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  1. #1

    Default Elerryan Sacerdotessa di Akaymas

    Nel tempio del Casato Braen dedicato ad Akaymas, le sacerdotesse erano concentrate nella realizzazione di un rito e allo stesso tempo seguivano il travaglio della primogenita di Matrona Krielya, Lienna.
    Nessuno sapeva da chi fosse stata messa incinta, ma tutti, chi più e chi meno avevano subito gli isterismi di Lienna durante la gravidanza. Non era mai stata stabile mentalmente però Krielya non aveva mai voluto sacrificarla, non perchè fosse dotata di chissà quali poteri, nè per altro, l’unica cosa che aveva salvato Lienna durante tutti quegli anni era il marchio di Akaymas sul suo corpo. Il Dio sembrava volerla rivendicare per se, inoltre sembrava che godesse dei favori del Dio, per questo motivo Krielya ha sempre chiuso un occhio dinanzi le bizzarrie di Lienna.
    Il rito si era concluso tra le urla e i pianti di Lienna, che in questo frangente sembrava aver perso anche quel briciolo di sanità mentale che le era rimasto, inveiva contro chiunque ma soprattutto contro Krielya che aveva la colpa di non volerle strappare il figlio dal grembo e di godere nel vederla soffrire così.
    Le sorelle di Lienna le erano vicine e l’aiutarono a partorire, non una bensì due femmine, due gemelle. Le bambine erano in perfetta salute ed entrambe erano state segnate dalla mano di un Dio, entrambe venivano reclamate come sacerdotesse. La prima venne chiamata Inae e portava su di sè il simbolo del Caos, la seconda venne chiamata Elerryan e portava su di se le fiamme di Akaymas.
    Dopo i primi vagiti le gemelle sembrarono acquistare una calma strana, erano attente ma non piangevano, Lienna era svenuta, fu così che i nomi vennero imposti da Krielya in persona, quando la matrona madre dei Braen poggiò le bambine sull’altare e impose loro i nomi, le mani delle neonate si illuminarono dissolvendo ogni dubbio sul loro futuro.
    Gli anni passarono, la stabilità mentale di Lienna era sempre più precaria, era convinta che le sue figlie l’avrebbero uccisa e così non lasciava passare giorno senza sottoporle alle angherie più cattive che la sua mente malata potesse partorire.
    Ben presto Inae venne affidata alle cure di una sacerdotessa di Kaileb affinchè venisse preparata ai doveri che le spettavano, ma il destino non fu altrettanto benevolo con Elerryan.
    Le due gemelle erano simili e allo stesso tempo diverse, entrambe belle seppur la bellezza di Inae sembrasse offuscare quella della sorella in varie occasioni, i lunghi capelli di Inae sottolineavano la sua femminilità a differenza della corta e scarmigliata testa di Elerryan. Gli occhi rossi di Inae avevano un taglio allungato che donava al viso un fascino intrigante, mentre gli occhi di Elerryan a volte striati d’argento erano troppo bizzarri.
    Sta di fatto che tutti si fermavano ad ascoltare la voce soave di Elerryan, sembrava infatti che la bambina avesse rubato la voce di qualche ninfa e in occasione dei riti era lei che cantava le preghiere agli Dei.
    Dal momento che Lienna aveva perso il potere su Inae, le angherie su Elerryan divennero quasi torture, le proibì di parlare, poteva cantare unicamente in occasione dei riti, ma in nessun altra occasione avrebbe potuto proferir parola.
    Fu all’età dei cinquant’anni poco prima che divenisse donna che la mente di Lienna vide come assicurarsi tutto il potere sulla figlia.
    Lienna disse a Krielya che Akaymas le era parso in sogno e aveva chiesto Elerryan come sua sposa in una cerimonia che doveva tenersi di li a cento anni, fino ad allora il corpo di Elerryan doveva rimanere inviolato. Krielya in un primo momento non voleva dare ascolto alle parole di Lienna, ma non voleva nemmeno far irritare Akaymas così chiese a Lienna cosa voleva fare per impedire a Elerryan di divenire donna.
    Lienna mostrò a sua madre una cintura d’argento, una sottile catenina lavorata chiusa ad una estremità da una placca d’argento su cui era incisa un incantesimo.
    “Questa cintura è magica, porta su di se un incantesimo potentissimo. La fanciulla va posta in trance e su di lei vanno applicati prima tre sigilli, poi la catena e solo allora sarà possibile attivare l’incantesimo. Segnando sul ventre di Elerryan, con il sangue dato da una vergine di casa Braen, le fiamme di Akaymas l’incantesimo si attiverà recitando queste parole : Il sangue è il sigillo della carne della fanciulla, il dolore segnerà la trasgressione di chi il patto infrangere vorrà, di Akaymas costei è la sposa, il patto viene siglato per volere di Akaymas, egli vede, egli sa, egli comanda.”
    Krielya chiese maggiori spiegazioni e Lienna con una luce malsana negli occhi spiegò, che chiunque avesse suscitato desiderio in Elerryan le avrebbe provocato indicibili sofferenze, fino anche alla morte. Solo il sangue di una Braen che avesse officiato al rito avrebbe potuto spezzare l’incantesimo.
    Krielya non era mai stata una stupida e sebbene volesse evitare di contrariare Akaymas non le andava nemmeno di non avere il controllo sulla situazione che si stava creando, acconsentì ad officiare il rito che avrebbe organizzato in prima persona.
    Cinque mesi dopo, si trovarono nuovamente nel tempio del Casato per officiare la cerimonia che avrebbe designato Elerryan come sposa di Akaymas. Erano presenti tutte le donne nobili del casato, accanto a Krielya seduta sulla destra, una fanciulla dai lunghi capelli d’argento sedeva, ogni suo movimento era sensuale, ogni suo movimento sottolineava la sua femminilità e la sua bellezza, tutti sapevano chi fosse, era l’arma preferita di Krielya, era la sua assassina prediletta, Cleindori.
    Il rito venne eseguito nei modi descritti da Lienna e fu la stessa Cleindori con il suo sangue a tracciare sul ventre di Elerryan le fiamme di Akaymas, il rito era completato, la vendetta di Lienna era compiuta ora avrebbe avuto il pieno controllo su Elerryan e lei non avrebbe mai potuto ucciderla.
    Ainu Anie Culnamo
    Tellerryn Earwen Tasardur, della Quiete il Sussurro
    Cleindori Claddath Ilharess [Matrona]
    Yisa, Paladina di Myreck
    Willow di Garenwood --,--'-@ La Cantastorie @-'--,--
    Ilia Annael Calien [ Dono di Luce ]


  2. #2

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    Erano passati poco piu' di settant'anni da quando era stato ufficiato il rito, da allora la vita di Elerryan si era trasformata in un inferno in terra. Le torture a cui la sottoponeva Lienna erano sottili e subdole, ma dall'effetto alle volte devastante. All'eta' di trent'anni venne in un certo qualsenso venduta ad un casato minore.
    Non era una pratica comune, di solito le femmine portate come chieriche rivestivano un ruolo di notevole importanza per i casati, ma nel caso specifico, Elerryan venne scambiata con un patto di alleanza da parte di un casato in forte ascesa, i De Vir.
    La vita all'interno del casato dei De Vir, se possibile divenne anche peggiore, la trattavano quasi come una prostituta, non potevano possederla, ma escogitavano ogni strataggemma per torturarla con gli effetti della cintura che indossava.
    Le suscitavano desiderio guardando la catena segnarle il corpo, ferirla volta dopo volta, fino a farle perdere i sensi.
    Fu solo al compimento degli ottant'anni che Elerryan venne utilizzata per un nuovo scopo, i De Vir avevano intenzione di infrangere il patto di non beligeranza contro i Braen. Da quando Lienna aveva ucciso Krielya i Braen erano diventati molto vulnerabili e loro volevano approfittarne, quello che non volevano pero' era che Cleindori il braccio sinistro di Krielya si intromettesse, magari pensando di poter prendere il potere nel casato. Cleindori aveva formato un casato in superficie, decisero cosi' di mandare loro Elerryan come dono insieme a denaro e gioielli e a schiavi. Tutto questo per non intromettersi e a lasciare a loro i Braen.
    Elerryan giunse in superficie, ma avvicinare Cleindori si dimostrava sempre piu' difficile, alla fine dopo qualche mese, quando l'idea di tornare dai De Vir diventava sempre piu' reale, quando la prospettiva di ritornare alla vita precedente, diveniva quasi certezza ecco che Akaymas le veniva incontro.
    Finalmente il suo cammino veniva sfiorato dalla fortuna, incontro' infatti, Dantrag Braen il Diplomatico del casato....una fortuna...o una maledizione.....solo il tempo poteva dirlo.
    Ainu Anie Culnamo
    Tellerryn Earwen Tasardur, della Quiete il Sussurro
    Cleindori Claddath Ilharess [Matrona]
    Yisa, Paladina di Myreck
    Willow di Garenwood --,--'-@ La Cantastorie @-'--,--
    Ilia Annael Calien [ Dono di Luce ]


  3. #3

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    Scoprì ben presto che la vita di superficie aveva altre regole e che lei non aveva i mezzi per sopravvivere, l'unica cosa che l'aveva aiutata sino ad ora era l'accortezza e la furbizia. Ma con Dantrag Braen entrambe si rivelarono anch'esse inutili, egli possedeva l'esperienza e l'addestramento che acquisiva chi veniva addestrato direttamente da Krielya.....fu così che a differenza di quanto le suggeriva l'esperienza doveva giocare a carte scoperte. Dantrag dal canto suo la liberò subito dall'incantesimo di ubbidienza che le avevano inflitto i De Vir, dicendo che non la voleva come schiava, tutt'al piu' come alleata.
    Questo e altri discorsi che fece la gettarono nella confusione piu' totale, non sapeva se era una trappola oppure parlava "sinceramente".
    Le promise di liberarla dalla catena in cambio voleva lei, voleva la sua mente, la sua anima e si' anche il suo corpo.
    L'attrazione che li investi' nei mesi successivi rasentava il sadicismo in molte occasioni, Dantrag aveva ottenuto da Cleindori i mezzi per liberarla e in una notte, quando la pioggia colpiva con insistenza le imposte della casa dove abitavano lui esegui' il rituale per liberarla.
    Purtropppo il cuore di Elerryan non resse e si fermò.


    In un luogo lontano, dove il tempo si era fermato, lungo una valle desolata, tante anime camminavano ordinatamente verso un ombra. Elerryan ferma su una roccia guardava affascinata l'ombra, guardava affascinata colui che serviva Akaymas.
    Solo con il pensiero si rivolse a lui abbassando lo sguardo dinanzi la potenza che avvertiva intorno a se. "Mio Signore, la tua sposa e' qui."
    L'ombra in un primo momento la ignorò poi un lieve sibilo, un sussurro, le arrivò alla mente. "Sposa? Cosa vuoi che mi interessi di una drow, ma grazie a te si sono verificati scontri e qui sono giunte tante anime per il mio divertimento. Per questo ti rimanderò indietro a patto che mi manderai altre anime per il mio divertimento".
    Un sorriso malefico le si disegnò sul viso "Ogni vostro desiderio e' un ordine mio Signore!".


    Il cuore riprese a battere lentamente, prima un colpo, poi un altro, poi acquistò forza, lentamente riprese coscienza il tempo necessario per sentire dalle labbra di Dantrag.

    "Bugiarda! Avevi promesso che c'e' l'avresti fatta! Hai mentito fino alla fine!"

    Senza muoversi, con la voce rotta e il fiato corto disse solo poche parole prima di addormentarsi.

    "Io le manteggo le promesse!"

    Il calore dell'abbraccio di Dantrag l'accompagnò in un sonno senza sogni, il suo abbraccio e le poche parole che disse.

    Con dolcezza le sussurrò all'orecchio "Ti odio!"
    Ainu Anie Culnamo
    Tellerryn Earwen Tasardur, della Quiete il Sussurro
    Cleindori Claddath Ilharess [Matrona]
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