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[Bio]Serzzamok l'ultimo della casata

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  • [Bio]Serzzamok l'ultimo della casata

    Uneath Il Figlio Del Tradimento
    Fa' ciò che vuoi così potrai essere

    A. Crowley
    Caste, Gerarchie, Leggi e Favori della Dea.
    Troppe cose con le quali coesistere da ribelle nella societa' dell'underdark.
    Serzzamok nacque una notte senza luna, la genetrice un Alta sacerdotessa aveva deciso di sedurre e corrompere il Patrono per poi convincerlo ad assassinare la Matrona. Promesse di gloria e favori erano state fatte, parole nell'antica lingua erano state scagliate al vento e un maschio, amareggiato per la sottomissione a una gerarchia matriarcale, presto cadde fra le sue braccia, saziandosi delle essenze del suo corpo e del profumo del potere che quasi poteva percepire.
    Piani, patti, progetti vennero stilati per portare a compimento il tutto senza essere scoperti, l'intera casata Mithuth Minasienal venne informata di quello che sarebbe accaduto e con molta cautela tutto venne preparato per compiere il grande passo ma....
    Lolth osservava dall'alto i complotti che pian piano andavano a crearsi, annoiata diede un pizzico di vita agli eventi che si andavano a creare, portando un po di scompiglio. La notte del parto il Patrono intratteneva la Matrona nelle sue stanze private, pronto a sferrare la pugnalata che avrebbe dato i piu' grandi favori alla famiglia.
    E mentre Malad Khizad stava per affondare il suo pugnale avvelenato nella schine della Matrona la potente benedizione di Lloth lo fece infrangere lasciando illesa la sua figlia prediletta. Il corpo del patrono venne scagliato dalla finestra degli alloggi privati mentre un allarme suonava per tuta la citta', gli altri membri della famiglia riunitisi alle porte videro il corpo inerme cadere e sfracellarsi davanti ai loro occhi, comprendendo l'enorme disgrazia che ora incombeva sul loro nome.
    Non era mai stata una casata coraggiosa e la sua nobilta' era sempre stata incerta agli occhi di tutti, decisero quindi di eclissarsi al mondo, di fuggire da codardi lasciando la loro patria.
    Molti si recarono alle porte, altri cercarono di tornare ai propri alloggi per raccimolare ricchezze prima di scomparire. Tutti vennero sterminati dalle famiglie allertate dall'allarme. Nessuno rimase a testimoniare l'esistenza della casata.
    Nel mentre l'Alta Sacerdotessa, consapevole di cio' che stava accadendo, rimase nei suoi alloggi, richiamando una sua compagna per farsi aiutare nel parto e per incorrere in meno pericoli possibili.
    La nascita di un pargolo alla caduta di una casata non venne vista di buon occhio dalle altre sacerdoti, ma la Matrona spinta da un volere superiore decise di prenderlo come Figlio Minore chiamandolo Uneath lo spirito fortunato ( U'nef Fortuna Athyi'k Spirito). Vista la sua corporatura la Matrona decise che sarebbe diventato un guerriero, e per questo venne affidato a chi di dovere per far iniziare il suo percorso.
    Gli anni passarono, l'essere entrato abusivamente nella casata della Matrona fece crescere in lui un forte attaccamento alla fede, per questo si avvicino alla saggezza antica e intraprese le vie piu' oscure per diventare un Paladino Nero. In se covava un forte rancore verso il matriarcato, colei che lo aveva accolto era ancora al potere e non evitava occasione di ricordarli che il suo sangue era di incerta provenienza. L'opressione che portava al suo interno lo avvicino' a divinita' ignote nell'underdark, e un nome affiorava alle sue labbra: Jekrom.
    Cosi' mentre il suo addestramento proseguiva e le sue conoscenze si ampliavano lentamente inizio' a covare un sentimento di rivolta e vendetta. I segreti della sua nascita vennero svelati dallo stesso Jekrom nell'anniversario della sua nascita, immerso nelle tenebre piu' profonde Uneath sacrifico' il suo stesso sangue per richiamare il signore che segretamente adorava, ed egli gli dono' la conoscenza del suo passato. I ricordi erano troppi, i sentimenti erano forti e mentre le tenebre lo avvolgevano si avvio' verso le stanze delle sacerdotesse.
    Li' senza esser notato raggiunse il luogo dove dormiva la sua genetrice affondandole la lama nel petto mentre posava le sue labbra su quelle della madre, un piccolo sibilo usciva da queste mentre la vita abbandonava il suo corpo. Sempre deciso a vendicare il suo passato e la sua casata si inoltro' nelle stanze della Matrona, lentamente e eludendo i controlli grazie alle tenebre che lo nascondevano raggiunse la stanza e fece calare la sua spada.
    Frantumi.
    Come piccoli pezzi di specchio la lama si spezzo e feri lui stasso e la drow che aveva difronte, ma superando qualsiasi difesa un frammento raggiunse il petto della Matrona ferendola.
    Sibili e maledizioni uscirono dalla bocca della drow scalgiandosi su Uneath, mentre egli coscente della sua prossima fine rivolgeva un ringraziamento a Jekrom che gli aveva donato la sua vendetta quando una forte luce lo avvolse e lo porto' lontano dalle sue terre.


    Ultima modifica di Xabarasillich; 04-02-2008, 21:19.

  • #2
    Serzzamok Il Perseguitato

    ..conterò impaziente i secondi che ti dividono dall'oblio
    e in quell'istante,
    FORSE,
    la mia rabbia sarà placata...
    Anonimo

    Cosi' mi ritrovai fra le mura di una citta' oscura a me sconosciuta, un piccolo tempio accoglieva il mio corpo e la mia anima. Caddi bocconi sul terreno rimettendo bile e sangue mentre sentivo le mie forze svanire lentamente. Alzai gli occhi mentre un sole pallido sorgeva dietro a un vulcano, istintivamente mi coprii gli occhi ormai bruciati. Erano diventati bianchi. Mi alzai barcollando, per buttarmi poi in una grata che conduceva nei sotterranei della citta', il puzzo intasava le mie narice, la stanchezza mi fece chiudere gli occhi.
    Mi sveglai cosi' non so quanto tempo dopo, era notte e una pallida luna illuminava le vie cittadine ancora piene di vita frenetica. Molti mi osservavano straniti, altri non mi degnavano di uno sguardo e io continuai il mio percorso finche' non giunsi alle porte di una taverna.
    Lentamente e con calma scavai nella memoria per ricordare quel rozzo linguaggio comune che mi era stato insegnato per comunicare con i mercanti, ordinai un pasto, una bottiglia di vino e una stanza dove rimanere indisturbato.
    Con l'avanzare dei giorni ripresi in solitudine gli allenamenti per fortificare il mio corpo e la mia mente, pochi i soldi che riuscivo a guodagnare con le mie razie nelle zone circostanti. Creature di cui non conoscevo l'esistenza perivano sotto i miei colpi anche se la pesante oppressione della maledizione che mi era stata scagliata mi accompagnava e mi causava i peggiori avvenimenti.
    Le divinita' di questa nuova terra ridevano di me, sentivo le loro urla di scherno riempirmi la testa finche' una si presento' davanti a me dicendomi "mortale il tuo nome non sara' piu quello che ti e' stato dato, rinascerai in un nuovo corpo e tutti ti riconosceranno come Serzzamok Il Perseguitato.
    Impotente sentii le mie carni dilaniarsi e rimodellarsi, un dolore piu profondo di qualsiasi ferita squarcio' il mio torace e la mia mente portandomi quasi alla pazzia e mostrandomi quanto fossi debole davanti alla forza di un Divino. Li intrapresi una nuova cerca per appagare la mia sete di vendetta.
    Dimenticai le razzie, lascia perdere gli allenamenti e mi rinchiusi in una biblioteca a cercare informazioni e nozioni su quelle terre che a me erano ignote, lessi la storia tradotta in comune di cio' che era capitato e si era tramandato dai tempi piu' antichi, iniziai a viaggiare nel vecchio continente per cercare prove sempre piu' tangibili della veridicita' di questi fatti finche', un giorno, lessi della Lama di Akaymas.
    Fiducioso della sua esistenza esplorai gran parte delle terre a me conosciute per ricercarla.
    La prima volta che rividi un divino mi trovavo in mezzo ai mari piu profondi, ammucchiato insieme ad altre creature sopra uno scoglio. Bisognoso di conoscenze e di denaro mi avventurai nelle terre di Knesya dopo aver sentito il richiamo di un vecchio mago che si rivelo' essere
    Gorah. Cosi' mentre lui ci sfidava a rispondere ai suoi indovinelli applicai le mie letture per tener saldo lo spirito di vita che in me albergava.
    Non ottenni nulla da quel divino, un altro che voleva giocare con la mia vita, un altro che voleva pagare a caro prezzo la sua arroganza.
    Jekrom accompagnava il mio cammino, donandomi potere ogniqualvolta compivo un azione degna di nota ma mai si era mostrato ai miei occhi. Cosi' decisi di attirare la sua attenzione su di me...

    Ultima modifica di Xabarasillich; 04-02-2008, 21:36.

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    • #3
      Serzzamok Lo Stolto
      che posso dire di te,
      se non che non sei il mio Dio,
      non mi hai dato origine
      e non mi darai tramonto

      Cosi' ignaro di cio' a cui andavo incontro mi recai dove i figli di Levhian proliferavano e vivevano in pace. Dopo aver sterminato chierici santi e paladini mi venne di fronte una creatura fatta a sua immagine e somiglianza: un angelo dalle ali candide. Con l'aiuto di Jekrom penetravo il suo petto, rendendo mio il soffio di vita che gli era stato donato, e tagliandoli sadicamente le ali. Presi quest'ultime e le adattai bene e meglio alla mia armatura in modo da sembrare una versione ironica di un suo figlio. Girai i territori dell'Ardesya, da Knesya andai a Mallia e da li urlai a squarciagola come quelle misere ali simbolo di bonta aggrazziavano il mio aspetto.
      In men che non si dica apparve davanti ai miei occhi Levhian in persona accompagnato da un altra divinita' a me sconosciuta svelatasi poi Zoher, il dragone d'oro. Le sabbie gia' roventi per il sole si scaldarono ancora di piu per le parole che vennero riversate verso la divinita', io figlio e fedele a Jekrom non avrei mai implorato pieta' ne avrei mai abbassato il capo davanti a un impuro come lui, piuttosto la morte! E come Akaymas e Kaileb avevano combattuto Levhian e Syriel, io ero pronto a scagliarmi per il nome di Jekrom contro quell'angelo.
      Senza sporcarsi le mani Levhian chiamo' il suo campione, un lurido mezz'elfo di nome Legelen con il quale avevo gia' combattuto in passato. Lo scontro infurio' davanti agli occhi di Levhian e attraverso il suo potere riusci a dilaniarmi la carne. Quando ormai credevo di esser morto e il mio spirito libero da ogni incombenza la tenebra mi avvolse, e con se il male piu' profondo e le grida degli innocenti. Jekrom ricreo' il mio corpo e nel suo abbraccio mi risvegliai al tempio di Zakro.
      La mia vendetta sarebbe giunta, i tempi erano buoni. Ora bisognava solo trovare un forte alleato per far cadere Knesya

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      • #4
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