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Ilia - Battito d'ali

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  • Ilia - Battito d'ali

    Il sole era sorto da poco, le botteghe erano in procinto di aprire e le persone erano ancora troppo assonnate per fare caso a chi gli passava accanto.
    Un soldato si era incamminato verso il tempio di Syriel, portava con se un piccolo fagotto dal quale arrivavano degli allegri gorgoglii, lui anche se un po' impacciato cercava di cullare il fagotto con tenerezza, una volta arrivato dinanzi alle scale del tempio, prese un profondo respiro e disse piu' a se stessa che ad altri "E' per il tuo bene!"
    All'entrata del tempio trovo' alcuni sacerdoti di Syriel ne chiamo' uno e gli spiego' brevemente il suo problema, l'uomo annui' e fece segno al soldato di seguirlo, lo condusse lungo la navata, fino a fermarsi dinanzia una statua, ai suoi piedi un uomo e una donna stavano conversando, il sacerdote si schiari' la voce per attirare su di se l'attenzione dei due superiori, si avvicino' e bisbiglio' poche parole all'orecchio di uno dei due. I sacerdoti fecero segno al soldato di accomodarsi su una panca e si sedettero accanto a lui.
    "Fratello Jocelin ci ha informato della sua intenzione di affidare alle nostre cure una trovatella? Dico bene?"
    Il soldato arrossi' leggermente, poi schiarendosi la voce inizio' a raccontare di come lui e la sua compagnia avessero trovato in modo assai curioso un bambino durante una spedizione ai confini tra Kragen e Hellerrion.
    "Padre, eravamo in viaggio da parecchi giorni, quando trovammo tracce di un villaggio in fiamme, dovevamo presidiare i confini per cui siamo accorsi nella speranza di riuscire ad aiutare i cittadini, purtroppo il villaggio era distrutto, nessun abitante sembrava essere sopravvissuto, era un villaggio di elfi, dalle tracce supponiamo che orchi e drow abbiano messo a ferro e a fuoco ogni casa, ma non abbiamo visto nessuno per poter confermare la nostra supposizione. Alcuni esploratori hanno controllato i boschi nei dintorni, speravamo in qualche sopravvissuto, sapete, io ero tra quelli. Padre glielo giuro, non soffro di allucinazioni ed altri soldati possono confermarvi il ritrovamento di questa bambina. Eravamo appena entrati in una radura, piccola a dire il vero, ma sembrava che la violenza che aveva devastato il villaggio non fosse giunta fin li, ci muovavamo in silenzio per cui all'inizio non abbiamo notato nulla, cercavamo aggressori o adulti.... c'era un piccolo tumulo tra le radici di una quercia, tutto intorno era ricoperto di fiori, fiori di un azzurro cosi' splendente che per un attimo mi sono incantato a guardare la potenza della natura, solo guardando con attenzione mi sono accorto che il tumulo respirava, così mi sono avvicinato. In realta' i fiori non erano fiori, erano farfalle, farfalle dalle ali blu come il cielo, erano appoggiate su questa bambina, la coprivano. Appena mi sono avvicinata una di loro si e' alzata in volo, si è avvicinata a me e po tutte le altre si sono alzate dalla bambina, lei ha aperto gli occhi ed erano dello stesso blu delle ali delle farfalle" il soldato prende fiato e porge la bambina alla sacerdotessa, la quale la prende con dolcezza e scosta i lembi della coperta per vederla bene in viso, un visino dolce fece capolino, i radi capelli erano color argento, quasi bianco, respirava pacificamente, addormentata in quel caldo abbracio, la sacerdotessa alzo' lo sguardo continuando a seguire il racconto del soldato "la presi in braccio e la piccola inizio' a ridere, la portai con me al campo, non potevamo certo abbandonarla, qualche giorno dopo iniziarono i primi fatti strani, piccole apparizioni intorno alla bambina, lucciole che scomparivano nel nulla, piccoli spiriti...non tutti i soldati sono ......alcuni sono superstiziosi sapete, così con il mio superiore abbiamo deciso che si trovera' meglio con voi, magari e' una maga o cose simili, tra dei soldati non potrebbe crescere".
    Il soldato si alzo' accomiatandosi dai sacerdoti, guardo' per un ultima volta la bimba dicendole "Preghero' per te piccolina!"
    Il sacerdote gli mise una mano sul braccio "Ha un nome questa bambina?"
    Il soldato arrossi' "be una volta conobbi una mezz'elfa che mi insegno' un po della sua lingua, dal modo in cui la trovammo le abbiamo dato il nome di Ilia...come le farfalle che la proteggevano e poi Annael Culie che se non ricordo male vuol dire Dono di Luce, pensavamo potesse portarle bene"
    Il sacerdote annui, il soldato senza null'altro da dire si allontano'. La sacerdotessa si avvicinò dicendo "Certamente la luce ha reclamato quest'anima, a chi apparterranno le sue azioni potrà deciderlo solo il destino e naturalmente lei stessa"
    Il sacerdote guardò la neonata "Benvenuta tra le braccia di Syriel Ilia Annael Culie, che la nostra Signora e che tutto il bene possa vegliare sulla tua strada".
    Ainu Anie Culnamo
    Tellerryn Earwen Tasardur, della Quiete il Sussurro
    Cleindori Claddath Ilharess [Matrona]
    Yisa, Paladina di Myreck
    Willow di Garenwood --,--'-@ La Cantastorie @-'--,--
    Ilia Annael Calien [ Dono di Luce ]

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