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{Bio} Alumes, Fede e Forza

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  • {Bio} Alumes, Fede e Forza

    Nacqui in un villaggio sperduto in un bosco, sulle rive di un candido fiume, nel..vecchio mondo..immagino che voi lo chiamate cosi... Proprio vicino alla capitale Ledimas...

    Da quando venni al mondo, fui invogliato a praticare le arti magiche e nel contempo a seguire un'educazione ferrea e religiosa.. le mie giornate trascorrevano con il chierico Sobar fino a che mia madre non veniva a cercarmi per avvisarmi che il pranzo era pronto e con il mago Dierebar il pomeriggio, finchè il sole non tramontava in una dolce declino... Ero pieno di curiosità per entrambe queste arti, mi piaceva riuscire a capire l'animo umano e staccarmi dal mio fragile ego per riunirmi in preghiera con il mio dio Ismahel, ma al contempo mi piaceva sentire la forza fluire nelle mie mani fino a distruggere tramite incantesimi potentissimi cose e animali.. Mi dispiaceva per le bestiole, ma non avevo altro modo per praticare, non potevo certo uccidere i miei simili.. ma qualcosa scossè la mia adolescenza in modo significativo..

    Una sera, era molto tardi, la luna era alta nel cielo già da un pò e splendeva limpida e immacolata, illuminando i tetti del villaggio.. stavo tornando a casa sul mio cavallo dopo una rapida escursione con Sobar... ricordo che quel giorno si offerse lui di accompagnarmi in quel posto.. uno strano posto devo dire.. pieno di gente festante attorno a dei falò.. sembravano nomadi ma non mi soffermai molto a parlare con loro.. Dicevo, stavo tornando a casa quando...

    - Hai imparato qualcosa quest'oggi, non è vero, Alumes? Sober mi si rivolgeva con tono candido e tranquillo.
    - Ovviamente si, anche se credo che quel ragazzino la prossima volta ci penserà su due volte prima di infilarmi la mano in tasca per rubare il mio denaro. Sorridevo orgoglioso di quello che avevo fatto.
    - Ricorda sempre di non far del male alla gente più del dovuto, Alumes.. Sober sembrava sorridere di nascosto mentre pronunciava quelle parole e il suo tono era ilare.
    - Certo che lo ricordo! Ismahel non me lo perdonerebbe mai! Scoppiai in una fragorosa risata.. Ahimè.. quanto fu sbagliata in quel preciso istante quella risata...

    Mentre ridevo, il mio piede senza volerlo calcio violentemente il fianco del mio cavallo, facendolo impennare prima, poi facendolo imbizzarrire e correre all'impazzata all'interno del bosco... Il che non ci sarebbe stato nulla di pericoloso mah.. la mia gente non è stupida.. quel bosco era pieno di trappole per gli stranieri e noi del villaggio per evitarle usavamo massima cautela nell'adagiare i nostri piedi o quelli delle nostre cavalcature.. Ma il mio cavallo sembrava impazzito e non dava cenno di volersi fermare, continuava a correre all'impazzata fra gli alberi del bosco.. Sobar... lo vidi intimare il suo cavallo al galoppo per cercare di raggiungermi.. Mi arrivò quasi vicino e con mossa lesta riuscì a prendere le briglie del mio cavallo che comunque non ne voleva proprio sapere di fermarsi..

    - Più avanti c'è il crepaccio! Se continuerà a correre cosi ci finirai dentro! La voce di Sober era appena udibile, poco più alta dello scalpitio infernale dei nostri cavalli.
    - Salta! Tu non fermerai mai quel cavallo Alumes, meglio saltare ora! Mentre ascoltavo le parole di Sobar continuavo a stringere forte le briglie con le mie mani e non riuscivo a decidere cosa sarebbe stato meglio fare in quel momento...
    Eravamo quasi arrivati sull'orlo del crepaccio mentre già delle voci si sentivano arrivare con fiaccole in mano verso di noi dal villaggio... avevamo svegliato TUTTO il villaggio con quel frastuono a quell'ora...
    Ora il cavallo di Sobar correva alla pari col mio, mentre egli continuava ad intimarmi di saltare da quel maledetto cavallo! Ma io ero come immobile.. non riuscivo a pensare, le lacrime dello sconforto scorrevano copiose sulle mie guance e tiravo il cavallo indietro con tutta la mia forza inutilmente.. eravamo quasi sull'orlo del baratro..

    D'improvviso, Sobar non era più al mio fianco, poi sentì un rumore come una di una frusta che si tende per colpire l'avversario e vidi poco dietro di me Sobar cadere dal cavallo e sbattere la testa contro un tronco violentemente, mentre il cavallo cadeva rovinasamente al suolo, tradito da una trappola messa lì proprio dai cacciatori del villaggio.. Il burrone era ormai vicino e d'un tratto pensai "Bè adesso si fermerà, il mio cavallo non è un'idiota non si azzarda a fare salti che sa di non poter fare..." Ma quella notte, tutte le mie convinzioni vennero spazzate via non appena il mio cavallo saltò nel vuoto mentre l'oscurità mi avvolgeva come un mantello e il mio grido disperato si perdeva nel cielo stellato..

    Mi risvegliai, adagiato su un letto di foglie, nel bosco... il mio cavallo era in piedi, in silenzio, proprio di fronte a me... ma com'era possibile.. ero finito in un crepaccio profondo, troppo profondo per essere ancora vivo e poi avrei dovuto essere sul fondo di quel burrone, non qui, nel bosco.. Mossi la testa verso la mia sinistra e notai degli stivali.. alzai gli occhi e vidi che al mio fianco c'era Shun, un mio amico elfo che non vedevo da molto tempo! Poco più in là, una calca di gente guardava giù nel burrone mentre vedevo Sobar che teneva stretti in un abbraccio mio padre e mia madre che piangevano a dirotto, e gli ripeteva incessantemente: Non sono riuscito a fermare il suo cavallo.. non ce l'ho fatta...

    Io mi alzai e mi stupì della rapidità delle mie movenze, non avevo segni, squarci sulla pelle nè lividi o qualcosa di rotto... Sembrava come se non fosse mai successo.. Alzai la mano verso Sobar e i miei genitori e gridai: Ehi Sobar, Mamma, Papà sono qui! Ma non sembravano sentirmi.. allora guardai Shun che era rimasto li, con il suo sorriso assorto a guardarmi.. Mi posò una mano sulla spalla e mi disse:

    - Certamente non avverti nessun dolore amico mio...
    - No... sto bene! Ma...

    Un'ondata di terrore misto a sudore freddo mi assalì... Shun! Le ultime notizie che ebbi di lui lo davano per...

    - Shun... Ma tu sei morto?
    E lui continuò a sorridermi con quel suo sorriso assorto...
    - Anche tu! Mi rispose...

    Un lampò mi assalì e persi nuovamente i sensi, poi aprii gli occhi e mi ritrovai nella mia stanza, un sole candido penetrava dalla finestra e illuminava riscaldando tiepidamente la mia stanza.. Non so ben dire come vi ritornai, so solo che Sobar era affianco a me e mi teneva la mano sorridendomi.
    - Ho pregato per la tua anima, Alumes... e sei di nuovo qui...
    - Ma cosa è successo? Domandai incredulo.. che tutto quello che avevo fatto fosse stato solo...
    - Non ricordi? il tuo cavallo ha saltato nel crepaccio e poi hai perso i sensi.. anche se a dire il vero non eri svenuto.. il tuo cuore ha cessato di battere per qualche istante... Ma pregando Ismahel e usando le mie arti sono riuscito a strapparti alla morte... ancora un secondo e non saresti più tornato in questo mondo.. è la fede che salva la vita di ogni creatura in questo mondo.. e la forza che ci è stata concessa dal dio Ismahel non deve essere sprecata, lui ha investito molto su di te.. Mi parlava sorridendomi e nei suoi occhi blu mare riuscivo a intravedere una punta di entusiasmo
    - Allora quando ho parlato con Sh.. Mi interruppe Sobar portando la sua mano alla mia bocca.
    - Quello che hai visto, con chiunque tu abbia parlato e qualunque cosa tu abbia fatto appartiene a te e ad Ismahel.. Non rimembrare ciò che è successo.. ringrazia piuttosto Ismahel per averti dato la forza di tornare e non abbandonarti al mondo delle tenebre..

    Di scatto la porta si aprì e giunsero nella mia stanza i miei genitori, affiancati da Dierebar.. Mia madre e mio padre corsero ad abbracciarmi mentre Sobar si faceva da parte.. Dierebar a quel punto, con un sorriso e con la sua voce roca mi intimò: Basta poltrire, la lezione è già cominciata da un pezzo...

    Scoppiammo tutti in una fragorosa risata mentre mi alzavo e mi rivestivo, ripensai per un momento a Shun... che Ismahel l'avesse mandato per aiutarmi a reagire in quel momento difficile? Questo non lo so e non lo saprò mai... so solo che mi vestì e scesi di sotto con Dierebar e Sobar al mio fianco e con loro, quando terminai la mia preparazione, mi diressi verso l'allevamento dei grifoni alle volte dell'Ardesya per continuare a pregare Ismahel e arricchire le mie conoscenze magiche.

    Alumes, Fede e Forza
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