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  1. #1

    Default [Background] Revenants

    Il fragore della battaglia continuava a riecheggiare nella mia testa, gli scudi infranti, le spade spezzate, gli elmi distrutti...
    Le urla dei miei compagni tra le fiamme non lasceranno più la mia mente, il ricordo è ancora così vivido e spaventoso che per quanto siano passati parecchi anni da quella notte infame, non lo posso cancellare.

    Eravamo intenti ad inseguire un gruppo di banditi appartenenti all’ esercito della mano d’ebano a nord est di Skara Brae sulla terraferma, le orme dei loro cavalli segnavano la palude e conducevano verso il regno di Radek.
    Dovevamo procedere con estrema prudenza, non dovevamo assolutamente rischiare di render nota la nostra presenza ai micidiali cacciatori di Radek, custodi da secoli della magnifica capitale che nemmeno lo spietato necromante Tourach ed il suo esercito furono in grado di violare.

    Molte lune erano passate dal giorno della grande battaglia per liberare Sosaria dall’ombra del necromante, e nonostante l’apparente sconfitta delle sue forze, le città cadute sotto i colpi spietati dell’esercito d’ebano, tutt’oggi rimanevano in loro possesso.
    Per me personalmente fu un brutto colpo, siccome impegnato nelle varie campagne belliche ero stato per anni lontano dalla mia casa di Skara Brae, e al mio ritorno trovarla nelle mani di quell’infame di Tourach mi fece ribollire il sangue nelle vene…Non bastava aver rilasciato i tre mostri leggendari che non oso nemmeno nominare.. ma ci aveva privato delle nostre case.. patrie che mai più avremmo potuto rivedere da persone libere, sedi ora di tormenti e paure.

    Fortunatamente per noi i banditi parvero avere lo stesso timore di esser visti dalle sentinelle di Radek. Così, una volta superato il crocevia, bruscamente abbandonavano la strada maestra per disperdere le loro tracce nella limitrofa foresta, tra le montagne sede della malfamata cittadina sotterranea di fear keep.
    Era una passaggio cinto dalle montagne, una vallata oscura dove risiedevano nell’ombra micidiali predoni goblin, dove vi era un campo fetido di creature bipedi simili a rettili e non molto lontano da esso una piccola roccaforte abbandonata che fungeva da rifugio per gli spietati orchi.
    Sicuramente non il miglior luogo dove continuare un inseguimento, tra le mille impronte di creature inferiori e il pericolo di essere scorti da esse. Non mi piaceva per niente quella situazione.. ma non c’era altra via..dovevamo ad ogni costo proseguire nella nostra missione.
    la destinazione dei banditi ci era ormai evidente; cercavano di raggiungere la catena montuosa di Shame, passando per il tratto montano sopra fear keep, là dove risiede imponente e spietato l’omonimo monte, culla di indicibili orrori.

    Avremmo dovuto proseguire a piedi per il valico a nord della montagna, una lunga marcia che segue il profilo delle rocce per poi ridiscendere ed infine arrivare dinanzi all’ingresso delle sue oscure fauci. Vi ero già stato una volta in passato, costretto dal gelo dell’inverno a trovar riparo nelle sue profonde caverne.
    Per quel giorno avevamo fatto abbastanza, così diedi l’ordine di fermaci e di allestire un campo per la notte. Mi sbrigai ad accendere un fuoco, altri due dei nostri nel frattempo andarono alla ricerca di qualche animale da poter arrostire e nel giro di poco il campo fu allestito in una piccola valle, protetti da eventuali occhi indiscreti dagli imponenti alberi di quercia. Il vento che soffiava grandioso in precedenza da qualche ora aveva lasciato spazio al silenzio e la monotonia.
    Qualcosa mi dava da pensare, era stato anche fin troppo semplice scoprire quelle tracce; Come fossero state lasciate di proposito!
    “Finisci di pensare a quello che ci attende e cerca di rilassarti!” Mi disse sogghignando Darken, e dandomi un colpo sul braccio mi porse un boccale di birra scura.
    Finito di rifocillarsi i miei compagni si coricarono, ma io ero troppo irrequieto per poter riposar,così decisi di rimanere la notte sveglio di guardia.
    Mancavano poche ore al sorgere del sole, il momento in cui la notte divora ogni cosa e le tenebre si fanno più fitte che mai. Ad un tratto un fruscio tra gli alberi destò la mia attenzione. Presi un ramo incandescente dal fuoco e sguainai la mia spada accingendomi con cautela al punto in cui avevo sentito il muoversi delle fronde.
    Ero nel fitto della boscaglia ma nonostante la torcia non riuscivo a vedere a più di un palmo dal mio naso. Dopo qualche minuto di perlustrazione, mi convinsi che forse si era trattato solamente di un animale selvatico, così ridiressi i miei passi verso il campo.
    Ero quasi arrivato al campo,quando all’improvviso fui colto da un torpore fulmineo. Non riuscivo più a muovere un solo muscolo del mio corpo e la mia voce nonostante gli sforzi, usciva non più acuta di un soffocato lamento.

    Accadde tutto in un attimo, vidi uscire furtivi da dietro gli alberi un manipolo di goblin seguiti da gli stessi soldati dell’esercito d’ebano che stavamo inseguendo. Dovevano averli informati del nostro passaggio e aver stretto una momentanea alleanza per poterci catturare. D’altra parte tutte le creature malvagie provavano grande paura al sol pensiero di attirare su di loro la possibile vendetta di Tourach, quindi erano rimasti il più accondiscendenti possibile alle richieste dei soldati della mano d’ebano.

    Uno ad uno vidi i miei compagni morire, nonostante alcuni di noi riuscirono a svegliarsi ed impugnare le armi. Ma la superiorità del nemico era schiacciante ed ogni sforzo fu vano.
    Chi ancora non era perito fu cosparso di pece e dato alle fiamme. Nessuno si salvò.
    Sentii una risata stridula seguita da un nauseante fetore procedere verso di me, era il loro sciamano che mi aveva ridotto alla paralisi più completa, con un gesto rapido si scagliò su di me, sollevò una lama di colore nero e mi tagliò la gola… negli ultimi attimi di vita con gli occhi in lacrime e brucianti di rabbia maledissi il nome di Tourach e del suo infame esercito ceruleo.

    Oramai sono passati diversi decenni da quella notte, io mi ritrovo qui nell’oltretomba a vagare senza onore in terre oscure dove i lamenti fanno da padroni e le esalazioni velenose colorano il paesaggio di un viola nauseabondo…
    In questa triste storia almeno io e miei compagni ancora siamo insieme, tutti tranne Xaren, il necromante… Lui si trova in terre che a noi non è consentito vedere.
    Nei suoi lunghi anni di studi occulti sapevo avesse trovato un modo per eludere la morte, non sconfiggerla totalmente, ma qualcosa che gli permettesse di calcare ancora il mondo dei vivi sotto forma di qualcos’altro.
    Avevamo quasi perso ogni speranza di rivederlo, quando ad un tratto la realtà attorno a noi comincio a tremare. Fummo avvolti come da un velo fatto di nebbia nera, ritrovandoci sospesi in un mondo etereo dove i confini tra i regni si assottigliano.
    “ Non temete amici miei, non vi ho dimenticato, sono passati lunghi e penosi anni da quando ci siamo separati, ma finalmente posso far ritorno da voi con parole di speranza “.
    Disse una voce che parve quella del necromante.

    “Xaren, sei tu?” Vociò Darken.

    “Sono proprio io, finalmente dopo un estenuante ricerca sono riuscito ad entrare in possesso di un antico e obliato rituale che sarà in grado di riportarci nel mondo terreno, non starò qui a dirvi cosa ho dovuto patire per riuscire ad averlo… Soprattutto con questa forma incorporea che affligge anche me…”
    “Non solo sono contento di riudire la tua voce, mio carissimo amico, ma giungi da noi con notizie ancor più liete!” Dissi a Xaren.

    “Mi piacerebbe che fossero solo buone notizie quelle che porto compagni miei, ma aimè questo rituale non potrà renderci la vita nel modo in cui noi la ricordiamo, comporta un sacrificio immenso da compiere e non so se siete favorevoli ad andare fino in fondo.”

    “Di cosa si tratta quindi?”

    Dopo un attimo di silenzio Xaren proseguì.
    “Per poter completare il rituale, si deve spontaneamente rinunciare al proprio cuore, alla propria umanità quindi! Ritornando in vita, non sarete più in grado di provare alcuna emozione compassionevole, nessun sentimento di gioia, ma trovereste appagamento solo nella vendetta, nella distruzione e nell’esaltazione della morte.”
    Le sue parole risuonarono come una condanna e il silenzio calò su di noi…

    Poco dopo ripresi a parlare:
    “Vedi Xaren, dopo tutto questo tempo l’unico motivo per la quale non ci siamo lasciati andare al tormento e alla disperazione è stato grazie all’odio che dimora nei nostri animi, il nostro cuore è mutato da tempo ed è già nero come queste tenebre che ci circondano, ed io personalmente, ne faccio volentieri a meno!..
    … Inganno, Cupidigia e Menzogne! Questo è tutto ciò che abbiamo ricevuto dopo una vita passata a lottare contro il male..
    .. ci sono poteri che il mondo ha dimenticato o ignora volutamente.. Forze che sempre i nostri cuori hanno segretamente anelato ma tenute a debita distanza ..
    ..ma adesso… adesso nulla conta più! Se perdere la nostra umanità significa votarci alle tenebre per l’eternità.. sarò io il primo a compiere il sacrificio che tu chiedi!

    Darken si fece avanti, mi poso una mano sulla spalla e disse:
    “Per anni ho aspettato il momento di potermi riarmare, a lungo ho meditato su quello che ci accadde, l’infamia con la quale fummo cacciati da questo mondo senza la possibilità di poter morire con onore sul campo di battaglia.. Non ho visto in questi molti anni alcun dio misericordioso..nessun tentativo di donarci la pace.. ma come premio delle nostre azioni il tormento in questa landa desolata..
    ..un cuore mi chiedi? Sette ne avrai! I nostri! E il mondo non avrà mai abbastanza lacrime da versare per ciò che da qui rinascerà!”

    Tutti i nostri compagni alle sue parole levarono un grido di approvazione, la decisione ormai era presa.
    “ Bene, che abbia quindi inizio una nuova ed ultima avventura, un ultima fiamma prima dell’inperitura oscurità! ”.

    Atziluth

  2. #2
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    Accordo Criminale
    Il sole stava calando lontano nel mare alle spalle del bastione, da lontano si sentiva il fruscio della cascata del santuario di Justice, i miei fratelli erano rientrati da poco e come al solito stavano discutendo di dame ed accoltellamenti, Zasert era nascosto in una botola nel giardino pieno di ostard e bestiame che faceva delle prove di invisibilità sgozzando alcuni maiali... così almeno li potrò cuocere alla brace stasera...
    Ad un tratto sentimmo un rumore profondo accompagnato da un tremore provenire da fuori alla porta.



    Avevamo trovato una strana pergamena incisa nell' argilla, la fattura sembrava proprio molto simile a quella della palude dietro al deserto di Compassion, era stata scagliata sulle scale del bastione, gettata con forza e di corsa senza nemmeno bussare alla cancellata, era molto polverosa chi sarà mai stato a portarla sin qui, è strano che Atziluth in persona la abbia portata, spero solo che la sua anima sia ancora salva e non sia stato trascinato nell'oltretomba ancora una volta per mano di Tourach.
    Nonostante tutto è bene che adesso rispettando la sua volontà, con la mia approvazione di padre fondatore della confraternita revenants e dei miei fratelli, potremmo trovare finalmente un consolidamento di valori e progetti di guerra, con lo sguardo sempre rivolto al commercio, quello è il mio pensiero più importante ci siamo troppo impoveriti e abbiamo perso potere d'acquisto ma ci rifaremo con delle piccole conquiste fino al giorno in cui potrò eleggere il governante della nostra futura città capitale, il mio sogno.
    B'aaz'zinator sarai il nostro punto di riferimento per la gilda come rappresentante revenants per i rapporti diplomatici, questo sarà il tuo incarico d'ora in avanti.


    All'improvviso accadde l' incredibile, come se la pergamena d'argilla con quel messaggio presagisse qualcosa di più grande, eravamo sotto l'attacco di tremendi mostri alati provenienti dall'entrata di Destard arrivati tramite un portale magico verde scuro che rilasciava fumo e bagliori.
    Quegli esseri non sembravano essere temibili ma aumentavano di quantità di attimo in attimo, erano diventati troppi la situazione stava diventando ingestibile, troppe poche braccia per fronteggiare un esercito compatto, trovai copertura con il mio drago argentato, i miei amici mi videro abbandonare il campo, stavo dirigendomi a sud est verso la torre di controllo della famigerata setta degli RsX di proprietà del nobile Shinryu conte di Shoreward, li avrei chiesto aiuto.


    Alla torre di Shoreward trovai il giovane Kaido, mi accolse con simpatia e vedendomi spaventato corse a chiamare rinforzi, la situazione era confusa ed agitata al punto che altri di quei taglia gole avrebbero voluto farmi fuori senza tante storie, infondo stavo urlando a perdifiato, ero fuori di me, i miei fratelli si trovavano sotto assedio e non c'era più tempo.
    I vecchi Seax capirono la situazione, infondo tra criminali ci eravamo intesi ma avevo comunque paura di una ritorsione da parte loro, comunque ci imbattemmo nel bosco con i cavalli a grande velocità per raggiungere in bastione ReV sotto attacco.
    Giungemmo agguerriti i nostri alleati erano molti,lame affilate in mano, vestivano armature pesanti e borchiate, il suono del ferro echeggiava nell'aria erano davvero uno squadrone unito e spietato, non c'era alcuna pietà nei loro modi solo l'arte della guerra, era la loro unica religione ed anche la nostra.
    Fu proprio grazie al loro intervento che riuscimmo a fronteggiare il nemico in guerra, dopo lunghe ore di battaglia tra sudore sangue e grida di battaglia eravamo riusciti a liberare il nostro bastione dal pericolo. Non capiremo mai la ragione di quell'agguato, ma sicuramente aveva qualcosa a che fare con il messaggio di Atziluth, non poteva essere una semplice coincidenza.
    L'alleanza con l' armata di Lord Ramish era stata perfetta e micidiale, mi sentivo in debito presi una manciata di monete e riempii le tasche di alcuni guerrieri sporchi di sangue e fango, pensavo che poteva essere davvero una grande opportunità per la nostra piccola confraternita stipulare un accordo scritto con loro, così mi dissero di rivolgermi al valoroso Melkor Darkfighter of Buccaner's Den che mi rispose solennemente che avrebbe riferito al loro comandante appena fatto rientro a Serpent's Old.




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  3. #3
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    Erano passate molte lune ormai dalla dolorosa dipartita di Atziluth,
    il vento soffiava forte sul bastione e l'acqua si increspava fino a
    sbattere sulle sponde del litorale accarezzato da una aspra brezza marina.
    La confraternita dei Revenants era a corto di uomini, i cavalieri con le lancie e i balestrieri
    erano diventati un lusso che soltanto qualche mercenario concedeva loro raramente ma per il resto servivano
    braccia forti e menti folli per cospargere con il veleno le terre di Magincia, lo stesso veleno che scorreva nel sangue di questi antichi malfattori.
    Artigiani e scribi della casata nonostante il caldo torrido, ed il sole che batteva sul telaio arroventato, si misero all'opera per fabbricare delle pergamene grandi come uno scudo che sarebbero state affisse
    a mano dai brigantelli più giovani in alcuni punti strategici popolati perlopiù da viandanti, poveri e briganti.
    Era questa la strategia suggerita da Zasert che già pensava al suo futuro di maestro della furtività, una campagna di arruolamento
    a tappeto per trenta giorni consecutivi che sarebbe servita a riportare un manipolo di soldati alle armi.





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    -=il sottosuolo=-

    Erano passate diverse lune ormai dall' incontro con quel tale, aveva un aria oscura la pelle sporca ed un fare enigmatico, così almeno mi era stato descritto dal vecchio Awaade.
    Ebbene le teste mozzate che ci aveva commissionato i giorni scorsi erano pronte, egli era giunto finalmente nella nostra adorata dimora poco distante dalla dimenticata città di Wind e forse era proprio da li che giungeva questo strano individuo, vestito di una tunica rossa in brandelli, nella mano stringeva una staffa robusta da stregone, la pelle di uno strano colore scuro, un fare incomprensibile.. la descrizione combaciava ed era anche peggio di quello che avrei potuto immaginare.


    Avevo sfilato l'elmo, Mizan era li, dinnanzi ai miei occhi increduli, era la prima volta che lo vedevo e mi domandavo già se i miei confratelli avessero ancora un po di sale in zucca, perché carpivo in quell'individuo pura follia, contava e ricontava le teste dentro il borsone di pelle, a lui non piacevano alcune di quelle, e pensare che ne avevamo portata una in più per dimostrare la nostra serietà, ben trentuno teste di cavalieri, i piccoli accampamenti vicini ai nostri territori erano praticamente stati decimati.
    Eravamo entrati nel gioco perfido di quel tizio, l'aria era tesa e le contrattazioni e le ragioni nostre e le sue erano in conflitto e tutto questo solo per una manciata di teste.
    Ciò nonostante il compenso per il lavoro svolto non tardò ad arrivare.
    Le nostre ventimila monete risuonavano nell'aria, erano tutte, ma costui si fece seguire, ci stava offrendo qualcosa di più, qualcosa che a grande richiesta la confraternita dei Revenants a gran voce stava chiedendo: qualcosa in cui credere.




    Giungemmo in un sotterraneo, sembrava essere il sottosuolo, un mondo che a molti di noi era sconosciuto, di cui solo alcuni elfi oscuri della confraternita erano già a conoscenza, ma dove nessuno mai si era avventurato da solo.
    Sudicio, pieno di cunicoli stretti e buche profonde, ragnatele intrecciate e grigie in ogni pertugio e ragni giganti blu notte che popolavano l'ambiente malsano, eravamo circondati da quegli esseri, ma tutto ciò aveva qualcosa di mistico ed eccitante.




    Il sacrificio della Viverna era stato qualcosa di simbolico e forse di poco conto, la ricompensa per quelle teste forse era stata bassa vista la difficoltà della situazione a cui stavamo per andare incontro, dinnanzi a noi apparve un ragno mostruoso ed affascinante con una voce cupa ma di donna, Mizan pronunciava impaurito il suo nome con un filo di voce: Lloth.



    Cominciavo a capire a cosa potessero servire tutte quelle teste mozzate di cavalieri nobili, capivo l'esigenza di sofferenza di cui si parlava prima nella nostra dimora, la sofferenza di cavalieri, quelle genti che combattevano il male per sopravvivere ma senza esito alcuno, le anime loro erano li, pronte per un sacrificio di cui noi stavamo per essere complici.
    Il rituale delle teste era terminato, ma una sfida nuova si profilava, ancor più difficile da portare a termine.
    Il nostro avversario da battere aveva un volto ed un nome: Mizan.
    Egli controllava un numeroso esercito di ragni, che improvvisamente pilotati dalla sua mente malvagia ci stavano assalendo, erano affamati e la prova si fece ardua anche per noi.



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    La sfida era insidiosa, ma non al di sopra delle nostre capacità di lotta in campo ristretto, avevamo formato uno scudo mandando avanti i nostri dragoni da guerra, che cosparsi di ragnatele sputavano fuoco per distruggerle, avevamo la strada spianata ma il veleno ci rallentava i movimenti.
    Sotto la pancia del drago dardi scoccati a raffica e colpi di lancia a bucare il suolo le zampe dei ragni che saltavano in aria.
    La lotta continuava imperterrita con molte ferite e urla di demonio, Mizan cadeva a terra sconfitto e i ragni scappavano impazziti, il campo era libero in un cumulo di ragnatele che bruciavano nel fumo...




    Fu poi il momento di una decisione ancora più complessa nella foga del momento, nel mezzo di caos e tensione, nell'incomprensione totale, eravamo un altra volta al cospetto di Lloth che apparve dall'alto calandosi lentamente, e cadde il buio nella grotta.
    Ci stavamo sottomettendo a lei, al suo volere.
    La paura era quella che volesse farci uccidere tra di noi in una sfida di potere e forza, ma bastarono le dita del giovane distruttore Xenover a risolvere una situazione scomoda per la confraternita, non esitai e a richiesta spappolai anche l'occhio.
    Eravamo liberi, le ragnatele che tenevano ancora fermi i miei compagni si dissolsero.
    Con un forte senso di superiorità facevamo ritorno a casa, ignari di quali sarebbero state le conseguenze ed i privilegi questa folle scelta.
    Last edited by lanterna87; 10-03-2017 at 22:03.



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    Nessuna Fiducia
    Giorni freddi e bui, pioggia neve poi la grandine.
    La nebbia alla mattina si abbassava sulle stalle del bastione Revenants, il ghiaccio ricopriva di uno strato gelido le praterie dinnanzi a Wrong.
    Padre Marchito battezzava un piccolo ragno che gemeva sulla paglia, ogni respiro era aria fredda e bianca che si mischiava al fumo della nebbia, l'esercito di ragni addomesticati che Zasert aveva richiesto era quasi completato, ancora un altra dozzina, prima di compiere il rituale che era stato pianificato.
    Era un periodo diverso dal solito, l'incontro con Lloth aveva stravolto gli animi della confraternita, atteggiamenti di diffidenza, stranezze, riunioni segrete, rituali.
    Stavano cambiamo molte cose all' interno del gruppo, c'era come un sentore di odio nell'aria, la stessa aria che quella mattina usciva mista a rabbia nelle note di quel muschio che ardeva nel camino.
    Le stalle erano state ripulite, la cenere era spenta, i cavalieri erano in uscita assieme all' alleanza per sconfiggere un mostro leggendario che minacciava le loro terre.
    Difronte a noi un esemplare di Great Wyrm selvatica di dimensioni impressionanti, una mattanza.
    Il corpo del gigante dragone verde giaceva a terra tra le latrine di veleno e sangue, colpito a morte per mano nostra.
    Le ricchezze scintillavano nel grigiore spento della giornata, e fu qui il problema, la goccia che fece traboccare il vaso, alcuni tesori sparirono nel nulla.
    Al rientro nel bastione gli amici di sangue parlavano e le voci si accavallavano una sopra all'altra, nella tensione, l'alleanza veniva messa in dubbio, chi era stato a rubare i nostri compagni un mistero.
    Krav Maga in ginocchio, spogliata di ogni avere, membro della gilda degli RsX, colta con le mani nel sacco, la refurtiva veniva recuperata, alcune ricchezze scomparse per sempre.




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    Chel N'Vlos







    Si sentiva graffiare sui tavoli...
    *toc toc*
    Una vocina stridula risuonava dentro le borse di pellaccia che giacevano lì da giorni.
    Di corsa a chiamare a raccolta tutti i presenti, le grida echeggiavano nella valle e sulle sponde, la confraternita si riuniva in fretta e furia.
    Lloth era tornata.
    Scendeva dal soffitto ma sembrava venire dal cielo, in una serie lunga di contorsioni tra i fili di seta sui quali si adagiava, proprio li sopra al pavimento nero della casata con una risatina strana.
    Il colore più chiaro del guscio e la voce più acuta facevano pensare ad un ologramma, insomma una specie di copia mandata li come emissario.


    Una lunga fila di temerari si era radunata immediatamente al cospetto del gigantesco ragno, Darken B'aaz'zinator Shura Awaade Serech Xenover Zasert, chiedeva regalie ed attenzioni come una vera regina.
    Ancora una volta teste e sangue come in passato, quanto di meglio avevamo da offrire ma questa volta erano molte e di maggiore qualità; venivano poggiate a terra in segno di gratitudine e per rimarcare le prodezze che ci avevano contraddistinto in questi ultimi tempi, ma il gesto di gettarle a terra venne accolto con disprezzo.
    Decisi cosi di raccogliere il sacco e di porgerlo personalmente al ragno per mostrarmi servile.


    Lady Awaade con coraggio e personalità stava riuscendo a convincere il ragno che Mizan non era nessuno e che solo noi avremmo potuto esaudire i suoi desideri.
    Lloth allora con sadismo lanciava una sfida ancora più grande, ritrovare un pugnale appartenente al regno Drow, una antica arma sulla quale non venivano fornite spiegazioni o dettagli, andava recuperata ad ogni costo, era in ballo la nostra credibilità ed il nome della confraternita.






    Si trattava di un ampolla viola, ci veniva consegnata come unico lasciapassare, ma prima di tutto dovevamo trovare un sistema di piedistalli ben nascosti che a quanto pare era l'unico modo che avevamo per accedere al portale e recuperare il pugnale.
    Eravamo stati indirizzati dal ragno verso un luogo che aveva a che fare con le forze della natura, non molto distante del bastione, pensavamo che il luogo indicato fosse nella selva del Path of Heaven...

    Last edited by lanterna87; 07-02-2017 at 14:41.



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    Eravamo pariti come delle furie, sprezzanti del pericolo e desiderosi di soddisfare gli ordini poiché portare a termine la missione questa volta era importante, chissà che valore avrebbe potuto
    dare il ragno a questo famoso coltello.
    Percorremmo a cavallo il sentiero sterrato che collegava la nostra sede al luogo d'arrivo, ma non trovammo nessun avventuriero ad intralciare il nostro cammino, solo alberi e fate.
    Finalmente i piedistalli con delle piccole statue, nella fortezza più lontana ed interna di quel posto verde ed allegro.
    In un punto preciso del piedistallo centrale versai dentro una piccolissima fessura che sembrava fatta apposta il liquido viola contenuto dentro all'ampolla, colava giù, fin quando apparve un portale.




    Avevamo attraversato il portale ed improvvisamente ci ritrovammo in un giardino segreto, l'erba era alta ma curata con quattro possenti focolari spenti piantati nel terreno e noi eravamo li nel mezzo, davanti alla statua di un cavallo alato, eravamo in trappola forse, l'area era circondata dalle rocce, ma il pugnale era stato ritrovato.
    Giaceva su un piccolo tavolo, ma fu proprio quando allungai il braccio per afferrarlo che un golem di verde acceso apparve a protezione del pugnale, ci sbarazzammo con facilità del mostro se non fosse che subito dopo di lui arrivò un altro guardiano del Chel N'Vlos, a quanto pare cosi si chiamava, egli era un gigante, un titano enorme e color smeraldo, la cosa assurda è che neanche lui seppe raccontare una storia precisa su questo antico pugnale.
    Ad ogni modo cercò di difenderlo a tutti i costi, non sapevamo se effettivamente fosse stato sottratto al popolo Drow o se invece si trovasse da sempre in quel luogo, tuttavia i custodi dell'antico pugnale vennero eclissati per mano nostra, il loro compito finiva quel giorno mentre il nostro giungeva a compimento, la fortezza e il giardino segreto vennero espugnati e con loro i difensori del Chel'NVlos.



    Tornammo nel bastione Revenants e consegnammo il pugnale a Lloth, un sogghigno malefico, scosse e lacerò le budella del povero B'aaz'zinator poi se ne andò lasciandoci l'artefatto.
    Last edited by lanterna87; 07-02-2017 at 16:05.



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    ♦ Sotto Tortura ♦


    Giravano delle voci tra Wind e le popolazioni del sottosuolo.
    Si raccontava di Lloth con uno strano rispetto e timore, veniva dipinta come una divinità crudele e capricciosa, da molti ritenuta pazza per la sua tendenza a mettere i fedeli l'uno contro l'altro.
    Dicono sappia essere gentile e che aiuti chi entra nelle sue grazie, ma che goda comunque della morte e della tortura di chiunque, soprattutto di quelli fra i suoi fedeli che le siano sgraditi.
    La chiesa di Lloth ai tempi promuoveva la superiorità della Regina dei Ragni su tutti gli altri esseri.
    Era la diretta responsabile dei racconti sulla malvagità dei drow e della paura che provavano gli elfi di superficie nei loro confronti e nei confronti della loro divinità.
    Anche i chierici più devoti a Lloth la odiavano e la temevano ma la veneravano solamente per il potere che gli veniva trasmesso. I suoi chierici erano sempre di sesso femminile. Ogni mese sacrificavano alla loro dea alcuni elfi di superficie, preferibilmente nelle notti di luna piena per offendere le divinità elfiche.
    Tutto questo vociferare a Wind dove regnava incontrastato il silenzio ormai da tempo, sin dallo lo scioglimento del Casato, aveva alimentato le credenze di banditi e viandanti che ancora circolavano per questi cunicoli, ignari del destino a cui andavano incontro, la buia cittadina si stava lentamente ripopolando.



    La giornata andava via, il buio era prossimo a scendere, il bastione Revenants era un avamposto di sofferenza e odio..
    Giacevano in terra numerose teste mozzate, ormai non faceva più differenza di chi fossero specialmente dopo che anche il valoroso Lan Taamiel era caduto in sconfitta durante una scorreria nei boschi di Radek; una battaglia che diventò vittoria per le gesta del giovane Xenover il combattente senza mano.
    Nel frattempo Elministery aveva preparato dei borsoni in fretta e furia poiché una lite con Esox ed anche con Shura lo avevano mandato in escandescenza facendolo allontanare da quelle mura, era inaspettatamente sparito, di lui nessuna traccia.







    Il sole ancora non era stato risucchiato dal mare e le sue ultime forze illuminavano una ragnatela che lenta calava dal soffitto.
    Dopo di lei Lloth, ma era la sua copia..
    Stava cercando con insistenza Awaade che era in viaggio da giorni per onorare la scomparsa della sua famiglia, l'impressione era quella di una richiesta a cui solo lei avrebbe potuto rispondere.
    Darken capì che era arrivato il momento di fare una dimostrazione più forte alla dea, fu così che si organizzarono per recapitare il messaggio.
    Era una musica assordante che portava il vento, che nessuno voleva più sentire, risuonava in tutti gli angoli di Sosaria dando fastidio, si sentiva parlare di un vecchio bardo, molto probabilmente era lui che stava provocando questo fracasso, qualcuno diceva fosse il grande Albano.
    Era un messaggio musicale dunque, ma sordo, senza note perché la sua musica stava per finire, la proposta di rapimento venne accolta con entusiasmo ed interesse da Lloth Avatar che approvò l'operazione.




    Last edited by lanterna87; 11-03-2017 at 02:20.



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  10. #10
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    Il ragno e Darken si trovarono d'accordo sul rapimento del suonatore e fu così che Il Rivoluzionario con l'aiuto di un servitore iniziò ad allestire l'altare di tortura e mandò in spedizione un manipolo di guerrieri capitanati da B'aaz'zinator a catturare il suonatore.
    Alcune notizie provenienti dalle strade di Mongloow, parlavano di un vecchio malmesso forse con problemi di salute, che allietava con melodie allegre e scanzonate le genti del piccolo villaggio di Shoreward, si dice che trascorreva li le sue giornate.





    Last edited by lanterna87; 11-03-2017 at 02:24.



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    Il vecchio suonatore, Albano il Grande venne catturato senza opporre resistenza, i suo tentativi di fuga si rivelarono alquanto ridicoli ma dimostrarono altresì un carattere notevole degno di un cantastorie.
    "Vieni qui menestrello..."
    Venne invitato ad avvicinarsi ma non oltre la scalinata, rimasero lì fuori la corte, i predatori Revenants fecero rientro con il musico affannato e claudicante.



    Un servo entrò tra le mura a prendere un grande strumento che era stato ritrovato nelle cave di Destard, si trattava di una splendida arpa antica a sette corde che riportava le incisioni di Albano; la riconobbe e tentò di imbracciarla..
    "Giù le mani!"



    Fecero ingresso nel bastione in maniera brusca il vecchio già percosso e maltrattato provava una fatica ulteriore anche nell'alzare le gambe che trascinava sui gradini che conducevano al piano superiore.
    "Sei zoppo menestrello"
    Lo denudarono con violenza e lo fecero accomodare su una sedia posizionata sull'altare viola.



    Ormai debole e completamente nudo il vecchio Albano giaceva sulla sedia scioccato si chiedeva come mai proprio a lui fosse toccata questa sorte.
    "Ai ragni non piace la tua musica"
    Nonostante le violenze egli possedeva il temperamento di uno che aveva una buona dose di sangue freddo, senza paura, forse perchè alla sua età non aveva niente da perdere.



    Esox continuava a fare domande cercando di metterlo sempre di più alle strette..
    "Stai zitto"
    In preda al Panico il vecchio si ritrovò costretto a fornire informazioni preziose sul mondo di superficie, sui popoli del nord, a proposito delle esplorazioni dei Seekers nei mari.
    Generalmente gli adepti di Lloth feriscono le loro vittime con armi o incantesimi, portandole alla soglia della morte, poi le curano e ricominciano tutto da capo. Questo per giorni, mesi, anni....fichè non si stufano!
    A tal riguardo delle bende erano lì in terra e non presagivano niente di buono.
    Darken si allontanò dall'altare e si diresse verso la statua con i colori della casata, sotto di essa una bacheca adagiata su di un tappeto bianco perla contenente la reliquia del Chel N'Vlos.



    Tornò nella grande sala fredda cosparsa di teste che decoravano il tappeto, delle fiaccole a fare luce, il pugnale violaceo nella mano.
    Il povero Albano stava per essere torturato brutalmente...
    Cinque spietati Drow assoggettati al volere della dea ragno stavano per compiere il sacrificio del suonatore: Darken, B'aaz'zinator, Esox, Xenover, Bloodeyes e Lloth Avatar lo stavano accerchiando.
    I tagli sulla pelle cominciavano a perdere sangue, lentamente l'altare si macchiava di rosso, ma il vecchio continuava a sentire freddo, aveva tanto freddo, gli tirarono una torcia incendiata.
    Fu li che sfinito e confuso, sotto le violenze e le pressioni mentali passò la torcia sul volto di Esox.
    Una lieve ustione che venne ripagata cara, il necromante con una magia gli staccò un dito.
    Successivamente quasi per divertimento, Xenover sogghignando tagliò un altro dito e fu così che Albano rimase con la mano sinistra infortunata.
    Presero una bacinella e delle bende, poi ricominciarono a torturarlo.

    Last edited by lanterna87; 11-03-2017 at 03:57.



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  12. #12
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    Non vollero ucciderlo, Lloth Avatar requisì le bende pulite fagocitandole e facendone un cumulo di ragnatele, il vecchio Albano poteva salvarsi ma ormai era estenuato.
    Darken impugnando saldamente l'antico pugnale drow, afferrò la mano del vecchio procurandogli degli sfregi in maniera meticolosa, scavando in profondità per lasciare il segno.
    Erano le incisioni che simboleggiavano le otto zampe della dea ragno, Albano era stato marchiato da Lloth in via permanente.







    Il suonatore, lacerato e deriso venne invitato a fare ritorno a casa ma oppose resistenza, sempre con quel suo carattere così sicuro di se, non voleva andarsene era completamente dissanguato e in fin di vita, ma venne cacciato a pedate e spintonato fino alla porta.
    "Racconta cosa ti ho fatto"
    Albano il Grande scaraventato fuori dalla dimora dei Revenants uscì di scena rotolando dalle scale, schiantato al suolo.
    Il mattino seguente non c'era più.



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  13. #13
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    ┼ La crudeltà della setta ┼
    Revenants


    Joy J'Halavar,
    vittima delle lotte di potere tra i casati di Wind, fu esiliato in giovane età nelle terre dei ghiacci.
    Li trovò riparo tra le fila del popolo del nord, le tribù barbariche lo accolsero assoldandolo come mercenario ed addestratore di animali feroci.
    Il tempo non cancella il passato, le radici, così fece ritorno nella sua città natale tradendo i Figli dei Ghiacci, spinto dal senso di rimorso e accecato dalle allucinazioni derivate della divinità ragno.
    Wind è una città famosa in tutto il regno per i suoi cunicoli stretti e claustrofobici, ma lo è altrettanto per la sua calda accoglienza, si ritrovò presto incatenato in una stanza illuminata da eleganti candelabri, la matrona era li che lo osservava insieme ad altri due elfi oscuri armati di tutto punto.
    Joy riuscì a salvarsi da circostanze infauste, le rimembranze di un antico dialetto locale e la conoscenza di Elministery gli fecero trovare asilo.
    Passò giorni interi sotto il controllo del patrono che lo prese sotto le sue ali oscure, consapevole che non avrebbe mai raggiunto certi livelli di potere, si dimostrò grato nei confronti dell'intero casato per averlo riammesso al regno. Fu così che nel giro di poco tornò ad essere un cittadino a tutti gli effetti.
    Un pomeriggio verso sera, il patrono era in uscita dai sotterranei con un manipolo di guerrieri drow comandati da B'aaz'zinator: Stelios Dienekes Destroyer e Joy, ma giunti all'uscita incontrarono un avventuriero...






    Costui era il vecchio Albano un suonatore della flotta Seekers ormai quasi del tutto scomparsa, una remota conoscenza dei Revenants,
    fu catturato e mutilato nel bastione lungo la scogliera anni addietro, tuttavia si era instaurato un legame malato tra di loro, fatto di sarcasmo e giochi di potere che a quanto pare sarebbe destinato a perpetrare.
    - Albano: "Ricordo che non voleste uccidermi, Darken voi impugnaste saldamente l'antico pugnale drow e afferrando questa mano decrepita mi procuraste degli sfregi minuziosi, scavando in profondità per lasciare il segno.
    Ebbene ho bisogno di spiegazioni, le incisioni che simboleggiavano le otto zampe della dea ragno, cosa sono, che cosa mi avete fatto?!"

    Il patrono scoppiò in una risata fragorosa e rispose caustico.
    - Darken: "Sei sempre più incartapecorito menestrello, ma fai sempre ridere!! Mi erano giunte delle voci che fossi diventato pazzo.. sei fuori di testa con tutto il liuto HuaaAhHhhAaahHaahahAa"
    Tuttavia le doti oratorie del suonatore, la sua spigliatezza e convinzione lo portarono a gran richiesta al cospetto della matrona di Wind, Ilharess Awaade De'Xyran.
    Ella in veste da cerimonia usufruiva del santuario drow, era la giornata che segnava il termine del periodo di accertamento per Joy, alle sue spalle una vasca di sangue fresco offerto a Lloth in segno di fedeltà iniziava alla cerimonia di ingresso nella confraternita, gli elfi oscuri con il dovuto permesso stettero a presenziare lungo il maestoso colonnato.



    La matrona ascoltò le strambe richieste del vecchio suonatore, questo voleva a tutti i costi l'elisir di giovinezza per tornare ad essere il Grande Albano.
    - Awaade: " E così un musico avanti negli anni viene al mio cospetto in preda alle allucinazioni e chiede di sottomettersi al mio volere... La cosa mi intriga.. *afferra un libro logoro*
    Invoco te o mia Regina, Madre Tenebrosa dei ragni unica Padrona e Dea del regno drow, è la tua voce che ti chiama."

    Con il potere conferito dalla chiesa di Lloth, Lady Awaade sfoderò i suoi artigli ed incise sopra la mano stigmatizza del vecchio ripercorrendo la cicatrice lentamente.
    Il vecchio lacerato e sanguinante venne preso di forza in preda alla farneticazione, sbattuto dentro la cella come un reietto, ancora non sapeva quanto gli sarebbe costata un po di gioventù.







    La cerimonia ebbe inizio, era il momento che Joy attendeva con ansia da innumerevoli giorni.
    Era tornato alle origini alle tradizioni del suo popolo nativo, anche se non aveva memoria di un casato così rigido e gerarchico, forse per ingenuità e inesperienza aveva sottovalutato la solennità del momento, ed interrogato dai presenti, emozionato, parlò con atteggiamenti fuori luogo.
    Il patrono non tollerava affatto una simile espressione da parte di un arruolato, perciò decise di punirlo in maniera esemplare..
    - Darken: "Questo per te sarà il battesimo del fuoco, non fare il simpatico perché non è il momento, dinnanzi alla matrona pensi di poterti comportare come ad una battuta di caccia?! Mi scuso io con la matrona perché forse non era pronto per una simile celebrazione, hai ancora molta strada da fare al mio fianco Joy, questo sarà per te l'emblema della tua vita d'ora in avanti, il fuoco scotta!"






    La recluta con il petto ustionato si accingeva a diventare un Revenats, persuaso dai versi della matrona e dal battesimo del fuoco si disanimò in segno di riverenza nei confronti dei drow presenti alla cerimonia, quella che poteva sembrare una semplice confraternita religiosa si stava scoprendo essere una vera e propria setta di fanatici estremisti di Lloth.
    Ne pagò le conseguenze anche Albano, l'opera ritualistica del suo sacrifico era pronta per volgere a compimento, dopo aver omaggiato gli elfi oscuri con le sue musiche il suo voler attraversare l'universo drowish stava per essere tragicamente soddisfatto.
    Un misterioso ragno che aveva presieduto la cerimonia in apparente silenzio balzò nella cella del musicista e lo straziò fagocitandolo con il veleno, il vecchio Albano rinasceva tra le tele di ragno in una pozza viscida.
    Fremente di un nuovo vigore venne ribattezzato Albandar Mizhaln'dito.
    Il giorno seguente mantenendo fede agli accordi, Joy J'Halavar consegnò le sue ricchezze al patrono del casato Revenants.
    Fu così che il casato accolse i due iniziati e vennero bollati entrambi con il rango di Shebali.



    Last edited by lanterna87; 06-02-2018 at 04:52.



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