Background

La piccola Duracell era nata in una -si fa per dire – gioiosa ed antichissima famiglia di drow che abitava nelle oscure ed umidicce caverne di Wind. I suoi avi si erano macchiati di crimini orrendi soprattutto verso gli odiatissimi barbari di Northgard, città che prima o poi si erano prefissati di radere al suolo, dunque avevano parecchi nemici. La piccola Duracell cresceva in grazia e malvagità, uccidendo per diletto fiere feroci e mostrando un particolare eclettismo verso qualsiasi modo di combattere. Falcetti, lance, alabarde – quest'ultima il padre le aveva vietato di usarla nell'infanzia, dato che faceva davvero troppi danni – incantesimi ostili e financo fionde balestre: sembrava una macchina da guerra. Aveva un'ottima tempra e, forse, prometteva bene. Si deliziava talvolta ad uccidere briganti e, con i loro cadaveri, a comporre scritte ingiuriose verso i barbari del nord. Tra i fenomeni naturali, i terremoti la affascinavano particolarmente.

Ma un maledetto dì di primavera, qualcosa accadde. Cadde in un profondo torpore che poi si tramutò in febbre. Furono chiamati i maghi più potenti, i cerusici, gli sciamani e financo le vecchie drow, esperte in unguenti erboristici, ma nulla.

Sicuramente si trattava di un qualche sortilegio ostile scagliato da chi aveva risentimenti verso una famiglia così nobile e potente: colpirne il germoglio più fulgido era in effetti una dolce vendetta.

Pensando che un cambiamento di clima potesse giovare alla giovane, fu inviata da alcuni lontani parenti facenti parte di un ramo cadetto della famiglia, installatisi a Cove molto tempo addietro.

Passarono i mesi, in una lenta e dolorosa agonia. Grazie alle amorevoli cure di Zio Ahm Oxy Cill Hinh piano piano la giovane si riprendette. Ma era cambiata.

Mentre prima qualunque tipo di intemperia la lasciava pressocchè indifferente – era solita erigere macabri pupazzi di neve la cui testa era quella di qualche malcapitato lupo – ora...aveva freddo.

Sempre.

Piuttosto imbarazzante, per un drow delle caverne.

Interrogato l'anziano zio al riguardo, ebbe una risposta che la segnò per il resto della sua vita.

Duracell: “Oh, zio! Mi sento invincibile come prima ma ho un unico problema: ho freddo in continuazione, e poco mi giovano le fiamme che posso baloccarmi ad evocare tramite gli incantesimi. E non posso nemmeno seguitare a tracannare eggnog, il tipo della taverna del lama nero se non gli rendo tutti i soldi che gli devo si rifiuterà di servirmi! Sono una fierissima drow di Wind ma a vedermi così paio più un pirata in ciabatte di Buccaner's Den che si sveglia ubriaco dentro l'Ice Dungeon! ”

Zio*con voce sapiente* “Cara mia, temo sia accaduto l'irreparabile. Il sortilegio barbaro che doveva ucciderti ha fallito sì nel suo scopo ma ha corrotto, per sempre, il tuo sangue. Se prima eri un animale a sangue caldo come i leoni o le linci adesso sei un animale a sangue freddo. Come draghi, serpenti, basilischi e... quei graziosi lucertoloni a sei zampe che ti sarà capitato di vedere di tanto in tanto”

Duracell:*con il tono di chi sta scagliando un anatema* “AH. Siano maledetti quei barbari! Come lucertola mi fecero diventare ed in sella a lucertole io li distruggerò, tutti quanti! Berrò sangue dai loro crani e non sarò sazia finchè Northgard non diventerà tristanzuola brutta copia del Cimitero di Yew.”


Nell'immagine ecco una Duracell furibonda che cerca, invano, di scaldarsi ai grandi bracieri del porto di Cove. Suo unico conforto il lucertolo Gryshu', ormai diventato per ella quasi un fratello.



Detto questo la ragazza salutò tutti (restando per sempre legatissima alla città di Cove, che proclamò sua seconda patria), raccattò i suoi pochi averi e si diresse – ben coperta, questo c'è da dirlo – verso Wind per ricongiungersi con i suoi bramosa di sangue. Indovinate in sella a cosa...