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    Default [Background] Fear Keeper

    In un periodo in cui su Sosaria le Razze spiccavano, dove gli Umani appassivano sui fasti delle antiche Fazioni in un era di velata tranquillità, sempre più forte era la sete delle genti per i tesori e le ricchezze nascoste nelle profondità del terra.
    Così come il silenzio è interrotto da un suono imprevisto, anche il futuro, così incerto, prende pieghe inaspettate a causa dei piccoli eventi.

    La notte nascondeva nell'orizzonte quell'isola rocciosa all'apparenza inaccessibile. Se uno sguardo poco attento non avrebbe riconosciuto le forme, l’udito non poteva non riconoscere quel suono metallico che scandiva il tempo.
    "Hei Bewor, ti ho detto che devi scavare più in là!"
    "Scava di la scava di qua ho sete io..."
    Esclamava il nano tra un colpo e l’altro per poi proseguire
    "-parole incomprensibili- HO TROVATO QUALCOSA!"
    Il giovane Bewor corse dal compagno. Con le mani tozze i due nani aprivano il terreno spostando sassi, scavando la terra e scoprendo pian piano uno scudo di bronzo che, ormai ossidato e segnato dal tempo, destava la loro rude curiosità.
    "Ci sono delle lettere qui.. vieni a vedere" disse Bewor indicando delle incisioni.
    L'altro nano preso le scudo per sé e arroccando lo sguardo disse:
    "Mmmm....ma va! Sono solo dei colpi di spada!" disse gettandolo alle sue spalle.
    In quel momento, però, il suo sguardo si posò sulla buca appena scavata.
    "Ma quello cos'é? Bewor illumina.."
    Nel silenzio totale i nani osservano quello strano involucro nuovo ai loro occhi. Una specie di sacca di terra radici e argilla, dalla forma definita e tondeggiante. Sembrava un uovo di terra, non troppo grande, che Bewor provò a battere con la mano per capire quanto fosse resistente.
    "Però!" Esclamò
    Chissà se c'è un tesoro dentro! Passami l'accetta e allontanati!"
    Bewor eseguì, posando la lanterna nei paraggi per fare luce.
    Il nano si avvicinò, sistemandosi le maniche della maglia e posizionandosi comodo sulle corte gambe prese l'accetta pronto a caricare il colpo... ma la luce si spense.

    -Crack-

    Il sangue del nano usciva dalla sua stessa bocca. La barba, una volta coperta solo dalle rosse birre delle province di Minoc, ora accoglieva grumi di terra, polvere e sangue.
    Forse un simbolo della devozione dei nani verso la terra stessa.
    Il corpo tremolava, il respiro spezzato, gli occhi si perdevano nel vuoto e le dita allentavano progressivamente la presa sull’ascia.
    Li, conficcata sotto il diaframma, il nano veniva trafitto da una lama acuminata ed irregolare che un minuto braccio spingeva fuori da una breccia di quel guscio.
    Bewor osservava immobile, al solo chiarore della luna, senza respirare e non avendo minima idea di cosa fare.
    "Kiiiiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!"
    Uno stridulo urlo rieccheggiò potente nella caverna.
    Urla e suoni di un breve inseguimento si susseguirono. I due nani ridotti a brandelli per l'eternità saranno parte della terra che in vita tanto hanno amato.
    Fame, kchervello, cuore, dita. Fame.” “Dita, dita, dita.
    Quella creatura si fermò dal consumare le carni e le ossa dei nani uccisi. La parola dita aveva suscitato percezioni ed immagini in quella che era ancora una mente primordiale.
    Poi fu buio e silenzio. Di nuovo.

    Ne quei due nani, ne il resto di Sosaria sapranno mai che quelle incisioni e lo scudo erano il sigillo per contenere il volere e la magia di Graak Ell.
    La luna splendeva regale su quell'isola e seguiva con il suo grande occhio bianco il piccolo essere che si allontanava in barca sospinto dalla corrente.
    "Mush Mush kiaa na ma riee... Xohnul Grikee, dia na mate kaa Graak El.."
    Si asciugò il bordo della bocca ancora sporco di sangue.
    Prese i remi, e iniziò a pagaiare dirigendo l'imbarcazione verso Est non dimenticandosi di gettare lo scudo nelle profondità del mare.

    Mercato di Moonglow - Qualche settimana dopo

    Il mercato, anche durante le ore più calde, era affollato di persone intente a scoprire rarità e artigianati provenienti da tutti gli angoli di Sosaria. Il continuo vocìo era condito dal suono delle monete passate di mano in mano, dalle strilla dei mercanti e dalle risate di vecchi amici che s'incontravano dopo lunghi viaggi.
    Moonglow era diventato l'unico vero mercato. Qualche sparuto venditore ancora resisteva negli angoli remoti delle terre conosciute, ma ormai in quasi tutte le taverne si sentiva dire:
    "Prima o poi tutto passa per Moonglow."
    La bancarella del barbaro era all'ombra del muro, in un angolo fresco di quiete in mezzo a quel trambusto. Gli amenicoli vari e le apparenti cianfrusaglie erano stese su un telo mentre lui sedeva in terra a gambe incrociate e con le mani posate sulle ginocchia.
    Si avvicinò un cliente nascosto nell'ombra delle vesti e del cappuccio.
    Si fermò a guardare gli ammennicoli a terra. Dopo qualche minuto il barbaro interruppe il silenzio:
    "Salve, cerca qualcosa?"
    Passarono diversi secondi.
    Poi un braccio si allungò indicando un punto preciso. Tra diversi anelli e bracciali un sacchetto di ametiste emergeva posato sulla mano di una statua; una mano, spezzata chissà da cosa e a chi.
    "Queste preziose sono! Ma belle pietre!" disse il barbaro raccogliendo il sacchetto di ametiste e avvicinandosi a quel piccolo uomo che gli si era presentato alla bancarella.
    "No" disse lui con calma, indicando ancora lo stesso identico punto di prima. Il barbaro lo guardò, per poi voltarsi guardare a terra e rivoltarsi nuovamente.
    Guardò un ultima volta a terra.
    "La mano!? è quello che rimane di una statua mai ritrovata e a giudicare dai materiali non vale nenache tanto" e raccolse quella mano di pietra.
    L'aveva scambiata qualche mese prima mercanteggiando per Yew.

    "Per quelle ampolle sono 15 monete d'oro..!"
    "..Ne ho solo 10 monete...Però posso darti anche questo pezzo di statua..!" aveva risposto quel giorno un giovane elfo da terre lontane.

    Osservò quella mano di pietra. Non era di un materiale pregiato, ma era di ottima fattura. Non aveva mai pensato a venderla, o che qualcuno gliel'avrebbe mai chiesta.
    Allungò il braccio verso il cliente tenendola in mano: "Questa?"
    Lui annuì.
    "..per questa ....bhe questa.....20 monete d'oro sono.."
    Il piccolo compratore tirò fuori la mano destra dalla tasca, lasciando cadere sulla sua mano sinistra, una alla volta, le monete lentamente fino a 10.
    Poi alzò lo sguardo verso quello del massiccio barbaro.
    Era un goblin.
    Il barbaro lo notò subito poiché la luce illuminava la pelle verde e sporca di terra. Gli occhi erano grandi con pupille strette e pungenti. Era tanto tempo che non ne vedeva uno, ormai si incontravano raramente forse erano rimasti in pochi, decimati dalle guerre, o forse erano rintanati in qualche cunicolo ai piedi delle montagne.
    "Avevo detto 20"
    Il goblin continuò a fissarlo negli occhi, mentre posava le monete nella mano. Quei secondi per il barbaro durarono minuti. La sua mente fu travolta da un'onda di sensazioni e presagi improvvisi che lo lasciarono per un attimo senza fiato.
    "Vanno bene anche 10" concluse chiudendo la mano con l’oro e consegnando l'oggetto che teneva nell'altra.
    Aprì poi la mano, guardando le monete e rialzando lo sguardo si accorse di essere rimasto solo.

    "Xoh nul Grikee ricorda ztrada di Graak El.."
    Tra gli alberi a sud di Moonglow avanzava a passo spedito verso il Moongate.
    Dietro le sue spalle il brusio della città si affievoliva lasciando spazio ai morbidi suoni del bosco.
    Fece un giro intorno al grande portale blu accarezzandone lentamente le pietre intorno.
    Pronunciò delle parole incomprensibili con quel ghigno tipico dei goblin, si allineò nella direzione di una delle rocce e lo attraversò.
    "Mush mush" sussurrò annusando l'aria.
    Era tornato a casa. Sentiva l'odore di Fear Keep.
    I suoi occhi in quell'oscurità vedevano come fosse giorno.
    Si diresse alla porta dell'antico palazzo dei goblin. Portava i segni del tempo, da troppo non veniva aperta. Appoggiò le mani, scorrendo con le mani affusoate sopra le finiture e le cerniere.
    Poi si spostò verso il muro al suo fianco, puntò il palmo su una pietra e con un colpo secco attivò il sistema d contrappesi.

    "TLOC"

    Spinse la porta delicatamente che cigolando si aprì; nel silenzio della sala rieccheggiò quel rumore metallico.
    Salì le scale fin dinanzi l'altare. Il goblin era entusiasta.
    La statua era lì, davanti a lui, maestosa ed impolverata con una mano mozzata.
    Il tempo passato tuttavia non aveva indebolito la magia di cui quella figura scolpita nella roccia era intrisa.
    "Xonhul tornato Graak. Xoh tornato."
    "Zent tuo potere, ezer qui per koplin."
    La mano, precedentemente acquistata dal barbaro, aderiva perfettamente al braccio spezzato della statua che con un fascio di luce si ricongiunse a quello che era il suo posto.

    Poco dopo, dalla statua, si staccò un altro uovo identico a quello di Xohnul Grikee.
    "Tu Rufus" disse Xohnul in attesa della schiusa.
    Last edited by vengard; 27-11-2019 at 22:08.
    Vengard



    Quote Originally Posted by DrakonEsox View Post
    Xche pensi di poterlo fare anche tu liberamente?
    Ma chi ti conosce... occhio.
    Quote Originally Posted by NihlusZHI View Post
    Non tirare troppo la corda Vengard.

    I Goblin eccellono nelle arti in cui occorre sparire dalla vista e quindi spesso si prestano al mestiere di assassino

    I Goblin reputano il rispetto un qualcosa di completamente separato dal bon-ton

    Nessuno potrà mai comandare un Goblin, giovane o vecchio che sia

    Ciò che porta a considerare i Goblin “stupidi” è infatti la loro completamente assente capacità di domare le proprie pulsioni, istinti, desideri, paure e passioni. Questo rende il goblin la creatura caotica per eccellenza. Un piccolo desiderio, nella mente di un goblin, diventa improvvisamente un’ossessione

    Non sono state rare delle epiche battaglie per la contesa di profondi cunicoli sotterranei. Nani e Goblin furono tra le prime che entrarono in conflitto per il dominio del sottosuolo nella millenaria storia di Sosaria



  2. #2
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    In attesa della rottura dell'uovo, il goblin Xohnul, iniziava ad affacciarsi alle porte esterne di Fear Keep nascosto tra gli alberi vicini al fortino degli uomini lucertola.
    Di tanto in tanto tendeva l'orecchio verso la strada adiacente per imparare le lingue dei mercanti e capire le loro discussioni. Nulla di più che osservare e capire il mondo che lo circondava.
    Tutti i giorni, per diverse ore al giorno, Xohnul osservava, ascoltava ed imparava.
    Prima i saluti, poi i nomi ed infine, senza capirli troppo, i verbi.

    Ogni volta che rientrava a Fear Keep, il goblin accendeva il fuoco e attendeva accovacciato dinnanzi l'uovo togliendosi la terra da sotto le unghie, con la stessa spada con la quale aveva ucciso i nani, per cercare vermi da mangiare.
    "Kattivo charne" ripeteva battendo l'elsa in legno sul suolo.

    Vuoi per le scosse della spada, vuoi per il calore del fuoco l'uovo, alla fine, si schiuse.
    L'urlo di un secondo goblin si levò su Sosaria nel giro di poco tempo e le pareti delle caverne di Fear vibravano per la magia della statua, ma tutto questo era ancora nascosto al mondo sotto i piedi di una montagna.
    Rufus, saltato fuori dal suo guscio, si voltò di scatto più volte timoroso, confuso e curioso allo stesso tempo fino a che non si fermò incrociando il fermo sguardo di Xohnul che ormai era stanco di aspettare.
    Entrambi i goblin sapevano perchè erano nati, entrambi i goblin sapevano come sarebbe finita; così Rufus si inginocchiò al cospetto del suo fratello posando a terra la sua spada.

    Le conoscenze, seppur non complete, apprese da Xohnul avevano delineato una visione approssimativa della situazione di quella terra, ma un argomento era emerso a più riprese.
    Un certo British e un certo Blackthorne si combattevano non più come un tempo ed in quei giorni i seguaci di uno e dell'altro vacillavano. Le virtù venivano viste come un esempio di eccellenza ormai irragiungibile, British e Blackthorne chiusi nelle loro dimore non si mostravano mai e la loro leadership scemava sui fazionari ormai sbandati.
    Da Britain e da Serpent's Hold soffiavano venti di sfiducia e di cambiamento.
    Graak El lo sapeva, o almeno i goblin credevano nei presagi e a lui li attribuivano; fu così che Rufus in accordo con Xohnul iniziò a camminare furtivo verso Serpent's Hold.

    "Mush mush"
    Rufus respirava l'aria aperta fuori Fear Keep con avidità, toccava ogni superficie con curiosità e un costante flusso chaotico nella mente. Tra una carezza sul terreno e uno sulle pietre, il gobling verde muco, strappava rami sovraeccitato da tutti quei nuovi stimoli. Tutto per lui era nuovo, anche le forme di vita animali che vennero subito identificate come cibo.
    La distanza da percorrere era tanta e le gambe corte del piccolo essere non facilitavano la camminata, ma garantendo una certa agilità riusciva a passare dove altri non potevano.
    Vestito solo della sua pelle il goblin attraversò boschi, uscendone con i piedi tagliati, paludi, stracolme di sanguisughe, e deserti bollenti gremiti di scorpioni giganti e ogni altra forma di vita.
    Rufus era meravigliato da tutto questo.
    Ogni tanto si fermava ad ammirare un fiore per poi distruggerlo subito dopo divertendosi in egual modo.
    Finalmente era giunto nel posto dove Xohnul aveva lasciato la barca rubata ai nani. Era ancora li, legata ad un albero sulla spiaggia e leggermente ammaccata.
    "Scioghli, Scioghli. Rufus veloce"
    Lasciata la barca libera di cavalcare le onde del mare, Rufus non vedeva l'ora di arrivare alla città desiderata.

    Intanto, durante il suo viaggio, le cose erano cambiate.
    A Serpent's Hold la compagine Chaos si era sciolta trasformando la città in terra di nessuno, seppur qualche guardia ancora rimaneva per difenderla.
    A Britain, città aulica, la desolazione regnava sovrana da qualche tempo e, grazie alle notizie apprese dai messaggeri sulla controparte, anche i seguaci di British ruppero le fila.
    Last edited by vengard; 29-11-2019 at 11:09.
    Vengard



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    I Goblin eccellono nelle arti in cui occorre sparire dalla vista e quindi spesso si prestano al mestiere di assassino

    I Goblin reputano il rispetto un qualcosa di completamente separato dal bon-ton

    Nessuno potrà mai comandare un Goblin, giovane o vecchio che sia

    Ciò che porta a considerare i Goblin “stupidi” è infatti la loro completamente assente capacità di domare le proprie pulsioni, istinti, desideri, paure e passioni. Questo rende il goblin la creatura caotica per eccellenza. Un piccolo desiderio, nella mente di un goblin, diventa improvvisamente un’ossessione

    Non sono state rare delle epiche battaglie per la contesa di profondi cunicoli sotterranei. Nani e Goblin furono tra le prime che entrarono in conflitto per il dominio del sottosuolo nella millenaria storia di Sosaria



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    Esiste un porto a Serpent's Hold, tutti lo sanno. Tutti tranne Rufus che si schiantò rovinosamente sulle coste dell'isola.
    La barca spezzatasi contro gli scogli era ormai inutilizzabile e al goblin non restava altro che proseguire sperando di non trovarsi in pericolo.


    "Graak El aiuta Rufus. Graak El salvatore.
    Graak El aiuta Rufus. Graak El grande.
    Graak El aiuta Rufus. Graak El etreno.
    Graak El aiuta Rufus. Graak El buono.
    Graak El aiuta Rufus. Graak El vince.
    ..
    "
    Da Fear Keep Xohnul pregava affinchè Graak El supportasse le azioni di Rufus.
    Ratti e ragni venivano sacrificati ai piedi della statua, messi in un calderone per essere lessati e dissanguati lentamente mentre i fumi, densi e maleodoranti, offuscavano la statua.

    Rufus dal canto suo camminava radente al muro di cinta di Serpent's Hold per non farsi notare dalle guardie. Non che avesse fatto nulla di male, ma i goblin erano rari da vedere e non voleva ricevere domande incalzanti.
    Tutto ad un tratto venne spinto ed avvolto da una nebbia verdastra. Si sentiva diverso, era diverso.
    Graak El lo avevo intriso con parte del suo potere per compiere la missione per la quale era partito: riunire i popoli persi sotto un unica bandiera goblin.

    Nei tempi passati i goblin e la fazione chaotica erano in ottimi rapporti perchè Lord Blackthorne li aveva salvati dall'essere sterminati. Sembrava un ottimo modo per riunire tutti i chaotici.

    "Sto aspettando sulla scalinata"
    Le parole di Rufus, incredibilmente comprensibili, riecheggiarono per tutta l'isola e i presenti, decisamente sorpresi e stupiti, iniziarono a cercare su tutte le scale della città finchè, ovviamente, non trovarono il goblin nei pressi della banca.
    "Bentrovati" proseguì
    Tutti i presenti lo guardavano torvo; alcuni lo guardavano più volte da capo a piedi per ricordarsi come un goblin fosse fatto e non capivano perchè si era presentato dal nulla e con quali intenzioni.
    "Vengo al dunque. E' bene non perdere tempo"
    La stessa nube che lo avvolse precedentemente si alzo dalle spalle del goblin ed investì i presenti entrando prepotentemente nelle narici.
    Tutti i dubbi e le resistenze sparirono e in silenzio, seppur con qualche dubbio, la combriccola riunitasi in banca seguiva il verde essere.

    Arrivare a Fear Keep fu facile.
    "Entrate. Siete i benvenuti"
    Il portone del vecchio castello di Fear Keep era arrugginito, impolverato e ricoperto di ragnatele; segno di un posto in disuso da ere ed ormai impraticabile. Nessuno dei provenienti da Serpent's Hold osò toccarlo. Ci pensò Rufus.
    Le ante del portone cigolavano ed all'interno del castello l'aria era umidissima, la luce scarsa e il fetore pungente. Un pessimo luogo in cui vivere, solo i goblin avrebbero potuto falro.
    Al loro aprirsi Xohnul smise di invocare il potere di Graak El ed esattamente come la nebbia verde era entrata nei polmoni e nella menti del gruppo appena entrato così uscì e avvolse la statua del goblin alato sull'altare.
    Rufus perse tutte le capacità linguistiche e di ragionamento e tornò ad essere la primordiale creatura che era poche ore prima.
    Xohnul si ritirò in una stanza separata e Rufus, con un ghigno molto accentuato gridò "Voi Morti. Voi fekcia"
    Da dietro le colonne apparvero prima orchi, poi creature di ossidiana ancora e ancora.
    Black Summer giaceva a terra stordito, non era portato per le battagli lui, preferiva di gran lunga la picca. Qualcuno provò a scappare dal portone d'ingresso senza riuscire ad aprirlo per poi finire tra le fauci di mostri enormi. Anche i Demogorgon erano apparsi all'interno del grande salone e il panico colse i presenti. I pochi che combattevano erano gli unici che, organizzandosi, riuscirono a far fronte alle avversità obbligando quei mostri a cacciare gli indifesi.
    Dopo l'incrociarsi di spade, l'infrangersi di scudi e lo spezzarsi di ossa a rimanere in piedi sotto lo sguardo piacevolmente colpito di Rufus erano solo in sei. Sorrise.

    Questi non essendo più sotto l'influenza di Graak El, nel quale non credevano, rivolsero le spade verso il goblin pronti ad ucciderlo.
    "Ahahahah. Bene, tanto bene. Graak El contento"
    Rufus poggiò la mano raggrinzita e sporca sulla lame dinnanzi a lui abbassandola.
    "Voi promossi, voi bravi. Voi futuri goblin per libertà e vittorie"
    "Non saremo mai goblin, anzi dovremmo ucciderti per averci teso una trappola" esclamò qualcuno.

    In quell'istante una porta si aprì.
    Last edited by vengard; 29-11-2019 at 23:07.
    Vengard



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    "Nessuno lo ha mai visto. Forse in pochi ere fa. Pochi ormai morti.
    Non c'è neanche motivo che appaia"


    Graak El uscì spostando lentamente la porta.
    Non uscì un goblin, come ci si aspettava, ma infiniti e lunghi tentacoli che si diramavano lungo tutto il salone fino a chè non venne completamente avvolto.
    Le colonne, gli arredi e l'altare erano avvolti dai suoi tentacoli e la sede divenne ben presto un corpo organico.
    Al suo cospetto Rufus si inginocchiò immediatamente, tremante e a testa bassa.
    Gli "invitati" invece alzarono gli scudi e le spade, Black Summer, ancora dolorante, venne messo al centro protetto da tutti.

    "Voi sarete i protettori di Fear Keep.
    Ricordo quando incontrai Lord Blackthorne nella nostra rocambolesca fuga, se non ci fosse stato lui.. I nostri ideali, il chaos che ci guidava e la voglia di sopravvivere ci avevano fatto incontrare e con il suo aiuto crescemmo.
    Si parla di tanto tempo fa, quando Blackthorne e British erano al pieno del loro potere. Diversamente da ora.
    Leggo in voi il chaos e in altri il fetore di British
    " disse stringendo i tentacoli sulle colonne "Se siete qui però, c'è un motivo..."
    "Taglia corto... non ti conosciamo. Per quanto ci riguarda sei un impostore!"

    Rufus si voltò di scatto incredulo
    Un tentacolo partì dalle fauci di Graak El e sollevò Darius a 4 metri dal pavimento. Stava morendo soffocato.
    "Non devo dimostrare nulla, ma è giusto che voi sappiate per credere"
    Non accennò al fatto che una volta diventati goblin la loro mente avrebbe fermamente creduto nell'esistenza di Graak El.
    "Potrebbe essere lui" sussurrò Asya ai vicini "E' noto che Graak El è stato il primo goblin ad avere grandi poteri magici. Facciamo attenzione"
    Tutti i tentacoli si ritirarono nel corpo della divinità goblin e un raggio di luce si diresse verso i presenti. Tutti vennero scaraventati contro le pareti, dove rimasero per 7 minuti abbondanti.
    Solo Averon, un druido, si era accordo di ciò che stava per succedere spostandosi e provando a combattere inutilmente gli istanti successivi.

    Al risveglio Graak El era sparito, al suo posto un portale verde e Rufus seduto ed eccitato al suo fianco indicava ai presenti di entrare. Questi ancora storditi lo attraversarono spinti dal goblin senza fare domande tra dolori e sensi ovattati.
    Uscirono da questo 7 uova di terra, rami e argilla pronte per schiudersi.
    Il portale si chiuse trasformandosi nell'ormai consueta nebbia verde che avvolse la statua e da questa venne assorbita.

    A Xohnul, che aveva osservato tutto da una finestra di una stanza adiacente, e Rufus non rimaneva che aspettare.
    Vengard



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    Di giorni ne erano passati, goblin maschi e femmine, sotto la benedizione di Graak El erano pronti per perlustrare ed occupare tutte le caverne e gli anfratti delle montagne e,ovviamente, mangiare elfi.
    I Fear Keeper erano aumentati di numero in poco tempo e le loro azioni scomposte e irrazionali iniziavano a creare disordini nelle strade di Sosaria.

    Non erano radi gli scontri con gli odiati dark-elf, un tempo loro schiavisti, ne le continue incursioni goblin a Minoc, la città dei nani ormai abbandonata a se stessa.
    L'animo irruento e bramoso di libertà, in un'accezione totalmente egoistica, era insaziabile e per confermare il loro dominio assoluto di Fear Keep orientarono le loro mire su di un castello che si pensava abbandonato da tempo.

    "Volere castello. Casa per tutti goblin. Tze.." mormorava Xhonul nell'enorme stanza nella quale i Fear Keeper si radunavano.
    Uscito dalla sede inizio a girare intorno quel castello per capire se fosse disabitato e se ci fosse qualche ingresso nascosta tra le fessura delle mura.
    Dopo due giri di ricognizione gli vennero incontro Ashant, Silent e Poker per capire cosa quel goblin stesse facendo.
    Xhonul li guardò e disse "Sfondare porta, noi prendere castello"
    Per primo Silent impugno saldamente l'alabarda e a più riprese colpi la porta. Fiamme, forse provenienti dall'inferno, si alzavano dal portone ad ogni colpo e dopo una serie decisa di questi il cancello risultava essere ancora intatto. Silent in disappunto fissò imbambolato l'ardente porta fino e chinò il capo su di un lato per alcuni secondi. Rinsavito e con gli occhi fiammeggianti guardò le sue mani stringere con forza l'ascia per scagliarsi con furia ceca sul suo obbiettivo... inutilmente.

    Poker invocò dal regno dei morti una mummia e Ashant era alle prese con i suoi attrezzi per costruire un ariete. Le intenzioni erano delle migliori, ma nulla sembrava scalfire l'ingresso e le mura di quel castello dimenticato da Dio.

    Intanto Silent iniziava a correre in cerchio tra le urla delle sue vibranti corde vocali in preda alla follia per non essere riuscito a distruggere quello che a lui sembrava essere un pezzo di legno.

    "Casa casa casa. Veloci veloci veloci"
    I quattro goblin rientrarono tra le ormai calde pareti della loro sede. tre di loro vennero congedati e Xhonul, guardando la statua benedetta con la magia di Graak El iniziò a pregare.
    Vengard



    Quote Originally Posted by DrakonEsox View Post
    Xche pensi di poterlo fare anche tu liberamente?
    Ma chi ti conosce... occhio.
    Quote Originally Posted by NihlusZHI View Post
    Non tirare troppo la corda Vengard.

    I Goblin eccellono nelle arti in cui occorre sparire dalla vista e quindi spesso si prestano al mestiere di assassino

    I Goblin reputano il rispetto un qualcosa di completamente separato dal bon-ton

    Nessuno potrà mai comandare un Goblin, giovane o vecchio che sia

    Ciò che porta a considerare i Goblin “stupidi” è infatti la loro completamente assente capacità di domare le proprie pulsioni, istinti, desideri, paure e passioni. Questo rende il goblin la creatura caotica per eccellenza. Un piccolo desiderio, nella mente di un goblin, diventa improvvisamente un’ossessione

    Non sono state rare delle epiche battaglie per la contesa di profondi cunicoli sotterranei. Nani e Goblin furono tra le prime che entrarono in conflitto per il dominio del sottosuolo nella millenaria storia di Sosaria



  6. #6
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    Quando davanti la statua apparve un goblin non morto Xhonul smise di pregare.
    "Conquistare Fear no facile, morte e zegreti avvolgono kaztello" una breve pausa per rifiatare fece esalare il non morto. Il suo alito aveva l'odore di un cadavere in putrefazione, le sue dita non erano altro che ossa e il capo, coperto da un enorme cappuccio, era un continuo brulicare di larve. Come si poteva dire che era un goblin, ci si poteva veramente fidare di qualcuno proveniente dall'aldilà che senza forme e senza tempo conosceva i segreti di Fear Keep?
    Xhonul unì quest'ultimo elemento al suo parlare in dialetto goblin e si tranquillizzò. Il non morto riprese "No ezzere acceszo castello. Porte chiuze da magia e mura koriacee. Io fare entrare voi con grande intrughlio"
    "Di cosza stiamo parlando esattamente?" chiese incuriosito Xhonul
    "Porta ingkredienti, libri di Sosaria nascondono secreti, ingredienti ed ingredienti secgreti" continuò dicendo "La porta da aprire è la porta dell'inferno. Magie antiche e mostri siggillati infestano Fear Keep. Buona ricerca goblin"

    Con queste parole il non morto abbandonò la sede con un leggero fruscio e Xhonul, per i minuti seguenti, cercò invano qualche larva caduta dalla testa del cadavere putrefatto per mangiarla poi radunò i suoi per organizzare le richerche di quel che furono i libri per l'inferno
    Vengard



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    Xche pensi di poterlo fare anche tu liberamente?
    Ma chi ti conosce... occhio.
    Quote Originally Posted by NihlusZHI View Post
    Non tirare troppo la corda Vengard.

    I Goblin eccellono nelle arti in cui occorre sparire dalla vista e quindi spesso si prestano al mestiere di assassino

    I Goblin reputano il rispetto un qualcosa di completamente separato dal bon-ton

    Nessuno potrà mai comandare un Goblin, giovane o vecchio che sia

    Ciò che porta a considerare i Goblin “stupidi” è infatti la loro completamente assente capacità di domare le proprie pulsioni, istinti, desideri, paure e passioni. Questo rende il goblin la creatura caotica per eccellenza. Un piccolo desiderio, nella mente di un goblin, diventa improvvisamente un’ossessione

    Non sono state rare delle epiche battaglie per la contesa di profondi cunicoli sotterranei. Nani e Goblin furono tra le prime che entrarono in conflitto per il dominio del sottosuolo nella millenaria storia di Sosaria



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