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[TRAMA] Rymil & l'Ordine del Giglio, note di bg.

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  • [TRAMA] Rymil & l'Ordine del Giglio, note di bg.

    Rymil, la Torre d'Argento

    Origini e descrizione sommaria.
    Rymil è un'antica colonia elfica, creata dagli individui provenienti dall'originario Altipiano di Levhian al di là del mare. Sin dalle origini, i suoi costruttori intesero renderla una roccaforte salda contro le forze dell'oscurità, in ottemperanza alla divina missione che gli elfi ritengono sia stata loro affidata dalle divinità celesti.

    L'insediamento originario, eretto molti anni prima della guerra fratricida fra elfi alti e drow, era poco più di una slanciata torre con cortina muraria a difesa di un ordinato villaggio. La struttura originaria della torre venne successivamente ampliata, rafforzata ed innalzata per mezzo della magia, divenendo nota come "Torre dell'Apoteosi" o "Torre d'Argento", per il levigato splendore con cui si staglia nel cielo notturno, dritta e affusolata come una lancia di rilucente metallo ed assurgendo a simbolo stesso dell'intera città.

    Rymil raggiunse l'apice della sua forza poco prima della grande guerra civile. I suoi maghi e sacerdoti, con rituali di immane potenza ormai obliati, innalzarono la roccia stessa del suolo in titaniche, monolitiche mura pari per dimensione a piccole colline, alte più di venti volte un uomo robusto, e larghe a sufficienza da consentire la costruzione di torri d'avvistamento, caserme e alloggiamenti per macchine da guerra. La superficie di questo cerchio, partorito dalle stesse viscere della madre terra, cade perpendicolare al suolo verso l'esterno della città, mentre digrada gentilmente verso il suo interno.

    Le Grandi Mura si interrompono in un solo punto, per consentire l'accesso in città. Qui esse sono sostituite da tre sbarramenti fortificati consecutivi, dedicati ciascuno ad una diversa divinità benefica. Tutte e tre le cinte murarie vere e proprie confluiscono, a sinistra ed a destra dei Cancelli, nelle Torri dell'Ippogrifo e del Dragone. Si tratta in realtà di veri e propri castelli, addossati da una parte alle Grandi Mura e dall'altra collegati ai camminamenti della Triplice Cinta. All'interno di questi castelli risiede buona parte della guarnigione cittadina, vegliando su questo unico accesso alla cittadella.

    All'interno della città, in corrispondenza del suo centro, si innalza un colle ripido e brullo. Sulla sua sommità si trova l'Acropoli cittadina, coi templi più sacri creati dagli antichi elfi e l'ostensione di una fiamma perenne. Quest'ultima ha un grande significato, poichè finché essa arde, la città è simbolicamente legata ai suoi progenitori ed al resto delle comunità elfiche. Quando gli elfi erano numerosi, ciascun gruppo di coloni portava con sè un braciere con il fuoco acceso dalla città di provenienza. Oggi, che i loro numeri sono estremamente più ridotti, e che buona parte delle terre abitabili è occupata dall'uomo, di questo antico rito resta traccia nel prelevare una scintilla dal sacro Tripode della Fiamma per accendere il primo fuoco all'interno delle case che stanno per essere occupate da nuove famiglie. Egualmente, con le fiamme accese dal Tripode, vengono accese le pire e celebrati i riti funebri appropriati.

    Politica e leggi.
    L'organizzazione civile e militare di Rymil rispecchia in tutto e per tutto quella propria di quasi tutte le comunità altoelfiche, secondo la loro tradizione.

    La carica più elevata è quella di Autocrate. Costui, o costei, godono di poteri amplissimi, ma non illimitati. Le dinastie degli Autocrati hanno carattere ereditario. Tuttavia, prima di assurgere al pieno potere, il reggente deve ricevere il consenso delle assemblee cittadine. Un voto viene espresso dai collegi sacerdotali, uno dai maghi e sapienti dell'Accademia, uno dall'esercito, ed uno dal resto della popolazione. Con la stessa modalità, teoricamente un Autocrate potrebbe essere destituito qualora per inconcepibili evenienze dovesse essere corrotto dal Male. Ma un simile caso non è mai occorso, e una vera elezione è avvenuta in concreto solo in pochissimi casi, quando il reggente si spegneva senza lasciare eredi o li riteneva non adatti al governo. Nella maggior parte dei casi, le assemblee concedono quasi automaticamente il potere all'erede legittimo dell'Autocrate, poichè il potenziale signore cittadino è studiato e giudicato sin dalla più tenera età.

    L'Autocrate può dichiarare la guerra, e ratificare ogni genere d'accordo nel nome di Rymil: l'esercizio di tale potere è però soggetto al vaglio dei collegi Sacerdotali, per accertarsi che le guerre siano benedette dagli Dei e gli accordi non abbiano su di sè la minima empietà. L'Autocrate può condannare all'esilio un qualunque cittadino, ma non condannarlo a morte. Può respingere le nomine e le leggi proposte dalle assemblee, fino a tre volte. Nessuno può ripresentare all'Autocrate per tre volte una legge che egli ha giudicato ingiusta. Nomina e destituisce di propria iniziativa i giudici scegliendoli fra i ranghi dei più retti e meritevoli fra i cittadini.

    L'Autocrate è di norma un Sapiente, quasi mai un guerriero: per rivestire la carica sono necessarie in primo luogo purezza d'animo e d'intenti, profondo senso di giustizia e devozione al benessere comune oltre a profonda cultura, accortezza e serenità d'animo. La figura degli Autocrati è ammantata di sacralità dal momento della loro piena investitura: sono ritenuti prescelti dalle divinità ed in quanto tali sacri ed intoccabili.

    Le altre branche del vivere cittadino sono amministrate dai funzionari eletti dalle assemblee e/o da individui di sangue nobile. Le leggi su tasse, ingegneria e quant'altro vengono affidate, con l'approvazione dell'Autocrate, ad assemblee composte di esperti e saggi, in grado di decidere al meglio sulle questioni di massima urgenza. Rientrare in una di queste commissioni è al centro di aspre e velate lotte politiche, perchè è ritenuto un grande onore poter legiferare in nome della città.

    L'assemblea della generalità dei cittadini può chiedere all'Autocrate di disporre per la formulazione di nuove leggi, o di abrogarne di obsolete. Inoltre, può destituire qualunque funzionario ed eventualmente condannarlo all'esilio. In questo tipo di votazione, non possono prendere parte nè i sacerdoti, nè i sapienti, nè i militari per garantire che non vi sia traccia alcuna di pressioni organizzate da fazioni all'interno di una materia tanto grave.

    Difensori di Rymil
    Ogni singolo cittadino è tenuto, per almeno vent'anni, a prestare servizio presso le caserme cittadine. Allenandosi costantemente per raffinare le proprie già considerevoli doti naturali, gli opliti elfici vengono temprati nel corso del loro servizio a combattere come un sol uomo, fluidamente e senza esitazioni. Il morale di questi cittadini-soldato è sempre elevatissimo, poichè raramente vengono chiamati a combattere: se una tale esigenza diviene necessaria, allora gli opliti combatteranno per difendere le loro stesse case e famiglie, con ferocia e determinazione.

    Accanto a questa milizia, vi sono poi coloro che si dedicano stabilmente alla via delle armi. Molti sono al servizio di casate nobili, come guardie o maestri d'armi. In guerra, si riuniscono in compagnie sulla base dei legami di clan. Sono i veri guerrieri elfici, egualmente abili con spada, lancia ed arco, ed estremamente orgogliosi delle proprie impeccabili competenze.

    Vi sono poi i Custodi della Via della Spada Luminosa: sono i campioni delle divinità, definiti in altre terre paladini. Non giurano fedeltà ad alcuno che non siano gli Dei, l'Autocrate ed il Tempio, in quest'ordine. Benchè pochi, numericamente, costituiscono la punta di diamante di qualsiasi esercito: oltre ad essere abili guerrieri, le loro preghiere e la loro devozione li protegge dai colpi e dagli incanti nemici. La loro possente carica a cavallo è in grado di schiantare qualsiasi resistenza, salvo la più determinata o ottusa.

    Ultime, vi è la guarnigione del Palazzo. Il loro numero è pari a ottantuno, da tempi immemorabili. Queste sentinelle, di ambo i sessi, giurano totale fedeltà a Rymil ed alla persona dell'Autocrate, occupandosi della sua personale salvaguardia. Non abbandonano mai il Palazzo, salvo che l'Autocrate decida di scendere personalmente in guerra. In questo caso, con gelida determinazione, fungono da scudo e protezione per il loro signore, abbattendo i loro nemici coi possenti colpi delle loro spade ed alabarde.

    L'esercito di Rymil è controllato e comandato da tre Strateghi, nominati dall'Autocrate.

    [prosegue...]
    Ultima modifica di Yrwaen; 06-02-2008, 13:36.
    Purificheremo questa blasfema feccia col sacro fuoco dello zelo, l'indomito coraggio dell'anima, ed il glaciale acciaio delle spade. Gli Dei sono con noi: morte e rovina ai nemici della Luce!
    Yrwaen, Maestro Generale dell'Ordine del Giglio

  • #2
    Relazioni diplomatiche e linee guida

    Impero Knesyano: la cittadella di Rymil si considera indipendente dalla sovranità del trono di Knesya, limitando i propri rapporti con i regni umani all'occasionale alleanza in via di fatto in occasione di congiunture particolarmente critiche.

    Ordine del Giglio: l'Ordine del Giglio dispone di acquartieramenti autonomi all'interno della città, sebbene buona parte della popolazione elfica veda con sfiducia più o meno celata la presenza di umani all'interno delle mura.

    Zakro & Kragen: aperta ostilità.

    Gli stranieri in visita alla cittadella di Rymil sono rari, poichè della Torre d'Argento si è sempre conosciuto poco al di fuori delle comunità elfiche. Solo la recente presenza dell'Ordine ha portato a un maggiore afflusso di visitatori, principalmente spose dei soldati e mercanti.

    La politica cittadina al riguardo è netta: entro la triplice cerchia non viene ammesso nessuno che appaia anche solo minimamente sfiorato dai poteri tenebrosi. In più, i mercanti non vengono ammessi all'interno della città, ma contrattano in appositi bazar fuori dalle mura, se non intendono associarsi ad un mercante elfo che tratti e garantisca per loro.

    Quanto ai mendicanti, un fenomeno visto con disagio dagli elfi, viene usualmente loro offerta la scelta se ottenere il necessario per erigere una fattoria o attività similare fuori dalle mura o una modesta somma di denaro. In entrambi i casi, non viene tollerata la loro presenza nè all'interno nè all'esterno delle mura. Coloro che appaiono afflitti da gravi malattie o deformità vengono curati gratuitamente dai sacerdoti cittadini.

    Economia
    La cittadella è circondata da fertili campi, che portano generosamente i frutti della madre terra per la popolazione che vive entro le mura. Ogni anno, le sacerdotesse di Syriel recitano le loro benedizioni sulle sementi e sugli armenti della città, durante i grandi rituali di Mezz'estate e del solstizio d'Inverno. I sacerdoti di Myreck poi proteggono le colture da parassiti e malattie. Per questo la produzione di cibo è costante ed abbondante, ed a memoria d'elfo la cittadella non ha mai sofferto la carestia per cause naturali.

    Il surplus di cibo per la maggior parte va ad ingrandire costantemente i magazzini sotterranei disseminati un po' ovunque nella cittadella. Il restante, viene scambiato coi Nani in cambio di metalli necessari alla forgiatura di armi e monili.

    Una volta raffinati i metalli, alcune delle creazioni di minor valore abbandonano la città, e vengono smerciate poco a poco nei principali mercati dell'impero knesyano.


    [Prosegue..]
    Ultima modifica di Yrwaen; 06-02-2008, 17:26.
    Purificheremo questa blasfema feccia col sacro fuoco dello zelo, l'indomito coraggio dell'anima, ed il glaciale acciaio delle spade. Gli Dei sono con noi: morte e rovina ai nemici della Luce!
    Yrwaen, Maestro Generale dell'Ordine del Giglio

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