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{Bio} Tellerryn Eärwen Tasardur, della Quiete il Sussurro

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  • {Bio} Tellerryn Eärwen Tasardur, della Quiete il Sussurro

    Circa 100 anni prima:

    "Spingete! Su lady Nienna, spingete! Un altro sforzo!", la levatrice stava cercando di aiutare Lady Nienna Tasardur, chierica di Levhian ad avere il suo primo parto. Era stata una gravidanza difficile, in parte per la costituzione delicata dell'elfa, in parte perche' si preannunciava un parto gemellare. Cosa alquanto rara tra gli elfi, dove il tasso di natalità era veramente basso.
    Dopo alcune ora di difficile travaglio, la levatrice mise tra le braccia della madre due femmine dai capelli rossi come il fuoco, un suono pacato alla porta, annuncio' l'ingresso di Lord Elrohir. L'elfo nella sua tunica candida si avvicinò con premura alla sua compagna, accarezzandone il viso.
    "Mio amore! Sono due femmine, Levhian ci ha fatto la grazia, le nostre preghiere sono state esaudite"
    Sedendosi al suo fianco Lord Elrohir, sfiorò il viso di Nienna con un amore infinito, "Si mia luce, Levhian e tu ci avete dato due doni incredibili, ora mio amore devi solo rimetterti in forze, insieme alleveremo queste bambine nel segno della luce e del bene"
    La giovane, guardò le bimbe attaccate al suo seno che si nutrivano per la prima volta, sospirando disse "Dovremo trovare loro un nome"
    Lo sguardo di Lord Elrohir si posa sulle due bambine, dopo una piccola preghiera esclama:
    "Tellerryn Eärwen Tasardur"
    " Alutranna Idril Tasardur"

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    Circa 50 anni dopo

    "Lady Tellerryn sbrigatevi e' il giorno del vostro matrimonio farete tardi!!" a parlare era stata la voce concitata di Ryella la mia dama di compagnia e amica da quando mia sorella Alutranna era sempre più presa dagli studi per diventare chierica di Myreck.
    Ero davanti allo specchio e stavo guardando i risultati degli sforzi congiunti di mia madre, mia sorella e delle varie ancelle. L'abito di un tenue verde primaverile con ricami in argento rendeva il mio corpo alto e slanciato di un eleganza incredibile. I capelli raccolti e adornati da piccolissimi fiori bianchi, donavano una strana luce al mio viso, piccole ciocche ondulate mi ricadevano sul collo. Com era usanza non indossavo gioielli di alcun tipo per l'occasione avevo lasciato in custiodia a mia sorella il mio amato Grimorio con le incisioni dedicate a Levhian. Il primo regalo del mio amato Alleril, sapeva che stavo studiando come apprendista maga e mi aveva fatto dono di un Grimorio bianco, dalle incisioni in argento, sulla cui copertina spiccavano delle ali candide ad onore di Levhian a cui il mio animo era devoto.
    Il suono cristallino delle trombe annunciava che era ora per me di recarmi dinanzi alla grande quercia dove venivano celebrate le unioni elfiche. Camminavo lungo il sentiero tra le mani un unico fiore, un giglio bianco. Era quasi autunno il manto erboso era coperto di foglie dai colori accessi, gialle rosse. Lui era li ad attendermi, i suoi capelli neri lunghi fino a meta' schiena raccolti per l occasione in un ordinata treccia, gli occhi verdi come i miei così colmi d'amore fissi su di me a guardarmi. Lo raggiungo e sento la sua mano stringere la mia. Non ricordo cosa disse il chierico, ricordo solo la dolce sensazione della mia mano stretta alla sua, ricordo il suo sorriso, ricordo lo scambio dei nostri doni. Lui aveva preparato per me un baciamano in argento con una pietra magica verde che spiccava sul dorso. Io avevo preparato per lui un bracciale in oro bianco, lo avevo reso magico con un incanto e lo avevo fatto benedire dai miei genitori. Affichè fosse sempre protetto.
    Eravamo un unico essere, eravamo un unico cuore, un unica anima. Non ricordo di essere mai stata cosi felice come quando il mio destino si unì a quello di Alleril.

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    Circa 20 anni dopo

    Venti anni di assoluta felicita' accanto al mio amato Alleril, anni in cui il nostro amore è cresciuto. Lui chierico di Levhian e io apprendista maga, cresciuta nella luce della Quiete, vivevamo ogni giorno come se fosse un dono.
    Fu in quel periodo che mia sorella Alutranna si accorse lei prima di chiunque altro, prima ancora di me, di come la vita fosse sbocciata nel mio corpo. La gioia fu immensa, sembrava essere il coronamento del nostro amore.
    Con il passare dei mesi il mio ventre si ingrossava, non ne ero appesantita, mi sentivo benissimo e con Alleril al mio fianco non avrei potuto chiedere null'altro alla Grazia.
    Alutranna mi disse che erano due, anche io avrei avuto dei gemelli, ma stavolta erano due maschi.
    Gli elfi si sapeva avevano nascite ridotte, e i casi di parti gemellari erano rarissimi. Eppure cio' era avvenuto, il miracolo cresceva dentro di me.
    Il tempo trascorreva con assoluta calma avevamo scelto i nomi per i futuri nascituri, Alleril era l orgoglio in persona, credo che desiderasse la nascita dei nostri figli forse anche più di me.
    Eruannon che significava Dono di Dio e Meldon che significava l'Amato.
    Tutto era pura gioia e felicità.
    Finchè i profughi non iniziarono ad arrivare da Kragen e dai villaggi limitrofi che la guerra aveva sconvolto.
    Ne accogliemmo più che potemmo, li vestimmo, li curammo, intere famiglie distrutte dalla guerra e dal viaggio, bambini orfani che trovarono una casa.
    Furono giorni in cui chiunque non si risparmiò, i feriti erano incontabili, la fatica era tale da farci abbassare la guardia e non farci accorgere che dietro le pecore, ci sono sempre i lupi.

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    L'eccessiva calma dovrebbe spronare i cuori ad essere all'erta, quasi quanto il pericolo visibile, eppure nessuno aveva avuto presagi di quanto stava per accadere.

    Avevamo deciso di portare i bembini al fiume per distrarli dall'orrore della guerra, era una splendida giornata primaverile, non potrò mai dimenticare l'azzurro del cielo, il sole caldo sulla mia pelle le loro grida spensierate, Alleril era disteso accanto a me sul prato, la sua mano vagava sul mio ventre come ad accertarsi della vita che c era dentro di me. Parlava ai bambini con toni dolci, come se fossero in grado di sentirlo. Ad un tratto mi ha guardato, nei suoi occhi ho letto tutto il suo amore, ho sentito il nostri cuori parlarsi e le nostre anime legarsi. Con un gesto inaspettato si è tolto il bracciale che gli regalai per le nostre nozze e lo mise al mio polso. "Me lo ridarai appena saranno nati i piccoli, voglio che voi tre siate al sicuro"
    Gli accarezzai il viso dolcemente, non sapevo, Dei non lo sapevo.....
    Eravamo sulla strada del ritorno, i bambini si fermavano a raccogliere more dai cespugli, quando all'improvviso, il corno delle sentinelle squarciò l'aria con il suo suono d'allarme.
    Tutto accadde in pochi momenti che a me sembrarono eterni, uomini a cavallo, banditi o come scoprii in seguito, predoni di Kragen, ci attaccarono.
    A questo punto i miei ricordi si fanno confusi, quello che ricordo è quello che mi dissero quando mi ritrovarono.
    Mi ritrovarono in mezzo ai boschi, le vesti strappate, picchiata, brutalizzata, tutti i bamnbini che erano con noi uccisi, le guardie uccise, il mio amato Alleril morto nel vano tentativo di proteggerci.
    Mi dissero che quando mi ritrovarono, era già troppo tardi per salvare i miei bambini.
    I chierici disperavano di poter salvare anche me, lottarono per parecchi giorni, alla fine forse un miracolo forse l'amore del mio Alleril che mi ha protetto, reagii alle cure.
    Per settimane da quando iniziai a ristabilirmi, fui incapace di parlare, ero un vegetale, nessuno riusciva a infrangere il mio muro di dolore.
    Poi a poco a poco, quando ripresi a camminare, iniziai a recarmi nei luoghi dove io e il mio Alleril amavamo stare insieme, fu allora che a poco a poco la mia barriera si infranse e il dolore delle mie perdite si manifestò.

    ---,---'---@ Tellerryn Earwin Tasardur, della Quiete il Sussurro @---'---,---
    Ainu Anie Culnamo
    Tellerryn Earwen Tasardur, della Quiete il Sussurro
    Cleindori Claddath Ilharess [Matrona]
    Yisa, Paladina di Myreck
    Willow di Garenwood --,--'-@ La Cantastorie @-'--,--
    Ilia Annael Calien [ Dono di Luce ]

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