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  1. #1

    Default [Quest] L'Antidoto per Ailea

    Ailea aveva degli strani sintomi: sudava freddo e la sua pelle pian piano stava diventando di un color verdastro. Fino a quel giorno, quando rimase paralizzata, con gli occhi fissi, come se stesse dormendo ad occhi aperti.

    Suo padre, un povero alchimista con doti da guaritore, non riusciva a capire cosa le fosse successo. Studiò la sua vasta libreria, finchè non trovò un libro in cui si parlava di uno strano veleno, il Veleno del Sonno ad Occhi Aperti. Esso, molto difficile da trovare in natura e da preparare, forse anche impossibile, immobilizzava chi lo contraeva, così da farlo dormire ad occhi aperti per sempre.
    Non parlava di altri sintomi, come quelli avuti da Ailea, ma lui era sicuro che si trattava di quel veleno. Non parlava di nessun antidoto, forse di uno di cui non si aveva l' assoluta certezza dell' esistenza. Gli occhi dell' uomo caddero su una piccola nota, che recitava: Probabilmente la ricetta dell' antidoto esiste veramente, ma non ne sono sicuro, provate nella dimora dell' alchimista Ohst.

    L' uomo così chiese in giro dell' ubicazione della dimora, ma solo uno riuscì a dare un piccolo indizio.

    "Lo vedevano spesso in una città ormai decaduta, andata in rovina, provate lì, ma potrebbe essere pericoloso. Si dice si aggirino degli orchi diversi dal normale..".

    Da solo non poteva andarci, non ce l' avrebbe fatta, così chiese aiuto in giro per Sosaria. Qualcuno lo aiuterà? Troveranno l' alchimista Ohst? E la ricetta per l' antidoto?

  2. #2

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    Mi trovavo in uno dei miei soliti viaggi,stanco ed affamato,erano diversi giorni che non mangiavo e le forze stavano per abbandonarmi...faceva freddo...
    la vista si annebbiava..non sarei più riuscito a muovere un altro passo...
    Crollai.
    Al mio risveglio mi ritrovai in una camera poco illuminata dove nell'aria aleggiava un benefico aroma fi Ginseng..
    La mia armatura giaceva al mio fianco su di un ripiano e il corpo era stato avvolto con delle soffici bende che emanavano uno strano color ghiaccio..
    Mi sentivo rinvigorito! rinato...ma chi era stato a prendersi cura di me? chi mi aveva soccorso...??
    Velocemente mi destai e infilai la pesante armatura che ora appariva leggera come piume.
    Scesi al piano inferiore e con mia sorpresa trovai un vecchio mentre fissava il fuoco che risplendeva nel piccolo camino di mattoni dall'insolita forma tondeggiante e dove bruciavano radici di piante a me sconosciute.
    Appena scesi l'ultimo gradino il vecchio si giro velocemente e con voce forte ma triste disse: " Ti sei alzato finalmente! "
    Lo ringraziai e mi presentai...ma non potevo far a meno di notare un tono triste nella sua voce, perciò chiesi gentilmente cosa lo turbasse...
    Mi fece un veloce resoconto e mi accompagno nella stanza dove su di un letto stava sua figlia,sembrava che la morte volteggiasse su quel letto...
    Una morsa mi strinse il cuore.
    Il vecchio preparò una minestra che mangiai distrattamente...i miei pensieri erano tutti per quella povera ragazza in quello strano stato di non morte..
    Non potevo starmene con le mani in mano! non dopo esser stato soccorso da quell vecchio così gentile,gli devo la vita..farò di tutto per salvare quella della figlia!
    Vecchio,hai detto qualcosa riguardo una antica città decaduta...forse so dove cercare..
    Non esitati un secondo,preparai le mie cose e mi diressi con rapidità al porto più vicino..
    Quando sbarcai l'isola sembrava abbandonata...ma man mano mi avvicinavo al centro si incominciavano a sentire le grida e le urla di creature ripugnanti...finche furtivo in una radura vidi un ombra muoversi velocemente ...poco prima della sua apparizione senti un urlo...un urlo umano..
    Cercai di seguire quella creatura ma era troppo veloce per me...allora andai in direzione di quell'urlo ma non ebbi il tempo di voltarmi che su di me si scaglio un orco dalle dimensioni al di sopra del normale con un potente colpo d'ascia frantumo in mille pezzi il mio scudo...avevo sentito parlare di questi orchi,si spostano con rapidità hanno la forza di 10 uomini e si muovono anche alla luce del sole...orchi Uruk Hai...dannate creature! cosa ci fanno da questa parte del mondo!?!
    Il combattimento non fu facile,e dovetti ricorrere a tutte le mie energie per avere la meglio sul mio nemico...alla fine cadde..
    Rovistai fra le sue tasche e vi trovai una chiave arruginita..
    Mi diressi sempre più al centro dove nel mezzo di un accampamento di orchi vi era una strana dimora..diversa dalle altre..soprattutto perchè provista di porta!
    Uccisi chi si mise sul mio cammino e arrivato davanti la piccola casetta di legno mal messa infilai la chiave e la porta si aprì..
    Il buio era fitto..accesi una candela per illuminare la piccola stanza quando inciampai su qualcosa di pesante ma morbido..avvicinai la candela e il mio sangue si gelò vedendo il cadevare di quell'uomo a terra..
    Nelle mani teneva un diario e all'interno scritto un nome.... " Ohst "
    Quindi è morto...l'unica persona in grado di salvare la figlia del vecchio non c'è più...presi il libro e comincia a sfogliarlo...parlava di un antidoto...di una ricetta che stava per scrivere...ma sopattutto dell'incontro avuto con un Uruk Hai..
    Forse non tutto era perduto...nelle ultime pagine intrise di sangue trovai il mio indizio " L'orco ha virato ad Ovest.. "
    Non persi altro tempo..mi diressi dove avevo lasciato ancorata la mia imbarcazione e feci rotta verso Ovest...dove ancora non lo sapevo...ma non avrei tardato troppo per il mio prossimo incontro...


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    Atziluth - Macer lvl 5° - Revenants Guild Master
    Dreamwraith

  3. #3

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    Una figura si avvicinava alle mura di Radek ansimante e zoppicante, con un grande squarcio sul petto, tenendosi in piedi grazie ad ramo caduto da un albero. Una guardia lo intravide, e corse subito in suo soccorso.

    "Cosa ti è successo? Assassini nelle vicinanze?!"
    Rispose ansimante di dolore il pastore: "M-molto più di un as-sino. Av-veva le s-s-s-sembianze di un orco, ma m-molto più grosso. Corr-rreva l-l-ungo la strada, e un' altra creatura con le c-corna lo seguiva c-come f-fosse un suo schiavo. S-s-si dirigeva verso Yew ed ave-ve-va un libro in mano. M-molto probabilmente s-si fermerà all...all.........". Tirò l' ultimo sospiro, ma il pastore non ce la fece, era morto.

    La guardia gridò subito l' allarme per la città, e tutti si prestarono a diffondere la notizia. Un Uruk-Hai era appena passato da Radek, bisognava farlo fuori prima che mieteva altre vittime.

  4. #4
    ACAB
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    Roth si trovava nei pressi della città di Radek a giocare a carte con un suo vecchio amico ad un infuocata partita di Blackjack. "19" esclamò Roth, "non basta amico mio... vent.." il giovane campioncino non fece in tempo a concludere la frase che una guardia di Radek entrò di corsa nel capanno del giovane. "Maledetta guardia" pensarono all'unisono i due giocatori, credendo erroneamente che il tutore della legge volesse impedirgli quel gioco d'azzardo.



    "Roth ti scongiuriamo ci serve il tuo aiuto", il sopracciglio del barbaro si alzò: "ora sapete lavoro solo per soldi...", gli sguardi dei due si persero, cos'era successo a quel paladino del bene? "sicuramente avrai una ricompensa c'è da dare la caccia a un Huruk-Hai terrificante"... "So a chi chiedere! Datemi un cavallo che parto subito, Takoda aspettami qui e non provare a girare l'ultima carta!"
    Roth si dirise subito da Taugh, un orco di sua conoscenza col quale intraprendeva diversi traffici illegali e dal quale carpiva sempre utili notizie. "Parla maledetto!" "grunf io no zapere niete.." un calcio spedi l'orco urlante fuori di casa "dimmi subito quello che voglio sapere oppure...", l'infido orco prese un ascia che teneva fuori casa per tagliare la legna... "i minotauri lo protegono szupido!" gridò avventandosi sul prode barbaro al quale bastarono pochi secondi per schivare l'attacco e colpire l'avversario. Sputando sul cadavere Roth ripartì alla ricerca...



    Dopo aver affrontato diversi mostri cornuti e altri terribili orchi, Roth si trovò di fronte il capo di questi esseri, partì subito all'attacco ma la terribile resistenza del nemico fece indietreggiare il barbaro, che dovette cedere il passo, allontanandosi per recuperare le forze e studiare una tattica, peccando di presunzione non avendo studiato il proprio avversario. "gli stessi errori di gioventù" borbottò tra se e se... ma i suoi pensieri furono interrotti dal galoppare di due cavalli. Roth studiò da dietro un albero quei due giovani e fieri barbari... i due come delle furie entrarono nell'accampamento e colpendo a destra e manca i superstiti si diressero poi sull'uruk hai, colpendolo in una danza mortale, senza che questi riuscisse a capire da dove i colpi arrivassero, il suo enorme scudo non poteva coprire i colpi di diverse direzioni... Roth riflettè su quel che aveva visto.



    Quando la battaglia terminò decise di mostrarsi ai giovani, i quali lo riconobbero subito dalle vesti del culto del grande padre. "Complimenti siete stati magnifici" commentò il barbaro mentre i due gli restituivano una spada persa nello scontro. "Roth non è ora di tornare tra le tue genti?" sussurrò uno dei due. Il barbaro rimase con gli occhi attoniti un momento, poi riprese la sua espressione serafica. "Mi spiace non è ancora il momento, ho una promessa da rispettare" Ma il comportamento e l'audacia dei due giovani lo fece vacillare...

    Azazel
    Last edited by Azazelcaos; 27-08-2011 at 21:55.
    Roth Al Goth [FdN] - Gran Master Power Player
    ZULUHOTELITALIA

  5. #5
    Anacleto
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    *glu glu glu* *aaaaaah* Nella più famosa taverna di Radek, un tipo robusto e di carnagione scura si stava abbeverando con molta soddisfazione. Era Kedeldan, sindaco della città di Northgard appartenente alla tribù dei Lupi. Era suo solito svagarsi bevendo un po’ di birra dopo noiosi incontri diplomatici.
    “Questa è l’ ultima, va… devo tornare velocemente al castello, senò il consiglio dei Lupi deciderà di mandarmi a coltivare cavoli e mandrake” disse annoiato il barbaro, rivolgendosi al locandiere.
    *risata* “Non ti preoccupare Kedeldan, qui sarai sempre il benvenuto! Prima che te ne vai però, sono 500 danari”
    *cavolo* pensò. Lasciò quindi una sacca colma di monete e, mentre il locandiere si sfregava le mani, uscì dalla taverna.
    “ALLARME, ALLARME, URUK-HAI AVVISTATI NEI PRESSI DI RADEK! NON USCITE DALLE MURA!” sentì Kedeldan mentre si stava incamminando verso il porto.
    *mhmm… orchi da strapazzo, se la loro carne era commestibile almeno sarebbero serviti a qualcosa… andrò a dare un’ occhiata*
    Arrivò quindi al cancello della città dopo aver ritirato il suo caro orso affamato di sangue dalle stalle comunali tenendolo al guinzaglio.
    “Barbaro, non hai sentito l’ allarme? E’ pericoloso uscire dalle mura!” gridò la guardia
    Kedeldan impugnò la sua mazza pesante e la roteò.
    “Questo sarà lo stesso movimento che faranno gli orchi quando si avvicineranno a me. Ho avuto già a che fare con loro, so cavarmela… piuttosto, sapete dirmi più o meno dove si possono trovare?”
    “Un semplice movimento di mani non ti basterà… comunque in questo momento si dovrebbero trovare sulla strada che porta a Yew… forse da quelle parti c’è un accampamento, quindi sta attento!”
    Con il sorriso tra le labbra e sicuro di sé, il barbaro montò in sella al suo orso e si diresse verso la locazione fornita dalla guardia.
    *mhmm… fitta boscaglia, luce fioca… per i peli del Grande Padre, forse è come cercare un ago nel pagliaio*
    Infatti, era appena passato il crepuscolo ed effettivamente l’ unica cosa visibile era la bava che usciva dalla bocca dell’ orso.
    Ad un certo punto l’ attenzione del barbaro si concentrò su una luce, sicuramente quella di una torcia, avvistata in lontananza. Decise quindi di scendere dall’ orso che era un buon compagno di battaglia e, di soppiatto, andare a controllare i dintorni del posto. Avvicinandosi le sue orecchie non poterono far altro che sentire il grugnire di un orco, o forse più di uno.
    “Gh mh fp td grum tico reth su”
    *ma cosa sta dicendo?*
    Avvicinandosi di albero in albero, Kedeldan presto si accorse che quell’ orco era probabilmente a guardia di un’ accampamento. Prese quindi una strana pozione rosa e, togliendo il tappo con la bocca, la lanciò in modo che l’ esplosione potesse distrarre la guardia e lasciare l’ entrata libera. In effetti, non appena l’ orco di guardia si allontanò si accinse ad intrufolarsi nell’ accampamento ma dopo alcuni passi non si accorse di un filo sottilissimo attaccato alle estremità di due pali che involontariamente lo spezzò, causando il rumore assordante delle pentole che sbattono.
    *cazz…*
    “Gruoooooooooooo!” mentre l’ orco di guardia stava tornando da una parte, dall’ altra altri due orchi e un minotauro stavano già caricando.
    *ci mancava solo che dovevano fare amicizia*
    Lo scontrò ben presto si fece movimentato, mentre l’ orso con forza bruta si preoccupava del minotauro, gli altri tre orchi volevano sopraffare il povero barbaro che, con molta destrezza, riusciva ad evitare la maggior parte dei colpi dei suoi nemici. Con un calcio sbilanciò un orco, e roteando su se stesso mandò a segno un colpo con la sua mazza che sfondò letteralmente il cranio del povero malcapitorco. L’ orco rimasto però fu presto aiutato da molti altri orchetti che inevitabilmente avevano lasciato l’ accampamento semi-vuoto. Il barbaro questa volta non riuscì ad evitare tutti i colpi e di conseguenza fu disarmato e scaraventato a terra.
    Un orco si stava avvicinando per dargli quindi il colpo di grazia ma, nel momento in cui l’ ascia dell’ orco si stava per conficcare nelle carni di Kedeldan, un urlo di battaglia attirò l’ attenzione dell’ orco che, non appena voltò la testa, fu colpito inevitabilmente da un colpo di doppia lama da guerra al collo. La conseguenza fu il volare di una testa e l’ accasciarsi di un corpo orchesco. Kedeldan notò subito il mantello bianco del suo salvatore e, guardandolo in viso, notò una cicatrice che attraversava tutto il volto.
    “Sfregiato! Sei capitato proprio nel momento giusto, sai?” disse Kedeldan
    “Devi tornare a Northgard, il consiglio di sta aspettando! Comunque, ti stavo seguendo da un bel po’ quindi non mi chiedere cosa ci facevo in queste zone” rispose Rainulfo
    Kedeldan quindi si rialzò, riprese le sue armi e i due cominciarono a combattere contro il resto degli orchi, demoralizzati sia per la morte del loro amico orchetto, sia perché il numero dei nemici era aumentato. Nel frattempo l’ orso si stava cibando delle carni del minotauro, oramai deceduto. Come in un branco di lupi, i due guerrieri combatterono in sintonia rendendo ogni mossa parte di una specie di piano di battaglia. Si fecero avanti entrando nell’ accampamento e distruggendo qualsiasi bestia gli bloccasse la strada, fin quando non notarono che un orco diverso dagli altri, probabilmente l’ Uruk Hai citato dalla guardia di Radek, stava per dare il colpo di grazia ad un individuo di ignote entità. I due senza alcun timore si lanciarono contro l’ ultimo nemico che lasciò perdere l’ individuo ormai in bilico tra il mondo dei vivi e quello dei morti. La battaglia si fece presto intensa, l’ armatura dell’ Uruk Hai rendeva inutili quasi tutti i colpi dei due guerrieri fin quando Kedeldan con un colpo estremamente potente distrusse l’ armatura dell’ orco e Rainulfo, cogliendo l’ occasione, conficcò la sua arma dritta nel cuore dell’ orco, staccandola consecutivamente con un calcio che scaraventò il nemico sul terreno, ormai privo di vita.

    “Osso duro, l’ orchetto. Peccato che ha trovato due avversari più duri di lui. Eh, Sfregiato?”
    “L’ unica cosa dura era la sua armatura. Andata quella, è andato anche lui. Non era niente di che”
    Demoralizzato, Kedeldan con il suo coltello stacco quindi la testa dall’ ormai defunto Uruk Hai, sperando di ricevere una ricompensa dalle guardie di Radek.
    “Forza indomita voi Lupi, eh?” disse l’ individuo, dopo aver curato le ferite causate dalla precedente battaglia.
    “Uh?” disse Kedeldan
    “E’ pericoloso affrontare certe bestie se non si è in gruppo, vecchio Custode del Culto del Grande Padre, Roth al Goth. Non è arrivata l’ ora di tornare a Northgard? La tribù si è riunita sotto un’ altra bandiera” disse Rainulfo, certo di quello che diceva.
    *chissa chi è* pensò Kedeldan
    "Mi spiace non è ancora il momento, ho una promessa da rispettare" rispose Roth Al Goth, con un tono vacillante.
    “Non so chi sei, comunque questa spada è la tua” disse Kedeldan.
    “Grazie molte. Non so se non sareste arrivati voi che fine avrei fatto. Ora devo andare, ci rivedremo presto, Lupi!”
    “Arrivederci!” disse Kedeldan. Rainulfo invece si limitò a fare un cenno con la testa.
    Continuando a frugare nel corpo dell’ orco, Kedeldan trovò uno strano libro.
    “Guarda qui, Sfregiato. Ho trovato un libro… il titolo è Ricetta per Antidoto, scritto da un certo Ohst…”
    “Strano. Di che antidoto si tratta?” disse Rainulfo
    Kedeldan diede quindi uno sguardo veloce al libro sfogliando le pagine.








    Quello che notò fin da subito era che il libro parlava dell’ antidoto per il Veleno del Sonno ad Occhi Aperti.
    *Strano… potrebbe servire ai maghi del castello di Northgard, stanno svegli fino a tardi e molte volte sembra che dormono in piedi…* pensò Kedeldan.
    “Sarebbe meglio tornare a Radek, forse il libro è stato rubato nella città. E dobbiamo tornare subito a Northgard.”
    “Ok ok, ho capito… ma divertirti un po’, mai?” disse Kedeldan.
    Con un fischio, richiamò il suo orso ormai sazio e insieme tornarono a Radek.
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  6. #6
    Anacleto
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    *mhmm… guarda un po’ che bella casetta, quasi quasi…*
    Kedeldan stava osservando una delle tipiche case radekkiane in sella al suo cavallo. L’idea che gli ronzava per la testa era quella di trovare una casa nella città verde, siccome era solito girare per quella città a causa dei suoi soliti impegni diplomatici.
    Nonostante la sua fame, aveva ormai deciso di evitare la taverna locale a causa dei suoi numerosi debiti nei confronti del taverniere. Decise dunque di fare un giro fuori città, per perdere un po’ di tempo. Non appena lasciò alle spalle il cancello, una figura in verde attirò la sua attenzione.
    *sicuramente è l’ alchimista della città, solo lui ha quella tunica così verde. Ne approfitterò per comprare qualche pozione* pensò. Poi si fece avanti e cominciò a parlare.
    “Salute, Hartley … vorrei comprare qualche pozione!” disse, sicuro di sé.
    “Salute barbaro, Lupo di Northgard, purtroppo non sono qui per vendere… c’è una cosa che mi preoccupa, e sono qui per meditare”
    Probabilmente lo aveva riconosciuto a causa del suo grosso mantello in pelle.
    “Ah, peccato… cosa c’è che ti turba?”
    “Non ho più notizie di un mio caro amico da molto tempo… costui si chiama Ohst, un famoso alchimista, e solo lui conosceva gli ingredienti per l’ antidoto di un veleno… veleno che sta portando via la vita di una fanciulla!”
    *caspita, una situazione difficile…* pensò.
    “Mhmm… Ohst? Questo nome non mi è nuovo, mi pare di averlo letto da qualche parte…”
    “Come ti ho già detto è un famoso alchimista, sarebbe più strano il fatto che tu non lo conoscessi…” rispose Hartley.
    “Sì, sì… ma se non ricordo male, lessi il suo nome su un libro… mi pare che parlava di un antidoto, il Veleno del Sonno ad Occhi Aperti e qualche altra cosa… l’ ho rimediato uccidendo un Uruk-Hai nel suo accampamento, e tempo fa diede problemi alle guardie di Radek… proprio a loro ho consegnato il libro.”
    “Oh, davvero? Che sollievo, forse c’è ancora qualche possibilità per salvare la ragazza… andrò dalle guardie per dare un’ occh…”
    “Wuaaaaaaaagh!” l’ urlo di alcuni orchi malintenzionati spezzò la conversazione.
    Kedeldan impugnò prontamente la sua grande mazza e, non appena fece indietreggiare l’ alchimista, si difese subito dagli attacchi degli orchi che lo avevano caricato.
    “Allarme! Manda l’ allarme in città” gridò Hartley ad una guardia, mentre Kedeldan evitava attacchi a destra e a manca, non potendo contrattaccare a causa della numerosità del nemico. Passò qualche minuto, e mentre il barbaro pensava a non farsi colpire e a spezzare qualche costola orchesca, dal cancello di Radek uscirono molti guerrieri, tra i quali riconobbe Heather di Northgard, sua compagna di gilda e Ifrit, un guerriero chaotico. La battaglia in poco tempo si spense con la vittoria dei difensori. Kedeldan, aggiustandosi i capelli e ricomponendo il suo abbigliamento disse “Ce l’ avrei fatta anche da solo… comunque, è l’ ennesima volta che quei maledetti orchi danno fastidio a questa città”
    Hartley, unendosi ai guerrieri parlò:
    “Mentre eravate impegnati a combattere, un orco si è avvicinato tanto da poter sentire quello che loro vogliono… il libro. Quello di cui stavi parlando prima della battaglia, barbaro… forse è questa la causa dei loro attacchi. Comunque, non lo potranno mai riavere…”
    “Logicamente, Hartley … ma forse è con dispiacere che ti dico che Ohst abbia fatto una brutta fine, se gli orchi cercavano il libro… ma perché? In che modo può interessargli l’ antidoto?” rispose Kedeldan
    Ifrit intervenne nella conversazione:
    “Nessuno ha mai capito gli orchi… i loro motivi comunque non ci interessano, se si divertono a dare fastidio alla gente è giusto che paghino…”
    “Non saprei, comunque Ohst potrebbe essere ancora vivo, oppure sta per essere ucciso… dobbiamo cercarlo, e so anche dove. Il problema è che il posto brulica di uomini-serpente e di orchi… mi serve un gruppo di guerrieri su cui contare, e voi fate al caso mio… volete aiutarmi?”
    Kedeldan, Heather e Ifrit annuirono prontamente assieme al resto dei guerrieri.
    “Va bene… dirigiamoci al creatore di portali, qui a Radek!”
    Dopo qualche minuto il gruppo arrivò a destinazione e, con i soldi resi a disposizione malvolentieri da Kedeldan, l’ alchimista disse “Per la vecchia Keli’thil!”e quindi il portale fu aperto.
    Il paesaggio non era un bel panorama, il fetore di una palude vicina e le urla spettrali che provenivano da ogni dove incutevano timore nei coraggiosi guerrieri. Hartley quindi, a bassa voce, chiese a tutti quanti la direzione da intraprendere, e tutti decisero che la scelta migliore era fare il giro di un grosso castello andato in rovina, probabilmente infestato, anziché attraversarlo internamente. Dopo aver fatto fuori qualche uomo-serpente sonnambulo e alcuni poltergeist assai dispettosi, il gruppo arrivò nel posto accennato da Hertley.
    *qui è tutto in rovina… come può esserlo Ohst…* pensò Kedeldan.
    “Seguitemi silenziosamente, dovrebbe essere, come penso io, in quella casa laggiù… ma temo il peggio.”
    Entrano quindi nella casa distrutta e la prima cosa che saltò all’ occhio era il corpo privo di vita di un uomo. Hartley si avvicinò, e dopo aver visto bene quel che rimaneva della faccia, cominciò a borbottare. Ohst era morto. E già da un po’ di tempo, a giudicare dai resti ormai in putrefazione.
    “Dannazione, lo sapevo! Ohst, te l’ avevo detto io! Dovevi metterti al sicuro!” alcune lacrime scesero dal volto dell’ alchimista. Il silenzio seguente fu interrotto dal suono dell’ erba calpestata. Tutti i guerrieri misero mani alle armi e subito dopo quel suono si trasformò in urla di dolore e di spade che si scontravano. Gli orchi avevano teso un’ imboscata e la battaglia quindi cominciò. Kedeldan ed Heather, come gli era naturale, combattevano all’ unisono seguendo lo stile dei Lupi, Ifrit cominciò a menare fendenti e a pronunciare incantesimi vari rimanendo vicino all’ alchimista per proteggerlo e gli altri guerrieri si sparpagliavano nel villaggio in rovina, fuggendo da qualche orco agguerrito o inseguendone altri ormai disarmati. Il nemico comune dei due Lupi, con lo stupore di Kedeldan, sapeva stranamente usare la magia, e ciò rese la battaglia ancora più difficile. Mentre il barbaro se la vedeva faccia a faccia, Heather pensava a conficcare i dardi nei punti deboli dell’ avversario, grazie all’ uso della sua potente balestra. In poco tempo, l’ orco fu scaraventato a terra dai molti colpi ricevuti e Kedeldan, con un potente colpo gli sfondò il cranio. La battaglia comunque non era ancora finita, palle di fuoco e fulmini che uscivano dal nulla illuminavano il campo di battaglia, ma i due barbari notarono subito che le porte rudere dove si trovava il corpo di Ohst erano state otturate da alcuni enormi massi.
    *strano… forse siamo stati ingannati da un diversivo…”
    Chiamò quindi Heather e si precipitarono nel luogo dove si trovava Hartley.
    “Dannazione, vogliono fare fuori l’ alchimista! Dobbiamo subito entrare!”
    Mentre Kedeldan tentava quindi di spostare i massi e di aprire un varco, potè sentire le urla di dolore di Ifrit, che probabilmente era rimasto affianco all’ alchimista per tutta la battaglia. Nel frattempo, gli altri guerrieri si riunirono ed aiutarono Kedeldan ad aprire il varco per entrare nella casa. Appena riuscirono ad entrare nella casa, notarono subito che un orco stava per dare il colpo di grazia al guerriero chaotico con la sua ascia. Mentre Kedeldan stava correndo per fermare l’ orco, al fianco della sua testa passò una freccia che si conficcò in quella dell’ orco che cadde sui fianchi, privo di vita.
    “Fiu… ho fatto in tempo!” disse Heather
    “Bel colpo! Ifrit, tutto bene?”
    “Stava per avere la meglio su di me… non sono in fin di vita, ma sono pieno di ferite…” disse Ifrit
    “Lascia fare a me…” Hartley avanzò verso il guerriero inerme e gli applicò alcuni unguenti che gli guarirono le ferite.
    “E’ stata tutta colpa mia. Lo dovevo capire fin da subito che era una trappola… torniamo a casa amici, qui non c’è più nulla da fare… ed è un posto pericoloso”
    Ifrit quindi aprì un portale per Radek, grazie alla sua runa, e si diressero tutti quanti verso la torre di magia.
    “Grazie a tutti per l’ aiuto… sono stato un incosciente, vi ho fatto rischiare la vita… comunque, c’è sempre una fanciulla in pericolo, e devo necessariamente creare l’ antidoto per quel veleno… dopo che mi farò dare il libro dalle guardie, studierò bene gli ingredienti che servono e dove reperirli… appenderò una pergamena nella bacheca d tutte le banche che spiegherà che ingrediente serve e… forse… dove si trova. Spero nel vostro aiuto un’ altra volta…” l’ alchimista quindi salutò tutti ed entro, distrutto, nella torre.
    I guerrieri, con i chiari segni della battaglia precedente, ripresero la loro via. Dopo aver scambiato un po’ di chiacchiere, anche Ifrit, Kedeldan e Heather decisero di tornare ai loro compiti… *o forse a una bella e sana dormita!* pensò Kedeldan.
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  7. #7

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    Una pergamena fu appesa nelle principale banche di Sosaria..

    "Ho ricevuto e letto il libro di Ohst. Sono ingredienti rari, o meglio, unici. Purtroppo non conosco le loro posizioni, quindi l' unico aiuto che posso darvi è la descrizione di ogni ingrediente.

    Stella Polare: Arbusto bianco cristallino, con petali dorati.

    Occhio dello Scorpione: Pianta marroncina, attenzione alle spine: sono velenose.

    Guardiano della Cascata: Base blu, con petali più chiari.

    Salto del Rospo: Pianta ricoperta di melma verdastra.

    Vi aspetto nel mio negozio a Radek con tutti questi ingredienti. Bisogna salvare la ragazza.

    Hartley, l' alchimista."

  8. #8

    Default

    Gli ingredienti erano stati trovati e l' antidoto fu creato dall' alchimista di Radek. Ailea era salva, si era risvegliata.

    Ma nessuno si spiegava come mai gli Uruk-Hai volevano impedire la creazione dell' antidoto..

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