Il Tradimento

Dalla cavalcata di Acheronte verso Yew era trascorso molto tempo e molte cose erano avvenute, di cui alcune liete ed altre più cupe. Come un pugnale al cuore, Thyabel non poteva fare a meno di riconoscere i suoi errori, la sua ingenuità:

...Molti mesi addietro un elfo, che aveva portato con se molti, fra fratelli ed amici, aveva riconfermato la sua fedeltà al popolo elfico, la sua amicizia, la sua gratitudine. Il suo nome era Ispanico di Yew, un buon guerriero, dal sangue giovane ed irruento, forse troppo. La sua brama di sfide aveva spesso portato un po' di indisposizione negli animi dei suoi fratelli, che però con un sorriso sempre lo perdonarono, era giovane, impulsivo, avrebbe imparato, questo si ripetevano sempre.

Una notte, senza che nessuno avesse da accorgersene, Ispanico svegliò tutti i suoi fratelli e compagni più stretti, li fece armare e come vili creature strisciare nella foresta, nel mentre già alcune gesta nefande avevano macchiato il suo essere elfo, nel cuore, ma anche sul volto; lui ed i suoi compagni sembravano colpiti come da una malattia, grandi voglie scure si allargavano sui loro volti e sul resto del corpo, presto la loro pelle tutta sarebbe stata tinta di ebano ed onice e nei loro occhi già si leggeva un animo malvagio crescere, figlio di una corrotta ingenuità, di un'impulsività guidata da ideale alcuno e deviata nell'insensata voglia di sangue.

E' inutile raccontare come questi divennero Elfi Oscuri, corrotti dal Marchio della Dea Innominabile, colei che gli Dei Elfici scacciarono assieme al suo seguito dalla terra di luce, condannandoli tutti all'esilio nella tenebra. Al loro fianco Ispanico, Lan Gerard, Alexander X, Gerard, Jack Metropolis, Rufus Dannat, Marcus Blademail, Devicious, Marion, Lord Darkness of Wind ed altri ancora, combatterono nei principali campi di battaglia di Sosaria, in insensate schermaglie, caotiche risse e vergognosi scempi. Quando però tornò, come risorto, Tyron, ultimo vero comandante di quel popolo, da troppo tempo abbandonato alla schermaglia senza più ideali, portando loro la speranza di un'ultima battaglia, che avesse un senso ed avesse una sua dignità, tra questi non furono riconosciuti gli elfi su menzionati, gli Ultimi Drow, sparirono in una notte e di questo già altrove si è parlato.

Gli elfi traditori fecero ritorno a Yew, dispersi e sconfortati, affermarono di aver abbandonato le vie oscure, proprio nel momento in cui Tyron aveva prospettato alle sue schiere i veri ideali di Lolth, paura e terrore, dicevano, aver avvolto i loro cuori, ed odio, per l'orripilante forma che stava crescendo in loro.

Chiedevano perdono e redenzione e promisero ancora una volta fedeltà assoluta...

La realtà viene sempre a galla

In quel periodo Thyabel era sì sospettosa del ritorno di quelli, ma le tradizioni parlavano chiaro, il suo buon cuore anche era mosso da compassione e tanta speranza, che vi fosse più verità che menzogna nella promessa rinnovata.

Per qualche tempo le cose sembrarono procedere bene, ma non si sa bene quando, nella stessa città alleata di Camelot, il marchio del male si risvegliò; non sono certe le oscure influenze che compirono quest'empio gesto, ma improvvisamente da oscuri portali che davano sull'abisso, draghi e questi stessi elfi si scagliarono con ferocia sui presenti, ancora distratti dalle quotidiane attività: attaccati di spalle mentre si allenavano nell'arte della guerra, bruciati vivi mentre compivano opere di artigianato, tanto fu lo sconcerto che ben più di una volta la compagnia di Ispanico fece di questi attacchi.

Thyabel era rimasta allibita dai racconti di Elfi, Nani ed Umani. Le era difficile credere che dopo tante promesse queste fossero le gesta di riconferma. Lupi travestiti da pecore, bugiardi approfittatori, usurpatori di fiducia, vili e meschini, o forse solo troppo giovani ed impulsivi per riconoscere il valore del rispetto, dell'amicizia, della fratellanza. Decisamente nell'animo costoro non erano Elfi, e come spesso dettano le leggi di Sosaria, questo lo si sarebbe visto anche nel cambiamento dei loro corpi.

“Da oggi, Ispanico ed i suoi compagni sono banditi dal Regno di Yew,
non sia loro concesso un ritorno sino a quando i loro animi non si dimostrino realmente maturati ed anche allora non sia loro mostrata troppa confidenza. Ogni elfo ricordi che vi è una Legge Elfica, quella va rispettata, ma essa dice anche che chi leva la spada contro un fratello elfo reclama il diritto di essere ucciso, così sia se a gran voce continueranno a reclamare questo diritto”.

Vili, come si erano dimostrati sino ad allora, Ispanico ed i suoi compagni decisero allora di disperdersi, di cambiare identità, di diffondere i segreti conosciuti del castello Elfico di Yew, i passaggi segreti e gli usi dei suoi abitanti.

Il sangue, eredità del tradimento

Qualche mese dopo, la pace era tornata su Yew, anche se la guerra coi goblin ancora la minacciava, i guerrieri elfici si stavano preparando alla guerra. Con semplici armi di legno si allenavano sotto l'esperta guida del Generale Hrtfun e dell'Arciere Aykataro Cyratan, entrambi molto esperti di combattimento.

Gli elfi trascorrevano il tempo in alcune sale a Sud del castello, tra il Mercato ed il Corpo Principale della fortezza, una zona accessibile a chiunque ma solitamente evitata per il timore di trappole e quant'altro che avvolgeva tale zona, ma che non vi fosse alcuna trappola o magia che riportasse in città e che le porte non fossero sigillate appropriatamente, questa era cosa che Ispanico ed i suoi ben sapevano.

Un gruppo di guerrieri stranieri giunse allora in quell'angolo del castello, vide la scena davanti a sé e decise di fare strage di elfi, non perchè vi fosse un odio particolare, ma solo per il gusto del sangue. Mazzarò, Speeds Tucher ed Inferno si scagliarono sugli elfi presenti e sull'unico nano che era venuto per condividere le diverse tecniche di lotta e la cultura delle armi.

Inutile dire che la scena fu assai deplorevole e vile ed il sangue rappreso lasciò ben maggiori ferite nel cuore dei sopravvissuti che non le lame degli agguerriti assalitori nelle loro carni.

L'eredità del tradimento era stata svelata e completata, non vi era più fiducia, i segreti più remoti erano stati traditi, svelati con grossolana arroganza, per il rancore di non poter più indossare una veste, di non poter più portare un titolo, di non essere più bene accetti tra la gente con cui un tempo si condivideva l'etnia e la cultura.

Ad oggi è noto che Ispanico ed i suoi hanno cambiato nome, hanno cercato di farsi arruolare come mercenari presso molte gilde, tra cui gli stessi nemici che hanno dichiarato guerra agli elfi, come il popolo dei goblin di Graak; la razza ed i nomi attuali sono andati perduti, ma di certo non avranno più modo di essere bene accetti a Yew.

Altre scorribande si perpetuano continuativamente nella Verde, Draghi attaccano alcuni edifici ad alta frequentazione, come la banca, assassini entrano liberamente in città per uccidere gli avventori e si nascondono in quegli angoli, dove per una posizione di alberi e di mura le eco e le grida che invocano la protezione delle guardie non possono da queste essere udite.

Riunione e Rifugio

Come è facile immaginare, nel mentre che tutto questo avveniva ed i goblin minacciavano con sempre maggiore foga una grande ed imminente guerra, con uccisioni, scorribande e terrore, il popolo elfico si riunì per discutere la situazione.

Il Castello non era più sicuro, tutti i suoi maggiori segreti erano stati traditi, la città di Yew sembrava già fin da ora sotto l'assedio di vili e codardi personaggi che sfoggiavano un'arroganza indicibile, contro elfi e nani in visita, era necessario un cambiamento, per questo si riunirono, e per questo decisero...

«Dobbiamo fortificare le mura chiudere tutti i passaggi, barricarci nel castello!»

«No, no! Sarebbe da vigliacchi, dovremmo affrontarli di petto!»

«Ma sono schermagliatori, dispersi su tutta Sosaria, come possiamo affrontarli?»

«Più che altro abbiamo bisogno di completare gli addestramenti per farlo e per addestrarci abbiamo bisogno di un posto sicuro, protetto, segreto!»

«Avete ragione, dobbiamo ripristinare le nostre difese, se un gruppo di briganti arriva a farci tanto danno eludendo le nostre guardie, i Goblin potrebbero fare di peggio, hanno imparato l'arte della guerra direttamente dai peggiori assassini di Sosaria...»

«Come? Sono...sono forse affiliati a quel gruppo di Barbari che cerca sempre battaglia con chiunque?»

«Dicono, che il loro capo sia una specie di Paladino del loro Dio, in alcune schermaglie in cui già lo ho visto combattere mi è parso di vederlo pregare con blasfeme parole evocando magie che sinora ho visto solo usare da Paladini dell' Ordine o del Caos»

«Invero, questa deve essere una diceria, se i Goblin possono usare tali artefizi sono ben più potenti del credibile...»

«No deve essere un errore, avrai dato troppo significato a semplici bestemmie, che altro può uscire dallo loro bocche...»

«Ma non è credibile abbiano bestemmiato con tanta forza da invocare le stesse magie di protezione...»

«Parleremo dei Goblin in un altro momento, ho da proporre un rifugio, fin quando Yew stessa non sarà ricostruita ed edificata in maniera da essere più difendibile, guardate qua...»

Assieme guardarono e studiarono planimetrie, organizzarono magie ed incantamenti per portali e trasporti, Il popolo elfico si sarebbe rifugiato nei boschi ed avrebbe atteso il suo momento. Dei goblin e la loro minaccia si parlerà altrove...