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[Biografia] Elysia l'Amazzone

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  • [Biografia] Elysia l'Amazzone

    In un paese di nome Elidor, distante molti giorni di cammino da Mallia, regna incontrastato un regime maschilista. Puri. Questo è il nome di coloro che nascono di sesso maschile e che vivono nella gloria, nel piacere e nell’ozio quotidianamente, a differenza ed a scapito di coloro che sono chiamate impure. Le impure, invece, sono le nate di sesso femminile, destinate a perire di atroci sofferenze o a sopportare ed esaudire ogni volere e capriccio dei puri. Ogni anno i puri saccheggiano e depredano i villaggi confinanti che, impotenti di fronte agli aggressori, si lasciano derubare di tutto ciò a loro più caro. Ai puri, soprattutto, interessano le mogli e le donne sane che vivono in questi villaggi. Per cosa? Per l’unica cosa che gli abitanti di Elidor sono in grado di fare: mettere al mondo altri uomini che li seguano e popolino Elidor dandole gloria. Spesso però accade che, a Elidor con in tutto il resto del mondo esplorato e conosciuto, le nascite non portino solo figli maschi, ma anche figlie femmine. Purtroppo, per Elidor questo è un grave problema. Una volta all’anno quando ormai tutte le gravidanze sono portate a termine, un Consiglio Supremo, formato dai dieci membri più illustri di Elidor, si riunisce per decidere della sorte di queste povere creature, nate con l’unica colpa di essere femmine. Per alcune il destino riserva una vita travagliata e piena di sofferenze, per altre, purtroppo, la morte.

    Elysia era una delle bimbe a cui il destino, insieme alla decisione del Consiglio, aveva riservato la morte; ma a pensarla diversamente fortunatamente c’era la coraggiosa madre, Lyrin. Così una notte mentre una tempesta infuriava sulla cittadina di Elidor, decisa a portare in salvo la sua amata creatura, Lyrin partì in sella al cavallo del suo signore con Elysia avvolta in fasce. La fuga non fu così semplice come aveva programmato. Infatti, una guardia di ronda in quel momento, diede subito l’allarme e tutti nel paese si mobilitarono. Dopo giorni di fuga, gli inseguimenti finalmente cessarono e, le due fuggitive, si accamparono in una capanna isolata e circondata solo dal bosco. Questo era sicuramente il luogo più sicuro per crescere la sua piccola Elysia. I giorni passarono veloci e con essi gli anni, ben ventidue, e quella che prima era una piccola ed indifesa creatura, ora era diventata una giovane donna bella e vigorosa. L’ottimo risultato era sicuramente frutto di tutti gli sforzi della madre per insegnarle l’arte del combattere e del sopravvivere contando esclusivamente sulle proprie forze. Tutto, fino a quel giorno, era andato bene quando al calar della sera…

    …una nebbiolina tetra avvolse tutto intorno come se lo stesso bosco stesse avvisando del pericolo imminente che incombeva…Elysia stava finendo di lavare le ultime cose rimaste dopo la cena mentre Lyrin, come al solito, stava assicurandosi che le bestie fossero tutte a dormire nel granaio. Elysia sentì un urlo provenire dall’esterno. Stette immobile per alcuni secondi poi si fiondò alla finestra ma a causa della nebbiolina e dello scuro non vide nessuno. Ma la luce nel granaio non era accesa. Le si gelò il sangue. Subito orrendi pensieri le invasero la mente facendola vacillare per un istante, poi tornò sulle sue cercando di calmarsi convincendosi che non era accaduto nulla alla madre. Posò lo straccio, si avvicinò alla porta e appena prima di mettere la mano sulla maniglia, la vide muoversi leggermente e molto lentamente. Allora indietreggiò subito e silenziosamente andò a prendere i suoi pugnali. Si svolse tutto in pochi secondi. Appena finì tutto il rumore e il movimento, si alzò dalla sua posizione cercando la madre. Era lì. Stesa a terra, priva di vita. Gli abiti impregnati del suo stesso sangue colato dalla gola recisa. Elysia fu sopraffatta da un senso di vuoto, il suo sguardo era vacuo. Il tempo si era fermato. Si chinò sul corpo esanime e prendendolo con molta delicatezza lo strinse a sé. Lo prese in braccio e lo portò fuori appoggiandolo accanto ad un albero. Rientrò e, muovendosi in modo quasi meccanico senza pensare e del tutto assente, prese la bottiglia di alcool che tenevano in casa, la rovesciò sui cadaveri che giacevano sul pavimento e diede fuoco. Emise un fischio molto forte. Un cavallo uscì impetuoso dal granaio seguito dal fedele falco di Elysia. Legò per bene lo zaino alla sella del cavallo e, con in braccio il corpo della madre, si allontanò lasciandosi alle spalle un’alta fiammata e una coltre di fumo nera come la notte che stava scendendo.
    Ultima modifica di Novhilwen; 23-01-2008, 00:39.
    Elysia & Novhilwen

  • #2
    Fucile?
    Benzina?

    Qualcosa non mi torna ^_^
    La democrazia è due lupi e un agnello che votano per decidere cosa mangiare a pranzo. La libertà è un agnello ben armato che contesta il voto.

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    • #3
      grossolano errore corretto ^^
      Ultima modifica di Novhilwen; 23-01-2008, 00:39.
      Elysia & Novhilwen

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