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{Biografia} Ainu Anie Culnamo

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  • {Biografia} Ainu Anie Culnamo

    I passi erano lenti, misurati, silenziosi...sebbene il respiro veloce tradiva una certa fretta....una figura ammantata percorreva il bosco guardandosi in dietro come se temesse di essere seguita.
    Aveva piovuto..il terreno emanava un odore acre inteso...la temperatura era fredda...si sentiva odore di neve nell aria...
    La figura tra le braccia stringeva un fagotto...lo teneva stretto come se cercasse di scaldarlo...
    Al limitare del bosco si iniziavano a intravedere delle luci.... finalmente un villaggio, la figura si nascose tra le ombre intenta a cercare qualcosa....non voleva che nessuno lo vedesse...nessuno doveva sentirla.

    Il fagotto si mosse leggermente, la figura lo strinse come a cercare di calmarlo. Lentamente si spostò lungo i margini del villaggio cercava qualcosa di particolare....qualcosa che alla fine trovò.
    Si ergeva lontano dalle altre case, era imponente....forse abitata da gente benestante....quella casa di sicuro avrebbe potuto accogliere un altro membro....questo era ciò che pensava la figura.

    Si mise in attesa...dal punto in cui si trovava poteva vedere ma nn essere vista, scostò i lembi della coperta che nascondeva il suo tesoro...guardò intensamente la bambina che trasportava voleva imprimersi nella mente ogni tratto del suo viso. Guardò quella
    testolina dai radi capelli neri come la notte...sapeva che i suoi occhi erano celesti come il cielo....la figura pensò che se fosse sopravvissuta sarebbe diventata una bella donna...se....fosse sopravvissuta.
    All improvviso si accorse della calma che la circondava...la calma prima dell'alba quando tutto ti sembra immobile..usci dal suo nascondiglio.
    Si avvicinò alla porta della casa guardandosi intorno...come un animale selvatico...con dolcezza appoggio la piccola sull uscio..la guardò per un ultima volta...si girò e scappò via.

    Era sorto il solo da poco meno di un ora quando un elfa aprì l uscio di casa sua e per poco non andò a sbattere contro uno strano fagotto.
    Incuriosita ne spostò i lembi quando ne vide il contenuto...prese subito il fagotto e rientrò di corsa chiamando a gran voce gli abitanti della casa.


    "E' un umana....non puoi volerla tenere veramente Lirael" l'elfa aveva la bambina stretta tra le braccia la guardava con occhi pieni d'amore ma la sua voce risuonò decisa "E' poco piu di una neonata...vorresti veramente abbandonarla Saeros? Vorresti che le voltassimo le spalle come già hanno fatto i suoi genitori?"
    L'elfo sospirò forte..conosceva quel tono...sapeva che quando Lirael si metteva qualcosa in testa difficilmente se la toglieva...quella bambina poteva essere una risposta alle loro preghiere...erano anni che volevano un figlio che però non arrivava..poteva essere una benedizione...ma poteva anche essere una maledizione
    "Lirael ...rifletti mio amore...ti rendi conto che gli umani difficilmente si abituano ai nostri costumi? Noi viviamo per un periodo che loro giudicano eterno...ameremo questa bambina ma la vedremo morire di vecchiaia....non si adatterà mai a stare qui...gli umani sono così passionali..."
    Gli occhi dell elfa esprimevano decisione "Non possiamo abbandonarla Saeros...non chiedermelo..."
    Saeros si avvicinò alle due, appoggiò la fronte contro quella della sua companga "Giungiamo a un compromesso mio amore....quindici anni..potrà stare con noi solo per quindici dei suoi anni...l alleveremo ...le insegneremo a sopravvivere...le insegneremo tutto ciò che potrà servirle nella vita..ma poi dovrà andarsene"
    L'elfa sussultò "Mah..." Saeros le appoggiò un dito sulle labbra "O così oppure parto ora per il primo villaggio umano e la porto lì"
    Lirael sospirò sapeva che aveva vinto la battaglia ma non la guerra....avrebbe dovuto accontentarsi. Liberarono la bambina dalla sua coperta la lavarono fu allora che Lirael si accorse di uno strano tatuaggio che era stato fatto sulla base del collo alla piccola.
    "Saeros..guarda...l hanno tatuata.." l'elfo si avvicinò guardando incuriosito il simbolo
    "Che strano...le hanno tatuato un paio di ali aperte...chissà forse è un indizio che un giorno l aiuterà a scoprire chi è"
    "Dovremmo darle un nome"

    Saeros prese la bambina guardandola bene negli occhi "Il tuo nome sarà Ainu che nella nostra lingua vuol dire Angelo in quanto possiedi una bellezza non comune e sembri possedere la dolcezza di un angelo....ma ti chiameranno anche Anie che vuol dire oscuro...come i capelli che hai che ti legano alla notte e perchè di notte sei giunta a noi ....infine Culnamo....che vuol dire veleno...sebbene per anni ci donerai gioia alla fine te ne andrai spezzandoci il cuore" l'elfo depose la bimba nelle mani della sua compagna allontanandosi in silenzio.
    Ainu Anie Culnamo
    Tellerryn Earwen Tasardur, della Quiete il Sussurro
    Cleindori Claddath Ilharess [Matrona]
    Yisa, Paladina di Myreck
    Willow di Garenwood --,--'-@ La Cantastorie @-'--,--
    Ilia Annael Calien [ Dono di Luce ]


  • #2
    Una bambinetta di appena quattro anni sgambettava veloce per stare al passo di un elfo alto dal portamento molto serio, la manina era aggrappata alla sua veste nel tentativo di non restare indietro. "Papà..dove andiamo??"
    Saeros si fermò con un sorriso molto dolce guardò la piccola Ainu, stava per chinarsi per prenderla in braccio ma si trattenne...quei tempi stavano per finire "Ora andiamo in un luogo dove ti insegneranno a sopravvivere nel mondo... voglio che tu mi prometta che sarai ubbidiente e farai tutto ciò che ti verrà detto di fare"
    La piccola Ainu assunse un espressione talmente seria da far dubitare della sua età poi guardò il padre "E' una cosa importante per te?" l' elfo trattenne a stento un sorriso "Si molto piccola mia!", la bimba ci pensò su qualche altro attimo poi fece un sorriso che le illuminò il viso e gli occhi "Per te qualunque cosa papà".
    Saeros si abbassò sulle gambe e guardò seriamente la figlia adottiva "Impara al meglio tutto quello che ti verrà insegnato....ti aiuterà a sopravvivere".
    Ainu non capiva bene il senso di quella frase e si limitò ad annuire.

    Ripresero a camminare....giunsero in breve tempo a un campo dove c'erano alcuni giovani che si addestravano all uso delle armi....erano tutti piu grandi di Ainu...e lei guardandoli si sentiva intimorita, quando si fermarono dinanzi a un altro elfo lei si nascose dietro le gambe di Saeros.
    L'elfo la guardò con una sorta di disprezzo "Dunque eri serio quando mi dicevi che volevi che l addestrassi" Saeros fisso con molta serietà l elfo "Si...Manion voglio che tu l addestri...voglio che sia pronta per quando...."
    Manion fece un sorriso di scherno "Ma guardala è ancora piccola...non saprà reggere nemmeno una spada di legno...sprechi il mio tempo"
    Ainu vide il padre arrossire per lo sdegno.
    "Si impegnerà al massimo...voglio che tu le insegni...me lo devi" Manion guardò per un istante Saeros poi annui "E sia, così i debiti tra noi saranno risolti...Ma bada se mi fa perdere tempo...la scaccio senza pensarci due volte"
    Ainu si mise al fianco del padre e guardò con occhi seri l elfo...stava per parlare ma il padre la trattenne dicendo "Non ti pentirai di averla accettata....Ainu lui sarà il tuo maestro obbediscigli come se fossi io a parlarti"
    La piccola annui seriamente e non fiatò quando il padre la lasciò per tornare a casa.

    Manion fece segno alla bambina di seguirlo...camminarono nel bosco per quasi un ora lui camminava veloce...Ainu gli correva dietro senza fiatare...alla fine giunsero in una radura.
    "Per il prossimo anno questa radura sarà la tua casa....niente cameriere...niente letto niente pasti caldi...nulla di nulla...ti insegnerò a combattere..a usare le armi..a procurarti cibo e a scaldarti la notte..se sopravviverai inizierai ad allenarti con gli altri miei allievi altrimenti....umana sappi che non è mio costume insegnare a chi non ha sangue elfico nelle vene...questo che sto facendo è un grosso favore a colui che ti ha adottato"
    Ainu sussultò ....il suo viso sbiancò leggermente ...l'elfo la guardo con scherno "Dunque non lo sapevi! Tu non sei un elfa...devi essertene accorta...e non sei figlia di Sareos e Lirael...sei stata abbandonata sul loro uscio...come una cosa usata...umani che fanno figli e poi se ne sbarazzano"
    La piccola scosse la testa....i suoi occhi si riempirono di lacrime ...inizio a urlare che era un bugiardo che lei era la figlia di Saeros e Lirael...l elfo la guardò con disprezzo si avvicinò....e la schiaffeggiò violentemente..."Modera il linguaggio umana....non ti è permesso parlare cosi"

    L'anno passò ....l isolamento era l ultimo problema della piccola Ainu... i sopprusi fisici e mentali a cui Manion la sottoponeva erano senza fine....lei era testarda non accettava di arrendersi...gli teneva testa....imparava ....si allenava...e non si lamentava...cosa che rendeva Manion ancora piu furioso...l idea di non riuscire a piegare quell umana...non gli andava giù.
    L'anno passò ma l isolamento non fini...passò un secondo anno e poi un terzo... durante i quali Ainu crebbe...divenne piu scaltra...sviluppo una strana empatia con gli animali...sembrava trovarsi a suo agio in mezzo alle bestie piu feroci.

    Manion la osservava quando lei non pensava....non riusciva a crederci che un umana potesse arrivare a tanto....non poteva sopportare...ciò...eppure lei teneva duro...ma lui sapeva che l avrebbe piegata...aveva tempo...per piegarla...
    Ainu Anie Culnamo
    Tellerryn Earwen Tasardur, della Quiete il Sussurro
    Cleindori Claddath Ilharess [Matrona]
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    • #3
      Gli Anni passano...passano senza che nessuno possa fermarli e Ainu, nonostante la durezza dei suoi allenamenti cresceva.
      Nessun amico, nessuna adolescenza con i suoi coetanei, non aveva nessuno tranne i suoi animali.
      Nessuno lo diceva apertamente, ma era chiaro per tutti, Ainu era un ospite non una di loro, nessuno doveva fare amicizia con lei.

      Erano trascorsi diverse stagioni e ora Ainu aveva dodici anni, sapeva destreggiarsi con la spada, sapeva usare le mazze, le asce, sapeva accendere un fuoco e procurarsi cibo, le avevano insegnato la lingua comune....ma null altro.
      Si allenava di rado con altri allievi di Menion ma erano tutti piu esperti di lei...così il confronto era impari.
      Nonostante tutto, lei insisteva non si fermava, ogni volta che la buttavano giù magari contusa, ferita lei stringeva i denti e si rialzava.
      Se ricadeva con la faccia a terra si rialzava....

      Aveva agilita' e aveva l istinto di un felino, ma le mancava la forza e non aveva l astuzia dei suoi avversari, nessuno le aveva mai spiegato che in battaglia esiste la strategia...cosi erano sempre di piu le volte che lei si ritirava a casa con il naso sanguinante e piena di lividi che le volte in cui imparava qualcosa.

      Fu un giorno come un altro, mentre stava tirando di scherma con Menion che risuonò il corno dell allarme...tutti accorsero al centro del villaggio le guardie comunicarono che cerano dei cacciatori nella foresta, stavano abbattendo alberi e uccidendo animali.
      Si creò un gruppo di volontari, si dovevano scacciare quei cacciatori a qualunque costo. Ainu venne lasciata al villaggio.

      Lei camminava lungo il campo di addestramento, sapeva che non doveva muoversi se l avessero pescata fuori dal villaggio le conseguenze sarebbero state molto gravi. Ma sentiva il richiamo dei suoi amici lupi....non poteva abbandonarli. In un lampo prese arco e frecce correndo verso il bosco.
      Non aveva fatto nemmeno qualche passo al suo interno che ecco i suoi due lupi faffiancarla, Saryu e Surya erano con lei da quando era entrata nella radura a quattro anni. Erano amici, amici fidati.
      Furono loro a guidarla come se oramai sapessero cosa stessero cacciando.
      Arrivarono al limitare di un campo, la battaglia imperversava cerano numerose gabbie alcune contenevano cuccioli, ovunque si vedevano pelli conciate.
      Gli elfi stavano lottando contro alcuni umani, poteva vedere Menion lottare contro colui che forse era il capo, l umano lo stava incalzando e Menion non si era accorto che dietro di lui c erano delle gabbie, Menion le urtò e cadde all indietro, Ainu non ci pensò due volte scocco due frecce una si conficcò lontanto, l altra nel collo dell umano. Menion la guardò ma nei suoi occhi c era solo rabbia tanta rabbia.

      Una volta che lo scontro fu terminato molti animali vennero liberati, ma in una cassa trovarono due cuccioli di tigre bianca, gli elfi non sapevano cosa fare, liberandoli sarebbero morti di fame o uccisi da altri predatori, visto che erano senza la protezione della madre. Non potevano però tenerli perchè da adulti sarebbero stati un pericolo. Mentre loro stavano discutendo Ainu in silenzio si avvicinò alla cassa ne prese uno tra le braccia, incurante dei graffi che le lasciava.
      Qualcuno propose di sopprimerli....a quelle parole Ainu li prese entrambi e corse via. Non si fermò nemmeno quando gli altri la chiamarono, con Saryu e Suryia al fianco corse via veloce come il vento.
      Non avrebbe permesso che li uccidessero. Con il senno di poi di sicuro, Ainu avrebbe capito che non avevano intenzione di sopprimerli....ma lei che era stata abbandonata non riusciva a pensare di abbandonare qualcuno a sua volta.

      Tornò al villaggio il giorno successivo, ricoperta di graffi sulle braccia e sulle gambe...quando le guardie la videro la presero e la portarono da Menion.
      Lui era furente, iniziò a gridarle che era una stupida, che aveva disubbidito a un suo ordine....che non solo aveva messo a repentaglio la sua vita ma anche quella degli altri. Non solo, aveva portato via due cuccioli di tigre.
      Le chiese dove li aveva nascosti...ma Ainu si rifiutò di parlare.
      La colpi in viso piu e piu volte, ma lei taceva.
      Disse che era ora che imparasse ad avere rispetto, che era lei che lo costringeva a punirla.

      La prese per un braccio, la trascinò lungo i margini del villaggio, fino a giungere a un vecchio pozzo in disuso, con poche cerimonie la fece calare fino al fondo urlandole che sarebbe restata li finchè non avrebbe rivelato dove fossero le tigri.

      Passò una settimana, una settimana in cui Ainu restò al buio, senza cibo, con la poca acqua del pozzo o che entrava con la pioggia, al freddo, in un luogo stretto dove non poteva nemmeno stendere le braccia in tutta la loro lunghezza. Alla fine la tirarono fuori di peso, la trasportarono stremata fino alla sua casa.
      Nell incoscienza senti solo:
      "Ti ha salvato la vita Menion.........ha sbagliato....l hai punita....il consiglio ha stabilito .........che ....lei si occuperà delle tigri..... .......resterà ancora tre anni......poi se ne andrà.......cosi hanno ..............."
      Il buio l avvolse come una calda coperta.
      Ainu Anie Culnamo
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      • #4
        Da molto tempo non dormivo piu profondamente, così ai primi movimenti in casa avevo aperto gli occhi, decisi solo di restare sotto le coperte a crogiolarmi, non mi andava di alzarmi, sarei dovuta essere eccitata felice eppure avevo uno strano presentimento, quest oggi si sarebbe festeggiato il mio quindicesimo compleanno, eppure leggevo nello sguardo delle persone che mi amavano una tristezza senza fine.
        Alla fine calciai via le coperte, non aveva senso restare ad indugiare, mi lavai e vestii, indossai i miei vestiti migliori, avevo terminato anche il periodo di istruzione con Manion, avevo imparato il possibile, sebbene non avessi mai strappato un elogio dalle sue labbra.
        Con passo leggero mi affacciai dalla mia stanza, scesi le scale senza fare alcun rumore, guardai il tavolo della colazione era riccamente imbandito con tutte le cose che mi piacevano di piu, focacce dolci, marmellate, biscotti con l uvetta.....
        Mio padre mi tocco una spalla, sapevo che sebbene molti non potessero udire i miei passi quando mi muovevo, mio padre li avrebbe sempre uditi, non ho mai capito come facesse, forse era solo per la sua natura.
        Gli sorrisi ma si spense subito quando lo guardai negli occhi "Ainu dobbiamo parlare prima che questa giornata inizi", io annui solamente. Mi guidò sino al suo studio dove c era anche mia madre, le andai incontro abbracciandola.
        "Ainu è arrivato il momento che tu sappia alcune cose di te......." io volsi lo sguardo e semplicemente dissi "Se stai per dirmi che non sono vostra figlia stai tranquillo padre ne ero già a conoscenza." Un espressione di stupore si disegnò sui loro volti "Ma come....quando...".
        Gli spiegai come ero venuta a conoscenza di come loro si fossero presi cura di me dopo che fui abbandonata, li ringraziai per l amore che mi avevano dato in quegli anni, mi dissero tutto di quel giorno in cui mi trovarono, senza nascondermi nulla, mi spiegarono anche che decisero
        di tenermi con loro solo per quindici dei miei anni. Ora finalmente capivo, capivo il loro dolore che divenne così anche il mio, avrei dovuto abbandonare quella casa chiesi "Potrò venire a trovarvi qualche volta?" I miei genitori si guardarono e fu mio padre a rispondere "No! Domani
        partirai ma prima che ciò avvenga ti verranno tolti i ricordi di come tornare da noi, non ci vedremo mai più" a quel punto credo che mi strinsi a mia madre per molto tempo, nella speranza che i minuti cessassero di scorrere. Ma quando lei mi scostò dicendomi "Su è ora di iniziare i festeggiamenti per il tuo compleanno" capiì quanto erano effimeri i miei tentativi.

        La giornata continuò con una mesta allegria, facevamo di tutto per ridere e sembrare allegri ma ognuno di noi sapeva cosa si celava realmente nel cuore dell altro. Mi furono donati un arco e delle vesti.
        Ma alla fine anche le tenebre calarono, la giornata volgeva al termine e mio padre mi richiamò nel suo studio.
        "Domani mattina all alba il saggio del villaggio verrà a cancellare dai tuoi ricordi le strade che conducono al villaggio, ti ho preparato uno zaino con tutto ciò che potrebbe servirti, ci sono dei denari, delle provviste,
        una mappa delle terre di Ardesya, ho mandato una missiva a Neryl è un amazzone che si trova a Mallia, lei addestra le giovani all arte del combattimento. Mallia è una città distante da qui, ma sono sicuro che
        tu sarai in grado di trovarla, quando giungerai lì va da lei e presentati."
        Tutte queste parole le aveva dette continuando a darmi le spalle fissando dalla finestra, non so quali luoghi poi si voltò nei suoi occhi lessi tutto quello che non era ancora riuscito a dirmi, si avvicinò lentamente
        prendendomi tra le braccia "Ainu, per noi sei stata un dono caduto dal cielo ci hai donato anni di felicità, sei stata la risposta alle nostre preghiere, hai affrontato tutte le difficoltà a testa alta senza abbatterti mai, so come è stato duro Manion con te e sono orgoglioso di come ti sei sempre comportata. Non potrei amarti di più nemmeno se fossi stata sangue del mio sangue."
        Lentamente mi lasciò andare si voltò senza guardarmi in viso "Ora vai tua madre vuole stare con te".
        Mi allontanai senza voltarmi indietro, credo di aver passato quella giornata in una sorta di profondo sciock non credevo che al mattino successivo sarei partita davvero, mi sembrava solo un sogno, un brutto sogno.
        Andai nella stanza di mia madre, mi aspettava "Piccola mia, domani partirai ma sappi che resterai sempre nei nostri cuori, ma per ancora qualche ora lasciati amare come il mio piccolo angelo della notte" mi fece
        sedere dinanzi al suo specchio e inizio a spazzolarmi i capelli e a intrecciarli con nastri come faceva quando ero molto piccola. Mi parlò delle persone, cercò di spiegarmi a cosa stare attenta ma l unica cosa a cui riuscivo a prestare attenzione era il movimento delle sue mani sui miei capelli, le fissavo come a imprimenre nella mia mente ogni movimento, ogni azione che compieva. Chiusi gli occhi e aspirai l odore di mia madre, volevo conservarlo nei ricordi. Alla fine restammo abbracciate per molto tempo, finche in stanza non entrò mio padre, dicendoci che era
        ora di andare a dormire.
        Mia madre mi accompagnò a letto, mi mise tra le mani uno specchietto, ripetendomi di continuo quanto mi volesse bene.

        Mi addormentai avvolta da una profonda sensazione di amore.
        Mi svegliai al limitare di una radura, in un accampamento dal fuoco acceso, con le mie due tigri Kizar e Shinigami al mio fianco.

        Iniziò così il mio cammino verso Mallia.


        N.B.: Per motivi che non sto a spiegare le tigri cambiano nome in Felan e Shion.
        Ainu Anie Culnamo
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        • #5
          Mallia questa e' una citta'. Io che per due anni avevo vissuto in mezzo ai boschi, come le mie tigri, non avevo avuto fretta di arrivare dalla mia futura maestra, avevo esplorato le valli, avevo visto il mare per la prima volta, fatto lavoretti qua e la per procacciarmi quel po che non riuscivo a trovare da sola.
          Mallia guardavo l ingresso e le mura della citta' intimorita, ai miei occhi
          erano enormi...troppo grandi..vidi i mercanti e gli avventurieri sulla strada
          che entravano in citta' guardai i loro abiti e poi i miei. Ero vestita di pelli
          e i miei calzari oramai erano molto consumati, non ero sporca mi ero lavata la sera prima, ma non si puo dire che profumassi di rose.
          Entrai in citta' stando attenta a tutto cio' che mi circondava, chiesi informazioni qua e la per cercare l'amazzone che avrebbe dovuto diventare la mia maestra, mi indicarono la strada per una torre, non nego che fuori nei boschi sappia cavarmela meglio che in un labirinto di strade.
          Credo di essermi persa parecchie volte, alla fine riuscii ad arrivare da lei, mi presentai, le porsi la lettera di mio padre e fece solo un lieve cenno con la testa, mi guardo come si fa con un cavallo prima di acquistarlo...credo
          di aver temuto che volesse guardarmi anche i denti, poi inizio' a parlarmi delle amazzoni io ascoltavo ...credo di aver capito allora che l arte delle armi sarebbe stato il mio futuro.

          Nei giorni che seguirono imparai a muovermi piu agilmente nelle strade di Mallia, mentre tornavo alla torre dopo uno dei miei vagabondaggi vidi uno strano essere nella locanda, entrai incuriosita ma cercando di non mostrarlo, era scuro di pelle sembrava indossare la pelle di
          una pantera, ma i suoi occhi erano rossi come il sangue, i capelli argentei poi erano ancora piu strani.
          Non conoscevo nessuno in quella citta' apparte l oste e la mia maestra...pensai che forse con un po di coraggio avrei potuto fare nuove amicizie.
          Lo guardai apertamente ....stava sorseggiando qualcosa...con un coraggio che non credevo di possedere.. mi avvicinai chiedendogli se potessi assaggiare...lui ordino' un bicchiere e mi verso un liquido dall odore di erbe.
          Mi sedetti di fianco a lui e sorseggiai lentamente...il fuoco mi invase la gola...sentii le lacrime bagnarmi gli occhi per quanto era forte...strinsi i denti..non volevo dare l impressione della provinciale...ma era fuoco
          liquido cosi mi scappo qualche colpo di tosse.
          Ci presentammo mi disse di chiamarsi Ssaren...parlammo un po..sono sincera molte delle allusioni che fece non le capii..ma non perche fossi stupida...semplicemente non avevo la sua malizia.
          Poi i ricordi si fecero confusi...ricordo di aver finito il liquore...poi delle braccia che mi sorreggevano...che mi sussurravano strane parole...infine..il contatto delle sue labbra sulle mie e poi nulla piu'.

          Il ricordo di poche parole "Benventua a Mallia Ainu!"
          Ainu Anie Culnamo
          Tellerryn Earwen Tasardur, della Quiete il Sussurro
          Cleindori Claddath Ilharess [Matrona]
          Yisa, Paladina di Myreck
          Willow di Garenwood --,--'-@ La Cantastorie @-'--,--
          Ilia Annael Calien [ Dono di Luce ]

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          • #6
            Qui si conclude la Biografia di Ainu. Le sue avventure continuano nel diario
            Ainu Anie Culnamo
            Tellerryn Earwen Tasardur, della Quiete il Sussurro
            Cleindori Claddath Ilharess [Matrona]
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