Erano tempi troppi bui per essere ricordati ancora una volta se non con una certa tristezza,quella sera Erik non aveva nemmeno voglia di bere il suo rum perche' sapeva che doveva ricordare quei momenti di miseria per trascriverli nell'archivio dell'Accademia Templare.

Doveva riportare alla luce dalle nebbie della mente immersa nei ricordi quei fatti, per far capire alle genti fino a dove puo' spingersi l'animo di un individuo che esso sia elfo,nano,umano basso alto o calvo,chiunque esso sia.



Passarono pochi giorni dal mandato di guerra della Matrona drow del casato [LoN] al loro primo attaccoall'isola di Magincia,all'epoca Erik ricordava bene che non portava ancora le vesti dell'Amore era ancora giovane ed inesperto dal punto di vista bellico e seguiva di buona volonta' i comandi del allora Maestro della Luce Arkanis.
Infatti il consiglio templare con l'aiuto del maestro di tattica aveva suddiviso le truppe poche e giovani nel porto mercantile della piccola citta' e nella spiaggia dove risiedeva l'antico tempio custode del germoglio di Eterea.
Le truppe armate di reti da pesca, piccoli archi e tridenti erano costituite sia dai cavalieri templari custodi della citta' sia dalla milizia cittadina armata pesantemente per l'occasione,i picchetti di sorveglianza erano stati raddoppiati ovunque ma in particolar modo nei vicoli cittadini,infatti si sospettava un attacco dei capi drow tramite portali magici.

Il primo e unico attacco avvenne tramite mare e non per magia come maggiormente si temeva,le barche da trasporto militare drow sinuose ed eleganti si muovevano rapide nel raggiungere le coste di Magincia,dopo lo sbarco la lotta per il controllo dei due punti strategici della citta' duro' circa tre giorni dopo i quali si susseguirono scarse guerriglie fra le strade di Magincia nel disperato tentativo di resistere ai pesanti ed esperti attacchi drowish.
Nessuno dei due schieramenti pareva volersi arrendere ,per le strade circolava solo una morte silenziosa interrotta solo ogni tanto dall'ultimo resispero di qualche soldato morente o dal lamento di qualche ferito,tutto intorno era un'ecatombe uno scenario di miseria e distruzione inauido.
Erik e i suoi amici stavano lentamente perdendo la speranza di rivedere giorni sereni in quella terra dove ormai la vita e l'amore che Zoe aveva donato loro parevano scomparsi,ma la fede l'incrollabile fede di alcuni templari non vacillava,non c'era piu' alcuna paura alla vista dello schieramento nemico,pareva quasi che i drow combattessero contro cavalieri deceduti.
Non c'era nessun lamento fra i superstiti,Erik non sapeva bene se fosse Coraggio o folle determinazione che spingeva i Templari a continuare a rialzarsi nonostante le pesanti ferite,nonostante tutto pensava che forse erano gia' morti e i loro spiriti continuassero a combattere e a vegliare sulla citta'.
Sapeva solo che a fianco a lui nel minuto muro di scudi c'era un templare e questo era quanto bastava non solo ad Erik ma ad agnuno di quei uomini per restare ancora in piedi ansimanti a resistere.
Se non avessero resistito non ci sarebbero stati piu' giorni di festa col buon profumo del pane mattutino,non avrebbero piu' lavorato la terra nei campi,non ci sarebbero state piu' botteghe aperte a lavorare il ferro per gli utensili,a tessere le reti per la pesca,confezionare colorati vestiti .
Quel manipolo di uomini avevano perso la speranza per loro stessi per poterne conservare una per i posteri,quei uomini deceduti combattevano ancora per Zoe e per Magincia,diedero tutto cio' che avevano anche la vita per ottenere il coraggio e la forza per resistere.

Non nobis Templari

Nessun lamento,nessuna paura per gli uomini che diedero tutto per la causa.

Invictus.