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    "Gwanno ereb nin!" gridava l'elfa mentre il mercenario umano non faceva altro che sghignazzare, sputarle addosso la sua bava mentre le sussurrava all'orecchio parole che solo un umano ubriaco dal basso livello di istruzione puo' partotire e mentre le strappava i vestiti. Neanche il più fiero dei nani avrebbe potuto bere tutto lo schifoso alcool che circolava nelle vene dell'umano, alcool che impregnava la piccola casa di un puzzo terribile, mentre si compiva la violenza.
    In preda all'amplesso, completamente offuscato dalla nebbia alcoolica, mentre con una mano le stringeva il collo, l'altra la schiaffeggiava, l'umano rilascio' il suo schifoso seme nel corpo della giovane elfa, sporcandole non solo il corpo, ma anche l'anima e il futuro.
    E mentre la guardava piangente, quasi priva di vita, con un conato di vomito l'umano le riverso' addosso gran parte del contenuto del suo stomaco, prima di ruttare, riabbottonarsi i pantaloni come meglio pote' e allontanarsi soddisfatto nella foresta.
    Cosi' furono concepiti Aarooth e sua sorella Faelivrin, senza romanticismo, senza amore, senza rispetto, in una normalissima notte di un normalissimo anno in una normalissima foresta.
    Il mondo continuava ad andare avanti imperterrito, le stagioni a susseguirsi e una giovane elfa, schifata dai suoi simili, a crescere due piccoli bastardelli, con amore come solo una mamma puo' fare, malgrado ogni volta li guardava una parte di lei rammentava il terribile dolore del loro concepimento.
    Ripudiato dagli elfi, reticente ad avvicisarsi agli umani, Aarooth cresceva unicamente a contatto con sua sorella e sua madre, sviluppando piano piano il carattere che lo avrebbe caratterizzato per il resto della sua vita, ossia diventando restio ad ogni tipo di contatto sociale, preferendo osservare piuttosto che essere osservato. Quando gli imperiali inevitabilmente scarseggiarono (chi mai comprerebbe l'artigianato di un'elfa ripudiata con alleva sola due bastardi?) Aarooth dovette ingeniarsi per riuscire a garantire il sostentamento di madre e sorella. Fu cosi' che, un po' grazie al suo carattere, un po' grazie all'odio per cio' che era e chi lo aveva reso tale, un po' grazie alle sue capacità fisiche ereditate dal suo ramo elfico, si rese conto di poter portare a termine lavori "delicati" che richiedevano discrezione, rapidità e silenzio.
    Con la morte della madre, persona debole che non riusci' mai a sormontare la violenza subita e decise di porre fine alla propria vita, Aarooth decise che non aveva più legami con il posto dov'era nato e cresciuto. Desideroso di porre maggior distanza possibile da quel posto, con sua sorella, si mise in marcia per Zakro, cambio' il proprio cognome in Maian e decise di plasmarsi il proprio futuro.

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    Gwanno ereb nin! (lasciami sola - lasciami stare)
    Aarooth Maian (morte)(Colui che crea)
Sto operando...
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