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{Bio} Azael

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  • {Bio} Azael

    - Atto 0 -

    La Fine.

    L’aria sembrava esser stata risucchiata completamente dall’alto soffitto costruito da chissa’ quali creature in uno stile che aveva visto solo negli ampi tempi dove il caos e l’oscurita’ erano venerati. O forse era lui ad aver smesso di respirare per carpire ogni minima vibrazione. Eppure non avverti’ l’arrivo della figura ammantata che scivolo’ nell’aria leggera, proprio accanto al suo nascondiglio. Quell’ombra si avvicino’ alla magnifica porta dalle incisioni pregiate raffiguranti teschi dai quali serpi strisciavano fuori accoppiandosi in grovigli nefandi, infondo al corridoio. Uno spiragilio di luce illumino’ il mantello blu notte, ma il cappuccio serrava alla vista il volto dell’essere. Poi entro’.La porta rimase semiaperta permettendogli di intravedere la camera. Era ampia come il resto del castello, un arredamento che lasciava molto spazio vuoto coperto di drappi sanguigni dove l’ombra si insinuava scagliata dalla luce delle fiaccole e candele.

    “ Manakiel, mio prediletto …” una voce sensuale dagli accenti temperati carezzo’ l’aria, proveniente da una zona nascosta della sala. Manakiel resto’ immobile al centro della camera. Poi si volto’. La luce disperse l’oscurita’ dal cappuccio mostrando il volto di un giovane dai lineamenti appuntiti e le ossa leggermente sporgenti dalle carni rosee, tuttavia gradevole. La sua voce si levo’ flebile come un messaggero che porta una greve novella al suo padrone.
    “Voglio di piu’.” Sentezio’.
    “So benissimo cosa vuoi, ma non sei ancora pronto sostenere un simile peso. Pazienta mio caro e presto avrai piu’ potere di quanto immagini.”
    “Non c’e’ piu’ tempo, sono stanco di essere il vostro servo.”
    La voce della donna divenne piu’ secca, tuttavia serena, nel rispondere la giovane: “Non lo sei affatto: sai benissimo perche’ sei qui con noi e sai benissimo quale potenziale si cela in te.”
    Il giovane avanzo’ lentamente, ad ampi passi, verso la sua interlocutrice.
    “Sono qui affinche’ sia sfruttato da voi … ecco come stanno semplicemente le cose. Sono lo strumento del vostro diletto!” Quella voce irata fece piu’ forte il silenzio che la segui’.

    Era ora di agire: usci’ dal suo nascondiglio e si avvicino’ rapido alla porta restando nell’ombra dell’anticamera. Ora poteva vedere anche l’altra figura. Era donna dalle forme proporzionate e sinuose, vestita con un abito lungo, di un colore scuro camuffato dalla luce artificiale, che lasciava scoperta la pelle brillante e cerulea delle spalle. Il volto era di una bellezza senza pari tra gli umani, o almeno tra quelli che aveva conosciuto non ne aveva trovati altri simili, peccato che avrebbe dovuto…

    Poi la donna si avvicino’ al ragazzo aprendo le braccia ed avvolgendolo caldamente. Qualche instante in cui le fiamme parvero risplendere immobili sullo stelo di cera, poi un urlo lacero’ l’aria. Le mura parvero urlare a loro volta e con intensita’ crescente. Era qualcosa che fendeva l’anima, lacerava la mente, il cuore e il corpo. Il corridoio ne era saturo.

    Si corpi’ le orecchie con le mani cercando invano di sminuire il dolore. Vide la donna scivolare tra le braccia di Manakiel, gli occhi spalancati dai quali traboccavano lacrime miste a sangue. Poi cadde in terra: la stanza, la donna e il ragazzo sparirono insieme al dolore e alla dura pietra su cui giaceva svenuto.
    Ultima modifica di AzaelNegromante; 05-03-2008, 16:51.
    Azael il Negromante

  • #2
    - Atto 1 -

    Oltre la morte.

    “Shila!” il grido di una voce forte e colma d’ira lo risveglio’. Era ancora nell’ombra accanto alla porta semiaperta. Il nuovo arrivato che con tanto fragore lo aveva risvegliato mosse violentemente una mano sferzando l’aria e le ante della porta vennero scagliate contro il muro aprendosi con un pesante rimbombo.
    La luce pervase il corridoio ma fortunatamente non venne notato nel caos del momento.


    All’ingresso appariva un uomo di media statura con la lunga tunica nera cinta da una stola pregiata ed il cappuccio calato sulle spalle mostrava un volto ammaliante, dalla carnagione simile a quella della donna, trasfigurato dall’odio.
    Entro’ rapidamente avvicinandosi per un istante alla donna riversa a terra, nel sangue dove risplendeva gelido un pugnale.
    “Shila” sussurro’, poi si volto muovendo in aria le mani. La luce avvampo’ illuminando ogni anfratto della stanza nello stesso istante in cui da un angolo saetto’ un raggio di luce diretto contro l’individuo.
    Venne colpito, ma il colpo deflesse verso una parete, frantumando un pregiato specchio dalla maestosa cornice. Poi rapidamente un altro lampo sibilo’ nella direzione opposta colpendo Manakiel in pieno petto. Un grido di dolore, poi il solo gemito misti a parole supplichevoli.
    “No…Azael….non….”
    “Tu! Manakiel! Ingrato!”
    Manakiel venne scagliato contro il muro, in alto, e dalle sue mani scivolo’ un tomo antico, mentre uno strano simbolo compariva sulla nuda pietra bloccandolo.
    Azael si chino’ prendendo il libro stringendolo a se’.
    “Voglio che tu sappia quali dolori dovrai affrontare. Quanti inferni dovrai vedere e quali pene patirai quando la tua anima sara’ rinchiusa nel tuo corpo morto!”

    Le atrocita’ piu’ impensabili scaturirono dalle labbra di Azael, mentre nel corridoio tutto era immobile come lui, che ormai paralizzato dal terrore ascoltava le orribili sentenze.

    Poi Azael apri’ il tomo, mosse una mano verso il ragazzo inchiodato al muro ed inizio’ a gridare parole dal suono atroce in una lingua sconosciuta.
    Le atrocita’ si dispersero e si mescolarono una dopo l’altra, strappando le unghie dalla loro sede, torcendo le carni, strappandole come con invisibili tenaglie arroventate e riempendo le ferite di sali e urticanti.

    Passarono minuti interi in cui decine di torture tra le piu’ spregevoli e dolorose si dispersero nella memoria dell’involontario spettatore.

    Poi il corpo marci’ e le piaghe coprirono il volto mentre gli occhi gonfiandosi dispersero liquidi nauseabondi come mortale veleno. Si placarono le urla e la morte sopraggiunse.
    “Weibur eaafh shake sharfar!”
    Il corpo riprese vita immediatamente tra spasmi e contrazioni.
    “Soffrirari e sentirai il percosso il tuo corpo e la tua anima dalla sofferenza delle torture, dalla fame e dalla sete. Soffrirai ma non potrai morire. Vorrai farlo ma non ci riuscirai. Sarai immortale in un’eternita’ di dolore e disperazione, rivivendo questi istanti per sempre.
    La finestre ricaddero su se stesse, come se le mura si fossero espanse cancellandole. Azael si chino’ su Shila per sollevarla da terra.
    Usci’ dalla stanza e le porte pesanti si chiusero con un tonfo cupo e possente. Per sempre!
    Ultima modifica di AzaelNegromante; 12-02-2008, 01:48.
    Azael il Negromante

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    • #3
      - Atto 3 -

      Il Bacio della Morte.

      Villaggio di Waizagar, Contea di Anair, Decumano sud, Terre del Naair.

      Era loro tradizione di avere quel prosperoso numero di figli che avrebbe assicurato ad ogni villaggio una forte forza lavoro e una sana allegria, forse anche troppa, alle feste del Waizag. Cosi’ come era tradizione, di certo non solo in quelle terre, di riunire accanto ad un grosso falo’ piu’ e piu’ pargoli e piu’ e piu’ famiglie. E a sedare la loro indubbia vivacita’ e a lasciarli quasi in estasi erano gli anziani che letteralmente li facevano pendere dalle loro labbra quando narravano le storie ascoltate durante i loro numerosi viaggi nelle forti e maestose citta’ delle terre piu’ a nord.
      Era ormai passata piu’ di un’ora dalla fine della cena e non molto mancava prima che tutti fossero tornati nuovamente alle loro case, con triste disperazione dei fanciulli.
      Arimar si alzo’ in piedi. Era un vecchio dalla lunga barba ben tenuta, le vesti antiche e pregiate e le mani cariche di sapienza dovuta agli innumerevoli viaggi fatti in gioventu’ come mercante.
      Cosi’ parlo’:
      Questa e’ la storia, che un bardo di nome Gawayr narro’ una notte nella locanda del Tasso Verde, in una citta’ che visitai quando ancora le mie mani erano adatte ad accarezzare il volto di giovani donzelle che di li’ pernottavano …
      Il vecchio s’interruppe quando una vecchia benvestita anche lei gli diede una botta sul suo duro cranio con un bastone da passeggio. Arimar massaggiandosi la testa e ridacchiando continuo’ dunque la sua storia:
      Questo bardo dicevo, salto’ sul tavolo e inizio’ a narrare questa storia suonando dolce il suo liuto. Ora prego quanti di voi giovani hanno paura del buio, delle creature che vi si celano e della Morte stessa di non ascoltare questo racconto!
      Molto dei bambini rimasero col fiato sospeso mentre i giovani si fecero avanti col collo per ascoltare quella che si prospettava una storia assai interessante.
      Bene … vedo che tutti siete restati. Impavidi!
      Era notte, una di quelle buie senza luna, proprio come questa, rischiarata solo da un focolare o un camino.
      Ed era proprio attorno ad un camino di pregiato marmo che due figure, strane e che vi auguro di non incontrare mai, deliziosamente parlavano di argomenti che sfuggono all’umana comprensione. Uno era un giovane, dall’aspetto delizioso, dagli occhi ammalianti, seduto su una poltrona di pelle nera mentre beveva nettari di chissa’ quali terre lontane. L'altra era una donna, bellissima. L'aspetto piu' seducente e pericoloso che una donna potesse avere, terribile, ferino. L'incarnato candido, pallido come il marmo piu' prezioso. Occhi di brace, fiammeggianti, intensi, occhi per cui qualsiasi uomo sarebbe arso consumato dalla lussuria. Labbra piene, succose, sanguigne e morbide come un cuore ancora palpitante divelto da una vittima sacrificale. Lunghi capelli di seta intrecciati in boccoli complessi con le tenebre piu' oscure ricadevano morbidi sulle spalle perfette e eburnee. Un solo sguardo di quella donna avrebbe potuto piegare eserciti o strappare l'anima al piu' puro fra voi. Ella, elegante, perfetta, seduta vezzosamente sul fianco, parlava a voce ferma, bassa, fredda<Mi avete chiamato qui nella vostra dimora, un coraggio non da tutti>. Prese il suo calice e bevve appoggiando le labbra purpuree sul cristallo. <Molto coraggioso, e in voi avete un grande potere. So cosa vi aspetta, so quanto potrete fare per me. Vedo il vostro cuore, lo vedo pulsare ed emanare il seducente bagliore che mi spetta. Ma voi si … voi siete meritevole, poiche’ mi servirete.> La donna si alzo’ appoggiando il calice su un basso tavolino, si avvicino’ al giovane e lo prese per mano. Questi si alzo’ e la guardo’ negli occhi, era come terrorizzato e affascinato nello stesso istante. Sentiva il gelo pervaderlo e il calore assopirlo. Una sensazione che nessun vivo puo’ provare. Poi la donna accosto’ le labbra alle sue e lo bacio’. Ella era la Morte, colei che strappa i petali alle rose in fiore e le anime ai giovani. Ma quella notte, la sua decisione fu diversa. Aveva donato qualcosa di molto prezioso, quell’uomo aveva sedotto la Morte. <"Vivrai ora e sempre, il tempo non intacchera' il tuo aspetto, il tuo volto sara' come il giglio preservato dal gelo della neve. Nei tuoi occhi la saggezza non offuschera' l'ardore della giovinezza e il tuo corpo rimarra' perfetto per me. Le lune percorreranno i cieli, gli anni passeranno, i secoli si consumeranno davanti ai tuoi occhi antiche torri crolleranno grandi imperi inizieranno e finiranno sotto il tuo sguardo attento. Tu solo rimarrai uguale ad ora in mia attesa, per servirmi, per sempre".>

      Il vecchio si sedette nel silenzio che avvolgeva la pira di fuoco.
      E poi?” un fanciullo apri’ cosi’ la bocca nella sua innocente richiesta di sapere cosa accadde ancora, chi fosse quell’uomo, se quella fosse davvero la Morte. Ma le sue domande rimasero insaziate.
      Azael il Negromante

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