annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

[Racconto] Echi lontani

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • #31
    I doni del cuore

    Un vento sostenuto agitava il mare alla stessa maniera dei capelli di Verdevento. L'uomo, seduto presso un promontorio, guardava in lontananza ripensando alle parole della sacerdotessa Tissena. In fianco a lui vi erano adagiati al suolo un piccolo scudo in legno ed un'armatura molto particolare nella foggia. All'aspetto appariva dapprima come una semplice armatura in cuoio, ma su di essa sembrava intrecciarsi e fondersi col pellame una maglia fitta di legno e piccoli inserti in metallo. Un simbolo, raffigurante la Rosa della Dea Madre, era inciso su di una piccola placca vicino al petto e la stessa rosa campeggiava all'interno dello scudo. Una preghiera vi era stata inscritta in elfico e rileggendola Verdevento sorrise dolcemente. Poi mormorò tra se:

    "Prometto che farò di tutto per tornare."

    Sapeva che poteva essere una promessa difficile da mantenere, ma sapeva anche che i cuori spesso hanno bisogno di essere messi alla prova. Era certo di una cosa, l'elfa non avrebbe smesso di credere in lui ed egli non l'avrebbe delusa in ogni caso.
    La sacerdotessa aveva voluto fargli quel dono inatteso. Consacrare alla Dea Madre quello scudo e quell'armatura rendendoli migliori di quanto sia lui che Yacopu avrebbero mai potuto fare con il legno della foresta. Era grato a Tissena, una gratitudine che trascendeva quei doni, questo lo sapevano entrambi.
    Iniziò a togliersi alcune delle pelli con cui era vestito e, presa l'armatura, la indossò. Nel mentre, con devozione, innalzava una preghiera alla Dea Madre. Poi in piedi tenne lo sguardo fisso verso l'orizzonte. Il sole fece risaltare le venature del legno e la sua levigatura tanto che l'armatura sembrò essere fatta d'un legno ancora fresco e vivo. Per un'attimo il vento parve divenire caldo ed avvolgente così come lo era stata la benedizione di Thela al tempio attraverso le eburnee mani di Tissena.
    Lentamente Verdevento si avviò verso il bosco, mentre i suoi pensieri tornarono alla preghiera incisa sullo scudo:

    "Che la Signora delle Rose possa difendere il suo figlio fedele."

    Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già creata.
    Echi lontani - Delle Erbe e loro apllicazioni


    Jacob Logan - Un colpo una vita!
    Corwin Amber - In ogni tempo proteggere!- appeso
    ------------------------------------------------
    Su Entara2: Jack Darkrose Capitano dell'esercito di Lux Dei e cavaliere del Drago Dorato.
    e Orfeo Dawn (Bardo itinerante)

    Commenta


    • #32
      Enuren e l'albero maledetto

      Avevano affrontato le loro paure e le avevano vinte. La prova che era stata paventata loro era stata superata. Non senza difficoltà Verdevento, Melisanda, Fenar e Kalahin avevano fatto ritorno ad Ondachiara con il cervo Enuren.
      Grande era stato lo sgomento in Verdevento alla notizia che il cervo Enuren si era sacrificato per ridare l'equilibrio al Grande Albero nel centro del bosco, ma senza riuscirvi. Uno degli alberi guardiani, ancora fedeli alla Dea Madre, li aveva messi in guardia sul grande male che chiamavano il Rinnegato. Costui aveva maledetto e volto ai suoi scopi il Grande Albero, facendo dilagare quell'ondata di ferocia e malvagità nella foresta.
      Ora, nel tempio del villaggio, curavano le loro ferite, attendendo che Enuren si rimettesse per compiere insieme agli altri druidi il rituale di purificazione per l'acqua avvelenata. Ma affrontare le loro paure nel sentiero oscuro, scavato sotto la terra, non era stato semplice.
      Fenar aveva dovuto fronteggiare un'altro se stesso e la paura di non essere all'altezza dello scopo che si era prefissato nella sua vita. Kalahin aveva incontrato il suo alterego nel suo smisurato desiderio di raggiungere le vette del comando sul campo di battaglia, superando tale prova in uno scontro convulso tra un drappello di ombre e loro quattro. Poi era toccato il turno di Melisanda affrontare la sua paura, il peso di voler salvare tutti e caricarsi il fardello anche di ciò che non è possibile evitare si era palesato sotto le sembianze di una creatura dannata. Con uno sforzo di volontà e la collaborazione di tutti anche quell'essere era stato sconfitto.
      La prova seguente fù quella di Verdevento, messo di fronte al dolore della perdita di qualcuno di caro come era la sacerdotessa Tissena. Vederla impiccata era stato doloroso e angosciante, ma la forza di spirito del druido gli aveva permesso di ricacciare indietro quella menzogna. Fù così che il male si era manifestato per ciò che era realmente. Un simulacro di vita, la non morte nella sua fisicità, l'abominio che offende la Grande Madre. Insieme affrontarono e sconfissero quella creatura non morta, anche grazie all'aiuto della Dea.
      Poterono così giungere, uscendo da quelle caverne, innanzi al Grande Albero ora maledetto. Erano nel cuore più profondo del bosco e guardavano quell'albero completamente annerito da chissà quale malvagio rituale. Intorno all'albero vi era un bagliore sinistro e tra i suoi rami c'era il cervo Enuren. L'animale sembrava privo di vita. Verdevento cercò di entrare in contatto con l'albero, ma ciò che ottenne fù una visione fugace e dolorosa. Un uomo incappucciato che alzava il capo lentamente e due occhi rossi di fuoco, carichi d'odio, lo scrutarono per un istante. Poi la visione sparì. Fù allora che il piccolo colibrì, legato a Tissena, si posò su una roccia poco distante parlando al druido. Verdevento annuì verso il piccolo uccello che volò via, mentre gli altri osservavano la scena. Allora il giovane druido entrò deciso all'interno dell'alone che avvolgeva l'albero e cercò di prendere il cervo. Un fitta di dolore lancinante gli fece piegare le gambe, ma tenne duro. Allora anche gli altri entrarono nell'alone e solo dopo lunghi momenti di dolore e fatica riuscirono a recuperare il cervo Enuren.

      Avevano compiuto quanto chiesto loro dal druido Ethelion e da Tissena. Ora lì, nel tempio di Thela, la sacerdotessa felice di rivederli si apprestava a curare Enuren. Lì aveva ringraziati tutti appellandoli come i Petali della Rosa. Verdevento, felice nel vedere l'elfa, disse poche parole di ringraziamento certo che il tempo per parlare sarebbe venuto. Ora avrebbe atteso, insieme agli altri, che i druidi fossero stati pronti per il rituale di purificazione dell'acqua.
      Verdevento lasciò che il suo corpo ottenesse il meritato riposo mentre il suo spirito era già soddisfatto per la riuscita della ricerca. Poi per un momento l'immagine di quegli occhi fiammeggianti lo scossero nuovamente, ma ricacciò via il presentimento. Ci sarebbe stato il momento anche per quello, ma non ora... ora voleva solo parlarle...

      Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già creata.
      Echi lontani - Delle Erbe e loro apllicazioni


      Jacob Logan - Un colpo una vita!
      Corwin Amber - In ogni tempo proteggere!- appeso
      ------------------------------------------------
      Su Entara2: Jack Darkrose Capitano dell'esercito di Lux Dei e cavaliere del Drago Dorato.
      e Orfeo Dawn (Bardo itinerante)

      Commenta

      Sto operando...
      X