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    Default [BG] Rise of The Seax

    Era notte fonda a Northgard.
    Il gelido vento del nord reclamava il suo dominio, fischiando pungente nei vicoli e nelle piazze, trasciando con sé fiocchi di neve raccolti nel suo passaggio sulle inospitali pianure che si stendevano oltre i monti che cingevano in un abbraccio la città. In pochi osavano abbandonare il tepore del focolare di casa per avventurarsi sulle strade ghiacciate, preferendo restare al sicuro dietro una solida porta di quercia.
    Il clima in città era cambiato, e non solo per la fine della breve ma pur sempre tiepida estate. Volti stranieri si aggiravano da qualche tempo in città, senza nessuna insegna ad attestare il loro credo o la casata di appartenenza. E le domande non erano le benvenute: chi cercava informazioni riceveva in cambio spesso un kryss nella schiena. I vichingi, signori della città, sembravano disinteressarsi della situazione, ignorando quando non ospitando molti di quegli stranieri nella loro fortezza. Le distribuzioni di cibo avanzato, spesso l'unica fonte di sostentamento per i poveri che abbondavano, si erano sospese senza motivo, e la giustizia non era più amministrata da tempo, lasciando quindi spazio alle faide familiari, che imperversavano ormai in tutta la città, lasciando una scia di sangue e di morti senza nome.
    Nella rocca, i barbari stavano bevendo e scherzando festeggiando una delle loro ultime vittorie. Il bottino non mancava, le scorribande si ampliavano di numero e di portata di volta in volta, e questo soddisfaceva tutti. Non c'era motivo di preoccuparsi di una città quando si poteva prendere quello che si voleva quando si voleva.
    Ramish, seduto al suo solito posto a capotavola, su comode pelli di orso e di lupo, osservava compiaciuto i suoi fedelissimi che bevevano e cantavano, meditando tra sé il buon momento che stava attraversando il suo clan.
    “Presto non si accontenteranno più di saccheggiare i nostri nemici, presto chiunque dovrà temerli.”, meditava sorseggiando del sidro caldo. “Siamo forti e uniti, possiamo farcela. Forse, forse sì. Forse è giunto il momento.”. La luce nei suoi occhi era di ghiaccio, fredda come il mare artico che solcava al comando delle sue navi e dei suoi fedeli barbari.
    Improvvisamente bussarono alla porta, forti colpi che scuoterono il robusto legno con cui era costruita. Quando aprirono, videro uno dei loro più cari compagni, che mancava da Nortghard da diversi giorni, ferito e lacero, mostrando sul corpo i segni di una violenta aggressione.
    Fatto sedere, e rifocillato con del sidro riscaldare il suo corpo dai rigori cui era stato sottoposto, inizio il suo racconto, e ad ogni parola il furore dei barbari cresceva per le avversità che aveva affrontato, e la crudeltà dei nemici e di coloro che una volta credevano amici. Ogni parola era sputata con odio e immenso rancore, infiammando i cuori già assetati di sangue dei barbari lì riuniti.
    Quando terminò il racconto, Ramish ordinò di portare il barbaro dai guaritori, ed indisse con poche e secche parole un'assemblea di popolo per l'alba del giorno seguente, per poi ritirarsi nelle sue stanze senza aggiungere altro.

    Durante la notte, la voce si sparse velocemente per le buie strade e le poche e affollate locande ancora aperte. Messaggeri partirono per portare la convocazione del re ai villaggi fuori città, affrontando senza timore, com'era nella loro natura, le strade rese impraticabili dalla neve.
    La sensazione che qualcosa sarebbe presto cambiato si diffondeva insieme ai messaggi, l'idea che presto il regno di Northgard, inizialmente trattato con sufficienza dalle altre nazioni nei primi timidi viaggi oltremare, quindi assecondato e odiato quando era assurto a nuova potenza di Sosaria, in seguito invidiato dagli altri popoli per il suo potere e le sue ricchezze che si accumulavano numerose, non sarebbe più stato lo stesso, patria dove trovare pace e giustizia per persone di ogni dove.
    E non si sbagliavano.

    All'alba, mentre il sole ancora aveva solamente accennato ad avviarsi nel cielo, un'immensa folla si era riunita nella piazza principale, come poche volte era accaduto in passato. Il brusio delle persone rimbalzava sulle pietre delle case, aumentando l'ansia e l'eccitazione di quanti erano già riuniti, che si domandavano l'un l'altro quale decisione potesse mai spingere il re, che poche volte si mostrava in pubblico, preferendo delegare ai suoi fedelissimi tutte le questioni di governo, a convocare tutto il popolo di del regno in così poco tempo.
    Le trombe e i tamburi improvvisamente imposero il silenzio su Northgard, che si zittì vedendo apparire il proprio signore Ramish sui bastioni della fortezza, da cui poteva scorgere fin dove si spingeva la folla riunita e in attesa. Al suo fianco, i suoi consiglieri si schierarono in fila, fieri e consci della loro forza, e la loro vista era ulteriore stupore per il popolo, che da tempo non ammirava lo splendore delle forze barbare.
    Quando il richiamo dei tamburi terminò, Ramish osservò per un momento il suo popolo, e quindi, con voce potente, disse: “Molte lune sono passate dal nostro arrivo a Nortghard, abbiamo seguito il nostro istinto e abbiamo lottato contro fiere razze e contro la nostra stessa gente ma di tribù diversa, rivendicando il territorio, costruendo con le nostre mani pietra su pietra questa nostra città. Abbiamo sopportato per tutti questi anni molte ingiurie e molti affronti, cercando di lottare per la nostra sopravvivenza, difendendo i più deboli, rispettando il nostro credo, onorando i nostri Dei e le nostre tradizioni. Ma oggi, cari fratelli, qualcosa è cambiato, la gente che tanto abbiamo difeso e aiutato si è rivoltata contro di noi, negandoci ciò che ci spetta, attaccandoci a tradimento quando più eravamo vulnerabili, occupando la nostra terra e distruggendo tutto quello che più ci è caro della nostra terra, inospitale per i più ma pur sempre severa e giusta. I miei consiglieri, qui al mio fianco, sono andati ad avanzare le nostre giuste richieste ai popoli che abitano oltremare, e che tanto abbiamo difeso. Ebbene, cosa abbiamo ottenuto? Solo insulti e spade sguainate contro di noi! E' tempo di porre fine a tutto questo! Ebbene, da oggi IL MONDO CONOSCERA' IL TERRORE E LA DISGRAZIA! LA NOSTRA VENDETTA SI ABBATTERA' SU DI LORO E NON AVREMO PIETA' PER NESSUNO! UCCIDEREMO CHIUNQUE CI SI OPPONGA, PRENDEREMO QUELLO CHE NON CI VORRANNO DARE CON LA FORZA E CONOSCERANNO LA DISPERAZIONE!
    COSI' E' E COSI' SARA'!”.

    Un urlo bestiale scaturì da tutti i barbari riuniti, che quasi copri le ultime parole del loro capo. Ma tutti avevano sentito, e i loro cuori erano infiammati dalle sue parole, e anni di fatica e ristrettezze si concentrarono in quello sfogo, e le pietre stesse tremarono udendo quella sfida al mondo intero.
    Ramish [Rdk]
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    Alamast stava osservando la sua preda...
    un cavaliere del regno di Camelot era seduto sotto ad un albero, nelle Lost Land: si era fermato per rifocillarsi dopo aver ucciso un grosso ragno che aveva sorpreso fuori da una grotta.

    il demone dentro di Alamast fremeva di sete di sangue...
    da quando aveva lasciato definitivamente Fear Keep, la propria città, aveva trucidato chiunque gli fosse capitato davanti.
    certo, aveva rischiato ank'egli la vita: la furia e l'abilità combattiva del Demone Ombra lo avevano reso un guerriero molto più forte rispetto a prima..riusciva acontrollare meglio i prori movimenti, il proprio istinto e i propri sensi..
    tuttavia era un assassino solitario, e spesso (preso dalla voglia di uccidere) aveva affrontato da solo un numero di guerrieri che lo avrebbero sopraffatto: in questi casi era riuscito a salvare la propria pellaccia verde solo grazie a circostanze fortunose e a imprevisti..ma non gli sarebbe sempre andata bene..


    Alamast ora stava annusando l'aria..avvertiva un altro odore molto più forte rispetto a quello del cavaliere, ma non se ne curò..doveva essere qualche orribile mostro di quelle paludi.
    nascosto nei cespugli era in procinto di scattare con il proprio Dagger contro il cavaliere, quando improvvisamente un urlo lacerò l'aria:
    una figura enorme, in sella ad un orso, arrivò a grande velocità e staccò di netto la testa del cavaliere con un colpo d'ascia.
    l'espressione stupita del cavaliere del Grhaal rimase congelata mentre la sua testa roteava nell'aria, e cadde a mezzo metro dal cespuglio dove era nascosto il Goblin.

    il barbaro scese dall'orso ed esplose in una fragorosa risata..
    era enorme: alto cira due metri emmezzo mostrava gran parte della muscolatura del proprio corpo a causa dell'assenza di vestiti pesanti (dato che al momento si trovava in una regione calda di sosaria).

    Alamast ribolliva di rabbia:
    senza pensarci due volte scagliò una freccia verso il Barbaro il quale, prevedendo innaturalmente il colpo, si voltò di scatto e blocco la freccia col proprio scudo.

    "CHI E' CHE OSA SFIDARE LA MIA POTENZA!!!!???"
    gridò.

    il Goblin scatto fuori dal cespuglio e sferrò un colpo con la propria Kryss, che fu respinto prontamente da un colpo di ascia del Barbaro..
    la forza dell'impatto fece sbalzare Alamast indietro di qualche metro: ora egli riconosceva, nell'avversario che si trovava di fronte, uno dei guerrieri più forti dell'intera Sosaria..
    Valygar Corthala, il barbaro, lo guardò con incredulità: "un Goblin!?! un Goblin che osa attaccare un Barbaro?? voi Goblin siete esseri principalmente vili, e l'unica vostra forza è il numero..come puoi tu, da solo, avere il fegato di affrontarmi!?!"

    Alamast fissava il Barbaro con odio e, per la prima volta da quando era stato posseduto, rispetto.
    sputò per terra: "..mush..Tu uccizo mia preta!! io ztava attakkanto, quanto tu arrifato!!..mush mush..ORA TU PAGA!!!"
    estrasse il dagger e lo lancio verso il Barbaro: quest'ultimo, sempre guardandolo in modo stupito, fermò il pugnale a mezz'aria con un innaturale e velocissimo movimento del braccio.
    Valygar guardava gli occhi gialli del Goblin..e fu allora che, forse notò il bagliore rossastrò presente nelle pupille dell'avversario.
    "so chi sei", disse," eri il Kapo tribù di Fear Keep...certe voci sono girate per Sosaria riguardo alla presenza di un Goblin Solitario che attaccasse chiunque gli si presentasse davanti..si dice che questo goblin sia posseduto da un demone.
    TU sei Alamast."

    ribollendo di rabbia il goblin rispose: "ALAMAZT ERA DEPOLE!! IO ZONO UN DEMONE!!IO ZONO L'OMPRA!!!!"

    diversi uccelli si sollevarono dagli alberi, forse spaventati dall'eco di quest'urlo che si espanse per la palude..

    Valygar continuava a fissare il Goblin.
    "Vieni con me".

    Alamast inarcò le sopracciglia..

    il barbaro proseguì: "la tua rabbia e i tuoi sensi da Goblin potrebbero tornare utili a noi barbari."
    il Goblin rise: "Perkè io defe fenire!? mush..io uccite per piacere, io voglia di zangue..mushmush..foi zempre difezo altri! foi compattuto likantropi! foi morti per difentere popolo da azzazzini!!! IO ZONO ASSASSINO!"

    un sorriso malefico si formo sul volto di Valygar: "i tempi sono cambiati. la nostra vera natura si è mostrata realmente, e la nostra sete di sangue non è inferiore alla tua.
    vieni con me..vieni col nostro popolo. potrai uccidere chiunque tu voglia, e non rischierai mai di essere da solo conto dieci."
    il barbaro lascio cadere il coltello a terra, si voltò, e salì in groppa al proprio orso.
    "la scelta spetta a te, Demone dell'Ombra."
    detto questo iniziò a far avanzare il proprio orso nella foresta.

    Alamast raccolse il dagger.
    ..uccidere chiunque senza rischiare di morire..

    sghignazzando, richiamò il proprio lupo: salì in sella, e si avviò seguendo l'orso e il barbaro.

    One Piece Rulez!

  3. #3
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    idrun passò da quelle parti e disse fra se e se:

    ''Brrr che friooo''

  4. #4
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    Bramosi di ricchezze e di potere i guerrieri liberi stanno cadendo uno dopo l'altro sotto il giogo del male...anche il fiero popolo barbaro ha perduto la sua virtù e dimenticato il suo legame profondo con la grande madre. Nulla più che degli assassini...ecco cosa resta di quei gloriosi guerrieri!
    Forse ora, il Kaos e l'Order dovrebbero incontrarsi e parlare...
    Gilgamesh [MeF]
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  5. #5
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    Erano passati molti anni da quando Ramish era alla guida dell’esercito Seax. Il sangue versato era stato tanto, la rabbia non era mai passata. Lo sgarbo subito dai caotici e dai loro alleati era stato vendicato, Delucia era stata messa a ferro e fuoco e i cadaveri sulle mura e dentro la città erano tantissimi.
    Nar Gloin, anziano dell’esercito faceva la conta assieme a Darken dei feriti nelle fila Seax, le perdite erano limitate.
    Giungevano voci discordanti sulla fine degli eserciti caotici e order, ma poco importava.
    L’esercito tornò con sovente passo militare verso Cove, la loro casa.
    I consiglieri dell’Orda in testa alle file stavano cercando di accelerare il passo, ci sarebbero state altre cose da fare una volta tornati a Cove.
    Ramish non depose nemmeno le armi ancora sporche del caldo sangue caotico ed entrò nel piccolo tempio fatto costruire a Cove.
    Da tempo il Supremo Orda studiava un modo per potenziare ancora di più il suo esercito, le notti insonne erano state tantissime.
    Un giorno, quasi per caso scese in cantina e scorse un antico manoscritto dalla copertina nera e parecchio rovinata dalle muffe tipiche di una stanza che non riceve mai la luce solare.
    Ramish lesse il manoscritto attentamente, la soluzione alle sue domande poteva essere li dentro.
    “Corruzione” e tutto quello che vi era scritto su di essa aprì la mente a Ramish.
    In essa veniva individuata la necessità dell'esistenza dei Controprincipi e delle relative Antivirtù, contrapponendosi a Zoe, eterna nemica dell’orda su Sosaria.
    Corruzione non era altro che l'interpretazione malvagia del creato e del suo dominio.
    Il manoscritto era in parte rovinato, e le ultime pagine erano di venute illeggibili.
    Dalle poche parole dispoibili Ramish lesse “…Nekros...” e “…Senzanome…”. Ma erano frammenti di frasi che andavano ricostruiti con calma e attenzione, per approfondirne i significati oscuri.

    “Dio della Corruzione, abbiamo vendicato col sangue lo sgarbo subito, noi ti adoriamo! Le anime passate a miglior vita saranno sacrificate per te!”
    Le ossa sotto i suoi piedi scricchiolavano, e le pareti rimbombavano per le risate quasi isteriche del Supremo.
    Fu radunato l’esercito nella piazza di Cove, dalle mura della città Melkor e Box Shadow stavano richiamando i ritardatari urlando a squarciagola.

    Ramish uscì dalla porta principale che dava sulla piazza e si presentò completamente sporco di sangue.
    “Il potere di Corruzione ci aiuterà nelle nostre battaglie! La sua forza ci permetterà di riempire ancora di più forti. Gli adoratori di Zoe, nostri eterni nemici dovranno essere distrutti!”
    Un grido fortissimo si levò dalla piazza, tutti erano eccitati ed ebbri del discorso di Ramish.
    I Seax stavano abbracciando ancora più nel profondo Corruzione e i suoi fratelli minori.
    Ramish [Rdk]
    Presidente del Club del Gnè Gnè Gnè

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    Ramish e il suo esercito erano nella loro sede principale di Cove, ad un tratto sentirono bussare.
    *Toc toc*
    Toky ando’ a vedere chi fosse, un uomo sconosciuto all’Orda a cui Ramish aveva affidato un libro da decifrare.
    L’uomo si chiamava Verneth e, dopo essersi presentato alla truppa, diede istruzioni sul libro e su un luogo che veniva indicato.
    Verneth era un vecchio amico di Ramish, conosciuto ancora in gioventù, ma non amava molto le armi.
    Agiva nell'ombra e veniva ripagato per i suoi servigi di spia in giro per Sosaria, per conto dei Seax.
    Disse “ Seguite il vento Grecale” e subito si dileguò tra le vie di Cove, con il suo sacco d'oro in mano.
    Dopo varie ispezioni lo Darken, che guidava il primo gruppo Seax, trovo’ una botola.
    Box come al suo solito impaziente entro’ per primo gli altri lo seguirono.
    Arrivarono davanti ad un tempio davvero in decadenza, ma una luce blu brillava dalle finestre oramai piene di edera che era cresciuta negli anni.
    L’Orda venne subito attaccata, quasi di sorpresa dagli spiriti che proteggevano Zoe, gli eterni nemici di Corruzione.
    Molti spiriti caddero sotto le armi e le magie di Noyz, che si destreggiava tra la folla impazzita.
    Vicino all'altare, una volta uccisi tutti gli sporchi spiriti furoni uccisi, si materializzò il guardiano del palazzo, ma perì poco dopo.
    Non appena fu sconfitto un rombo potente assordò le orecchie dei Seax, un cavaliere nero si presento’ davanti a Ramish.
    Era il Guardiano del Dominio.
    Ramish indicò i favori dei Seax per Corruzione, la nuova divinità che tutta l'Orda aveva abbracciato.
    Il Guardiano disse: "Ramish, ti affido questa pietra, il mio signore (Corruzione) vuole che le teniate voi Seax, ha un debole per voi".
    "Vi porterò a tempo debito nel santuario, per continuare il percorso indicato da Corruzione".
    Ramish tornò dai suoi, e poi si incamminarono di nuovo verso Cove. Il viaggio era appena iniziato...





    Last edited by Ramish; 27-05-2014 at 00:15.
    Ramish [Rdk]
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    Qualche giorno dopo la comparsa del Guardiano del Dominio, Ramish era ancora un pò sconvolto. I pensieri divoravano la sua anima nera, e nessuno poteva avvicinarsi a lui.
    Era intrattabile. Era impaziente. Era davvero teso.
    Puntuale come la morte, qualche giorno dopo mentre i Seax stavano preparando l'ennesima razzia alle porte di Delucia, ricomparve l'anima dannata e oscura del Guardiano del dominio nella sede di Cove.
    "Recatevi alla Taverna di Britain, all'interno della città, trovere le indicazioni che stavate cercando. Aggirate le guardie cittadine passando dal porto via mare, ho indebolito le ronde con le nebbie oscure, dovreste arrivare facilmente alla meta."



    E infatti fù così, l'Orda Seax, capitanata dai fedeli Box Shadow, Darken e Melkor si diresse all'interno dell'edificio e subito notarono una botola putrida sul pavimento.
    Marte fu il primo ad entrare con circospezione, per capire cosa ci fosse li sotto, e non fù piacevole.
    Guardiani della Falistà, dell'Odio e del Dominio attaccarono i neri cavalieri da tutte le parti. Tra l'altro i guerrieri non erano armati di tutto punto, sembrava non dovesse essere un combattimento vero e proprio, ma quasi un lavoro da "assassini".
    Le difficoltà nell'uccidere questi guardiani traditori furono molte.
    Darken domandò ad alta voce: "Ma come? Quelli che dovrebbero essere nostri amici, sono nostri nemici? Non capisco!"
    Ramish rispose "Non lo capisco nemmeno io, ma immagino che qualcuno voglia tirarci un brutto scherzo"
    Peresco e Logos stavano nelle retrovie lanciando frecce infuocate per aprire i varchi agli altri, la tattica funzionava e dopo qualche ora arrivarono di fronte ad un altare.
    In cima c'era il loro ""amico"", il Guardiano dell'Dominio.
    Marte guardò i suoi equipaggiamenti, scomparsi! Melkor non trovava più le spade. Nazgul imprecava perchè i suoi draghi erano fuggiti.
    Erano tutti senza armi né armature.
    Il Guardiano rideva, rideva da far rabbrividire pure Ramish.
    Le sue parole fecero tremare la stanza "Chi vi dà il diritto di essere scelti dal mio signore?? Chi? Voi non siete nulla, non contate nulla, non siete nulla."
    Devis, che era il più lesto di tutti scrutò un baule con all'iterno un pugnale avvelenato. Sopra la sua lama, inciso su di una lettera magica, c'erano queste parole "usatelo con cura".
    Devis capì subito, mentre il Guardiano continuava nel suo delirio, aggirò la scalinata e colpì alla schiena l'anima maledetta.



    Il Guardiano morì.



    La terrà tremò...

    Subito dopo tutto il gruppo si ritrovò a Cove, all'interno della sede.
    Le fiamme avvolgevano l'edificio, erano fiamme che non bruciavano... Si materializzò un'enorme ogre nero che si avvicinò minaccioso a Ramish.



    Il supremo intanto scrutò il suo zaino, era pià pesante del solito. All'interno erano custoditi quattro libri neri, di cui solo uno (per ora), aveva titolo.
    Il titolo era "Dominio".
    L'ogre si presentò: "Buonasera, uhuh, sono un servitore di Corruzionne, mi ha mandato qui da voi, voi che siete i prescelti, ci siamo stufati di Gadio e così abbiamo fatto in modo che voi foste la mano esecutrice di questo omicidio"
    Ramish prese parola: "Corruzione, Nekros e Senzanome sanno che noi siamo fedeli e devoti. I Seax sono di parola."
    L'ogre rispose: "Gadio è morto, uno tra di voi è il prescelto per prendere il suo posto. Darken avvicinati".
    Darken all'inizio impallidì, poi sghignazzò "Eccomi Ogre".
    Venne alzato da terra, una luce potentissima accecò tutti



    Darken, sei tu il nuovo Guardiano del Dominio. Sarai fedele a Corruzione. Ti vengono donate le vesti di Gadio, le vesti nere del Dominio.
    La potenza di Darken era aumentata ancora, la sua forza raddoppiata, il suo carisma triplicato.
    L'ogre poco dopo scomparve, mentre tutti i Seax erano ebbri di gioia.
    La devozione per Corruzione avrebbe aiutato ancora di più l'orda nei sui malefici scopi.


    Last edited by Ramish; 28-05-2014 at 09:30.
    Ramish [Rdk]
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    Darken era stato prescelto per sostituire Gadio.
    Ramish iniziò (quasi con forza magica) a scrivere sul primo dei quattro libri neri, trovati vicino al corpo del Guardiano morto:

    Guardiano del Dominio: Sarai il comandante militare, sempre in testa alle truppe, ti getterai per primo nella mischia cercando di ottenere il favore del tuo Dio. Maestro nelle arti combattive, tutti gli altri ti guarderanno con invidia e gelosia essendo da Dio il suo privilegiato. Guiderai senza paura e indugio i suoi sottoposti con l’unico e persistente scopo di sottomettere tutte le altre creature viventi.
    Ramish [Rdk]
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    Calava la notte sulla fredda Asgard e una tempesta di neve imperversava. Due individui a cavallo attraversavano il villaggio dirigendosi verso una casa più isolata delle altre. Una volta arrivati i due scesero da cavallo, uno dei due bussò alla porta ed una voce rispose chiedendogli di identificarsi.
    La risposta fu una serie di parole sussurrate a voce molto bassa e una volta finito la persona dietro la porta aprì e i due entrarono facendo attenzione che nessuno li avesse visti.

    Una volta entrati l'anziano proprietario di casa si rivolse al piu' giovane dei due:

    “Ah siete voi Padron Melkor, è passato così tanto tempo… ad ogni modo qui è tutto come lo avete lasciato, nessuno sospetterebbe mai di un povero vecchio. Devo dedurre quindi che i tempi sono maturi?”

    Melkor, toltosi il mantello, iniziò a versare da bere al suo compagno e per se. Fatto un bel sorso di vino rispose al suo servo:

    Esatto, alcuni dei nostri ci aspettano sulla costa orientale dell'isola. Salperemo per Buccaner’s Den una volta recuperato ciò che avevo nascosto in questa casa. Abbiamo preparato tutto nei minimi dettagli.

    Ramish alzò lo sguardo verso i due e disse:

    “Buccaner’s Den non è un posto sicuro, ormai la città è in mano agli Ebon Hand ma resta comunque il posto perfetto per nascondersi. Una volta che avremo trovato un approdo sicuro in città diffonderemo la notizia del mio ritorno.”

    Tutto era stato pianificato sin dal principio. Sparire nel nulla quando le forze di Lord British e Lord Blackthrone venivano sciolte e l'esercito degli Ebon Hand imperversava. Tutti credevano che ormai si stesse stabilendo una sorta di equilibrio, di pace.
    Anche il diversivo creato con i Goblin Zpakkacrani è servito per distogliere l’attenzione del mondo intero, gran merito andava a Tristano e Box Shadow, fedeli compagni di Ramish.
    L’esercito Seax era stato per troppo tempo alla luce del sole per poter continuare ad imperversare su Sosaria.
    Troppi eserciti erano stati dirottati verso Cove, lo scontro frontale avrebbe portato a numerose perdite da ambo i lati.
    Nelle notti passate nel Gran Consiglio a Cove si era discusso sul da farsi, e non fu facile la scelta.
    Spesso Ramish e compagni si scontrarono anche in maniera violenta l’uno contro l’altro, ma poi si convenne su una strategia unica.
    I mesi erano passati lenti ad Asgard, l’esercito si era disperso lasciando un po’ perplesso il mondo intero.
    Era venuto il momento di richiamare alle armi tutti i fratelli, sperando fossero tutti in vita.
    Gli abitanti di Sosaria presto non dormiranno piu' sonni tranquilli, presto tutti sapranno del ritorno di Ramish e verranno a Bucca, pronti a seminare nuovamente terrore sulle terre di Sosaria.

    La rinascita dei Seax è iniziata.
    Ramish [Rdk]
    Presidente del Club del Gnè Gnè Gnè

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