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Tellerryn Earwen Tesardur - Il risveglio -

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  • Tellerryn Earwen Tesardur - Il risveglio -

    "Padroncina....padroncina Tellerryn! Il Mago Ross ancora non si vede!"
    Mi voltai verso il piccolo pixie che avevo liberato dalla schiavitu' e sorridendogli lo rassicurai "Oscar, Ross arriverà presto e quando sarà qui dovrai dirgli come ho iniziato gli esperimenti"
    Avevo trovato il cuore di Silmarwen e avevo da subito recepito i campi magici che avvolgevano il cuore di quell'isola, avevo concquistato i guardiani a caro prezzo, a volte combattendo altre volte donando loro un po della mia umanità, in cambio avevo ottenuto il loro segreto ed ero pronta ad esaminarlo, in modo da trovare la risposta che cercavo oramai da anni, in quanti modi potevo creare golem duraturi?
    Una prima risposta l'avevo trovata, ma come fare a crearli di materiali diversi e lasciare quella sorta di vita imprigionata in loro?
    Speravo di riuscire a trovare in quei campi di magia la risposta, attesi un altro giorno preparandomi e si lo ammetto nella speranza che Ross mi raggiungesse.
    Il giorno successivo al sorgere dell'alba ero dinanzi un vortice d'acqua creato dalla Signora di questo elemento,non appena le fui vicino altri vortici energia si crearono intorno a me, si legarono tra loro attraverso scariche magiche e mi avvolsero
    come una crisalide nel suo bozzolo, sentii il mio essere attratto da tutta quella magia e mi persi nel guardare le correnti magiche collegarsi, fondersi ed entrare in me, come l'abbraccio di un caro amico lontano da anni.
    Da quel momento, la mia magia si unì alla loro, la mia essenza, il mio spirito si dissolse assorbito dai guardiani di Silmarwen e trasportato lontano.
    Errai, errai nell'essenza e vidi ciò che a nessun mortale era concesso vedere e come lo vidi lo dimenticai poiche' la mia mente non poteva essere contenitore di tali conoscenze, percepii il bene assoluto e il male piu' tenebroso ma ai loro
    occhi dovevo apparire come una falena, insignificante e trascurabile.
    Vidi albe e tramonti, vidi inverni ed estate, scontri e amori eppure niente di ciò mi tratteneva allungo, a volte udivo un richiamo sussurrare il mio nome ma non aveva presa su di me.
    Fu mentre erravo tra i venti e la terra che percepii un'aura, percepii uno spirito a me familiare, uno spirito che mi lego' a se, mi richiamo' indietro come un amante attraverso una carezza. Lentamente il mio spirito fece il cammino a ritroso.

    Thumph Thumph Thumph

    Lentamente il cuore nel mio corpo riprese a battere con maggiore forza, un respiro leggero da prima si fece largo in me, poi un altro, poi un altro ancora finche' non divenne
    forte e ritmato, la punta della mia lingua bagno' le labbra seriche e come chi non ha voglia di svegliarsi nelle mattine invernali ecco la vita fare di nuovo capolino in me.
    Aprii gli occhi, le energie ancora mi avvolgevano come una calda coperta, con la stessa sicurezza di un abbraccio, con fatica, poiche' sentivo i muscoli doloranti come dopo migliaia di combattimenti, accarezzai le onde di magia le quali si avvolsero intorno alla mia mano entrando nella pietra che portavo e penetrando nella mia pelle.
    Lentamente il bozzolo che mi avvolgeva scomparve, assorbito dal mio corpo come un olio, come un nutrimento, come acqua in una gola rialsa.
    Poi l'oblio mi avvolse.
    Quando riaprii nuovamente gli occhi, vidi il piccolo Oscar intento a prendersi cura di me ai miei ricordi sembrava trascorso poco tempo eppure tutto era cosi' diverso, quando
    parlai la mia voce roca sembrava estranea alle mie orecchie, guardai il mio piccolo pixie sorridermi "Padroncina! Padroncina Tellerryn, finalmente siete sveglia!"
    Con una velocità che mi stordì condensò in poche parole anni e anni di mio errare, si sedette sul mio grembo e mi abbracciò con le sue piccole braccia, io con delicatezza cercai di rassicurarlo, però sentivo che mi mancava qualcosa, sentivo di non essere completa.
    Dal centro del mio essere iniziò a prendere forma un nome, un concetto, una parola, piano piano la mia mente visualizzò una persona e poi un nome.....Ross.
    Lo pronunciai lievemente, come potrebbe fare una brezza tra le fronde di un albero, lo assaporai sulle labbra e i ricordi si fecero strada prepotentemente dentro di me.
    "Oscar...Ross...dov'e'?" il piccolo pixie si fece contrito e poi confessò "Padron Ross e' venuto ma non e' mai riuscito ad entrare nel cuore di Silmarwen e io non ho potuto aiutarlo"
    Come un istinto una parte di me lo cercò, lanciai nell'etere della magia un filamento di me stessa alla ricerca della sua aura, lo percepii, lontano, schermato, diverso, come il ricordo di un sapore sulla lingua, ma migliore, speziato ma dolcissimo.
    Cercai di alzarmi, ma le forze andavano e venivano, le formule magiche si susseguivano nella mia mente e ne pronunciai qualcuna, mi sentii rinvigorita.
    Aprii un portale, lo avevo fatto d'istinto senza pensare ad una meta precisa, lo attraversai decisa e mi trovai in mezzo alla folla, tanta gente, ero a Knesya e il panico mi stava avvolgendo, mi girava la testa e rimasi impietrita mentre le
    persone che passavano mi spintonavano cercando di farsi spazio.
    Alla fine arrivai a fatica alla pozza delle visioni, cercai di respirare per ritrovare la tranquillita' e stavo giusto ponderando l'idea di riaprire un portale per Silmarwen e mandare Oscar a cercare Ross, quando percepii la sua aura piu' forte, piu' vicina.
    Restai ferma, un mercante mi si avvicinò, poi arrivarono degli avventurieri, un portale si apri' e ne giunse una maga ... ricordo il suo nome Lyen...la mia mente vaga, distratta da tutto e tutti, poi una carezza, un sospiro, avvolgono la mia
    aura, sento un brivido attraversarmi la schiena quando sento la sua magia sfiorarmi.
    Si apre un portale e giunge lui.
    Lo guardo ma non sembra piu' lui, diverso, ma la sua magia sfiora la mia, sento il loro sfiorarsi, il loro riconoscersi. Non presto piu' attenzione a nulla, se non a quei occhi colmi di magia e così diversi dagli occhi che ricordavo.
    Ci allontaniamo e mi conduce in un bosco di cristallo.
    Lo riconosco è il luogo in cui volevamo costruire la nostra casa.
    Mi parla, mi dice che sono anni che sono lontana e che non riusciva a trovarmi, ed io non riuscivo a credere di essermi persa, di non essere riuscita a tornare da lui prima, le parole scorrono come fiumi ed io lentamente ho paura che questo
    sia un addio, invece, il suo cuore parla al mio rassicurandolo, nulla è cambiato, nulla è mutato, l'amore che ci ha unito ci unisce, mi stringe a se e sento le nostre anime fondersi l'una dentro l'altra, parlarsi in una lingua a noi incomprensibile, i nostri cuori battono all'unisono e tutto quello che riesco a
    pensare è che non è tutto perduto.
    Il tempo scorre veloce e gli attimi diventano ore, ore in cui parliamo del tempo lontano, ore in cui ci riscopriamo, nulla è cambiato, noi non siamo cambiati se non nel guscio che ci contiene, gli prometto, gli giuro sulle labbra che mai piu'
    mi allontanerò da lui, ma lui non è contento mi sussurra sulla bocca "Non giurarlo fallo!"
    E qui dinanzi agli Dei dell'Ardesya io faccio una promessa il mio cuore nel suo, finchè la vita soffierà in me, mai piu' sarò lontana da te, il mio cuore ti appartiene Ross e insieme divideremo la vita, di questo sia testimone Levhian!"
    Ultima modifica di Ainu2006; 06-11-2010, 10:02.
    Ainu Anie Culnamo
    Tellerryn Earwen Tasardur, della Quiete il Sussurro
    Cleindori Claddath Ilharess [Matrona]
    Yisa, Paladina di Myreck
    Willow di Garenwood --,--'-@ La Cantastorie @-'--,--
    Ilia Annael Calien [ Dono di Luce ]

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