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Rihon

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    ha iniziato la discussione Rihon

    Rihon

    Scusate.. era gia' postata dilla.. ma la ripropongo nel nuovo forum:

    Rihon

    -Ascoltate, bambini, vi racconto una storia. Parla di sangue e di morte. Parla di una donna che gira la notte per le citta’ e le stradine di campagne e uccide chiunque incontri…-

    Il Bardo si accomodo’ meglio in uno sgabello nella piccola piazza del paese, mentre i piccoli si azzittivano e le madri ascoltavano affascinate la voce armoniosa dell’uomo con i capelli biondi, di nome Malimor, che accompagnava le sue storie con una splendida arpa dal suono quasi magico.

    -Moltissime lune fa, nacque un elfa oscura nella profondita’ della terra. Era la figlia di una ricca e onorata famiglia drow, delle antiche casate, e tutti riponevano in lei grosse speranze.
    La piccola, dalla pelle leggermente piu’ chiara delle altre, aveva gli occhi insoliti e temibili, che brillavano di luce propria e dalle incredibili potenzialita’ mentali, che sfuggivano sin dalla culla al controllo della madre e delle donne della casata.
    Non era ben vista all’interno della rigida gerarchia del sottosuolo, perche’ non rientrava nei ranghi di una societa’ costituita ben prima della sua nascita.
    Imparo’ da sola a controllare quei terribili poteri mentali, imparo’ a nasconderli per compiacere la madre, imparo’ che il sottosuolo era stretto per lei, come lo erano le ferree regole a cui era sottoposto.
    Sin da piccola usciva dalle grotte di nascosto la notte, per vagare tra le campagne, e li esercitarsi a lungo sui suoi poteri. Non aveva bisogno di maestri, orgogliosa e sicura di se. Nessuno meglio di lei poteva controllare la sua mente, si diceva e diceva ai pochi che l’avessero incontrata in quelle peregrinazioni. Ma si sbagliava.
    L’ennesima lite, l’ennesima implacabile dose di frustate e la giovane donna, perse il controllo. Una tremenda esplosione in una delle stanze del palazzo ricavato dalla roccia. Morirono in sei. Fu la sua fine, e il suo inizio.
    Cacciata via dalla casata ora vaga per i sentieri del nostro mondo. Non teme la luce, anche se dovrebbe, non teme la morte, uccide per piacere.. e…-

    Malimor, il Cantastorie, fece una pausa ad effetto guardando negli occhi ad uno ad uno i bambini increduli.

    - .. beve il sangue delle proprie vittime! -

    Un sussulto’ tra i piccoli e tra le mamme interruppe la storia. Il bardo passo una mano tra i lunghi capelli biondi e sorrise ai presenti.

    - Non spaventatevi amici miei, e’ una storia questa, sentita per caso in uno dei miei viaggi, da un Drow di quella casata… immagino sia tutto inventato. Nessuno beve il sangue per diletto!

    Dicevamo dunque che l’elfa oscura, scacciata da casa, per anni vago’ in giro, di qua e di la, portando caos e morte ovunque andasse.
    Un giorno incontro’ un uomo, bello e affascinante dicono, ma terribile nella fama. Pallido e con gli occhi quasi vitrei, usciva solo la notte, e di lui si diceva che non aveva pieta’ di nessuno. Si innamoro’ di lei, e lei di lui. Erano simili evidentemente.

    Una notte, complice una luna silenziosa, lui decise di non permettere che gli anni corrompessero quel visino cosi’ affascinante. La morse.
    Si signore, proprio come temete. Era un vampiro. La porto’ nel tempio di kaileb, dove sapeva non potevano essere disturbati e dopo una lungo momento di passione, la morse, contagiandola col morbo maledetto.
    Non riusci’ a compiere del tutto il rito, si dice, perche’ un rumore lo disturbo’, facendolo fuggire nell’ombra.
    Una sacerdotessa, e lei non e’ inventata, ma esiste davvero come ho appurato, di nome Hesperax la raggiunse mentre nuda e tremante davanti all’altare di kaileb perdeva sangue, e il cuore si indeboliva sempre di piu’.
    La sacerdotessa di kaileb, certo non conosciuta come una delle divinita’ piu’ clementi, dovette salvarla perche’ credeva di utilizzarla come sua schiava. O forse la volle convertire. Non ci e’ dato saperlo. La Drow sopravvisse. Ma il desiderio di sangue crebbe sempre piu’.
    Vaga per queste terre, e beve da un calice di cristallo pieno di un denso liquido rosso. Inneggia al caos di kaileb, inneggia alla morte. E se la incontrate.. proteggete il collo bambini, e fuggite! -

    Il Cantastorie si esibi’ in un artistico arpeggio concludendo la sua storia.

    - Ma naturalemente e’ una di quelle leggende che non devono spaventarmi.. un vampiro non puo’ camminare di giorno, e finche’ la notte siete al sicuro non vi accadra’ nulla! -

    Una figura incappucciata si avvicino’ al Bardo, aveva le movenze sensuali di una pantera, e un ricciolo rosso sfuggiva al controllo del cappuccio. Allungo’ una mano verso la ciotola in cui le madri lasciavano cadere alcune monete e resto’ ferma un attimo.

    Guardo’ il sole alto nel cielo e poi il bardo. Si libero’ del cappuccio e lo fisso’ con i suoi occhi luminosi, leggermente socchiusi e infastidita dalla luminosita’ dell’astro.

    - Al sicuro? Nessuno e’ al sicuro con me.. nemmeno di giorno. -

    L’Elfa oscura, si accosto’ al bardo che la fissava perplesso e intimorito, si avvicino’ al suo collo e con un movimento rapido lecco’ li dove la vena pulsava velocemente, sempre di piu’.

    - Il mio nome e’ Rihon, ricordatelo per la prossima volta che racconterai una storia cosi’… incredibile! -

    Una risata cristallina e terribile risuono’ a lungo per il sentiero che portava al bosco, mentre Rihon si allontanava nella nebbia, li dove prima il sole batteva implacabile sulla nuda roccia.
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