annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Bio di Orem

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Bio di Orem

    In un groviglio di gallerie sotterrane, patria dei drow.
    Naque Orem, primogenito di Akras una gran sacerdotessa in una società matriarcale. Sua madre lo trattò sempre con disprezzo in quanto maschio, quindi di cattivo presagio.
    Pochi furono i rapporti con suo padre, egli era una semplice proprietà ricavata da incroci selezionati di schiavi ed educato forzatamente per ottenere uno schiavo perfetto, il cui unico scopo era quello di accontentare i desideri carnali e le atroci perversioni della padrona che l'ho avrebbe acquistato.
    Anche se non era suo diritto crescere suo figlio, le poche occasioni che haveva per stare con lui non gli fece mancare delle carezze.
    L'affetto ricevuto dal padre furono le uniche manifestazioni di affetto che Orem ricevette nella sua vita.
    Amava suo padre, ma non poteva passare troppo tempo con lui. Poiché se l'avesse scoperto sua madre, lo avrebbe fatto uccidere senza pietà.
    Venne duramente educato con lo scopo di servire nelle cerimonie della madre ed eventualmente, se ritenuto degno, di diventare vittima sacrificale.
    Per quanto orribile quest'ultima sorte a volte sembrava una liberazione da quel mondo malvagio che lo opprimeva.

    Orem doveva vivere seguendo una miriade di regole che governavano ogni secondo, ogni frangente della sua vita, aveva regole per mangiare, per dormire, addirittura per andare in bagno. Odiava le regole, odiava ogni singola restrizione.
    Odiava anche quello che gli insegnava la sua tutrice, poiché non faceva altro che decantare la superiorità della femmina sul maschio. Odiava il suo femminismo.
    Lui non desiderava sentirsi inferiore a nessuno, non voleva essere diverso da quello che era. Perché era simile a suo padre, unico essere che veramente amava.
    Odiava anche gli dei degl'inferi perché anch'essi profondamente malvagi.

    Il seme dell'odio cresceva sempre di più. Giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, per cento anni....

    Un giorno dopo una cerimonia sua madre e le altre sacerdotesse se ne andarono.
    Ad Orem rimaneva il compito di pulire l'altare dai resti della vittima sacrificale.
    Per una distrazione fece cadere un grosso candelabbro, che schiantandosi al suolo fragoro un grosso rumore.
    D'un tratto apparse la sua tutrice che cominciò a insultarlo e picchiarlo. Non la sopportava più!
    Preso da un raptus omicida afferrò il pungale sacrificale e lo infilò all'altezza del cuore. La tutrice invoco una maledizione rendendolo cieco e le strinse le sue ossute mani al collo.
    Orem accecato preso dalla disperazione affondo la lama ponendo fine alla sua vita.

    Bastò un attimo per capire che appena l'avesserò scoperto l'avrebbero ucciso dopo atroci torture. Camminando a tastoni cominciò a cercare una via d'uscita.
    Ma presto fu preso da due forti braccia. Senti una voce che diceva 'stai tranquillo, scapperemo assieme'.
    Capì che quella era la voce di suo padre. Si sentì trascinare per ore nel dedalo di stanze e gallerie di quel labirinto sotterraneo, finché non avvertì uno strano piacevole calore attorno sulla pelle. Poi sentì delle grida, fragore di spade. Poi ancora silenzio e il pelo di un animale che lo porto al galoppo per diverse ore.
    Si addormento ma poi al risveglio vide suo padre ferito da una freccia avvelenata.
    Stava morendo, morendo per sarvare la sua vita.
    "Padreeeee!!!" gridò.
    "Non piangere per mè, si forte e scappa e ricorda..." si interrompe con un colpo di tosse.
    "...che da oggi sarai considerato un traditore del tuo clan, ma ora sei libero, Scappa!!!"
    "Ti porterò con mè, padre, non temete!" disse Orem disperato.
    "No lasciami morire è troppo pericoloso qui! ora ci staranno dando la caccia" replicò.
    "Noooo!!!" gridò Orem.
    Poi strinse gli occhi mostrando una smorfia di dolore e disse: "finalmente sono libero", poi chiuse gli occhi.
    Preso dalla disperazione il giovane drow trascino suo padre e lo mise in groppa al cavallo che li ha portati sin li. Prese per le briglia il cavallo e si allontanò piangendo.
    La sua mente era devastata dal dolore, suo padre era l'unico essere che amava, gli unici momenti belli della sua vita erano legati indelibilmente a lui. Gli doveva tutto, la sua vita e la sua libertà. Non riusciva ad accettare la sua fine.

    Cammino per due giorni senza mangiare in mezzo a vicoli tra i monti. Finchè non arrivò a Zarko. Rimase subito affascinato da quella città fortezza eretta sopra un vulcano.
    Anche se suo padre ormai era morto non riusciva ad accettarlo.
    Non voleva lasciare nemmeno la sua salma a quelle maledette donne.
    Poi dun tratto vide un uomo dalla pelle pallida con un cappuccio nero che lo fissava con uno sguardo gelido. Orem si avvicino indifferente ma troppo indebolito dalla fame e dalla fuga svenne...

    ...Si risvegliò davanti a un camino, in una stanza. Affianco a lui c'era la salma di suo padre e difronte l'uomo misterioso.
    "Chi sei?" disse.
    "Sono Albaron" rispose.
    "Che vuoi da noi?" replicò alzandosi in piedi.
    Albaron ignoro la sua domanda, mise della legna sul fuoco e guardò suo padre e disse:
    "Quanto è importante costui per voi?".
    "Non ti azzardare a toccarlo" minacciò Orem
    "Sai che la sua anima è ancora qua e io posso farlo rivivere?" rispose.
    Orem fu sorpreso ma incredulo
    "Tu menti!", "Credi" disse Albaron sorridendo, poi alzo le braccia e evocò l'anima di suo padre, era una figura eterea e guardava con amore Orem ma non parlava.
    Il giovane si mise a piangere e disse "Cosa vuoi in cambio?"
    Albaron "Giusto! Ogni cosa ha un prezzo" ed estrasse un foglio lo porse al drow e disse: "Voglio la tua anima!!!"
    Quella richiesta aggiunse follia allo sconvolgimento della mente di Orem il quale ancor oggi non sa il perché accettò.
    Ringraziando Albatron che nient'altro era che un negromante le fece firmare il contratto con il sangue. Vendendo definitivamente l'anima del giovane alla dio Akaymas.

    Un incontrollabile odio pervase l'anima di Orem quando si accorse della truffa.
    Il negromante non fece altro che animare il cadavere del padre, trasformandolo in un non-morto al servizio del Negromante.
    Voleva uccidere Albatros ma d'un tratto si trovo negl'inferi della terra in mezzo a mari di lava davanti ad un enorme demone mostruoso. Era il dio Akaymas che gridò:
    "Tu sei mio!!!!" la sua voce fece tremare la terra.
    Il giovane drow sentì la malvagita del dio scorergli nelle vene, malvagità e potere, sentiva che un giorno sarebbe diventato così forte da vendicare suo padre, sentiva che non poteva ribellarsi ad un dio e si piegò strisciando e implorando Akaymas.

    Quando si risveglio dalla visione si allontanò dal Negromante, ma Albatron non contento di quel che haveva fatto, fece di lui un alievo. Orem apprese le basi della negromanzia e trovò un lavoro come tira piedi, per pagarsi l'equipaggiamento necessario.

    Ma un giorno vide alle porte di Zarko un cavaliere che impungava una pericolosa spada luminosa. Vide nei suoi occhi il pericolo della morte e la possibilità di potersi fidare di qualcuno. Poi il cavaliere se ne andò e Orem capì una cosa.
    Che più in là di Zarko c'era un mondo diverso da quello che lui conosceva.
    Dove le persone oneste sono comuni, sorrise pensando a quanto potevano essere ingenui e aggirabili.
    Capì le opportunità di potere in quel mondo, decise così di partire alla volta di Mallia.
    Con lo scopo di truffare, sottomettere e sfruttare tali persone.
    Ultima modifica di Mortigan; 18-05-2008, 10:57.
    ----------------
    Se la vita è solo un illusione, un mud che cos'è?
    Mortigan e Orem

  • #2
    La partenza

    Fu cosi' che decise di andare, lascio il suo lavoro raccolse tutte le sue cose e si accinse a partire. Per quel lungo viaggio.
    Non si curò di salutare nessuno.
    Arrivò alle porte e si incamminò.
    Il viaggio per Mallia si prospettava lungo e pericoloso.
    Per prima cosa usci dalle profonde gole che stringevano Zarko tra i monti.
    Dopo attraverso pianure e foreste. Finche non si trovo in un villaggio nei pressi di Mallia,
    era abitato da strane creature, ibridi tra uomini e lucertole, infimi e malvagi.
    Decise che era meglio fermarsi qualche giorno per riposarsi dal lungo viaggio.
    Ma una guardia locale le disse che se voleva rimanere doveva pagare un tributo.
    Orem rifiutò, fu così che la guardia porto mano alla spada per cacciarlo.
    Il giovane drow recitò un incantesimo e la sua mano divenne d'ombra e attraverso le sue viscere fino a toccarle il cuore, così da estrarlo.
    La guardia incredula di ciò che vide si accascio al suolo e mori.
    Riusciva a percepire ogni strazio di quell'essere e la cosa le procurò immenso piacere.
    Gettò il cuore a terra e guardava il cadavere.
    Ma nonostante il piacere non si sentì completamente sodisfatto. La morte di un individuo per sua mano le dava una sensazione di potere inaspettata.
    Voleva provarla ancora. Entro in una capanna dove vi era una famiglia.
    Uccise tutti nei modi più svariati, ma le urla fecerò scattare l'allarme.
    Presto l'abitazione fu circondata.
    Il negromante non si arrese e cominciò a concentrarsi sui corpi delle sue vittime.
    Sentiva il mana scorergli nelle vene fino ad uscire dalle sue dita, per avvolgere i cadaveri.
    Lentamente cominciarono a muoversi.
    Le ordinò di attaccare le guardie e così fecero.
    Sul principio le guardie non si accorsero di cos'erano diventati i loro compagni.
    Fu facile coglierli di sorpresa. Si avviò così la strage delle lucertole, per tutta la notte urla di morte e di terrore lungo tutto il villaggio e alla fine solo il ghigno satanico di Orem.
    Il suo corpo era cosparso di schizzi di sangue che colavano come lacrime dei defunti.
    Finalmente soddisfatto cerco' un giaciglio per dormire.
    Mise degli zombi a guardia del villaggio e dormi' beatamente.
    Il giorno seguente decise di partire all'alba, poiche' sapeva che la sua misfatta avrebbe trovato qualcuno in grado di vendicarsi.
    In'oltre se fosse girata voce che un negromante giaceva in tal luogo, avrebbe attirato su di se decine di impavidi paladini ed eroi pronti a portar giustizia con la spada.
    Raccolse dai cadaveri tutto quello che poteva portar con se e si avvio' alla volta di Mallia.
    Cammino' sin quando il sole non giunse allo zenit, decise che era meglio cambiar gli abiti, tutto quel sangue che lo imbrattava poteva condurre a lui dei sospetti. Cosi' fece.
    Giunse a una citta' con alti torri, strade lastricate di bianco e un via vai di persone di ogni tipo.
    Cerco' una locanda non solo per mangiare un pasto caldo e riposare ma anche perche' non vi era posto migliore per trovare un occupazione. Lavoro' oer qualche tempo al servizio di una robusta Elfa silvana il cui nome rispondeva ad Ayrhia ed un suo simile, un elementarista con un acconciatura molto spettinata che si chiamava Harl. Loro farfugliavano spesso parole di pace ed equilibrio, ma Orem faticava a comprenderli e si limito' a saccheggiare la sua parte tra le vittime che mietevano assieme.
    Fin quando un giorno di ritorno da una crociata, vide quel paladino che lo stupi' fuori Zarko. Egli era amico dei due elfi e si comportava con Orem con estrema diffidenza, cio' accese maggiormente l'odio che il drow provava abitualmente verso chiunque.
    Il suo nome era 'Mortigan'!
    Orem lo detestava, parlava di cose insensate e non si fidava di lui. Non comprendeva il motivo, ma sentiva che quel cavaliere poteva rappresentare una minaccia alla sua sete di potere e liberta'.
    Valuto' che era meglio eliminarlo prima che possa diventare una minaccia.
    Sapeva che in uno scontro diretto avrebbe avuto la peggio percio' decise di agire d'astuzia. Ed attendere il momento propizio per assassinarlo.
    Ultima modifica di Mortigan; 21-05-2008, 12:25. Motivo: Aggiornamento
    ----------------
    Se la vita è solo un illusione, un mud che cos'è?
    Mortigan e Orem

    Commenta

    Sto operando...
    X