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Il cammino di Sequoia Silente

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  • Il cammino di Sequoia Silente

    IL DESTINO DI UN FIGLIO DI KIRA

    Appartato in un piccolo antro ricavato all'interno di un'alta parete rocciosa, Sequoia sedeva in meditazione, riflettendo sugli sconvolgenti avvenimenti degli ultimi giorni.
    Qua e la', sparsi in quel luogo ameno, si trovavano i membri superstiti del Seggio e fra loro vi era anche Aldar Nibbio Grigio, l'Arcidruido.

    Per tutta la vita aveva desiderato incontrare quell'elfo leggendario, poi, d'un tratto, senza il minimo preavviso, si era trovato coinvolto in un turbinio di eventi che lo avevano portato, quasi senza rendersene conto, direttamente al cospetto di Aldar e degli altri grandi saggi che costituivano la coscienza vivente del popolo silvano.
    Solo qualche luna prima Sequoia si trovava ancora con la sua tribù, ai margini della Foresta d'Avorio e si era messo in viaggio per indagare su una terribile minaccia che il druido anziano, Roccia che Ride, aveva presagito.
    Sequoia aveva serbato nella sua mente ogni singola parola della conversazione avuta con il druido anziano quell'ultima notte prima della partenza. L'interno della tenda era avvolto da una nuvola di fumo grigio che celava i lineamenti del vecchio, lasciandone intravedere solo la sagoma. La voce irruppe all'improvviso, cavernosa e solenne:

    Gli Spiriti si sono destati e gridano nella Foresta il loro terrore e lo sgomento per l'oscura piaga.
    Corruzione che divora l'armonia di cui il sacro luogo è pregno!
    Una cancrena cresciuta in seno a Kira,
    recrudescenza dell'obliato male,
    getta la sua funesta ombra sul nostro popolo.


    Fece una pausa per prendere fiato, dopo l'impetuoso inizio, e riprese con tono benevolo:

    Vai, amico mio,
    giovane arbusto cresciuto all'ombra della Roccia,
    abbandona il tuo nido, colombello, e spicca il volo.
    Raggiungi colui che e' Saggio fra i Saggi,
    l'anima del Fuoco che ancora arde sotto la Cenere
    ed apri il tuo spirito per accogliere il tuo Destino.


    Solo ora, dopo l'incontro con Aldar, le parole di Roccia che Ride, cosi' incomprensibili in principio, gli svelavano il loro profondo significato.
    Sequoia accese un piccolo fuoco, estrasse dal suo zaino alcune essenze animali e vegetali mescolandole fra loro per ottenere diversi intrugli colorati che formavano una rudimentale tavolozza.
    Gettò sul fuoco piccoli pezzi di un fungo allucinogeno e ne respirò a pieni polmoni i fumi.
    Presto cadde in trance e cominciò ad avere visioni. Intinse un ramoscello dalla punta appuntita e brunita nella tavolozza e cominciò a disegnare sulla parete della roccia quello che vedeva. Passarono alcune ore di febbrile lavoro, poi si gettò al suolo sfinito, ma soddisfatto. La sua opera era terminata.
    Si svegliò all'alba con un malditesta lancinante e tutte le ossa doloranti. Ricordava poco o nulla della notte precedente. Si fermò a contemplare il disegno:

    Su una grande foresta volava un Nibbio Grigio che abbracciava con le sue ali spiegate gli alberi sottostanti. Sulla destra un ammasso di nuvole nere e rigonfie si avvicinava minaccioso verso la foresta.
    Un albero si notava fra gli altri perchè molto più particolareggiato. Era una Sequoia e su di un suo ramo stava appollaiato un Falco Bruno con uno sguardo di sfida verso il pericolo incombente.


    Nella mente del giovane elfo tutto fu chiaro.
    Avrebbe chiesto al Seggio di poter essere accolto come Iniziato.

    Purtroppo non vi fu tempo per farlo immediatamente nei giorni successivi. Falco e gli altri che lo avevano seguito ritornarono alla Foresta D'Avorio il giorno seguente e Sequoia non potè rimanere nella Valle Proibita insieme ai druidi, ma dovette seguire la sua guida.



    Sequoia e Grufolo in meditazione nella Foresta d'Avorio
    Ultima modifica di Pipst; 01-10-2008, 11:03.
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  • #2
    LE STRADE DI KILLIAN

    Mentra camminava distrattamente per le vie di Killian, Sequoia rigirava in mano un pezzo di metallo comunemente noto con il nome di moneta.
    Soldi. Finche' viveva nella tribu', nel cuore della Foresta D'Avorio, non aveva mai sentito il desiderio di averne.
    Fra la sua gente se avevi bisogno di qualcosa ti veniva dato. Bastava chiederlo. Magari pazientare un po' o accontentarsi se poi la richiesta non veniva esaudita completamente.
    Non si era mai sentito povero, ma adesso, dopo aver visitato botteghe stracolme di oggetti di ogni tipo, per soddisfare qualunque esigenza anche quelle che non sapeva di avere, doveva ammettere a se stesso di provare anche lui quel malsano desiderio di possedere dei soldi.
    Sentiva la corruzione fare breccia nel suo cuore. Iniziava a desiderare anche lui di indossare abiti piu' belli, armi migliori in materiali pregiati, amuleti di protezione, eccetera, eccetera.
    Non aveva mai provato sentimenti simili in precedenza e se ne sentiva terribilmente attratto. Allo stesso tempo nel profondo del suo cuore e della sua ragione, cercava di scacciare queste tentazioni e mantenersi puro. Si era sopravvalutato, aveva pensato che il suo spirito, cosi' fortemente legato alla natura, non si sarebbe fatto attrarre dalle tentazioni della vita dei cittadini. Invece si era sbagliato. In fondo era anche lui come gli altri, una creatura dalla volonta' debole.
    Il vecchio Roccia che Ride lo aveva messo in guardia e aveva sorriso quando Sequoia aveva risposto con tracotante sicurezza che la sua fede non correva alcun rischio. Invece Roccia aveva ragione. Come sempre. Perche' lui conosceva, lui aveva gia' vissuto, lui aveva gia' provato sulla sua pelle, ormai fattasi dura come la quercia, tutto quello che per Sequoia era ora misterioso e nuovo.
    Eppure doveva resistere, doveva rimanere il Sequoia di sempre e al contempo imparare a conoscere ed integrarsi nei costumi di questa gente, dei fratelli bianchi e di quelli blu.
    Gli elfi dovevano unirsi per fronteggiare un pericolo comune e lui doveva impegnarsi per il suo popolo e per il futuro della Foresta D'Avorio, delle sue verdi chiome e delle innumerevoli ed affascinanti creature che la popolavano.


    Sequoia per le strade di Killian
    Ultima modifica di Pipst; 02-10-2008, 02:58.
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    • #3
      SEQUOIA L'INIZIATO

      In attesa del ritorno dei suoi compagni, Sequoia si mise a riposare al margine della foresta, di fronte alle imponenti mura in costruzione di Illium.
      Grufolo si accoccolo' al suo fianco e Sequoia ne approfitto' appoggiando la testa sul ventre molle del suo pingue compagno.
      Passo' qualche ora e d'un tratto l'elfo balzo' in piedi. Aveva percepito qualcosa vicino a lui, forse un pericolo.
      Si guardo' intorno. Nulla. Ma il suo sesto senso gli impose di controllare meglio. I suoi occhi si fermarono su un grosso masso che giaceva sull'erba a pochi passi da lui. Prima non c'era. Osservandolo meglio si accorse che vi erano intagliati due profondi occhi. La terra tremo' facendo perdere l'equilibrio al giovane elfo. Era una risata, Sequoia la riconobbe subito e scoppio' a ridere anche lui. Il masso si mosse distendendosi in tutta la sua imponenza e prendendo le sembianze umanoidi di un elementale anziano della terra.

      "Roccia che Ride! Quale gioia rivederti! Ma cosa fai qui, cosi' distante dalla tribu'?" disse Sequoia.

      "Ti avevo insegnato a restare sempre all'erta figlio mio, i tuoi sensi sono piu' appannati di quelli di un umano!" lo punzecchio' il vecchio druido. "Avrei potuto stritolarti prima che tu ti accorgessi di me... Ma non sono venuto qui per rimproverarti, anzi, devo congratularmi con te. Il vento mi ha sussurrato che il Nibbio Grigio ha ascoltato la tua richiesta e ti ha accolto come Iniziato del Seggio. Ti guardo e vedo ancora quel ragazzino gracile che si assopiva sotto la sequoia, ma sei adulto ormai ed e' giunto il tempo che tu serva la Madre Kira."
      Sequoia torno' a sedersi continuando a prestare ascolto a Roccia che Ride. Era una situazione familiare, sembrava una di quelle innumerevoli serate passate nella tenda del vecchio druido ad ascoltare storie e leggende tramandate per secoli dal popolo silvano.
      "Anche Grufolo lo trovo cresciuto. Ha messo su parecchia ciccia di recente. Non e' forse ora che ce lo mangiamo?" Scherzo' Roccia.
      Il cinghiale drizzo' le orecchie e lo guardo' preoccupato. Poi si tranquillizzo' e riabbasso' il muso affondandolo nell'erba fresca.
      "Erano molti anni che non mi allontanavo dalla tribu' e che non mutavo in Roccia. Ma ne valeva la pena, questa e' un'occasione speciale. Secoli fa, quando ero un elfo giovane e pieno di ardore, anche io appartenevo al Seggio e combattei molte battaglie. Poi con gli anni la pelle si fa sempre piu' dura, come corteccia di quercia, e capisci che il tuo tempo sta passando ed e' ora di ritirarsi nelle quiete della Foresta. Ma vedere giovani cosi' motivati portare avanti gli ideali per cui ho lottato per secoli, riaccende in me un'antica fiamma che si stava sopendo."Parlarono ancora a lungo, poi il vecchio si alzo' e se ne ando' addentrandosi lentamente, con grandi falcate, nel cuore della foresta.
      Sequoia lo segui' con lo sguardo finche' non spari' completamente nella boscaglia, poi l'elfo si volse verso il cinghiale con il quale scambio' un sorriso colmo di malinconia.



      Sequoia viene eletto Iniziato del Seggio Druidico dall'arcidruido Aldar Nibbio Grigio
      Ultima modifica di Pipst; 02-10-2008, 03:01.
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      • #4
        Un druido di nome Garadas

        UN DRUIDO DI NOME GARADAS

        Sequoia e Hander erano nei pressi di Illium e si stavano recando al Seggio quando incontrarono un elfo silvano che li salutò in druidico.
        Disse di chiamarsi Garadas e di essere anch'egli un iniziato del seggio che rientrava ora da un lungo viaggio che lo aveva tenuto distante dalla foresta per molto tempo.
        Stava cercando la via che conduceva al Seggio. Molte cose erano infatti cambiate da quando era partito.
        Sequoia fu lieto di accompagnarlo, mentre Hander fu più sospettoso all'inizio, ma si convinse quando Garadas fu riconosciuto da Gufo Sognante.
        Raggiunta la Valle Proibita i tre si sedettero di fronte all'albero dorato e Sequoia ed Hander presero ad aggiornare Garadas sulle recenti minacce che incombevano sulla foresta e sui suoi figli.



        Druidi in consulta al seggio. Da sinistra: Garandas, Sequoia, Hander
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        • #5
          Sii il meglio di qualunque cosa tu sia

          SII IL MEGLIO DI QUALUNQUE COSA TU SIA

          Il giovane druido era turbato. Sentiva la corruzione crescere di giorno in giorno attorno a lui. Si stava preparando una guerra e, qualunque posizione avesse deciso di assumere, sarebbero gravate grandi responsabilita' su di lui per il ruolo di iniziato del seggio che aveva deciso di abbracciare. Temeva che non ne sarebbe stato all'altezza.

          Si addentro' nel fitto della boscaglia, seguito come sempre dal suo fedele Grufolo che trotterellava al suo fianco scuotendo il ventre molliccio e straripante. Gli alberi si diradarono e Sequoia si fermo' sul ciglio di un dirupo. Da quella posizione si godeva un panorama magnifico. Sotto di lui un'ampia valle era attraversata da un fiume che si snodava come un grande serpente azzurro fino a scomparire nelle valli adiacenti. Ai fianchi della valle le montagne si innalzavano ripide sino alle nuvole. Tutto era ricoperto da una fitta vegetazione e si potevano scorgere diverse tipologie di piante alternarsi fra il fiume in basso sino sulla vetta del monte.

          Sequoia ritorno' con la mente a molti anni prima, quando era solo un fanciullo.

          Roccia che Ride, il vecchio druido della sua tribu', lo aveva portato sino a li' dopo un lungo e snervante cammino. Il vecchio elfo, con il volto solcato da profonde rughe che apparivano come intagli nella pietra, gli aveva appoggiato una mano sulla spalla e con un tono solenne gli aveva detto:

          "Figliolo, questo e' un luogo sacro ed intimo per la nostra gente. Quando non ero che un verde germoglio come sei tu ora, lo shamano mi porto' qui e mi disse le stesse parole che io ora sto per dirti. Questa tradizione si tramanda da generazione in generazione, sin dall'origine della nostra tribu' del Salice Piangente. Possa la saggezza senza tempo impressa nei versi che ascolterai imprimersi nel tuo spirito e fortificarlo negli anni a venire, quando sarai chiamato ad adempiere alla tua missione."

          Poi Roccia che Ride, dopo una breve pausa per concentrarsi, con voce profonda ed ampi gesti aveva infine decantato:

          "Se non puoi essere un pino sul monte,
          sii un pruno nella valle,
          ma sii il miglior piccolo pruno
          sulla sponda del ruscello.
          Se non puoi essere un albero,
          sii un cespuglio.
          Se non puoi essere una via maestra
          sii un sentiero.
          Se non puoi essere il sole,
          sii una stella.
          Non conta la grandezza per riuscire o fallire,
          sii il meglio di qualunque cosa tu sia.


          Dopo tanti anni quel luogo ed il ricordo delle parole del vecchio druido riuscivano ancora a portare conforto al giovane Sequoia. Ringrazio' la Madre per la bellezza di tutto cio' che Ella aveva creato e si rimise in cammino con una rinnovata serenita' nell'animo.

          --------
          GDR OFF
          NOTA:
          La poesia e' liberamente tratta da "Be the best of whatever you are" di Douglas Malloch, resa poi celebre da Martin Luther King.
          -------
          Ultima modifica di Pipst; 06-10-2008, 15:48.
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          • #6
            Discorso con Uralia sulle unioni fra Elfi ed Umani

            DISCORSO CON URALIA SULLE UNIONI FRA ELFI E UMANI

            Come di consueto Sequoia prosegui' il suo giornaliero giro di perlustrazione spingendosi oltre la foresta sino a Dunford. Il villaggio era divenuto ormai un importante crocevia dove era opportuno recarvisi di tanto in tanto per recuperare informazioni.
            Non incontrando nessuno nella piazzola di fronte all'ingresso del piccolo villaggio fortificato, il druido si risolse a fare una rapida apparizione nella locanda, posto che trovava opprimente e malsano, ma del quale era diventato suo malgrado un frequentatore. Era infatti il luogo d'incontro per gli abitanti di Dunford e per i viaggiatori che passavano di li'. Se si voleva incontrare qualcuno o semplicemente informarsi sui recenti accadimenti era necessario recarvisi.
            Cosi', lasciato Grufolo ad attenderlo fuori dalla palizzata del villaggio, Sequoia prese un profondo respiro prima di entrare, quasi in apnea, nella locanda.

            L'ampia stanza, avvolta da una densa coltre di fumo proveniente dal camino e dai fumatori di erbapipa, era insolitamente poco affollata quella sera. Vi erano solo un umano di nome Morgan, conosciuto durante la prigionia all'interno della caverna del Mindflayer, e la maga elfica Uralia. Poco dopo sopraggiunse anche Kris, un singolare individuo dotato di strani poteri arcani che qualche giorno prima aveva cercato ostinatamente di convincere Sequoia della sua completa buona fede, senza riuscire tuttavia a vincere le forti barriere pregiudiziali dell'elfo silvano.

            Presero a discorrere circa l'uso di oggetti ed incanti utili per difendersi contro gli attacchi magici, poi, dopo breve tempo, Morgan e Kris se ne andarono lasciando Sequoia e Uralia soli nella locanda. Il druido propose dunque all'elfa di uscire all'aperto a proseguire la conversazione in un luogo piu' consono.

            Andarono dunque ad accomodarsi sull'erba fresca poco fuori dal villaggio, rinfrescati da una leggera pioggerella.

            Uralia mostro' a Sequoia un anello con incisa un foglia verde simbolo della Madre Kira e prese a raccontargli come se lo fosse procurato. Le era stato consegnato da un umano, poi caduto per mano di un'orda di non morti, affinche' lo utilizzasse per sconfiggere una potente strega seguace di Heli che aveva imprigionato in un amuleto lo spirito di un elfa della Foresta d'Avorio.
            Uralia e i suoi compagni erano riusciti infine a sconfiggere la strega grazie al potere infuso nell'anello che era pero' svanito insieme alla strega stessa.
            L'elfa era finita nelle mani della strega a causa del suo amore per un umano fedele ad Adun. Il loro amore era stato scoperto ed entrambi avevano conosciuto un destino crudele.

            Terminato di ascoltare la triste vicenda, Sequoia si rammarico' per la sorte dell'elfa e commento' come si trattasse dell'ennesimo esempio di amore fra elfi ed umani finito in tragedia. Tale unione, essendo contro natura, non poteva che portare dolore per gli amanti e per la loro eventuale prole mezzosangue.
            Uralia parve ferita da tale osservazione ed i due iniziarono a discutere.

            L'elfa blu sosteneva le idee di Killian secondo cui tutte le creature sono uguali ed hanno pari dignita' di esistere. L'amore non deve conoscere limiti di razza o religione ed e' in grado di superare ogni ostacolo.

            Sequoia, pur comprendendo e rispettando i valori che portavano la maga a tali considerazioni, cerco' di argomentare le proprie opinioni.
            Secondo il modo di pensare dei druidi, le Leggi della Natura sono come sentieri nella foresta tracciati nei secoli da coloro che ci hanno preceduto o perfino dalle divinita' stesse. Ciascuno e' libero di decidere se percorrerli od avventurarsi per vie piu' impervie. Chi abbandona il sentiero si espone a rischi maggiori e potra' cadere o perdersi con piu' facilita'.
            Cosi' e' per l'unione fra elfi e umani. Se all'apparenza fisica le due razze sembrano simili, le diversita' maggiori sussistono negli animi, nel modo di vivere e concepire il significato profondo della vita. L'amore inizialmente sembra ignorare tali diversita' che pero' con il tempo sono destinate a riemergere provocando spaccature e conseguentemente dolore per la coppia, per la loro discendenza e per chi e' loro vicino. La differente durata della vita non e' che l'esempio piu' evidente. L'elfo vedra' sfiorire ben presto la compagna umana e passera' gran parte della vita nel dolore provocato dal vuoto lasciato dalla sua perdita. Cosi' pure i figli nati dalla loro unione, non essendo ne' elfi, ne' umani, potranno godere di una vita serena.
            Con cio' elfi e umani possono decidere di amarsi lo stesso, ognuno deve poter scegliere liberamente la propria strada giacche' cio' che e' bene per uno non lo e' necessariamente per un altro e viceversa. Ma tutti siano consapevoli delle gravi conseguenze e dei pericoli insiti nelle unioni contro Natura.
            I mezzelfi poi, frutto di tali unioni, non sono da disprezzare bensi' da compatire. Devono comunque godere del rispetto che merita ogni creatura vivente. Tuttavia mentre vi sono in natura unioni miste che generano creature con doti di gran lunga superiori a coloro che li hanno generati, questo non vale per il caso dei mezzelfi.
            Essi non possono essere considerati fratelli dagli elfi in quanto non godono del legame profondo che lega gli elfi alla grande Madre Kira. Spesso i mezzelfi non riescono a comprendere questa importante verita' e questa non e' che l'ennesima prova del fatto che essi non sono elfi perche' non riescono a percepire la differenza sostanziale che li distingue dagli elfi.

            Passarono alcune ore a discutere, ciascuno portando esempi e cercando prove che contraddicessero il pensiero altrui. Tuttavia non vi era astio alcuno fra i due, ma grande rispetto e stima, nonostante le loro opinioni fossero cosi' distanti.

            Giunta la sera si salutarono, con la piacevole sensazione di aver arricchito la propria vita dell'esperienza altrui.
            Sequoia, mutato in cinghiale, se ne ando' correndo insieme a Grufolo per fargli fare un po' di esercizio fisico nel tentativo di arginare la sua pinguetudine crescente.



            Uralia e Sequoia discutono sul prato vicino a Dunford
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            • #7
              Incontri nella Foresta

              INCONTRI NELLA FORESTA

              Sul sentiero che dalle rive del fiume che bagna Eldarin conduce a Illium e poi al Seggio, Sequoia s'imbatté in Faredal e Varnon.

              Al veder sopraggiungere il druido, i due lo salutarono, compiacendosi della fortunata casualita' di quell'incontro. Varnon infatti rivelo' a Sequoia che stava cercando l'aiuto di un druido per le sue ricerche di Alta Magia.

              L'illustre mago aveva interesse di condurre alcuni esperimenti legati all'empatia vegetale dei druidi. Sequoia si disse disponibile, a livello personale, ad aiutare Varnon, ma, dopo essersi fatto spiegare quali fossero gli obiettivi dei suoi studi, ne rimase turbato. Decise quindi che avrebbe fatto rapporto al Seggio e sottoposto il problema alla somma saggezza degli anziani. Si trattava di una questione molto delicata che riguardava la salvaguardia dei poteri e delle conoscenze che i druidi custodivano gelosamente sin dalla notte dei tempi.

              Varnon rispettò la scrupolosa decisione di Sequoia e si disse ben disposto ad attendere il tempo necessario affinché il Seggio esprimesse il suo parere. Si salutarono, con la promessa da parte del druido di recarsi al Seggio appena gli fosse possibile.



              Sequoia e Varnon parlano nella Foresta d'Avorio. (Fate conto ci sia anche Faredal, che, a causa dell'ora tarda, aveva staccato )


              Nei giorni successivi Sequoia incontrò altri due elfi che non aveva mai veduto in precedenza.

              Il primo, incontrato per le vie di Eldarin, era un ranger originario di Illium. Doveva essere stato lontano dalla sua terra d'origine per lungo tempo perchè non sapeva nulla circa l'attuale situazione. Sequoia condusse quindi il giovane ranger nel cuore della Foresta e si sedettero attorno ad un falò vicino al Sentiero dei Sussurri. Lì il druido ebbe modo di aggiornare il ranger dei gravi pericoli incombenti.

              Più tardi, congedatosi dal ranger, Sequoia incontrò una maga elfica di nome Quistina, in compagnia di un piccolo ragno timoroso che le faceva da famiglio. Sembrava essere una forestiera e non conosceva nulla di quelle terre. Il druido le fece da guida facendole attraversare la foresta sino a Dunford. Lì avrebbe potuto prendere la carovana e dirigersi a Killian, luogo che, secondo Sequoia, si confaceva meglio ai modi ed alle abitudini della giovane maga.

              Ella tuttavia disse che era intenzionata ad aspettare la sorella, che sarebbe giunta nei giorni successivi, prima di intraprendere il viaggio verso Killian. Si salutarono, ma prima di andarsene Sequoia donò all'elfa alcune pergamente arcane che aveva trovato nelle sue perlustrazioni addosso ai briganti. Sarebbero state un buon materiale di studio durante il suo soggiorno a Dunford in attesa dell'arrivo della sorella.
              Ultima modifica di Pipst; 06-10-2008, 15:54.
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              Guardiano del Sentiero dei Sussurri
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              • #8
                A Colloquio con l'Arcidruido: Le Risposte

                A COLLOQUIO CON L'ARCIDRUIDO: LE RISPOSTE

                Antefatto 1:
                http://forum.gamesnet.it/f800/rappor...varnon-539925/

                Antefatto 2:
                http://forum.gamesnet.it/f800/laggressione-540325/

                Sequoia e Hander passeggiavano per la Foresta d'Avorio quando udirono sussurrare nel vento. L'arcidruido li chiamava. Si misero subito in cammino inoltrandosi per il sentiero segreto dei druidi che conduce al Seggio.

                Giunti sul posto li accolse l'arcidruido in persona con un sorriso cordiale sul volto.

                Per primo si rivolse ad Hander. Si informò su quali fossero le intenzioni del giovane druido dopo la terribile esperienza dell'aggressione perpetrata ai suoi danni dal mezzorco Nembus. Il Nibbio ascoltò e suggerì infine una saggia soluzione al problema.

                Poi il vecchio elfo volse lo sguardo verso Sequoia informandolo che il Seggio riteneva opportuno schierarsi con Illium contro il Raug ed i suoi alleati.
                Sequoia ne rimase in parte turbato, comprendeva che la situazione costringeva a scegliere il male minore, ma temeva che decidendo di accettare lo scontro avrebbero in parte assecondato i disegni del Raug, che era mosso dal solo desiderio di distruzione degli altri ed infine di se stesso.

                L'arcidruido li rassicurò comunque che il Seggio avrebbe anche tentato di redimere sia i membri del clan del Raug che il vampiro, seppure le speranze di riuscita erano ben poche.

                Da ultimo accennò agli esperimenti di Varnon. Il Seggio aveva ascoltato il mago, condotto nella Valle Proibita da alcuni druidi, e aveva ritenuto i suoi esperimenti compatibili con il mantenimento dell'Equilibrio e dell'Armonia Naturale.
                Il Nibbio diede quindi il suo benestare affinchè i due druidi collaborassero con Varnon nel suo esperimento sull'empatia vegetale.

                Esauriti tutti gli argomenti che si era prefissato di trattare con i due druidi, l'arcidruido si congedò da loro.


                Hander e Sequoia di fronte all'arcidruido


                L'arcidruido Aldan Nibbio Grigio
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                Guardiano del Sentiero dei Sussurri
                "Assomiglia a Peter Pan, ma con Grufolo al posto di Trilly"

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                • #9
                  La Difesa di Illium: La Via di un druido

                  DIFESA DI ILLIUM: LA VIA DI UN DRUIDO

                  Sequoia era rimasto molto turbato dalle parole dell'arcidruido.

                  L'anziano saggio gli aveva rivelato che era giunto il momento in cui i druidi avrebbero mostrato il ruolo distruttivo della natura contro la piaga del Raug e dei suoi alleati. L'ordine era dunque di recidere il ramo malato affinché la malattia non si propagasse all'intera pianta. Amputare la parte corrotta che ostacola la vita per proteggere e far crescere il germoglio sano.

                  La richiesta era perfettamente condivisibile, probabilmente l'unica soluzione possibile, in questo stadio così avanzato della crisi.

                  Tuttavia anche l'eretico, il Raug, cercava la distruzione, seppur in una forma diversa, mirata all'annientamento totale, all'estinzione, al nulla.

                  Sebbene gli intenti che spingevano le due fazioni nella ricerca dell'altrui distruzione fossero così diversi, Sequoia intuiva che, nei fatti, una volta innescata la spirale di violenza, le menti sarebbero state annebbiate dall'odio. Alla fine tutto si sarebbe confuso e l'unico alimento della guerra per entrambe le parti sarebbe stato l'odio verso il nemico.

                  Sequoia non aveva dubbi sul fatto che quando Illium sarebbe stata attaccata anche lui si sarebbe unito ai difensori della città, ma la sua perplessità verteva su ciò che avrebbe dovuto fare in attesa di quel momento. In che modo e con che spirito si sarebbe dovuto preparare al conflitto?

                  Non si sarebbe certamente fatto reclutare nell'esercito, nè avrebbe passato il tempo esercitando i suoi poteri per divenire strumento di distruzione del nemico.
                  No, egli avvertiva in questo qualcosa di estraneo al suo essere, alla sua sensibilità. Sebbene la distruzione fosse una componente del ciclo naturale, ciò non significava che dovesse necessariamente appartenere al suo spirito. Ciascuno possedeva le proprie attitudini, le proprie affinità e talenti.

                  ...Siì il meglio di qualunque cosa tu sia...

                  Se doveva avere un ruolo in questo conflitto, allora sarebbe stato qualcosa di diverso rispetto al portatore di distruzione.

                  Doveva meditare e comprendere quale dovesse essere la sua Via.
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                  • #10
                    SALVATE IL PIRATA SYLVANUS
                    [Quest di DM NetRunner]


                    La vicenda abbe inizio nella fumosa locanda di Dunford dove Fanrgo, Uralia e Sequoia si trovavano dopo aver accompagnato un umano di nome Garvick incontrato nella foresta. Nell'ampia stanza in legno c'erano anche l'elfo blu Lihiliar, Arandir e la mezzelfa Aniel.
                    D'un tratto un umano dalla chioma e la barba rosso vivo, vestito del medesimo colore, entrò nella locanda presentandosi ai presenti col nome di Gunderban. Disse di essere un bardo giunto lì per esibirsi.


                    Gunderban il bardo nella taverna di Dunford

                    Iniziò raccontando una singolare storia che aveva come protagonisti una coppia di giovani amanti:
                    Un tragico giorno la donna fu trovata dal compagno priva di vita vicino al pozzo del vecchio gufo. Straziato dal dolore egli pregò Kira di riportare in vita la donna. Una driade ascoltò la sua supplica e propose lui di far rivivere la donna, ma in cambio egli si sarebbe trasformato in un albero. L'amore ardeva nel cuore dell'uomo a tal punto che egli accettò l'estremo sacrificio e così la donna tornò in vita.

                    Gli spettatori iniziarono a commentare la triste vicenda, domandandosi se si trattasse di una storia vera o fosse solo pura fantasia. Il bardo rispose che gli era stata narrata dalla madre quando da piccolo si recava insieme a lei a prendere l'acqua al pozzo. Ella le aveva perfino indicato la pianta in cui si era trasformato l'uomo.
                    Il druido Sequoia, che sino ad allora era rimasto in disparte, mostrandosi poco interessato all'esibizione, si fece avanti dicendosi disponibile ad esaminare l'albero indicato dalla madre del bardo per scoprire se la storia fosse realmente vera.
                    Così, dopo essersi rifocillato, il bardo condusse Sequoia e gli altri davanti all'albero. Subito il druido percepì il lamento di uno spirito imprigionato nella corteccia e si mise in comunicazione con esso parlando in silvano. L'albero diceva di chiamarsi Teormir e confermò quanto Gunderban aveva raccontato. Si mise poi a supplicare Sequoia di aiutare suo figlio Sylvanum che sapeva essere in grave pericolo. Non riuscì però a fornire alcuna informazione utile ad eccezione che il ragazzo si trovasse ad Oldstone.
                    Così Sequoia si consultò con gli altri compagni e decisero insieme di andare in quel villaggio ad indagare sul conto del ragazzo ed eventualmente aiutarlo.
                    Purtroppo nessuno conosceva la via per la città piratesca, ma casualmente passò di lì proprio in quel momento Jaquen, un umano in armatura di un rosso sgargiante originario di Oldstone che Uralia conosceva piuttosto bene.


                    Jaquen, pirata di Oldstone, si presenta alla compagnia

                    Jaquen si disse disposto a far loro da guida e così si imbarcarono su una nave in partenza dal porticciuolo di Dunford.
                    Fanrgo non si unì al gruppo, avendo altri compiti da svolgere, al suo posto si aggregò invece un certo Leonard Drake.

                    Dopo che furono caricate delle pesanti casse, il capitano, un pirata dall'aspetto piuttosto rozzo e dalla scarsa igiene personale, levò l'ancora. Il viaggio fu piuttosto breve e tranquillo. Sarebbe stato quasi piacevole se il capitano, coi rozzi modi del lupo di mare, non avesse ripetutamente tentato di convincere la mezzelfa Aniel a seguirlo in cabina.


                    Viaggio in mare per Oldstone

                    Giunsero infine ad Oldstone ed appena scesi sul molo li avvicinò una donna corpulenta vestita da pirata dalla voce marcatamente mascolina. Si trattava di una conoscente di Jaquen, che pareva non aver apprezzato di essere stata abbandonata ancora ubriaca nella stanza della locanda nel loro ultimo appuntamento. Evidentemente il cattivo gusto di Jaquen non si limitava ai vestiti.
                    Tuttavia l'incontro rivelò anche degli aspetti positivi: la piratessa conosceva Sylvanus. Disse che era un mozzo piuttosto sveglio imbarcatosi qualche giorno prima per Darok.


                    Arrivo ad Oldstone

                    La compagnia si trovò dunque a discutere sul da farsi. I tre elfi, nascosti sotto i loro cappucci, erano già piuttosto a disagio ad Oldstone. Recarsi a Darok avrebbe significato andare incontro ad una morte certa.
                    Mentre si trovavano nella più completa indecisione un pirata umano si presentò dicendosi disposto a far loro da guida turistica per la città. Dopo che ebbero gentilmente rifiutato e l'uomo se ne fu andato, Sequoia si accorse di essere stato derubato.
                    Ma ecco che si presentò un altro pirata, stavolta mezzelfo, che con un'altra sciocca scusa si avvicinò a loro e se ne andò, ma non prima di aver furtivamente alleggerito il portamonete di Lihiliar.
                    La permanenza nella piazza della città iniziava ad essere piuttosto dispendiosa, soprattutto per gli elfi, ma nonostante ciò non riuscivano ancora a decidersi.
                    Passò allora un goblin un pò pazzo che tentava di piazzare merce di contrabbando. Fornì loro informazioni piuttosto confuse su Sylvanus e poi sparì.
                    Il secondo goblin pirata fu quello giusto. Diceva di essere stato mandato da una signora vestita di rosso che li osservava da lontano. La signora, che dalle corna caprine era chiaramente una tiefling, era disposta a fornir loro informazioni. Ma avrebbe parlato solo ad uno di loro che si doveva presenare disarmato.

                    Uralia si offrì volontaria, mentre gli altri compagni discussero fra loro e coraggiosamente candidarono Sequoia, il quale, non senza timore, non si tirò indietro.
                    Il mite druido depositò quindi due falcetti, una lancia, un arco lungo ed un arco lungo composito (gli fu concesso di portare con se lo scudo) e seguì la cornuta signora.
                    Si fermarono a parlare sotto un patibolo ove pendeva un uomo impiccato qualche giorno prima.
                    In cambio delle informazioni, la donna incaricò Sequoia di portare entro tre giorni una pergamena contenente una lettera all'Accademia Arcana. Non trovandovi alcun male, il druido accettò il patto.
                    Sequoia non riusì a capire per quale organizzazione lavorasse la donna, né tantomeno quali fossero i fini di tale organizzazione. Ma ciò in fondo non costituiva lo scopo della missione. Quello che invece riuscì a sapere era che in realtà Sylvanus non era a Darok, bensì si trovava ancora ad Oldstone, sotto la protezione della tiefling. Ella era preoccupata per la salute del giovane che sembrava affetto da uno strano male. Il legame con la natura che lo aveva sempre contraddistinto pareva starsi affievolendo e con esso anche la sua salute sembrava peggiorare. Sequoia, svelandole di essere un druido, si offrì di visitare il ragazzo. In una situazione normale, nessuno dei due si sarebbe fidato dell'altro, ma le circostanze erano tali per cui entrambi non potevano far altro che ricercare il reciproco aiuto.

                    Fu così che l'intera compagnia si diressa all'abitazione ove si trovava nascosto Sylvanus. Quando gli fu innanzi Sequoia percepì nel ragazzo una forte energia druidica e comprese facilmente che all'origine del suo malessere vi era la prolungata lontananza dalla Foresta d'Avorio.
                    La madre di Sylvanus era morta di parto e lui era stato cresciuto da un bucaniere che gli aveva detto di essere suo padre. Sequoia gli raccontò la verità e si offrì di riportarlo alla foresta dove si sarebbe sentito subito meglio.
                    Il ragazzo accettò fiducioso e andò ad informare la tiefling della decisione. Ella acconsentì e donò loro una pietra che li avrebbe teletrasportati indietro alla foresta.


                    Sylvanus usa la pietra magica per il teletrasporto

                    In un attimo i loro piedi poterono nuovamente affondare nel morbido prato della Foresta d'Avorio. Accompagnarono Sylvanus presso l'albero che un tempo era stato un uomo. Padre e figlio poterono comunicare per la prima volta e seguì un momento di grande commozione. Infine Sylvanus decise che sarebbe rimasto a vivere lì e chiese a Sequoia di fargli da maestro per poter diventare un druido. Sequoia spiegò al ragazzo di non aver ancora raggiunto la maturità per essere un maestro, ma che lo avrebbe condotto dagli anziani del Seggio.


                    Sylvanus di fronte all'albero che fu suo padre

                    Nel frattempo Uralia si sarebbe recata in Accademia portando la pergamena consegatale da Sequoia da parte della misteriosa signora tiefling.
                    Ultima modifica di Pipst; 13-10-2008, 01:56.
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                    • #11
                      Attacco dei Giganti a Dunford

                      ATTACCO DEI GIGANTI A DUNFORD
                      [Quest DM Vash ed Endeom]


                      Quel giorno Sequoia, durante il suo giro di perlustrazione quotidiano, si recò a Dunford. Notò subito molta tensione nei visi della gente, ma non fece in tempo ad informarsi quando arrivarono di corsa Duncan, Kris e Jadir che trascinavano Luna gravemente ferita.
                      In un attimo il druido si trovò nel bel mezzo di una grande battaglia fra un esercito di giganti del gelo ed ogre contro il villaggio di Dunford.
                      Sequoia non potè che dare man forte, per quanto gli fosse possibile, ai difensori.

                      Fu una battaglia molto cruenta con numerosi caduti valorosi. Quando tutto sembrava volgere al peggio apparve davanti al ponte il capo dei giganti a chiedere di parlare con Thorgard.


                      Il capo dei Giganti del Gelo alle porte di Dunford

                      Non parlarono a lungo perchè furono interrotti da un gigantesco drago blu che si gettò all'attacco del gigante uccidendolo.


                      Scontro fra il gigante ed il drago

                      Senza dire nulla, il misterioso drago se ne andò lasciando Dunford semidistrutta, ma salva.


                      Il drago vincitore
                      Ultima modifica di Pipst; 20-10-2008, 15:29.
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                      • #12
                        Il Sogno della Quercia Dorata

                        IL SOGNO DELLA QUERCIA DORATA

                        Stanco dopo la battaglia di Dunford, Sequoia cerco' un posto tranquillo nella foresta dove riposarsi e meditare in serenita'.
                        Si sedette a gambe incrociate sul soffice manto erboso ai piedi di un grande albero e socchiuse gli occhi.
                        Nella sua mente inizio' a prendere forma un sogno molto nitido, quasi una visione:

                        Si trovava in un luogo buio ed umido. Si udiva chiaramente lo scrosciare di una cascata eccheggiare tutto intorno. C'era una luce lontana ed abbagliante che lo attraeva irresistibilmente. Camminava verso la luce e l'eco dei suoi passi lo induceva a pensare di trovarsi in una caverna molto ampia. Un fiume scorreva li' sotto dividendosi in molteplici rami. Man mano che si avvicinava la sorgente di luce inizio' a prendere forma fino ad apparire come una grandiosa quercia dorata.
                        Sequoia comprese subito che si trattava di un albero solare simile a quello del Seggio e a quello che un tempo si trovava nel centro di Eldarin.
                        La magnifica pianta irradiava un'energia immensa che attraversava il corpo dell'elfo infondendogli forza vitale e profonda serenita'.


                        Poi il sogno si fece confuso e Sequoia apri' gli occhi.
                        La visione lo aveva profondamente emozionato. Roccia che Ride gli aveva insegnato che i sogni sono il piu' delle volte pura fantasia originata dalla mente che ricerca conforto dalla fatica quotidiana. Ma talvolta sono invece profezie o manifestazioni di un possibile futuro che gli Dei instillano nella nostra mente per suggerirci o indurci ad adempiere ad un compito. La comprensione della fondatezza e del significato di un sogno richiede grande saggezza.

                        Sequoia medito' a lungo su quella visione. Quella caverna era un luogo sconosciuto, ma al tempo stesso avvertiva qualcosa di familiare in esso. Probabilmente vi era passato vicino, ma non vi era mai entrato.
                        Poi ricordo' il suono della cascata che proveniva dall'alto ed ebbe un'illuminazione: al centro di Illium il fiume penetrava nella terra all'interno di una voragine. Cio' stava ad indicare che il fiume proseguiva nel sottosuolo della citta' che quindi doveva essere cavo. La caverna dunque poteva trovarsi sotto ad Illium.

                        Sicuramente non esisteva alcun albero solare sotto Illium, lo si sarebbe certamente saputo. O forse semplicemente non esisteva ancora...
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                        • #13
                          L'ESPERIMENTO DI VARNON: L'UNICA MAGIA

                          Sequoia e Hander incontrarono Varnon nella Foresta dei Sussurri. Il mago accompagno' i drudi di fronte ad un imponente albero e, dopo una breve riepilogazione degli obiettivi dell'esperimento, chiese loro di tentare di entrare in contatto con lo spirito dell'albero.
                          Con un grosso sforzo di concentrazione riuscirono infine a stabilire il contatto ed ebbero l'illusione di trovarsi in un altro luogo, buio e confuso, dinnanzi alla presenza di un grande treant: lo spirito dell'albero.
                          Esso mise a loro disposizione le sue antiche conoscenze.

                          In breve, le conclusioni e la sintesi di cio' che esso disse loro e di quello che poi Sequoia discusse con Varnon e' la seguente:

                          Tutto deriva dallo Spirito, originato dal Pensiero della Dea Creatrice Lauur. Ogni cosa proviene dallo Spirito e ad esso ritorna nell'infinito ciclo naturale. Cosi' anche le tre forme di magia, arcana, divina e naturale, non sono che manifestazioni diverse della stessa realta'.
                          L'attuale divisione della magia e' conseguenza della paura che si origino' a seguito del cataclisma che investi' Ero al termine della Terza Era. Non esiste dunque una reale partizione nella natura della magia, ma sono coloro che ad essa accedono, maghi, sacerdoti o druidi, a percepire tale divisione che in realta' e' in loro.
                          Il muro che divide le diverse forme di magia e' valicabile attraverso un puro sforzo di volonta', ma cio' non significa che sia una cosa semplice. L'accesso alla magia nella sua forma piu' pura, l'uso dell'Unica magia, richiede infatti grandi capacita' che difficilemente si possono trovare in una singola persona.
                          Chi volesse accedere all'Unica magia dovrebbe infatti disporre
                          dell'intelligenza del mago,
                          della devozione del chierico,
                          e della sensibilita' del druido
                          per poterla padroneggiare senza rimanerne schiacciato.
                          Ma forse l'unione di piu' persone determinate ed unite per un unico fine potrebbe permettere di valicare il Muro e controllare l'Unica magia.
                          Il timore e la responsabilita' che investe coloro che osino tentare di spingersi sul terreno inesplorato dell'Unica magia derivano dal fatto che l'uso improprio o mal controllato dell'Unica potrebbe riprodurre un cataclisma simile a quello verificatosi al termine della Terza Era.
                          Saranno le nuove generazioni e quelle future migilori di quelle che un tempo portarono al disastro?
                          Forse la storia di Ero e' destinata al ciclico ripetersi di cataclismi e rinascite su vasta scala, cosi' come lo e' la natura tutta fino in ogni suo minuscolo dettaglio.


                          Al termine del lungo colloquio tutti erano stanchi e provati.
                          Sequoia tuttavia approfitto' della presenza di Varnon per raccontargli della sua visione circa la quercia dorata sotto Illium e chiese al mago di informarne il sommo Elkhanter da parte sua.


                          Sequoia e Hander entrano in contatto con lo Spirito dell'Albero


                          Sequoia e Hander parlano allo Spirito dell'Albero
                          Ultima modifica di Pipst; 19-10-2008, 13:07.
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                          • #14
                            Una nuova pelle

                            UNA NUOVA PELLE

                            L'elfo silvano era appartato in un piccolo antro della foresta che dava sul fiume. Era seduto in meditazione da un po' di tempo e Grufolo lo osservava con la sua solita espressione tonta. Poi Sequoia si alzo' di scatto con i pugni serrati ed il volto teso. Grufolo lo vide bisbigliare qualcosa tra se' e subito il suo corpo fu percorso da forti tremiti. La pelle rapidamente inizio' ad ingrigirsi e a gonfiarsi. Sequoia non riusci' a trattenere un gemito di dolore. Il cinghiale preoccupato si avvicino' timoroso scrutando le nuove sembianze del druido.
                            "Non preoccuparti cucciolo..." disse l'elfo accarezzando il compagno sul muso, ma al contatto con la pelle della sua mano Grufolo la senti' ruvida e dura e si ritrasse instintivamente.
                            "Va tutto bene, sono sempre io. Sono riuscito ad ispessire la mia pelle e renderla resistente come quella di un elefante. Mi servira' per proteggermi dai nemici. Non vi ero mai riuscito prima. Le prossime volte fara' meno male."
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                            • #15
                              Convocazione al Palazzo Imperiale di Illium

                              CONVOCAZIONE AL PALAZZO IMPERIALE DI ILLIUM

                              La situazione fra Eldarin e Illium era rapidamente precipitata.
                              Sequoia fu convocato insieme a numerosi altri fratelli e non nella sala del trono del palazzo imperiale di Illium dove Elkhanter illustro' a tutti lo stato dei rapporti con quello che fino a poco tempo prima era stato l'impero elfico.



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                              Guardiano del Sentiero dei Sussurri
                              "Assomiglia a Peter Pan, ma con Grufolo al posto di Trilly"

                              Il Cammino di Sequoia Silente

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