Risultati da 1 a 15 di 15
  1. #1
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    Predefinito Cosa si prepara per Radek?

    Dopo una giornata di intenso lavoro nel campicello Freawaru era rientrata stanca alla sua fattoria ed ora si era rannicchiata nella poltrona accanto al camino per rilassarsi e
    riscaldarsi dato che ormai le giornate si erano fatte fresche. Non riusciva pero' a distendere i nervi che sentiva tesi come la corda di un violino: era molto inquieta e la sua mente continuava a rimuginare sulle cose strane che un paio di giorni prima aveva visto accadere a Radek ed anche le parole caute ma preoccupate di quel messere che aveva detto di chiamarsi Hugo e di essere una guardia di Radek non avevano certo contribuito a rassicurarla e poi.. e poi:
    " No! decisamente lei era abituata a vedere animali selvatici - cosi' pensava- e anche ranocchi in ogni periodo dell'anno, ma anche nel periodo degli amori non era mai successo che divenissero cosi' aggressivi da attaccare le persone che passavano senza molestarli e con una tale cattiveria e forza che diveniva difficile difendersi da loro.
    No l'ipotesi della sua collega taglialegna non stava in piedi e poi c'era quella strana nebbia lassù al porto anche quella inspiegabile.Lei si recava là da moltissimo tempo, era un ottimo posto per pescare, e ci andava nelle più svariate ore, quando cioè il lavoro nel campo le lasciava un po' di tempo, ma mai ,mai aveva visto nebbia da quelle parti e una nebbia di forma strana, sembrava formata da tanti batraci avvolti nella bambagia ed anche li' lei e i suoi compagni erano stati attaccati con ferocia da ranocchi che parevano decisi a sbranarli . Per fortuna erano presenti messer Hugo e messer Salazar che erano riusciti a sbarazzarsi delle bestie uccidendole,ma lei,Freawaru, aveva temuto seriamente per la sua vita."
    Tutto questo le passava per la mente e la rendeva molto ma molto inquieta. Quale era la causa di tutto ciò? Quali forze oscure facevano si' che delle innocue bestiole divenissero
    pericolose? Quali eventi si preparavano per i cittadini di Radek?
    Non trovava risposta ma per il momento non si poteva fare nulla se non aspettare l'evolversi della situazione.

  2. #2
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    Data 404 Zoe 58, giornata tranquilla dentro le mura di Radek. Quasi tutti i Cacciatori sono impegnati nelle proprie opere, quando fremente ed agitata entra dal cancelletto principale Freawaru: "Attenzione Cacciatori! La nube si sta avvicinando sempre di più al porto!"; ad ascoltarla c'è madama Ceinwin: "Calmati Freawaru e racconta cosa hai visto."
    Lei inizia a raccontare: "Oramai passeggiare lungo il porto è quasi impossibile, la nube che ho visto giorni fa ha quasi oscurato l'orizzonte ed è molto vicina al pontile. La zona è ancora infestata da ranocchi inferociti che sembrano carichi di potenziale magico, la situazione è sempre più strana!"
    Ceinwin la fa calmare e la mette seduta su una panca, organizza poi un gruppo di tre volontari per controllare il porto. Lei in primis, con a seguito McKardighan ed Andrew McLaud. Arrivati sulla passerella di legno, la situazione che gli si presenta avanti è proprio quella descritta dalla ragazza. Andrew si trova a fronteggiare uno dei ranocchi e riesce ad infilzargli una freccia in testa, il corpo tramortito rimane sulla sponda e poi affonda, impossibile recuperarlo per analizzarlo. Qualcosa d'incredibile però è a portata di mano. Sul terreno è nato un maestoso e bellissimo albero violaceo, privo di frutti ed Andrew pensa tra se: "Sarà un dono delle divinità od una muffa portata dalla nube?".
    Guardandosi poi attorno, si tre si accorgono di un delfino del medesimo colore delle foglie, decisamente insolito!



    Andrew: "Che sia un animale divino o che sia solo malato, bisogna portarlo in sede per farlo analizzare dagli esperti e perché Lord Sitock ne possa saper di più. Prendiamo un grande mantello e tiriamolo fuori dall'acqua, lo metteremo nel laghetto interno alla sede di gilda, ma dobbiamo far veloci per evitare che l'animale ne soffra. Ceinwin, dammi una mano, passa il mantello sotto il delfino mentre io provo a calmarlo."
    Così facendo i tre arrivano alla meta con passi calmi e movimenti lenti, tenendo a cura l'animale il più possibile.
    Lo appoggiano sul lato sud, più distante dai rumori, messo a terra e tirato su in due, McLaud e Ceinwin, per poi rilasciarlo in acqua.



    Il delfino sembra agitato e timoroso, rimane lungo la sponda. Mentre gli altri vanno a chiamare il Lord ed i membri della Consulta, McLaud rimane con l'animale, carezzandolo quanto possibile, cercando di distrarlo per farlo sentire a proprio agio, iniziando anche a giocarci, finché questi inizia a mostrare segni di adattamento al nuovo ambiente con salti e tuffi.



    In attesa del verdetto degli esperti, McLaud inizia a domandarsi se tutto questo, albero, delfino e nube, abbiano qualcosa a che fare con la sua ricerca del Calderone di Krom'hel, iniziata lo stesso periodo dei primi avvistamenti strani a Radek. Furia o buon auspicio di una divinità? Eventi separati od consequenziali? Quanto succede a Radek riguarda forse l'equilibrio delle Entità della natura?
    Il tempo e le azioni degli uomini risponderanno a queste domande.
    Ultima modifica di AndrewMcLaud; 13-10-2015 alle 19:50
    Andrew McLaud, di Radek, tuttofare per vocazione, amante dell'interpretazione.

  3. #3
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    Prima parte

    I manifesti affissi notte tempo da Hugo abbozzavano uno sfarfallìo carezzati dalla brezza che dal mare spingeva verso l'entroterra; quel desiderio di libertà, però, non trovava compimento a causa del chiodo che li tratteneva a volte appesi al tronco di un albero, a volte al muro di un edificio. L'intera città ne era stata tappezzata: la comunicazione sarebbe quindi certamente giunta agli occhi e agli orecchi di tutti gli abitanti di Radek: la questione stava montando, gli eventi si stavano sviluppando troppo in fretta e non ci si poteva permettere il lusso di far mancare l'avviso a qualcuno.

    Hugo, guardia cittadina che prima di tutti si era accorto che qualcosa stava crescendo in seno alla tranquilla Radek, si sentiva come un gomitolo di lana il cui bandolo era fatalmente nelle grinfie di un sadico felino: gli sembrava di rotolare, a destra e sinistra, di sbattere per poi rimbalzare, di esser fermo e di ripartire; ma qualcosa si stava svolgendo, qualcosa che avrebbe coinvolto lui e tutti quanti avevano a cuore le sorti di quel paradiso verde a due passi da Britain; a Radek qualcosa stava germogliando e si ebbe la sensazione che, quella volta, non centrassero i bellissimi fiori che coloravano i suoi prati nelle giornate più lunghe di primavera all'interno delle mura cittadine e tutt'intorno.

    ...

    Qualche giorno prima

    Hugo cavalcava frenetico per le vie meticolosamente ciotolate quando scorse, all'interno delle stalle comuni, una cittadina intenta a dialogare con il fattore. Non era difficile incontrare in giro, affaccendati in ciò che più gli veniva naturale, gli abitanti e le guardie che ne assicuravano il quieto vivere; era però qualche giorno che in paese si avvertiva una certa tensione, frutto di alcune storie che erano cominciate a circolare... In locanda, fra un calice di vino e uno di birra, avevano cominciato a farsi spazio racconti circa alcuni animali per natura mansueti e divenuti improvvisamente aggressivi, come in preda ad una lucida follia; rane e rospi, delfini e pesci e chissà cos'altro.

    Hugo non era un credulone, ben conosceva la caratura di certi uomini che erano soliti frequentare le locande: soggetti la cui unica missione quotidiana era quella di trangugiare il massimo numeri di litri e che, proprio a causa di quel vizio, erano da ritenersi poco credibili. Quella volta però fu diversa dalle altre; quella volta il “sentito dire” era accompagnato da uno strano presentimento, qualcosa di metafisico difficile da descrivere. Quella volta, Hugo, decise di indagare.


    “Cittadina, dico a te…”



    ...



    La sala era piccola ma molto accogliente: un tavolo dominava la scena e tutt’intorno erano posizionate, alternate in base al materiale utilizzato per costruirle, delle comode sedie. Dalla parte opposta rispetto all’ingresso erano invece presenti due troni sopra i quali lo aspettavano, comodamente seduti, due importanti membri della grande famiglia che trovò patria e prosperità all’interno delle mura Radek: i celeberrimi Cacciatori di Radek; seduta alla loro destra, invece, la cittadina che lì lo aveva condotto.

    “E’ permesso?” chiese Hugo. Dopo un cenno affermativo fece qualche passo e, afferrata una sedia, si accomodò.

    ...

    La guardia era un fiume in piena. Con concitazione raccontava quello che in città si mormorava; e più continuava più le facce dei presenti si tramutavano in una smorfia forse di paura o forse di incredulità.



    I rappresentanti dei Cacciatori, all'inizio scettici, cominciarono a farsi convincere dalle parole del loro concittadino. "Perché mai una guardia non dovrebbe dirci la verità?" pensarono.
    Con questo pensiero fisso in testa stettero a sentire Hugo; e più lui continuava ad aggiungere particolari, più le storie si intrecciavano, trovando riscontro circa certi atteggiamento inusuali di alcuni animali.

    “Effettivamente ho notato degli strani comportamenti e delle strane presenze, per esempio lungo la costa” disse qualcuno.

    “Lungo la costa…” pensò Hugo. La guardia si fermò un attimo, come volesse prendersi del tempo per mettere insieme i pezzi di un puzzle che piano piano stava prendendo forma.
    “Lungo la costa…” sospirò ancora. E poi aggiunse:
    “Ah, un’ultima cosa…”



    “Volete andare a controllare?” concluse Hugo.

    Dopo qualche minuto i Cacciatori, accompagnati dalla guardia, erano già in sella ai propri destrieri diretti verso un destino che, visti i presupposti, non sarebbe stato affatto roseo...
    Ultima modifica di EutropiaZHI; 01-10-2015 alle 13:04
    Quester Eutropia




  4. #4
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    Freawaru rientrata alla fattoria dopo la inquietante avventura accadutale a Radek,per prima cosa cercò di curare la estesa bruciatura alla spalla e di calmare il cocente dolore; poi preso sulle ginocchia il gatto che le si aggirava intorno,si mise a ripensare agli avvenimenti degli ultimi giorni. Sentiva ancora un brivido di paura correrle lungo il filo della schiena e per cercare di calmarsi prese a parlare con la bestiola che pareva ascoltarla e capirla.
    "Sai Pallino cosa mi e' accaduto oggi?- gli diceva- stavo andando al solito posto vicino al faro a Radek, per prendere i pesci che a te piacciono tanto quando ho sentito degli ululati tremendi come se ci fosse lì vicino un'anima in pena. Mi sono avvicinata al pontile e sono rimasta a bocca aperta:un grande albero che sorgeva nei pressi era diventato viola.Viola capisci? il giorno prima era verde e ora era viola.In quel mentre mi sono accorta che in acqua nuotava un delfino.Cosa naturale dirai tu, certo ma il fatto e' che anche questo delfino era viola e intanto gli urli continuavano sempre più forti e angosciosi, pareva venissero da sotto il pontile ma non vedevo nessuno . All'improvviso e' sbucato fuori un ranocchio,viola anch'esso,che ha cominciato a scagliarmi addosso,sempre ululando,palle infuocate ed una mi ha colpito alla spalla.Pallino mio sentissi che dolore!
    Allora mi sono riscossa e mi son data ad una fuga precipitosa per dare l'allarme in gilda. Arrivatavi ho incontrato mia sorella Ceinwin che ha cercato di calmarmi e poi insieme a Mc Kardighan e a McLaud e' andata a investigare su al porto. Li ho visti ritornare con il delfino viola che hanno messo nel laghetto di fronte alla sede della gilda(temo che sia stata una imprudenza ma di questo decideranno Lord Sitock e i membri della Consulta) e mi hanno assicurato che il ranocchio era stato ucciso. Fattami coraggio son tornata la' per assicurarmi che tutto fosse ancora tranquillo e lo era ma gli alberi viola erano diventati due non uno,evidentemente la cosa si diffonde.
    McLaud pensa che tutto possa ricollegarsi alla ricerca del Calderone di Crom' El ma io temo che dietro a tutto ciò ci sia qualcosa di piu' sinistro,una qualche entità malefica che stia ordendo piani ai danni di Radek e dei suoi abitanti,e bisogna che i Cacciatori di Radek e le guardie cittadine investighino per bene."
    A questo punto le venne in mente che nessuno aveva avvisato degli accadimenti Ser Hugo,la guardia di Radeck che per prima l'aveva avvisata delle voci sentite e che si era raccomandata di tenerlo al corrente degli avvenimenti e decise che,data l'urgenza della cosa, lo avrebbe fatto lei.
    Prese quindi una pergamena ,la penna d'oca e l'inchiostro e faticosamente (lo scrivere non era il suo forte) cominciò a vergare le parole :
    " All'Onorevole Ser Hugo Guardia di Radek"
    e pian piano racconto' tutto ciò che era avvenuto,poi andata alla colombaia prese un piccione,legò alla sua zampetta la missiva e lo fece volare raccomandandogli:
    "Vola in fretta a Radek,amico mio"
    Fatto ciò rientrò in casa un po' più tranquilla,si spogliò e si mise a letto cercando di addormentarsi.
    Chissa' cosa avrebbe portato l'indomani....

  5. #5
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    Seconda parte

    Hugo e gli altri Cacciatori presero ben presto a pattugliare buona parte della costa che espone Radek al grande mare, partendo da quella a sud. Ma nulla, apparentemente, sembrava fuori posto. Era stata segnalata l'anomala presenza di qualche serpente di mare: era facile immaginare che, muovendosi seguendo e sfruttando le correnti marine, qualcuno potesse essere finito sotto costa. Con questa convinzione proseguirono così nella loro ricognizione.



    ...



    L'inquietante nebbia fluttuava a pelo d'acqua, senza mai mischiarsi o avere un contatto visibile con il mare sottostante. Era grigia e fitta; talmente fitta che, provando a gettare lo sguardo oltre i primi strati non si poteva vedere nient'altro che grigio. Che cosa diavolo poteva essere? Era frutto di un evento naturale o, forse, di qualche strano maleficio? Molti pensieri si affannavano, cercando spazio nelle teste ormai confuse dei presenti.

    "Che sia la nebbia di cui mi parlava il pescatore?" domandò, ben conoscendo la risposta, Hugo.

    Era evidente. Qualunque cosa fosse quella nebbia e se vi fosse celato qualcosa al suo interno non era possibile saperlo. La convinzione che però cresceva era quella che non potesse essere ricondotta ad un evento naturale... chi era l'artefice di tutto ciò? E perché?

    ...



    Il rospo saltò fuori all'improvviso da uno specchio d'acqua, protetto dalle correnti, vicino alla riva. Con foga -con la foga che può avere un rospo- si gettò contro gli astanti, cominciando a colpirli con la lunga lingua e con forti zampate. La creatura fu presto abbattuta ma in Hugo si era ormai spenta anche quella flebile fiammella che, dentro lui, tentava ancora di convincerlo che forse, quegli eventi, non fossero presagio di nulla e che anzi, nelle locande, potevano aver somministrato degli alcolici troppo forti. Così non era. La nebbia e il rospo impazzito erano la conferma che qualcosa di strano stava accadendo...

    "La gente del paese non si sbaglia" disse Hugo. "Dobbiamo assolutamente organizzare un incontro con gli altri membri..."



    "Questa storia va approfondita... i cittadini di Radek potrebbero non essere più al sicuro".
    Quester Eutropia




  6. #6
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    Tornando dallo scavo alla Montagna del Calderone, McLaud saluta e ringrazia tutti gli artigiani che lo hanno aiutato nei lavori. Il pensiero dei malanni della natura tanto amata e rispettata, torna ad essere un peso nel cuore di Andrew.
    Anche stavolta la fortuna lo assiste, perché c'è mastro Gaunt, altro suo maestro, a cui chiedere consiglio. Confida a lui le preoccupazioni. Saggio mentore, riflette sul da farsi. Decide di andare a dare un'occhiata di persona e che, se la situazione è davvero strana come descritta, serve portare altri esperti ed altre teste pensanti.
    Un altro gruppo viene quindi accorpato, cinque Cacciatori dediti al confronto verso qualcosa di sconosciuto.
    S'incamminano verso il porto e quando arrivano, attratti dalla incombente e densa nube, guardano subito verso il mare notando una terribile moria di pesci.



    Notizia tremenda per chi di pesca vive ed i marinai che vogliono arrivare in zona per per mercanteggiare! Andrew sete il cuore in gola e nota le espressioni degli altri simili alla sua. Leland Gaunt decide di agire e spezzare quel torpore della vista. Fa muovere i presenti lungo la costa, perché spesso il cambio di prospettiva aiuta molto all'analisi del problema. Concentrarsi è però molto difficile, perché camminando trovano resti di un pesce fatto a brandelli, come sbranato. Sangue ovunque, il terreno è sporco, macchiato di rosso.



    Altre chiazze proseguono parallele al mare, sulla terra, come impronte di qualcosa che s'è divertito a smembrare ogni pesce e giocar col sangue. Le tracce portano fino al corpo esanime di un cane, il primo animale lontano dall'acqua. Viene analizzato e notano i segni della muffa, pelle violacea sotto il pelo. Anche questi è stato colpito da questa sorta di rabbia che rende pazzi e violenti gli animali. Forse è stato lui a far quel putiferio con i pesci in preda al raptus, o forse ha subito la stessa sorte di loro per colpa di qualcuno o qualcosa.
    Se questa malattia o maledizione attacca anche gli animali a quattro zampe, i terresti, sarà in grado di contagiare anche l'uomo? Il sacrificio che ci chiede mastro Gaunt è compreso e condiviso da tutti, andare a studiare la nube da vicino per riuscire a capire cosa sia. Forse sarà molto pericoloso, ma è necessario per preservare la nostra città e tutti i suoi abitanti!



    Leland chiama tutti a se e ci fa salire sulla sua barca ormeggiata al porto. Dato che la nube è ancora lontana dalle coste, bisogna andarla a studiare da vicino!
    Cauti e timorosi s'avvicinano alla zona di maggior densità, una vibrante aria si percepisce, le acque hanno un flusso diverso dal solito, come se fuggissero anche loro dal centro della nube. Ci sono ancora altri pesci supini verso l'aria, a peso morto.
    Con delicate manovre del timoniere, l'imbarcazione viene spostata lungo il perimetro della massa grigia, lungi dallo sfiorarla. L'aria respirata inizia a dar fastidio ai polmoni, qualcuno tossisce, Andrew, forse troppo curioso per sua natura natia, prova ad allungare una mano, ma non arriva alla meta.


    Andrew McLaud, di Radek, tuttofare per vocazione, amante dell'interpretazione.

  7. #7
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    Predefinito Parte 2

    I Cacciatori osservano, scrutano, studiano... chi il cielo, chi la nube, chi i pesci, chi l'acqua. Proprio mastro Gaunt, su suggerimento di madama Medusa, ha l'ardire di sporgersi oltre la barca per recuperare un campione d'acqua malsana e poterlo analizzare poi, lasciando che prima siano i maghi della torre di Radek a proferir parola a riguardo.



    Tornano poi sulla terra ferma con l'intento di recarsi alla torre, ma Andrew, ch'era stato li al porto giusto due giorni prima, nota che stavolta gli alberi malati del violaceo colore sono divenuti ben quattro! La cosa si diffonde ogni giorno di più.



    Su uno di questi alberi c'è appuntato un foglio scritto dalla guardia Hugo, probabilmente di ronda al porto, anche lui ha di certo notato la cosa ed avverte tutti di stare attenti. Medusa prende dei campioni di corteccia dell'albero, anche questi di certo utili ad un'analisi più completa. Ha la buona idea di prendere la bottiglia d'acqua malsana e portarla, assieme alla corteccia, lei di persona alla torre dei maghi, così da avere risposte chiare ed il più possibile immediate dato l'apparente tempo che scorre incessante.



    Prima che se ne vada, mastro Gaunt ha un'altra brillante idea! invocare uno spirito demoniaco quieto, per interrogarlo sulla nube, chiedergli se nell'aldilà sanno qualcosa di questo mistero, se conoscono quanto sta succedendo e possono consigliarci.



    L'entità risponde molto vaga, come se anche lei fosse frastornata, ma da qualche verso della sua lingua si capisce un "Sì". Purtroppo il rituale termina prima che altre spiegazioni possano esser date ed ora Leland è troppo stanco per pote rischiare un altro rituale. Almeno c'è un altro indizio da portare dai maghi della torre, altre notizie da fornire a Lord Sitock al fine di prendere la decisione migliore per il regno. Il sentimento generale è la sensazione che tutto ciò sia solo l'inizio di qualcosa di spaventoso.
    Andrew tra se pensa che i prossimi giorni cercherà un tempio per pregare le divinità, che diano pace, o almeno una risposta, un segno; vuole sapere s'è sua la colpa, s'è per lo scavo che la natura di Radek soffre tanto e gli animi delle persone sono turbate. Vuole capire cosa può fare lui a riguardo, come può spingersi oltre per capire. Ricorda di un discorso fatto sulle Entità, molto vago come pensiero, ma se potrà essere una via di salvezza, percorrerà anche questa.
    Andrew McLaud, di Radek, tuttofare per vocazione, amante dell'interpretazione.

  8. #8
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    Freawaru, rimessasi alquanto e ritornata a Radek per avere notizie sugli sviluppi della preoccupante situazione creatasi nella città negli ultimi giorni,incontro' nella sede della gilda Sir Simo L' Acqua. Egli le racconto' che la sera prima lui ,ser Leland Gaunt,Medusa e McLaud si erano recati al porto e dopo aver esaminato il luogo ,con una barca si erano avvicinati alla nube e avevano prelevato un campione di acqua contaminata e alcuni frammenti di corteccia di alberi ammalati per farli analizzare dai loro maghi;dopo ciò Ser Gaunt aveva evocato un demone che si era limitato a confermare loro che conosceva già la strana nebbia ma non aveva aggiunto altro,per cui questa restava misteriosa.
    Il Cavaliere si offrì di accompagnarla al porto affinché potesse rendersi conto di persona della situazione.
    Freawaru accetto' senza esitazione e si incamminarono: avvicinandosi al molo le sue narici furono colpite da un tremendo puzzo di carni in decomposizione e giunti sul molo uno spettacolo desolante si presento' ai suoi occhi.
    Il mare era ricoperto di corpi di pesci morti galleggianti a pancia all'aria e di alghe viola.Guardandosi attorno la ragazza vide che macchie di sangue chiazzavano l'erba e che c'era il corpo di un salmone fatto a brani e si avvide che gli alberi mutanti non erano più solo quattro ma bensì cinque,da lì partiva una lunga scia di sangue.Freawaru incuriosita la seguì e poco più su vide il corpo esanime di un cane,anch'esso violaceo,al centro di un'enorme chiazza ematica.
    Ser Simo le spiego' che si credeva che il cane fosse morto perché si era cibato dei pesci forse velenosi.
    La donzella tacque perché pensava che tutti quei cavalieri e maghi fossero più esperti di lei nel giudicare i fatti ma non era convinta che la cosa fosse andata proprio così. Si fermo' ancora un poco per osservare meglio la scena e i suoi dubbi crebbero:
    c'era troppo sangue in terra per provenire da un solo pesce e poi la quantità maggiore di sangue era proprio sotto la testa del cane.Lei era convinta che la povera bestia fosse stata vittima di qualcosa o qualcuno che aveva compiuto quella strage di animali.
    Pensierosa e sempre più preoccupata rientrò nella sede della gilda sperando che i sapienti,esaminando i campioni di acqua e di corteccia infetti,potessero avere qualche indizio per fermare questi fenomeni ma temendo sempre di più che giorni tremendi si stessero preparando per Radek e i suoi abitanti e sentendosi impotente e smarrita di fronte ad essi.

  9. #9
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    "Mi spiace decisamente disturbarvi a quest'ora della sera, sto chiedendo udienza per una questione urgentissima che riguarda la città stessa, e devo essere ricevuta immediatamente dal Grande Druido".
    Medusa stringeva nella sua mano sinistra una scarsella di pelle, le nocche bianche testimoniavano la stretta poderosa ed impaziente.
    All'interno, custodiva i due campioni contaminati presi al porto, l'acqua raccolta con i compagni Cacciatori nei pressi della nebbia e le schegge di corteccia degli alberi della banchina che da qualche giorno avevano assunto una strana e malsana colorazione violacea.
    La sua stanchezza fisica era evidente, come era evidente anche la sua preoccupazione. Il mago la fissò intensamente, e senza proferir verbo alcuno, le fece un cenno di attesa.

    Dopo qualche minuto il mago scese le scale della torre, seguito dal Grande Druido che la salutò con un sorriso mentre la raggiungeva.
    "Che nuove, cara Medusa?", chiese, scuro in volto.
    "Maestro, è un piacere rivedervi. Manco da un po', e me ne dispiaccio, come mi duole del resto dirle che non sono portatrice di buone notizie".
    Con dovizia di particolari, la mezzelfa spiegò ogni fatto accaduto sino a quella sera, la sua mente tornava intensamente alle parole dette dai compagni di gilda, dalle guardie cittadine e dai paesani per non tralasciare alcun dettaglio nell suo rapporto.





    Terminato il racconto, nello sguardo del Druido si affollavano una moltitudine di pensieri ed un enorme peso. Prese in consegna la scarsella con i preziosi campioni e promise che avrebbe iniziato subito ad indagare assieme agli altri maghi e divinatori della torre.
    Fosse stato necessario, si sarebbero recati persino a Magincia per chiedere udienza presso le grandi Biblioteche, e avrebbero interrogato gli elementi, soprattutto i loro emissari più occulti.
    Rassicurata dalle sue parole, come del resto lo era sempre stata negli anni precedenti, Medusa si congedò stringendo le mani del Maestro, caricando quella stretta, e l'intensità del suo sguardo, di pensieri e parole non dette ma perfettamente percepibili dal vecchio.
    Si voltò in un frusciare del verde mantello, e nella notte tornò alla sua abitazione, contando le candele accese alle finestre dei cittadini.

    La voce si era già sparsa oltre i confini delle possenti mura di Radek. Poca gente dormiva, troppi pensieri non lo permettevano. E nemmeno lei dormì.
    Ultima modifica di mangiaforum; 07-10-2015 alle 18:12
    "U CROCCHETTON"

    Medusa the Black Witch of Radek [RDK], Vecchia Saggia



    Just one look into your eyes, one look and I'm crying..... Cause you're so beautiful.....

    Tu sei quello che mi piace e ciò che mi piace non ha canoni. E', e basta.

  10. #10
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    la tremolante fiamma della candela si rifletteva nelle iridi nere del Liche seduto sul suo scranno. la sua pelle cambiava colore, il grigio marciscente del cadavere si macchiava di viola a fasi alterne. Pronunciando le arcane parole come un mantra, il richiamo della trasformazione in non morto faceva il suo dovere.
    un altro guscio se ne andava, la concentrazione resisteva e la pazzia sembrava scongiurata.. per ora.
    tra una trasformazione e l'altra il Licge scriveva su di un logoro tomo. ogni lettera era sudata, sofferente, provata..

    Re Teschio CIV amor LIX
    cercava di raccogliere le idee sull'accaduto: l'osservazione della nebbia, fitta e densa come olio vaporizzato; il suo odore.. come di metallo bruciato e cibo andato a male; quindi il momento del contatto, il brivido sulla pelle.. una sensazione atavica di caos, una frenesia di rabbia, mutamento, l'eccesso, la decadenza, la trasformazione.. una sensazione di vuoto e pieno nello stesso istante.
    in questa dimensione mentale solo quelle uniche parole rieccheggiavano nella mente..
    "eeessseeetu.. esseeeevoi.. essssss.. essseppooooi"
    quindi un trillo.
    un rumore acuto, forte che faceva vibrare la mente, aumentando e diventando sempre più greve.. concentrandosi alfine in un boato che disintegrò il guscio del wright.
    appena in tempo prima di rimanere ghermito da quella nebbia di.. di... di nulla, o di tutto.

    La testa del Liche ritornò a fissare la fiamma e a meditare, non riusciva a pensare ad altro che a quella storia ascoltata da giovane.
    Il mito delle figure nella nebbia, non si sa cosa la nebbia porti o cosa porti via; ciò che viene o va nella nebbia può essere reale come il suo contrario.

    Reale...
    Irreale...

    Caos...


    The Liche The Liche The Liche The Liche The Liche The Liche The Liche
    qualcuno vuole una kinder the liche?


    "sei solo gnegnegne e distintivo" (C) copyright Medusa
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  11. #11
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    Predefinito Parte 1°



    Prosegue imperterrito il momento difficile nel regno di Radek. La guardia Hugo, di ronda al porto, torna in sede ad avvisare che la situazione sta peggiorando ancora. Poco fa un'altra guardia, su amica, quella cui doveva dare il cambio per il turno della cena, ha iniziato a comportarsi stranamente, a farfugliare parole incomprensibili, evitando di rispondere ed addirittura aggredendo lo stesso Hugo con le mani!
    Hugo ha anche notato una cosa nei giorni precedenti: quando le onde dell'acqua s'ingrossano, la nube tende in parte a diradarsi, tornando poi densa come prima una volta che queste si placano.
    Pressante è però la questione dell'altra guardia impazzita,anche perché questa ha mostrato segni d'una innaturale forza!
    Lord Sitock, presente all'arrivo della guardia, chiama in adunata i Cacciatori di Radek per andare in esplorazione. Convoca tre membri del Consiglio, esperti nelle arti magiche: Leland Gaunt l'arcimago, Re Teschio il negromante e Megera la druida.



    Hugo però tossisce, si sente debole, forse sta male. Potrebbe esser stato contagiato anche lui? Bisogna proteggerlo e... studiarlo! McLaud lo fa accomodare in sede, nel dormitorio comune, affinché si riposi in attesa del nostro ritorno.



    Il gruppo si prepara, armi ed armature pronte, chissà cosa si può trovare al porto. Arrivano e vedono che la suddetta guardia è al pontile, in fondo, ed osserva la nube grigia. Ha lo sguardo perso. Andrew ed altri due Cacciatori si avvicinano ed iniziano a fargli delle domande. Questa però non risponde, continua a fissare il mare e l'oscuro presagio, farfugliando qualcosa di tanto in tanto, ma nulla di comprensibile.



    I tre tentano di avvicinarsi, cauti, ma improvvisamente lo scarnito e violaceo volto della guardia, si volta con uno sguardo rabbioso verso loro. Brandisce la propria arma con ambo le mani e furente si getta all'attacco! Troppi però sono i Cacciatori per una sola persona. Tutti notano la caparbietà di questa, la forza innaturale acquisita, i colpi più precisi e veementi. Riuscire a soggiogarla sembra impossibile, nessuna ragione vuol sentire di abbandonare armi e scontro. Probabilmente neanche sente o capisce ciò che gli viene intimato. Purtroppo è impazzita del tutto e poco altro c'è da fare.
    Il finale è predestinato. La guardia soccombe sotto i colpi dei Cacciatori riuniti a difendere il proprio Lord.
    Gli esperti iniziano ad analizzarne il corpo senza vita, i primi riscontri son riguardo la carnagione quasi identica a quella dei pesci, delle ranocchie, del delfino e del cane già infettati e rabbiosi. Re Teschio inizia ad entrare in trance per contattare lo spirito della guardia: ci riesce. Con una manifestazione eterea questa si ripresenta agli occhi di tutti. Spontanee nascono delle domande, fortuna il forte legame spiritico del negromante permette a tutti di comprendere le risposte. Lo spirito inizia a parlare di un momento in banchina, con onde alte per via del vento ed una sensazione strana in gola, con la carne che brucia. Probabilmente la folata ha portato la nube al respiro della guardia, impossessandone di letal muffa, portandola alla pazzia, cancellandone l'anima.



    Lo spirito della guardia scompare! Svanito nel nulla come ogni idea sull'origine della nube. Il legame di Re Teschio si spezza lasciandolo pensieroso.
    Bisogna fare un tentativo, pensare qualcosa. Hugo ha parlato di onde alte in grado di diradare la nera foschia, quindi la prima idea è quella d'evocare degli elementali dell'acqua e mandarli verso la nube.
    Ultima modifica di AndrewMcLaud; 07-10-2015 alle 14:34
    Andrew McLaud, di Radek, tuttofare per vocazione, amante dell'interpretazione.

  12. #12
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    Predefinito Parte 2°

    Il risultato è deludente! Gli elementali avanzano, ma una volta dentro la nube, assumono il classico colore violaceo di chi viene infettato dalla muffa. Perdono ogni direttiva e controllo, se richiamati, svaniscono. Megera prova anche con un lord elementale dell'acqua, più potente come evocazione, ma altrettanto inefficace una volta dentro. La druida tenta anche di usare magie d'acqua sperando di smuovere qualcosa, ma nulla accade.



    L'impavido e curioso Re Teschio, decide di testare da vicino l'interno del grigio presagio. Altri si sono prima avvicinati alla nube senza entrarvi e nulla han subito, Gaunt presente ricorda l'evento. Al negromante viene in mente la possibilità di tramutare il proprio corpo in qualcosa privo di vita, così che nulla, in teoria, possa attecchire come malattia. Sale quindi in barca, pronuncia parole magiche e si muta in un non-morto.



    Si avvicina alla nube...



    ..e vi entra!



    Ne asce apparentemente illeso, almeno così viene visto dagli altri cacciatori rimasti sul pontile.
    D'un tratto però anche il corpo del non-morto diventa viola: Re Teschio è stato infettato! Nulla ha potuto la magia negromantica, anche se il corpo era apparentemente privo di vita, la muffa è riuscita ad infettarlo!
    Ritorna esanime all'ormeggio, pian piano riprende la forma umana. Tutti si affrettano ad aiutarlo, stupiti dell'accaduto ed impauriti dalla potenza della nube. Gli chiedono cosa sia accaduto, se abbia sentito nulla, quali sensazioni ha provato. La memoria è comunque frastornata, l'unica sicurezza di Re Teschio è che questa entità va ben oltre le forze negromantiche.



    Sconquassati da tante novità e con necessità di assimilare ogni notizia e resoconto, i Cacciatori di Radek, guidati da Lord Sitock, fanno ritorno alla sede di gilda, sostenendo Re Teschio ammorbato da tale esperienza.
    Arrivati iniziano a farne un piccolo resoconto, a pensare ad ipotesi e raggruppare le prime domande da esporre poi al Consiglio.
    Il negromante sembra sentirsi appena meglio ed in piena facoltà mentale, avverte che resterà segregato nella sua casa di Occlo a studiare tutti i sintomi che riscontra in seguito al probabile contagio subito. Terrà un ciclo di forme non-morte o demoniache, per preservare il proprio corpo da ogni effetto di pazzia riscontrato sugli altri esseri infettati.
    Il Lord decide che anche la guardia Hugo deve andare con Re Teschio, affinché questi restino in quarantena assieme, lontano dal regno, e perché il negromante possa studiare e tentar di curare anche la guardia, probabilmente contagiata anch'essa. McLaud va dalla guardia che però al momento dorme profondamente. Evitando di svegliarla e renderla partecipe della frenesia del momento e dell'accaduto, viene deciso di lasciarla riposare una notte da sola in quella stanza, m che l'indomani verrà portata in casa di Re Teschio, così che questi possa annotare ogni mutamento.



    Al momento la situazione è questa, con due Cacciatori probabilmente infettati rinchiusi lontano, addirittura sette alberi con la muffa, segno che questa si sta propagando ogni giorno sempre più verso le case e quindi gli abitanti. Una guardia contagiata e morta, indice che questa malattia colpisce anche gli esseri umani.
    Nessuna notizia ancora dai maghi della torre sul riscontro dei due campioni, d'acqua e legna, affidatogli. Poche idee su quanto detto da Hugo e dallo spirito della guardia. Sensazioni demoniache ripensando al rituale di Gaunt.
    Il Consiglio di Radek si riunirà presto per riepilogare i fatti e decide sul da farsi.
    Andrew McLaud, di Radek, tuttofare per vocazione, amante dell'interpretazione.

  13. #13
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    414 Zoe 70

    Devo scrivere.
    È accaduto da poco e non so se riuscirò davvero a mantenere il controllo della mia mente, o se in qualche modo alla fine cederò.
    Devo farlo per gli altri.
    Nel caso in cui arrivassi al punto di perdere il controllo dovrò aver conservato abbastanza sanità mentale da consegnare questo diario a Medusa o a Sitock.
    Ho visto cosa è accaduto a Fred.
    Quando stamane mi recai alla torre dei maghi di Radek per chiedere se gli studi sulla sfera avessero dato qualche frutto non potevo immaginare cosa mi stesse aspettando. Giunto sul posto trovai Fred, il mago un po’ scorbutico alla quale tempo addietro affidammo la sfera e l’incarico di esaminarla, in uno stato pietoso: era convinto che fosse passato un solo giorno dalla nostra venuta, aveva gli occhi screpolati e un’aria assente. Diede la colpa al fatto di essere rimasto chiuso a lungo nel sotterranei, ma nonostante la sua storia non mi convincesse non me ne preoccupai. Mi disse di aver scoperto che la sfera poteva essere tutto e non essere niente, trovai la risposta un po’ sciocca e credetti che oramai fosse ammaliato dal potere del manufatto. Stavo pensando di sollevarlo dall’incarico e portare via la sfera quando mi disse che al tatto si percepisce una certa energia, fidandomi di lui mi avvicinai alla sfera, guardai al suo interno dove mi sembrò di scorgere dell’acqua in movimento, mi tolsi i guanti e posai le mani sulla superficie levigata.
    Subito fui paralizzato, incapace di staccarmi e forse desideroso di non farlo, si fece buio e il mondo attorno a me scomparve in una sensazione di abbandono. Quando riebbi il controllo del mio corpo e le tenebre si dissolsero constatai subito di non essere più nello stesso posto: ero circondato da pareti di ghiaccio e la sfera davanti a me non c’era più, al suo posto senza emanare calore ardeva un fuoco violaceo. Vi guardai attraverso e intravidi un volto decisamente famigliare poiché era il mio, solo con qualche decennio di meno. Il fuoco era sostenuto da un pilastro di ghiaccio riportante una serie di incisioni in una lingua a me sconosciuta. Quello che poteva apparire un uomo, vestito da mago, restando a pochi passi di distanza, stava evidentemente aspettando che mi riprendessi per parlarmi. Si presentò con un nome impronunciabile, qualcosa come “Ankhalaxx”, e propose di scambiarci vicendevolmente delle domande: una a testa, fino ad esaurimento scorte. Accettai di buon grado la sua proposta, visto che risposte era proprio ciò di cui avevo bisogno, e accomodandomi su una sedia demmo inizio alla nostro conciliabolo.



    In ogni risposta fui sincero con lui e al più omisi dei dettagli, ma non mentii mai, col senno di poi penso di aver fatto la cosa giusta, il suo potere è immane.

    Mi chiese perché ero lì, come fossimo entrati in possesso della sfera, cosa fossero e cosa volessero i pirati, arrivando infine a chiedermi quale fosse la mia vera domanda.
    Dal canto mio, con le domande che gli feci, riuscii a scoprire alcune cose: nella sfera il tempo scorre in modo molto diverso ed è controllato da Ankhalaxx, questo spiegava il motivo per cui Fred pensasse di aver trascorso un solo giorno nel sotterraneo, mentre ne erano passati parecchi.
    Il mondo in cui mi trovavo sembrava essere fisicamente all’interno della sfera, ne ebbi la prova quando Ankhalaxx aprì l’acqua che si trovava sopra di noi e vidi il mio volto, enorme e distaccato, con i sotterranei della torre di magia a Radek che facevano da sfondo.
    Mi disse che quel mondo non era in pericolo e in alcun modo avrebbe potuto esserlo. Compresi quasi subito che il mio interlocutore non era del nostro mondo e che il suo aspetto fosse solo il modo da lui scelto per apparirmi, presumibilmente per mettermi più a mio agio, compresi che in quel mondo non avrei potuto nulla contro colui che mi stava davanti, pertanto se le sue intenzioni fossero state ostili a quest’ora non sarei qui a raccontare l’accaduto. Mi confessò di avermi portato al suo cospetto per noia, curiosità e per scoprire se fossi meritevole di comprendere quel mondo e tutto ciò che vi orbita attorno, risposta alla quale riuscii a dare un’interpretazione plausibile solo più tardi, quando la conversazione stava per volgere al termine. Mi disse di conoscere l’essere dal quale abbiamo strappato la sfera, che la sfera può essere trasportata e può essere sfruttata per ottenere grandi poteri: il nostro aggressore proveniente dalla nave ormeggiata al molo la usò per ricevere una sorta di immortalità anche se ad un prezzo non trascurabile, dovendo essere sconfitto prima di rigenerarsi. In riferimento alla nave fui sorpreso quando Ankhalaxx la chiamò “la nave d’oro che viaggia tra i mondi”, tuttavia non ho modo di sapere se si riferisse alla medesima imbarcazione in quanto i pochi ricordi che ho della stessa la dipingono come una nave oscura.



    Mano a mano che procedevamo in questo scambio di domande e risposte il mio interlocutore diveniva più impaziente fino al punto di tagliar corto e chiedermi quale fosse la “vera “domanda alla quale avrei voluto ricevere risposta, ancora non capii dove volesse arrivare ma mi fu più chiaro successivamente quando mi chiese quasi direttamente cosa avrei voluto che la sfera facesse per me. A quel punto ebbi l’idea che volesse spingermi a richiedere una sorta di “desiderio” che la sfera sarebbe stata in grado di esaudire, l’intenzione non mi sembrò delle più trasparenti, non sapevo la posta in gioco e, tralasciando le parole di Ankhalaxx, le uniche prove concrete di cui potevo disporre erano l’aggressività della creatura che ci attaccò al porto e il distacco di Fred, il mago alla torre. Non potendo mettere a repentaglio la vita delle persone a me care decisi di non esprimere alcun desiderio, di non porre nessuna domanda la cui risposta costituisse una richiesta. La reazione di Ankhalaxx fu abbastanza repentina: mi si avvicinò e mi esortò con tono minaccioso e impaziente a porre la mia domanda, al mio ulteriore diniego scomparve lasciandomi una forte sensazione di dolore alla testa e un insolito pulsare dietro l’occhio destro.
    È cosi, in un attimo, senza possibilità di sottrarvisi, che entrò nella mia testa dove risiede tuttora parlandomi quando più gli aggrada. Sostiene che starà con me in ogni cosa che farò, vedrà ciò che vedrò io, avrà accesso a tutto ciò che so, in questo modo esplorerà il nostro mondo e conoscerà le persone che sto cercando di proteggere. Chissà, magari con le sue capacità potrà essermi d’aiuto nell’osservare e interpretare i prossimi avvenimenti.
    Mi chiese di mantenere il segreto, di non dirlo agli altri.
    Tornò il buio e nuovamente rimasi bloccato, poco dopo ero ancora nel sotterranei della torre dei maghi, la sfera un tempo tendente al blu e luminosa giaceva ora grigia e spenta, sulla sua superficie riflettente il mio volto mutato: l’occhio destro era divenuto di un blu profondo. Accanto alla sfera Fred era in piedi immobile, bava alla bocca
    “non è altro che un guscio vuoto” disse la voce nella mia testa.
    “Chiedigli di seguirti e lo farà” aggiunse.
    E ancora: “Vuoi che lo riporti com’era prima?”, mi sembrò un tentativo frettoloso di farmi esprimere un desiderio e rifiutai. Forse Fred tornerà in sé, ma questo non è il momento.


    Da ricordare: noi misuriamo la nostra vita con il tempo, non abbiamo controllo su di esso e sottostiamo alle sue regole. Per Ankhalaxx la misura della vita sono le domande e le risposte, sembra abbia bisogno di dare risposte per “sopravvivere” ma non domande la cui risposta è mera conoscenza, ma domande che comportano un certo “scambio” di energia, domande che in un certo senso sono desideri. Devo cercare di approfondire questo concetto e stare molto attento.


    Spero la sua presenza non diventi insopportabile, non so come potrei reagire, tanto meno so se riuscirò a resistergli.
    Devo scrivere subito ai cacciatori
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  14. #14
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    Predefinito Resoconto di quanto scoperto alla torre dei maghi sulla sfera

    Stimati compagni,
    vi scrivo per ragguagliarvi su quanto ho scoperto alla torre dei maghi, dove sono stato incaricato di recarmi l’indomani del nostro ultimo ritrovo, per sapere se fossero stati fatti dei passi avanti nello studio della sfera.
    Inizio col dire che Fred, che più di tutti doveva seguire la cosa, oramai è in uno stato mentale pietoso: incapace di pensare e compiere qualsiasi azione di propria iniziativa. Obbedirà ai semplici ordini che gli verranno impartiti. Ho già mandato qualcuno a prelevarlo per portarlo in un luogo in cui possa essere seguito e tenuto in vita fino a quando, auspicabilmente, riusciremo a trovare una soluzione per fargli riavere un briciolo di sanità mentale.
    In secondo luogo sono entrato in contatto con la sfera, vi risparmio la miriade di sensazioni che ho provato nel tempo indefinito trascorso attaccato ad essa. Ho avuto modo di "parlare" con una creatura le cui origini mi sono ignote. ciò che ho appreso è che la sfera possiede un potere molto elevato che può essere sfruttato da chi ne entra in contatto, non so se per questo potere vi sia un certo prezzo, ma se quanto ho studiato finora non è errato deve essere mantenuto un certo equilibrio nell’universo, quindi ad una richiesta suppongo debba corrispondere un prezzo da pagare.
    Nulla ho appreso sui pirati che cercano la nave, ma in merito a quest’ultima la creatura con cui sono entrato in contatto (forse non è corretto definirlo “parlare”) l’ha chiamata “la nave d’oro che viaggia tra i mondi”.
    Mi sento di condividere con voi l’idea che mi è saltata alla mente quando ho collegato questa affermazione con quanto letto da Re Teschio al nostro ultimo incontro in quel libro delle evocazioni (non il piedetesta Sitock) ma i problemi di comunicazione quando il soggetto originario con conosce il linguaggio comune (dove il linguaggio comune aveva a che fare con il piano di esistenza): temo che i pirati non siano di questo mondo e che possano conoscere bene la nave.
    Ribadisco, questa è solo un’impressione, sono solo idee che condivido affinché possiate tenere gli occhi aperti e prestare attenzione. Potrebbe non essere la stessa nave (quella su cui siamo stati non sembrava certo una nave d’oro) e potrebbe non avere nulla a che fare con l’evocazione andata male.
    Infine non sono riuscito a comprendere se vi sono altre sfere oltre a quella in nostro possesso e dopo il contatto con la sfera questa si è tristemente spenta e opacizzata.
    Non farò nulla che possa nuocervi.

    In fede
    Leland Gaunt
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  15. #15
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    Predefinito Da collocarsi prima degli avvenimenti capitati a leland gaunt

    La riunione andava fatta, e il Re Teschio si incamminò verso la Sede di gilda. l'andatura sciancata e la schiena dolorante erano i rimasugli di quella terribile nebbia.. "possibile?" si domandava ad ogni passo. A quasi un anno di distanza dal contatto che ancora facesse così male? era proprio vero stava invecchiando.
    Lentamente entrò in sede e ad attenderlo vi erano già Sitock, Morgana e Medusa; di li a poco si recarono in biblioteca per discutere di quello che aveva travolto Radek nei mesi precedenti venendo raggiunti da Leland Gaunt.
    Tante cose andavano dette, tante cose andavano chiarite e tante altre progettate. Si spostarono nella biblioteca cittadina, luogo adatto al silenzio e alle elucubrazioni.
    Il Teschio ascoltò con attenzione tutti i resoconti e collegò nella sua mente alcuni avvenimenti con altri episodi vissuti o narrati dai compagni, ma qualcosa lo turbava.. non gli erano chiari molti perchè... ma fra tutti, nel resoconto di Leland, una cosa gli era veramente poco chiara.. come un praticante delle arti necromantiche dall'alta nomea come Loren dei cavalieri di Magincia non fosse riuscito a comunicare con una semplice rievocazione. Dopo aver ascoltato proferì parola: "i casi sono due.. o un mistero avvolge questi pirati... oppure.... Lo zoe in questione... ha deliberatamente omesso dei dettagli di vitale importanza, e il perchè è inquietante.."
    Detta questa affermazione, pur rimanendo in ascolto dei discorsi dei compagni, si mise a cercare fra i libri ignorantemente classificati come "proibiti". finchè non trovo un testo particolare. "LE NOTTI RIEVOCATE", un simpatico scritto di un autore morto nelle solite circostanze misteriose e pubblicato postumo. Narrava di come su Sosaria nei tempi dei tempi siano capitate bizzarie troppo spesso ignorate. Persone rievocate con pezzi di corpo in posizioni differenti, volti al posto di piedi, disallineamenti del karma, e un caso registrato di.. "Per gli dei!" esclamò "si registra una rievocazione già avvenuta in passato di una creatura che assunse forma umanoidi ma che si rivelò essere "non di questi luoghi", in quel caso la rievocazione non era in grado di parlare correttamente un idioma conosciuto nelle terre di Sosaria..."
    Rilesse le parole ai compagni rimanendo poi in silenzio.. "Non lo so proprio" aggiunse "temo sia più facile mentire che un essere fuori di questa realtà venga casualmente a Radek.."
    Solo dubbi, poche realtà e un libro dal contenuto lugubre tra le sue mani.


    The Liche The Liche The Liche The Liche The Liche The Liche The Liche
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