà fare ammenda.

                              Sia resa lode a Te, glorioso Destas.
                              Ultima modifica di yellowpig; 03-05-2011, 20:16.
                              E3 beta: Melisanda Trier

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