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[Biografia] Elian, la prima druida

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  • [Biografia] Elian, la prima druida

    ELIAN

    “La natura, il ciclo lunare, l’alternarsi del giorno e della notte, il ritmo intrinseco presente in tutte le cose, che crea un’armonia tra il tutto, questo e solo questo e’, Elian, quello che importa di più, l’unica cosa che conta veramente…”
    il dolce sguardo di lei passo’ dal fulgore del fuoco alle oscure tenebre che ammantavano il bosco silenzioso; dopo un breve attimo di riflessione la voce pacata continuo’: “… ricorda che in qualunque cosa esiste sia la Luce che l’Ombra e che nulla e’ completo senza il suo contrario…”
    Ero molto piccola quando mia madre mi disse queste parole, ma l’istante e’ chiaro nella mia mente come un dipinto a colori tenui… ricordo una notte senza luna, una notte di fine primavera, eravamo sedute al centro della radura, sotto le immense fronde della vecchia quercia alla quale la mia vita era in parte legata. Lei aveva acceso il fuoco, l’aria nella foresta era fresca, quasi pungente, ma il calore del fuoco che rischiarava sfavillando la zona circostante aveva un che di protettivo, rassicurante… io, mentre lei parlava, osservavo rapita il suo volto illuminato dai bagliori del falò. Era segnato dalle primavere passate, le gote arrossate dalla frescura della notte, l’espressione seria, piena di convinzione in quello che diceva, ma al contempo serena…
    Volse i suoi occhi scuri che rilucevano illuminati dalla luce scoppiettante delle fiamme e li fisso’ fermamente nei miei. Mi dava un senso di pace il suo sguardo, a lei tutto veniva naturale, spontaneo, non c’erano forzature nei suoi gesti. L’Equilibrio delle cose viveva nella sua anima, albergava nel suo spirito; per lei nulla era troppo bello o troppo brutto, semplicemente era…
    Con un silenzioso assenso ci alzammo, non c’era bisogno di aggiungere altro… il silenzio a volte e’ più significativo di molte parole… ed io, in quel momento avevo bisogno di aprire la mia anima al prezioso insegnamento che lei con tanto amore mi aveva appena donato…
    Questo e’ uno degli ultimi ricordi, probabilmente il più vivo che ho di mia madre… forse perché in quel momento cominciai a capire dove volevo volgere i miei passi, quella notte, nella mia essenza si delineo’ il sentiero spirituale che volevo percorrere nel corso della mia vita…

    Mia madre…
    La ricordo come una esile figura dal volto solare, sempre sorridente, con profondi occhi scuri dalla bellezza selvaggia, il fisico minuto dalle movenze quasi feline, fragile e nel contempo forte… un essere che dedico’ la sua vita a vivere tutt’uno con la natura, a proteggerla e proteggere l’Equilibrio tra tutte le cose… con una determinazione, una forza e un amore per quello in cui credeva che nulla al mondo l’avrebbe mai distolta dalla strada che si era scelta… Per i suoi ideali rifiuto’ anche l’amore di mio padre, che io non conobbi mai, allontanandolo da se…
    Mio padre…
    Di lui non conosco praticamente nulla, so solo che era un umano, trovatosi per caso nella nostra foresta… forse si era perso… e… quando i suoi occhi si posarono per la prima volta sulla figura di mia madre ne rimase affascinato, come ammaliato dalla sua grazia e bellezza.
    Il loro amore, dal quale io fui generata, fu sicuramente intenso, ma breve… forse perché l’amore di un uomo per lei era come una gabbia…, non so, non riesco a capirne i motivi, l’unica spiegazione che riesco a darmi e’ che lei fosse semplicemente uno Spirito Libero, e… di lui non seppi altro…

    Anche quando lei mi lasciò, purtroppo per sempre…
    Quell’infausto giorno nel quale incontrò nel bosco quell’oscura figura dai capelli corvini, avvolto in una nera armatura segnata dalle molte battaglie ove spiccava uno strano segno a simboleggiare le crudeltà commesse dal suo portatore. L’uomo dal volto cinereo era profondamente ferito. Probabilmente era scampato ad una battaglia ed ora vagava senza meta aspettando di potersi finalmente congiungere con l’Oscurità che serviva… Ma… lei lo vide, incosciente, riverso sul sentiero, ferito, il sangue che sgorgava a fiotti dagli squarci della sua carne. Impietosita da tutta quella sofferenza non bado’ al simbolo che ben conosceva impresso sulla corazza, ma cercò subito di lenire le sofferenze dell’uomo come meglio poteva, utilizzando la magia che traeva potere dalla natura come bene lei sapeva fare…
    Mentre gli stava tergendo le profonde lacerazioni l’uomo rinvenne… probabilmente nemmeno si chiese cosa stesse facendo quella donna china su di lui, forse, spaventato come chi si risveglia da un brutto sogno, con i ricordi della cruenta battaglia ancora negli occhi, o forse, semplicemente per pura crudeltà d’animo, in accordo con la vita che aveva avuto fino ad allora, con uno scatto fulmineo le trafisse il cuore a tradimento con la sua fredda lama, proprio mentre lei era intenta ad alleviargli le sofferenze che aveva riportato in guerra…
    Mia madre mori’ quel giorno.
    Ma nemmeno dopo quello che aveva subìto, nemmeno la follia di quell’uomo riuscì a rassegnarne lo spirito…
    Lo sguardo incredulo, come sorpreso da quel gesto… non emise un gemito, nemmeno la sua morte doveva incrinare la pace della foresta…
    Il sangue che sgorgava copioso dal suo petto si riversava sull’erba bagnando il terreno sotto di lei…
    Per il bosco quello fu come un tributo.
    Dinanzi a simile gesto persino Elyam signore e custode delle foreste si commosse... tanto che nel luogo dove mia madre, sua seguace, emise il suo ultimo respiro il giorno seguente spunto’ un roseto dai petali rossi come il sangue che era stato versato…

    Fu cosi’ che rimasi orfana a vivere da sola ai piedi della mia grande quercia…
    Mia madre era morta e di mio padre non conoscevo nemmeno il nome… ed ero ancora troppo giovane ed inesperta, avevo appena cominciato a capire come effettivamente affrontare la vita… e, soprattutto c’erano ancora troppe cose che dovevo imparare…
    Riuscii in qualche modo e non senza difficoltà a cavarmela negli anni a venire, gli insegnamenti druidici di mia madre e i ricordi che avevo dei suoi gesti mi permisero di trarre sostentamento da quello che mi circondava ed al tempo stesso offrire aiuto e protezione alle creature viventi che popolavano il bosco, fossero esse animali o piante.
    Giorno dopo giorno sviluppavo sempre più affinità con i meravigliosi meccanismi che muovevano il grande cerchio della vita, come quest’ultimo si basasse sul concetto di Equilibrio nel quale io credevo e credo fermamente; perché tutto ciò che ha un inizio avrà anche una fine che porterà ad un nuovo inizio.
    Queste nuove scoperte mi aiutarono a rendere meno intensa la mia solitudine.
    Con il trascorrere del tempo quelli che prima sembravano semplici versi, come l’ululato del lupo, il leggero squittire di uno scoiattolo, i rantoli soffocati di un cinghiale, il canto di un usignolo… iniziarono ad assumere un senso, una forma ed io pian piano cominciavo a comprenderne i significati.
    Iniziai ad entrare in vera sintonia con le creature viventi, a tal punto che esse stesse venivano da me in cerca di aiuto, di cibo o semplicemente di compagnia.
    Fra tutte, due divennero veramente speciali.
    Una sera mentre mi godevo la frescura passeggiando, udii cinguettii lamentosi provenire da una macchia di cespugli a pochi passi dalla mia radura, mi avvicinai e, tra i rami secchi di uno di questi, sorpresi una coppia di piccoli piccioni abbandonati nel nido. Aspettai lungo tempo mimetizzandomi nel sottobosco il ritorno dei loro genitori, ma nessuno venne, e i cinguettii erano sempre più disperati, fu cosi’ che li raccolsi e, dopo averli sfamati ed aver prestato loro le prime cure, li accolsi nella mia vita.
    La simbiosi che si creò tra noi fu immensa, tant’è che divennero la mia guida ed io la loro.
    I giorni tutto sommato passavano sereni, la pace regnava ovunque posassi lo sguardo… ma… ero veramente felice?
    Effettivamente non conoscevo nulla di quello che c’era al di fuori del mio piccolo mondo quasi perfetto… avevo sentito racconti sul mondo esterno da mia madre nelle fredde notti d’inverno mentre ci riscaldavamo al rassicurante sfavillio del fuoco acceso. Ricordo come tutti questi racconti di luoghi lontani risvegliassero la mia immaginazione e la mia curiosità, la fantasia vagava libera mentre la dolce voce di lei narrava di mari sconfinati, di città popolate dalle creature più disparate, di draghi e di tutto quello che c’era al di fuori della nostra foresta… ma io, in fondo non avevo termini di paragone che non fossero fiabe o leggende.
    Sempre, mentre ascoltavo questi racconti con gli occhi frementi di eccitazione sognavo un giorno di visitare quei luoghi così diversi da quelli al quale ero abituata… ed ora mi sentivo pronta…
    Per questo, una notte di luna piena, quando tutto intorno a me era avvolto nel silenzio e la mia foresta era immersa nella calma più completa presi la decisione che avrebbe cambiato la mia vita forse per sempre…
    Avevo da pochi giorni compiuto le mie venti primavere quando decisi che era giunta l’ora di partire per conoscere il mondo nel quale vivevo e del quale ero parte.
    Mi recai nel luogo dove era spirata mia madre per prenderne congedo e colsi una delle sue rose dal colore del sangue… Mi sarebbe servita come guida perché il suo spirito in parte sopravviveva nel fiore. Presi con me anche una piccola fronda della mia quercia senza la quale probabilmente non sarei sopravvissuta anche se gocce di sangue umano scorrevano nelle mie vene…

  • #2
    Quindi partii… gli argentei raggi lunari mi rischiaravano il cammino, ma non ero sola, al mio fianco i miei piccioni, inseparabili amici.
    Presi il sentiero di terra battuta che dalla radura si districava tra gli alberi e il sottobosco verso il limitare della foresta.
    Mentre camminavo diverse sensazioni contrastanti si facevano spazio nel mio animo… da una parte la curiosità per qualcosa del quale avevo solo sentito parlare, dall’altra il timore di lasciare i luoghi famigliari della mia infanzia per qualcosa che in fondo mi era sconosciuto.
    Immersa in questi pensieri arrivai al fronte degli alberi dove il bosco aveva la sua fine. La notte ormai era giunta al termine e i lividi raggi del sole facevano capolino all’orizzonte.
    Davanti ai miei occhi la campagna si stagliava immensa, una distesa d’erba che ondeggiava carezzata dalla leggera brezza mattutina costellata qua e la da macchie di alberi. Il cielo limpido sopra di me aveva una miriade di sfumature che passavano dal blu intenso della notte all’azzurro chiaro, le poche nuvole sfilacciate ad oriente erano rosa per il riflesso dei raggi solari.
    Lo spettacolo mozzava il fiato nella sua grandezza…
    Vagai senza meta alcuna nei vasti territori dell’Ardesya. Vidi quanto poteva essere bello il mondo in tutte le sue diverse forme. I fiumi, l’enorme vastità cristallina del mare, le montagne con i picchi innevati … tutto era grandioso nella sua bellezza.
    Dopo molti giorni, forse mesi di cammino in lontananza vidi delle costruzioni… una città…
    Incuriosita mi avvicinai alle mura di cinta che alla luce del tramonto rilucevano in modo affascinante.

    La città…
    Io non ne avevo mai vista una… ne avevo sentiti i racconti, ma dall’immaginarla al vederla concreta e tangibile davanti a me c’era una differenza abissale…
    La città… beh era un bel cambiamento rispetto a quanto ero abituata io.
    Appena varcate le massicce porte fui inebriata da un tumulto di rumori, voci, colori, forme, odori… che tutti insieme, a loro modo, creavano un’armonia nuova, diversa da tutto quello che avevo conosciuto fino ad allora.
    L’intricato dedalo di strade dall’odore di polvere mescolato agli odori più disparati che provenivano dalle botteghe e dalle case… il vociare allegro delle persone…
    Tutto questo mi incantò.
    Gli esseri viventi, si sa, siano essi animali, piante, o altro hanno un forte spirito di adattamento ed io non feci troppa fatica a ambientarmi…
    Sempre seguita dai miei piccioni, chiedendo informazioni ai passanti trovai un posto dove alloggiare.
    Fu allora che decisi che quella sarebbe stata la mia casa per il prossimo futuro…
    Mallia, cosi’ si chiamava quel luogo. Mallia sarebbe stata la mia, … la nostra, nuova casa…

    La mia vita era cambiata.

    Elian


    Ultima modifica di ElianEQUIMUD; 10-07-2008, 16:24.

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