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  1. #1
    ZHI Staff

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    Default [Quest di Gilda] Fiamme Nere. {Dwarf-OAX}

    Il sonno di OBELIN era disturbato.
    Una terribile voce nella sua testa...


    Sconfitto ed umiliato, dalla Terra schiacciato.
    Il perfido Male incarnato in persona.
    Un popolo odiato, un popolo che deve esser umiliato.

    Nelle sue stesse grotte il male è annidato.

    Simboli sacri in fiamme di morte,
    oscuro il colore, fitto il mistero.

    GIMLI che tu possa da lì udirmi?
    Che Egli forse in un limbo nero, confinato ti ha?
    Che forse il tuo Popolo mai più guidare potrai?
    O forse tu SIMONINI? Tu? Tu mi vedi?

    No. Fiamme nere intorno a loro.
    E il passaggio sbarrato da un MALE CHE TORNA.



    Preparati ad un nuovo viaggio, popolo della Terra, se il tuo Rik Dawi onorare di nuovo vorrai.



    La voce cambiò improvvisamente timbro, quasi fosse proveniente da un'altra entità, più luminosa, più faminliare al nano...



    Ma stavolta non sarai solo....


    ***


    Contemporaneamente, Lu Max si svegliò all'improvviso. Confusione nei suoi pensieri, ma una meta sicura: raggiungere Minoc.
    Quester Nightmare - Zulu Hotel Italia
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  2. #2
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    Il sangue ribolliva nelle vene dei Nani, forte era il calore che inondava il cuore di ognuno di essi, perchè più pesante era ogni respiro quando si faceva per andare a riposare. Da poco tempo i dawi potevano vivere al meglio nella bella Minoc e da poco tempo potevano apprezzare prima di andare a dormire, lo scorcio di cielo che si vede ai piedi della collina di Nanos Terram… Neanche il tempo di abituarcisi che la stessa terra che ora urla vendetta e chiama sangue sulle nostre lame rischia di infettarsi.

    Molte porte già erano state aperte e alcune case riempite, ma nel frattempo il grosso delle famiglie protette dalle guardie dirette da Obelin erano ancora in tragitto con lente piccole carovane provenienti da ogni dove, e tanti Dawi erano lì con loro a proteggere i propri cari o chi gli era stato assegnato. Tale situazione influiva non poco sulle tempistiche di azione, frenando ogni iniziativa contro una qualsiasi infezione che voleva tenerci fuori dalle nostre mura, dalla nostra terra partendo per di più dalla sacra tomba.

    Antica e forte è la tradizione nanica, buona l’ospitalità se oltre al vile oro, cordialità viene mostrata. Quando un minatore nanico trova o analizza dei filoni di zulu, oltre la rarità ne apprezza la purezza che contraddistingue tal minerale, questa caratteristica permette malleabilità quando è lavorato, ma estrema solidità una volta forgiato, allo stesso modo analizza e tratta con le altre genti che sia la razza o una fede a contraddistinguerli, ma non la barba.

    Il girovagare per trovare una dimora adatta con un contesto conforme ai propri bisogni era ormai diventata un arte per i nani che avevan agguantato possedimenti ovunque, ma le placide acque e le sabbie dorate di Nujel’m eran diventate punto di ritrovo ricorrente per i Dwarf, apprezzandone le temperature miti, la carne di tricheco e gli individui che ne curavano l’ordine, gli OAX stringendo spesso rapporti commerciali prima e chiacchiere davanti una birra poi.

    La trasformazione nel corso del tempo di tali relazioni, dai ranghi più bassi giunse alle attenzioni dei Diarchi dell’Ordine di Xhuto e del Re di Minoc. Ciò fu un utile informazione da condividere e alle basi di tali rapporti, l’idea di collaborare con gli Akritoi tutti, non fu così duramente combattuta dall’orgoglio di ogni Dwarf e venne accettata tranquillamente. Questo sta a dimostrare quanto la purezza delle lame di Xhuto siano affidabili e affilate.

    Neanche se nel sonno di noi mortali il Dio Terra nella sua grandezza avesse avvicinato l’isola di Nujel’m a Minoc avremmo potuto avere una notizia migliore dopo aver preso l’ardua decisione, Lu Max era già in cammino per Minoc e al suo seguito la spada di Xhuto, gli Akritoi.

    Tryskell [Dwarf]
    Quote Originally Posted by BeorIlNano View Post
    Il derelitto comunque appena uscito dall'ospedale ha detto:
    "Mi hanno trovato 0.9 di tasso" "Di alcool nel sangue?"
    "No di sangue nell'alcool"E poi ha aggiunto
    "Se vengo a giocare su zhi mi fate fare il dio della morte?"
    "No, al massimo il trash can""Ok"

  3. #3
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    Serrati i morsi dei llama di prima scelta, raccolta la guardia di Minoc, Tryskell portò i guerrieri al cospetto dei Obelin. La tensione era palpabile ma con le sue parole di Re, cinte di fedeltà e onore, fece attorno ai nostri cuori gorgoglianti di rabbia, una seconda armatura. Forti della risolutezza appena acquisita, fermi erano i passi che seguirono per giungere alla tomba di Gimli. Nere erano le fiamme che cingevano il mausoleo, l’odore di vecchio era forte come se della terra dal centro del mondo, fosse risalita in superficie. Nel mentre si provava a capire da dove venisse quel sentore d’antico, dal suolo si iniziò a compattare ed erigere un accumulo di rocce e terra che presto prese forma in un vecchio elementare di terra, un avatar dell’unico Dio nostro. Lentamente costui ci mostrò la via per ripulirci da un maleficio di qualche oscuro signore. Le armi normali nulla potevano contro le fiamme nere che infestavano Nanos Terram, ma una lama forgiata in un antico e raro materiale se maneggiata con destrezza avrebbe potuto estinguerle.
    Quando il lord della terra si ritirò e i nani ai piedi della loro montagna si misero a discutere su chi dei presenti dovesse occuparsi del recupero del materiale giunsero numerosi e compatti gli OAX. Non appena Lu Max e Obelin ebbero conferito in privato, ci guidarono presso la gola dove antichi filoni dopo fortissimi terremoti erano risaliti in superficie e dove sembrava che affioramenti di quello strano materiale erano giunti a portata dei normali mortali.

    Non appena Lamina si mise in esplorazione della giusta vena dove estrarre, il cielo si annerì, l’aria divenne pesante e la terra iniziò a scuoterci come grano al vento, d’un tratto fu chiara la presenza di una malevole volontà, potenti erano le sue capacità, meteoriti infuocavano il cielo e cadevano copiose come pioggia, mentre le nuvole di polvere si alzavano al cielo dovute ai forti impatti, corpi senz’anima rinvigoriti dall’odio nero si erigevano dalla terra infetta dando una consistenza alla foschia ormai diffusa.

    Solo dopo aver tarpato le ali alla prima vampata di odio, i Dawi e gli Arkitoi capirono che chi aveva maledetto il sepolcro di Nanos Terram sapeva che lì c’era l’unico modo di combatterlo e ci aveva tratto in una gola proprio per averci raggruppati e vulnerabili. Più era il minerale accumulato nelle sacche di Lamina più erano forti i redivivi e più grosse erano le meteoriti, ma robusto era lo scudo nanico e forte era la lama di Xhuto, combattendo con ardore e resistendo ai continui attacchi non appena tutto il materiale fu minato, conquistare una forgia divenne l’ardita impresa. Qui la coordinazione diede i suoi frutti, resoci conto che nella gola dove c’erano dei resti di un accampamento, non c’era una forgia, si decise di andare nella famosa miniera protetta di Minoc, ma non appena qualcuno provava a richiamare un portale magico, muri di terra si erigevano occultandone il passaggio o grossi meteoriti bloccavano i movimenti durante gli incantesimi vanificandone gli sforzi… Le sinergie d’intenti rubarono la sabbia dalla clessidra e più portali vennero aperti insieme così da permettere a tutti di tornare incolumi a Minoc.

    Il tempo di avvicinarci alla forgia e sgombrare la zona dagl’inconsapevoli e di nuovo l’odore di vecchio si rifece fortissimo e dagli scalini della miniera prese forma il golem di terra che si congratulò con tutti per aver preso il minerale e prendendolo con se, mentre ritornava terra, disse che presto sarebbe ritornato.
    Rasserenati ma allo stesso tempo incuriositi, Dwarf e OAX andarono a sciogliere i muscoli in taverna in barba ai sedentari di Zhisland.
    OFF GDR: scusate se è scritta male ma, avevo quasi finito di scrivere quando è andato in errore la pagina, quindi ho riscritto tutto un po’svogliato.

    Tryskell [Dwarf]
    Quote Originally Posted by BeorIlNano View Post
    Il derelitto comunque appena uscito dall'ospedale ha detto:
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  4. #4
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    I nani e gli akritoi di Xutho respinsero con veemenza gli innumerevoli attacchi sferrati dagli adepti del Signore Oscuro, riuscendo così a portare nella città di Minoc il sacro minerale. Solo nella lande più oscure poteva esser minato e solo gente di grande valore poteva lavorarlo, quello era il materiale più adatto per forgiare la spada della gloria, della giustizia, dell’unione…LA SPADA DI MITHRILL!!!
    Una volta forgiata dai nani, la spada era ora in mani sicure.
    Gli akritoi, dopo essersi consultati, di comune accordo decisero di affidarla ai nani di Minoc. Chi meglio di loro avrebbe potuto custodirla? La diffidenza verso gli altri, l’orgoglio innato, la conoscenza di boschi e montagne per molti inaccessibili, rendevano il popolo nanico un perfetto custode.


    *******************

    Diarca
    Lord Lu Max of Nujel'm [OAX]


  5. #5
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    Tryskell, nominato dai nani protettore assoluto della spada, ne stava ammirando la pregevole fattura…
    La lama emetteva una luce accecante, dall’aspetto sembrava pesante e corposa come il granito ma solo dopo averla impugnata ci si accorgeva della sua immane leggerezza paragonabile alla piuma di un pavone…il nano iniziò a volteggiare con estrema agilità l’arma, quando all’improvviso un rumore sordo lo colse alla sprovvista: “TUN! TUN!”

    “Qualcuno bussa alla porta, ma chi sarà mai a quest’ora?” pensò il nano riponendo la spada nella fondina.
    Sospettoso si diresse verso l’uscio.

    "Chi é? Chi osa disturbarmi nel cuore della notte?" Esclamò con voce dura.

    Da dietro la porta una voce che già aveva udito, una voce familiare…
    “Sono Shundar! Apri voglio parlarti di una cosa”

    Tryskell tirò un sospiro di sollievo, lo fece accomodare, e subito, come si usa tra i nani, gli offrì un boccale di birra. Domandò:
    “Cosa ti porta da queste parti? Di cosa volevi parlarmi?”

    “Sono venuto ad accertarmi delle vostre condizioni. Spero che tutto stia procedendo per il meglio!?” Rispose l’akrites.

    “Bhé! La battaglia è stata dura, ma come vedi tutto procede...siamo tutti illesi ma estremamente soddisfatti di come si è conclusa quest’avventura. C’è grande euforia per il legame sempre più forte con voi, nobili cavalieri di Xutho! Insieme siamo riusciti a liberare Nanos Terram e siamo certi che con il vostro supporto e la sacra spada, nessuno mai potrà riprendersi la nostra terra!”

    “Bhè! Ne sono più che convinto, caro nano!”
    Dopo aver sorseggiato un po’ di birra, l’akrites riprese:
    “Tryskell! Ho saputo che sei stato nominato custode primario della spada!”

    “Si! il re Obelin insieme ai miei fratelli han deciso di affidare a me questo compito!” Rispose fiero il nano

    “Bhè perché non me la mostri? Non ho mai visto alcun oggetto forgiato con il Mithrill”

    *******************

    Diarca
    Lord Lu Max of Nujel'm [OAX]


  6. #6

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    Una leggera sensazione di calore tra le dita, un brivido lungo il braccio sinistro, le prime due sensazioni che portarono al risveglio del nano, il quale giaceva a terra appiattito dalla propria mole, inchiodata a terra dal un dolore lancinante dietro la testa e il macchinare della mente che riprendeva lucidità ad aggravare il tutto.

    I primi attimi di luce si paravano appannati, la confusione si faceva padrona di quel corpo pressoché immobile e la vista addobbava quello scompiglio interiore, dando l’impressione di essere immersi nell’acqua di mare, ma con una scala cromatica sul rosso, di certo più impressionante.

    Un rumore usuale faceva da sottofondo, il belare inconfondibile di quel caprone nero riportava alla mente ciò che la vista non ancora consentiva, il luogo dove Tryskell magnificamente interpretava una posizione che è consona più a un letto dopo un’ubriacata, che a al pavimento di casa propria.

    “…Quella maledetta bestia non sta mai zitta, si vede che è stata allevata da un umano… quell’Argo… probabile contagi le bestie con la sua parlantina, per far impazzire nel tempo coloro a cui le regala…quindi sono a casa…” al compimento di questo pensiero il nano venne squassato da una scossa di paura, mista a ira e lucidità. Muscoli e sensi ripresero un minimo di mobilità, quel che bastava a notare che la mano sinistra usata per fare ad alzarsi, era insanguinata qualche momento dopo stramazzò di nuovo a terra, il colpo senza protezione alcuna lo aveva ferito gravemente.

    Ad opprimerlo a terra e a privarlo di ogni volontà di mettersi in piedi e reagire però, furono i primi sentori di tradimento che laceravano le membra più della stessa lama, usata da vili, con un attacco alle spalle, buono per i codardi e per chi sa di non potersi permettere di vivere dritti sulle vertebre e sull’orgoglio di un’esistenza degna di esser nominata tale.

    La mattina dopo, di buon ora Wulgar Stonehead come al solito, passò per la reggia nanica di Nujel’m, per infastidire e eventualmente interrompere il sonno prolungato del vicario reale, ma ovviamente a lui si parò una scena ben diversa dal consueto. Scuotendo animosamente il corpo gli fece riprendere i sensi per qualche momento e in quei secondi due parole sole vennero sibilate:“Arkitoi traditori!” .

    Per la prima volta, si mostrò agile e preciso, come mai fin quel momento, accertatosi che il dawi respirava stabilmente, evitò di imbrattare tutto e magari sporcare il letto della sua signora, intimamente impaurito dalla probabile futura reazione. Sapeva che più di ogni posto, uno gli faceva bene come l’abbraccio del Dio Terra, l’odore delle rocce delle caverne che portano alla sala di Gimli, avrebbe sicuramente fatto da lenitivo a quella mente.

    Wulgar mai stato pratico di arti magiche d’alto livello, toccava consuetudinalmente le sabbie dorate di Nujel’m dalle coste sud attraccando la barca al moletto alle spalle della sede degli OAX, passando per la grande scacchiera, ricordo felice di gioventù, e attraversandola tutta per giungere alla casa del compagno. Egli sapeva che avrebbe rischiato molto a passare appesantito vicino alla sede dell’ordine di Xutho, probabili colpevoli di quell’onta, ma non poteva perdere tempo.

    Confuso, non poteva farsi prendere dallo sconforto, imbracato alla propria schiena quel peso morto diede una bella carota al proprio lama dorato e si fiondò verso la barca. Non notava nulla, vista l’ora era l’unica presenza rumorosa per le strade ma non poteva curarsi della visibilità, avrebbe agito da nano, incurante delle sfide. Nel mentre il guerriero temprava la propria volontà già scorgeva le mura e gli stemmi di Xutho e un fuoco cresceva dentro e gli faceva stringere oltremodo l’impugnatura del proprio martello. Come una fulmine stava per superare la sede degli arkitoi, ma la solita scheggia di follia che lo aveva sempre contraddistinto tra i nani ebbe il sopravvento per un secondo, fatale per la colonna tra i cancelli dell’atrio principale, interamente intarsiata con lo stemma della gilda. Proprio in quel punto il dawi aveva dato fondo alla sua disperazione, scagliando da una buona distanza il suo warhammer senza timore alcuno. Nel mentre il martello e pezzi di arenaria cadevano a terra con gran fragore, Wulgar stava già liberando la cima alle spalle del palazzo, prendendo il largo verso Minoc.

    Con non poca fatica e tanta fortuna nel vento, i dawi giunsero sulle rive del fiume che attraversa la città nanica e con prontezza, il più giovane fece una branda nelle viscere di Nanos Terram e assicuratosi dell’immobilità del corpo, corse a chiedere cure più accurate tra le fila naniche e non solo. Poco dopo il druido di razza elfica, Palin Majeri, compagno di una vita della guardia reale Basalt, giunse da Dairy Lake per curare Tryskell e grazie alle ricette speciali raccolte negli archivi nanici delle erbe mediche, non molto dopo i primi miglioramenti erano già visibili.Giunta la sera e radunati i nani nelle vicinanze avvertiti da Wulgar, il Re Obelin avviò un consiglio d’emergenza per vedere il dafarsi.

    ****
    Un bel sole paglierino aveva trasformato la fredda tramontana proveniente da Northgard, in una dolce brezza carica della voglia di iniziare una bella giornata gustando la quiete del mare placido di Nujiel’m. Il Diarca Lu Max non aveva partecipato alla caccia notturna degli arkitoi in quanto acciaccato da un combattimento recente contro un dragone di zaffiro e, avendo bisogno di una notte in più per recuperare a pieno le forze, stava nel letto della sua amata sede godendo a pieno dei momenti di risveglio dopo un meritato riposo, assaporando l’aria del primo mattino, sperando di veder tornare i compagni d’arme illesi e carichi di un bel bottino.

    Neanche il tempo di finirsi di cambiare e poter affondare i piedi sulla sabbia, che un sordo botto echeggiò nell’aria riempiendo il silenzio mattutino, Lu Max si fiondò alle finestre e vide una nuvola di polvere diradarsi all’entrata da villa, mentre scendeva indossò un corpetto e prese la sua spada, ma trovò solo una colonna implosa dal mezzo e un martello da guerra nanico firmato da Laaurd mezzo sepolto dalla pietra.

    Qualche minuto di totale smarrimento prese il Diarca che si appoggiò alla statua dell’atrio centrale cercando di trovare una spiegazione plausibile o inseguendo la serie di coincidenze che fanno della folle soluzione, la via a cui credere per non pensare male.

    Totalmente assorto nei propri pensieri si mostrò ai compagni di ritorno dalla battuta, impietrito, come un tutt’uno con la statua centrale dell’atrio. Superato il clamore momentaneo dovuto alle spiegazione di Lu Max, gli arkitoi tutti anche se acciaccati dalla battuta si misero subito a sgombrare le macerie e a far fronte comune sulle decisioni da prendere, inappuntabili come sempre.

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