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  1. #1
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    Default Alla Ricerca del Nemico

    Ci ritrovammo sulle sponde della ennesima isoletta quando il Nostromo strizzò gli occhi per meglio scrutare l'orizzonte e gridò, a squarciagola:

    “Eccola! E’ quella..! L’abbiamo trovata!”

    L’imbarcazione che da tempo razziava le terre fuori Northgard era stata raggiunta, l’avevamo lì, visibileall’orizzonte.
    Non era nostra intenzione permetter loro di razziare le nostre coste, derubare le nostre case e fare del male alla nostra gente.

    “Nulla oltre quanto già è stato fatto verrà loro concesso. La fortuna aiuta gli audaci, dicono. E allora, che gli audaci si muovano!”

    Mossi dal fervente desiderio di dare una lezione ai saccheggiatori che da troppo tempo terrorizzavano quelle lande, i Combattenti non ci pensarono due volte ad organizzare una spedizione.
    Sette giorni passati in mare, di cui tre passati cavalcando onde di oltre tre metri.

    Alla fine del quarto giorno, passato il mare grosso, eravamo disorientati e nauseati, ma ansiosi di farla pagare a quei furfanti i quali, da ormai troppo tempo, si erano arrogati il diritto di arrivare fino alle porte della città di Northgard.
    Ormeggiata la nave, tutti noi balzammo sulla umida spiaggia ed in quel preciso momento, come dal nulla, un’infinità di combattenti dalla pelle scura e di tutte dimensioni apparvero dalla fitta boscaglia, mostrando chiaramente le loro affilate lame.

    Un gruppo numeroso, talmente numeroso che ci colse di sorpresa.

    “Ci aspettavano? Possibile che siamo stati così ingenui? Se non stavano aspettando noi, chi stavano aspettando? Cosa stanno tramando, per essersi spinti fino a qui?”

    Dubbi che presto persero di importanza, lasciando spazio alla realtà dei fatti.. gli arcieri intenti a scoccare, i guerrieri che già stavano correndo contro di noi con le lame alzate, gli assassini che sebben nascosti non erano sfuggiti all’occhio vigile del cacciatore.. tutto chiaro, stavano aspettando proprio noi..!
    La reazione fu immediata, bastò uno sguardo.
    Un solo sguardo per coordinarsi al meglio, l’attimo che precedeva la battaglia era carico di tensione e sembrava non finire mai.

    Skywalker afferrò la sua lancia a metà, in equilibrio perfetto, puntandola contro i suoi diretti avversari. Il suo braccio, avvolto da maglie in acciaio, era pronto a far danzare la sua arma.

    Ghaluk Nox, Darius e Duken impugnarono ed estrassero le loro armi con coordinazione perfetta, muovendosi quasi all’unisono, sembravano Compagni d’Armi di vecchia data.
    Vestiti di tutto punto, con la loro armatura in onice che rifletteva il bianco della neve, erano pronti ad offrire fendenti e colpi d’ascia a chi gli si parava davanti.

    Geminy e Logan mostravano, dalle retrovie, i loro archi già tesi.
    “A quelli in fondo ci pensiamo noi, questi archi elfici faranno il loro lavoro.”

    Darkath e Poker Lvsidas, che si trovavano ancora sottocoperta sulla nave, gridarono all’unisono
    “Manes Turbidi Sollietigue Resolverent - Kal Vas Xen Corp”

    e, tutto d’un tratto, seguito da un fragoroso boato, dalle finestre della nave uscì un enorme Demone con un essere non-morto sulle spalle il quale, dopo un breve sguardo al cielo, si librò in volo spiegando enormi ali.
    Entrambi gli esseri, nati dall’evocazione di Darkath e Poker Lvsidas, aspettavano fremendo gli ordini dei loro padroni con i loro occhi iniettati di sangue, le loro fauci bavose e le unghie affilatissime.

    Per ultimo scese il nobile Vengard che, con il suo lento ma elegante fare, si spostò davanti a tutti, pronto a dare inizio alla battaglia, librando il primo colpo ai nemici.
    Non c’erano più dubbi, era facile ora capire con chi avessimo a che fare.

    Trovandoci faccia a faccia con loro, capimmo di essere davanti all’Oscuro Esercito della Mano d’Ebano.
    Da tempo, purtroppo, questa ombra continuava a opprimere i popoli e razziare i villaggi, senza tregua, attraverso l’intera Sosaria.
    Last edited by Ghaluk; 31-01-2019 at 12:05.

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  2. #2
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    Default La Battaglia di Serpent's Hold

    […]
    Dietro l’Oscuro Esercito della Mano d’Ebano si celava il Signore Oscuro Tourach, il quale forniva i servizi del
    proprio braccio armato agli Dei Loki e Nekros, agli ordini dei quali l’Oscuro Esercito portava a compimento i
    più malvagi compiti.
    Fu proprio a causa del pericolo generato dall’Oscuro Esercito della Mano d’Ebano che, al tempo, Lord
    Blackthorne e Lord British decisero di siglare un armistizio, guidati dalla Dea Zoe, dando di fatto fine al
    decennale scontro tra Order e Chaos e unendo le forze dei propri eserciti contro il loro nuovo nemico
    comune, il Signore Oscuro Tourach.
    […]


    Il nostro incrociar le lame con l’Oscuro Esercito della Mano d’Ebano portò ad un lungo scontro, perdurato fino all’alba del giorno successivo. Questi rozzi esseri dalla pelle scura non erano poi così forti, ma erano tantissimi. Le loro fila di guerrieri sembravano trovare la loro fine solo oltre l’orizzonte.

    “Questi esseri sembrano non finire mai..!”

    Sfuggito agli attendi occhi di Geminy e Logan, un Oscuro Arciere appostato sopra un albero scoccò una freccia che puntava, ahinoi, dritta alla testa di Vengard.
    In quell’attimo tutto rallentò e tutti rimasero attoniti, consapevoli della propria impotenza.
    Vengard chiuse gli occhi, accettando la sua sorte.

    “In Sanct Ylem”

    Un muro apparve dal nulla. La freccia lo penetrò, per metà della sua lunghezza, e li si fermò.
    “Mi ringrazi dopo” disse Darkath, con un sorriso.

    Vengard, abbandonadosi in un sospiro liberatorio, poggiò le spalle contro il muro e, conficcata la spanda nel suolo, si mise a fumare.
    “Te ne lascio un po’, Darkath! Andate avanti senza di me”

    disse Vengard che, tra sé e sé, pensava borbottano
    “chissà.. magari è l’ultima e, se proprio devo morire oggi, vorrei farlo con il gusto dell’erba pipa in bocca”

    In quel preciso momento, Ghaluk Nox e Duken, coprendosi le spalle a vicenda senza nemmeno guardarsi, iniziarono a far cadere teste ad ogni loro colpo librato. Singoli e precisi e fendenti, inferti in sequenza, quasi come se stessero danzando tra i nemici.
    “Nessuno di noi cadrà oggi, Vengard. Non finché io avrò aria nei polmoni e forza nelle braccia.”

    I briganti che avevano teso loro la trappola erano finalmente sconfitti. Abbassammo la guardia e infilzammo le nostre spade nella terra intrisa di sangue, certi della vittoria ma stremati dall’interminabile battaglia, solo dopo aver realizzato che non c’erano più nemici all’orizzonte.

    Fu proprio allora che, mentre rilassavamo le nostre stanche carni, occupati a schernirci l’un l’altro nella conta di chi avesse tagliato più teste, un ultimo Guerriero Oscuro rimasto nascosto tra gli alberi si scagliò contro di noi.
    Eravamo disarmati, impreparati e allo stremo delle nostre forze.

    Un sottile fruscio, un rumore simile alle ali di un uccello intendo a spiccare il volo, e poi solo silenzio. Il cadavere di quell’ultimo Guerriero Oscuro, lo stesso arciere che così vicino era andato all’uccidere uno dei nostri, cadde al suolo dal ramo sul quale era poggiato, con una pregiata e lucente spada color rosso rubino conficcata profondamente nel petto.

    In piedi, davanti a noi, da sopra l’altura che si affacciava sulla spiaggia e per un giorno e una notta era stata teatro della nostra battaglia, si eresse la sagoma di un uomo, di cui le fattezze rimanevano indistinguibili, celate dalla luce del Sole, sorgente alle sue spalle.
    Last edited by Ghaluk; 31-01-2019 at 11:54.

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  3. #3
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    Default Un Veccgio Compagno

    “Un Nox e due Reyzen, accompagnati da un branco di altri brutti ceffi al seguito… cosa potevo aspettarmi da Voi, se non che rischiaste di farvi ammazzare dall’ultimo rimasto, più attenti a fare i pavoni tra Voi che a guardarvi le spalle. L’Orgoglio certo non vi manca! E’ il cervello che mi preoccupa, tanto oggi quanto allora..”
    disse quello stesso uomo comparso dall’ombra, estraendo la spada dal petto dell’arciere ormai cadavere.

    Si avvicinò a noi e, un passo dopo l’altro, la sagoma di un Cavaliere vestito di rosse e vestigia si rivelava dall’ombra. Si scopri il volto, era Hurlick Nox, il fu Generale Kaos, ultimo Comandante in capo del Chaos, Guardiano del Pensiero, scelto dalla stessa Virtù che rappresenta.
    I suoi capelli non erano più neri come un tempo ma iniziavano a mostrare dei tratti argentei, anche le rughe in volto non mentivano riguardo agli anni di vita passati sui campi di battaglia.

    Rimanemmo tutti ammutoliti dalla sua improvvisa apparizione, tant’è che ci insulto, indispettito, dicendo:

    “Voi, miserabili, branco di bastardi! È così che si fa?!? Adesso va di moda non salutare più un vecchio
    Fratello di Guerra?"


    e continuò dicendo
    “Ghaluk, fratello mio, da te mi aspettavo almeno un abbraccio!”

    Hurlick Nox, non agilmente come avrebbe fatto anni prima, scese dall’altura sulla quale si trovava ed estrasse la sua vecchia pipa, ereditata dal suo eterno amico Sir Libernaxe, accendendola. Gli altri rimasero ancora impietriti a fissarlo.

    “Beh?!? Avete di colpo perso la parola? Fino a un attimo fa avrei giurato di sentirvi strillare e discutere sonoramente su chi tra voi ha salvato meglio il culo all’altro!”.

    Finalmente Ghaluk Nox fece un passo in avanti e appoggiò una mano sulla spalla del fratello maggiore, dicendo
    “E’ un piacere ritrovarti, dopo tanto tempo, fratello mio. Cosa fai da queste parti? Ricordo che le freddi terre
    di Northgard non hanno mai goduto del tuo apprezzamento.”


    Hurlick Nox, sgranando gli occhi, quasi colpito dalla domanda, esclamò:
    “Beh, fratello, in verità ci troviamo a Serpent’s Hold.. e sono io a domandare a voi cosa ci fate qui.”

    Se prima i guerrieri erano rimasti spiazzati dall’inaspettata apparizione di Hurlick Nox, ora una chiara espressione di stupore sui loro volti si sommò alla chiara sensazione di disorientamento che li stava pervadendo.
    “Se è vero quello che dici, nobile Nox, chiaramente ci siamo spinti ben oltre le coste di Northgard e abbiamo navigato più lontano di quanto immaginato.” disse Skywalker.

    Vengard prosegì
    “La tempesta è stata lunga e violenta. Certamente ci ha fatto perdere l’orientamento. Siamo decisamente finiti molto più a sud del previsto.”
    Last edited by Ghaluk; 31-01-2019 at 11:55.

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  4. #4
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    Default La pesante Eredità del Chaos

    […]
    Dopo l’abbandono da parte dei Kaos, il bastione di Serpent’s Hold non visse certo i tempi migliori.
    Dapprima diventò roccaforte degli Ebon Hand e del loro comandante Gaewalth, poi venne trasformato
    dell’orda degli assassini nella Sede dei Seax, ed ora è nuovamente in mano all’esercito Oscuro.
    Da diverso tempo però Hurlick Nox, Merik Nox, Lynx e qualche altro vecchio cavaliere Chaotico di vecchia
    data avevano instituito la Confraternita delle Croce al motto de:
    “Dopo che passi una vita a combattere una causa, non puoi certo guardarla svanire dall’oggi al domani.”
    Dopo diverse avventure, più o meno onorevoli, i pochi ex-Chaotici rimasti erano tornati all’ovile rifugiandosi
    in una grande casa nella zona più selvaggia di Serpent’s Hold, a Sud della città, promuovendo il loro credo
    Chaotico nonostante i proclami di pace del loro vecchio signore Lord Blackthorne.
    […]


    Ci mettemmo in cammino, guidati da Hurlick Nox, in direzione della sede della Confraternita.
    Durante il cammino ci raccontò delle difficoltà della sua vita, di come poco frequentemente si recava nella propria casa a Trinsic in quanto la casa a Serpent’s Hold, sede della Confraternita, necessitava di guardia continua, insidiata dalle incursioni della Mano d’Ebano.
    Ci confidò che gli dispiaceva vedere in che stato versava il loro maniero, storica sede del Popolo Libero, e che da tempo aveva accettato il fatto che la città di Serpent’s Hold non sarebbe più stata come dipinta nei sui ricordi.
    Purtroppo, la Confraternita della Croce, tenuta in vita da pochi reduci, non aveva certo né la forza né i numeri per poter combattere e scacciare gli Ebon Hand che occupavano l’interno della città.

    Oltre a ciò, Hurlick Nox ricordava che la città era stata in passato fortificata proprio dagli stessi Kaos, e quindi sapeva bene che le sue sole forze non sarebbero state sufficienti per fare breccia nella cittadella.
    Durante il cammino ci raccontò di come i suoi informatori, mai rimasti dormienti negli anni, gli avevano fatto sapere che a Britain c’era grande fermento e sembrava che un gruppo di integralisti Order si stesse riorganizzando, sotto l’approvazione e l’occhio vigile di Lord British, con l’intento di ricostituire l’armata Order.
    Alla guida di questo riformato esercito Order, raccontava Hurlick Nox, sembrava ci fossero due vecchi e acerrimi nemici del Chaos: tali Xard e Lancilotto.

    Hurlick Nox, in cuor suo, non se la sentì di condannarli ma, anzi, mostro comprensione.
    A quanto pare gli Order sentivano ancora forte, dentro il loro cuore, la chiamata delle loro otto Virtù. Il sentimento di rinascita era chiaramente condiviso da Hurlick Nox, lo si capiva dalle sue parole, ma quel sentimento era guidato da uno spirito diverso, lo spirito del Chaos.

    Dando un calcio ad un sasso, a tasta china, il vecchio Hurlick Nox mormorò:
    “La visione Order consiste in un sistema di monarchia, ubbidienza e sottomissione a delle regole ingiuste.
    Tutto questo è ben lontano dai principi del Popolo Libero.
    Questi nuovi Order alimentano una minaccia che da tempo si era assopita.
    Non ho notizie di Britain da un po’, ma quanto successo di recente devo ammettere che mia spaventa molto.”


    Ormai era il tramonto quando giungemmo alla sede dei Cross, la Confraternita, e quando entrammo più di qualcuno di noi fu colpito nel profondo, al cuore, e nei propri sentimenti.
    Nelle stanze dell’edificio erano stati portati in salvo tutti i cimeli dei tempi Chaotici, sistemati come fosse un museo.

    “Quante memorie sono racchiuse tra queste mura..!”
    esclamò Duken, guardando oggetti che richiamavano ricordi ormai quasi persi.

    Uno come loro, che per anni aveva combattuto tra quelle fila, rischiava di perdersi nei ricordi osservando quegli oggetti... e così fu per Ghaluk Nox, Skywalker, Duken e tutti gli altri.
    I vecchi Kaos, respirando l’odore di Casa, si sentirono caldamente accolti tra quelle pareti di pietra muschiata e, volgendo lo sguardo fuori dalle finestre, in silenzio scrutarono il freddo mare che a lungo li aveva cullati.

    Uno di noi, Poker credo, prese la parola e disse:
    “Hurlick, noi c’eravamo, noi abbiamo partecipato all’investitura Order.
    Sembra che le voci che circolavano per Sosaria siano vere, alla fine. Dovevi esserci.. è stato uno spettacolo, è
    apparso Blackthorne, abbiamo gridato GLORIA AL CHAOS, ci siamo promessi incroci di spade e.. e.. e...”


    Hurlick Nox, interrompendo Poker, continuò:
    “..e adesso volete continuare su questa strada, a dar guerra agli Order. Lascia perdere, amico mio..
    Certo è che non mi aspettavo una visita di Lord Blackthorne in terra nemica, dopo un’assenza così lunga.”


    “A quanto sembra il vecchio Black non ci sta a stare fuori dai giochi mentre gli Order scorrazzano felici su Sosaria, eh?!?”
    incalzò Ghaluk.

    “..ed ad essere sincero non ci sto neanche io. Ho qualche conto in sospeso con British”
    concluse Vengard, di cui famosi sono i trascorsi passati, tra le fila dell’Order.

    Darius, unito al coro, continuò dicendo: “Non ci sto nemmeno io”

    Darkath e Poker seguirono dicendo: “Neanche io” “E io? Cosa credete? Che stia qui a guardarvi?”

    Hurlick Nox, stranito, era colpito ed entusiasta del fatto che il fuoco del Chaos non si era mai spento nei cuori di quei giovani cavalieri.
    L’ormai vecchio Comandante dell’Esercito del Chaos alzo lo sguardo e continuò dicendo:

    “Neanche io ci sto, compagni miei. Sebbene lo spirito di rifondazione Chaotica sia ancora vivo e capace di muovere le mie membra, il mio corpo purtroppo non è più quello di una volta e brandir la spada non è più cosa mia.
    Porterò avanti il credo Chaos, con i pugni alzati inveirò contro chi cercherà di mettere a rischio il bene della nostra gente e, vi giuro, con tutta la mia esperienza vi supporterò nel vostro cammino, fino all’ultimo respiro che Zoe mi concederà su questa terra.”


    Con tono ammonitorio, proseguì, sfoderando la spada:
    “Il Choas è sopravvissuto fino ad oggi nei cuori di coloro i quali ci hanno creduto fino in fondo, ma Lord British è potente, più potente di quanto possiate credere.”

    Lasciandosi cadere, stanco dopo la lunga camminata, Hurlick Nox concluse:
    “Potete farcela, avete tutte le capacità e le forze necessarie. Avete la mia benedizione. Vi affido le sorti del Chaos.. vostra è l’Eredità dei Kaos”.

    Ghaluk Nox, arricchito nell’animo dalle parole del fratello maggiore, gridò:
    “Riprendiamoci Serpent’s Hold. Non voglio questi maiali nella mia città.
    Ad ogni Chaotico una casa nelle nostre terre, ad ogni Ebon Hand una lancia Chaotica nel petto, od ogni Order la vergogna di essere nato nel lato sbagliato della Libertà!”


    “Così sarà!”
    tuonò un rinvigorito Hurlick Nox.

    “Brindiamo alla fioritura del nuovo seme del Chaos. Brindiamo alla battaglia che riporterà su Sosaria il vessillo di Lord Blackthorne.
    Ed infine, brindiamo per una terra che mai soccomberà dal malato pensiero di Lord British.
    In alto i calici, fratelli, lunga vita al Popolo Libero..!”


    “Gloria al Chaos..!” fu il grido che tuonò, al calar della sera, tra le campagne di Serpent’s Hold.
    Last edited by Ghaluk; 31-01-2019 at 11:56.

    Ghaluk Nox - BraveSword Warrior
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  5. #5
    Zhi Seax's Age

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    G: “Saranno passati decenni ormai, dall’ ultima volta… eppure mi sento ancora a casa”

    Cosi cominciò la conversazione con Poker, l’ormai Arrugginito Geminy.

    G: “Sai Poker…”
    (stringendo forte il suo calice di vino)

    G: “qui passai molti anni al fianco del Chaos, Mai avuto dubbi sul mio credo. Ammetto…. Eravamo in tanti, e come una grande famiglia c’era sempre qualche piccolo litigio, ma ciò che contava per noi era l’unione, ci rispettavamo fortemente e orgogliosi del nostro credo portavamo a testa alta le nostre virtu’.
    Questa città rappresentò molto per me e ancora oggi, nonostante tutto sia cambiato, i miei occhi la vedono come l’avevo lasciata…”

    P: ”Come mai sei partito Gem? Io ti conosco da poco ma da quel che sento sei conosciuto e amato da tutti…”

    G: “Ho dovuto.. la mia famiglia aveva bisogno del mio aiuto e in quel periodo son sincero, passavo più tempo a Serpent’s Hold piuttosto che a Northgard, anzi a dire il vero erano anni che non ci tornavo….”

    Cosi si concluse la conversazione fra i due, dopo una lunghissima giornata, sporchi del sangue di quel’ imboscata che ancora nessuno riusciva a spiegarsi.
    Intanto il pensiero di quella serata passata nel castello di Lord British riecheggiava nella sua testa quasi dandogli fastidio, un popolo Order gia pronto a combattere, che ormai si era scordato cosa significa impugnare le armi, ma gonfio sul petto per farsi grande d’ avanti Lord British.
    Man mano il fastidio alleviato ripensando alla comparsa di Lord Blackthorne, che da anni ormai si era chiuso in ritiro;

    “Perché? Forse è un segnale per dirci che lui è con noi?”
    Pensava Geminy ancora seduto sullo sgabello

    “Una comparsa cosi Importante deve essere un chiaro segno di una nuova Era, o meglio il ritorno di quelle passate... ed è proprio grazie a noi, grazie al nostro cuore chaotico e desiderio di Libertà”.
    Negli occhi di Geminy c’era una luce nuova, era davvero tornato, pronto a combattere insieme ai suoi compagni, pronto a dare tutto se stesso, pronto a ripartire, per lui, per le sue terre, per i suoi compagni, per il suo Lord.


    Gloria al Chaos
    Gloria a Lord Blackthorne
    Quote Originally Posted by doc1988 View Post
    Quindi Zhi SA non sta per Zulu Hotel Italia Seventh Age ma per Zulu Hotel Italia Seax's Age?
    Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce
    dell'infinito

    -†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-†-
    Geminy[Chaos] ===> Power Player

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