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    Default [Racconto] Storia di ZULU HOTEL ITALIA 7th Age

    XIV – Sosaria dopo il Rituale

    Con il compimento del Rituale le Fazioni tornarono al loro originario splendore, tutti gli eserciti che le componevano in qualche modo diedero grandi contributi alla propria causa. Proprio in quegli anni i fondamenti e le rispettive etiche si rafforzarono e si consolidarono maggiormente sui propri punti cardine: le Virtù ed i rispettivi Guardiani.
    Nel frattempo si costituivano anche nuove congregazioni e gilde, che da parte loro evidenziavano la variegatezza di questo mondo. Le razze formarono gruppi forti e consapevoli che portarono avanti le proprie tradizioni. Questo avvenne fra i Goblin, seguaci di Graak El, fra i Dwarf, vincitori nella campale contro gli Elves a Cove, abbandonata poi da entrambe le razze, gli Elves stessi ormai consolidatisi a Yew, la Grande Tribù Barbarica a Northgard e gli oscuri intrighi del popolo reietto dei Drow.
    Lo scenario che si dipianava non era certo un mondo di pace, ma in qualche modo era retto da un suo equilibrio e dall'interazione di tutte queste entità: mentre ladri ed assassini si arricchivano attraverso appostamenti persino alle due banche di Britain, sciacallandone gli avventori, le grandi battaglie coronavano le epiche imprese di cavalieri di ogni età e razza.

    Fra le piccole imprese di questo periodo una in particolare avrebbe influenzato gli anni successivi e già traeva profonde origini dalla distruzione della prima Radek. Un'eroina elfica di un poi meglio noto casato era entrata inconsapevolmente in possesso dell'antica spada di Radek con la quale un Drago Nero, legato ad un'antica leggenda, si trovò a fronteggiare lo stesso sulle pendici di Minoc. Chi avrebbe allora immaginato che quella spada e quel Drago sarebbero poi tornati a giocare un ruolo così importante nel destino di Sosaria?

    Da alcuni scritti perduti del Saggio Melbeth si poteva ricostruire che un tempo, tre Draghi, incarnanti tre Idee molto forti, alcuni le legano agli stessi Principi Primi, furono in qualche modo deviati nell'antichità dal Contro Principio di Corruzione. Di loro, Nargareth il Drago Nero e un drago dorato, fecero la sua comparsa nelle caverne di Destard, terrorizzando le genti di Britannia. Epica fu l'impresa per domarlo e sconfiggerlo ed ancora si vociferano leggende sul suo tesoro in Mithryll e sul destino che fece quel così raro materiale.
    La cosa non a tutti nota è che queste tre entità erano in realtà immortali e che anche se l'eliminazione fisica era possibile esse si sarebbero sempre reincarnate, alternando le loro duplici nature: corrotte e pure.
    Zoe stessa ne bandì le nature corrotte dietro ai soli di Sosaria, ma come spesso accade esse trovarono un sotterfugio per fare ritorno e ridisseminare il contagio del dubbio e delle malvagità sui mortali.

    Avvenne così che un discendente del casato elfico degli Arenthor si legò alla gilda del Silverleaf, poi alleatasi nelle terre di Yew ai Cacciatori di Radek. In quell'occasione emerse che Nargareth aveva distrutto e corrotto più volte alcuni dei protagonisti delle due gilde, distruggendo appunto Radek, ma abbattendo anche uno dei primi villaggi elfici ai tempi retti ancora dai casati, prima che il Regno venisse spostato da Cove a Yew, massacrando la prima congregazione della Fratellanza del Silverleaf. Allo stesso modo un'intera branca del popolo barbarico era stata trucidata, arrivando ad ucciderne anche un antico sovrano, distinto dall'Heresir di Northgard, ai tempi Lord Blade Runner. Di ciascuna di queste entità gli eredi si erano casualmente ritrovati nella stessa Yew e si trovarono congiunti nell'impresa di recuperare l'antica reliquia di Radek che sola ed unica pareva avere il potere di scalfire il potente drago Nargareth, il quale già stava radunando potenti eserciti all'insaputa di molti.
    Last edited by Absinth1; 13-02-2011 at 13:25.

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    XV – L'ascesa del Drago Nero

    Mentre le ricerche per la spada di Radek proseguivano negli anni, attraverso l'oculata ricerca su tomi e registri, si consolidavano altre entità importanti nello scenario Sosariano quali la branca del Casato di Deepwater, ancora retta dai Proudmore, e l'ascendente Patriarcato di Marrehium, una Città Stato consacrata al culto di Eanna dei Nomi, una divinità minore il cui culto si stava però rapidamente diffondendo soprattutto a Camelot, tra membri dell'Ordine Templare, i seguaci dell'Alleanza Velata ed i cavalieri del Graal. Fautore di questa grande voce spirituale fu la carismatica figura di Ilven de Rash, gransacerdote del culto la cui ambizione lo pose spesso alla pari di altri grandi cultisti del tempo ed il cui fanatismo puntava all'unificazione dei culti, seppur distinti, presso il santuario di Empath, nella città di Yew, dove venne istituito un collegio per gli studi teologici, da lui stesso retto ed amministrato.

    Quando gli eroi del tempo erano stanchi di sanguinarie imprese vi era un solo posto dove condividere visioni politiche, sociali, ma soprattutto dove usufruire più blandamente di una sana sbornia: la Taverna del Lama Nero di Britain, sede del culto segreto degli adoratori del Sacro Porco, una manifestazione minoritaria tra le forze spirituali con una grande carica goliardica ed edonistica. Fu in questo luogo che molte volte i maggiori eroi del periodo si congiunsero in epiche imprese e proprio qui iniziò a diffondersi la voce di una nuova alleanza che ambiva all'annichilimento del mondo.
    Nel mentre, presso le maggiori piazze di Sosaria iniziarono diversi comizi politici, sull'oppressione dei principali signori di Sosaria, sulla loro avidità, sul loro egoismo e sulla negatività del loro operato. Nessuno fu risparmiato, nemmeno Lord British e Lord Blackthorne. Fautore di questa propaganda fu un elfo oscuro fino ad allora quasi sconosciuto, slegato dal casato Drow. Egli si proclamava promotore di nuovi ideali e sotto la propria effige prometteva ricchezze in abbondanza.
    Anche i Cavalieri Hawk di Moonglow prestarono attenzione alle sue parole, ma scelsero con saggezza da che parte schierarsi e tennero sott'occhio la situazione poiché la loro forza non avrebbe mai potuto tradire le verità per le quali si erano riuniti dopo la grande esperienza dell'Accademia.

    Lo stesso elfo oscuro era in realtà il più fedele servo del Drago Nero, noto poi come Ulrian Sky'l Ree, lo Sfregiato. Attraverso quella propaganda puntava alla creazione di un potente esercito con il quale intendeva assoggettare Sosaria all'ambizione del proprio padrone in cambio di molti servigi.

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    XVI - Della Caduta di Northgard

    Northgard, capitale della razza Barbarica, era diventata una grande città fortificata, erano lontani i tempi in cui la città era composta di sole capanne. Nacque una piazza del mercato e le stesse arene furono erette con grande capacità dagli artigiani barbarici. Northgard acquisì una certa importanza all'interno dei regni di Sosaria ed ebbe modo di mostrare con viso aperto il valore del suo popolo.
    Il primo regnate fu Lord Blade Runner, che dopo le guerre con i Drow salì al potere come primo vero reggente di Northgard. Il primo regno di Blade Runner fu caratterizzato da un periodo di pace, in cui la città e il regno di Northgard crebbero ancora. Nel corso degli anni però le alleanze con i popoli vicini si facevano più sottili, fino a quando Cedric, un barbaro assetato di sangue e che bramava potere, giunse a Northgard. Egli sfidò Blade Runner e lo sconfisse, ma quest'ultimo non morì.

    In suo soccorso giunse un certo Kakaroth, che ebbe la meglio sul nemico invasore. Kakaroth governò per un breve periodo, ma successivamente restituì il trono a Lord Blade Runner.
    Il Secondo regno di Lord Blade Runner fu inquieto, perché l’animo del re lo era, spesso si perdeva in lunghe meditazioni presso il tempio del Grande Padre, nella preghiera che gli rivolgeva mai dimenticava il suo popolo. Decise poi di partire, abdicando in favore di Lady Mordian, la Sacerdotessa del culto barbarico. Ella portò avanti le sue genti con benevolenza e generosità, ma anche questo regno non ebbe pace.

    Northgard fu la prima a cadere, ben poco poterono i barbari, sorretti dagli alleati provenienti da ogni dove, contro l'impeto di questa armata sanguinaria, appoggiata dall'enorme contingente di elfi oscuri Drow il cui impeto sembrava ormai inarrestabile. In soccorso del popolo di Nortghard giunsero i Dwarf, i Cacciatori di Radek, i Merchants of Death e tutti gli amici del popolo del nord per fronteggiare la nuova minaccia.
    La Gran Sacerdotessa Mordian fu costretta a spingere assieme ad altri fieri barbari il proprio popolo alla salvezza, ospiti della città nanica di Minoc, per riorganizzare poi la ripresa delle proprie terre. L'esodo del popolo barbarico fu organizzato dalla flotta elfica, giunta troppo tardi per cambiare le sorti del conflitto. Ancora una volta Sosaria era spezzata da una guerra totale.

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    XVII – Del Dono di Oceano

    Il dio Oceano che aveva visto emergere così tante presenze in Sosaria, ambiziose ed umili, sante e corrotte, volle fare un dono: una città di corallo nel pieno dei mari di Sosaria, una roccaforte dove la dialettica, il commercio e la cultura si potesse riunire e prosperare. Egli donò ai mortali Seagard, la città delle meraviglie, nota per i fiorenti commerci di spezie e di tabacchi.
    Il primo Conte di questa meravigliosa città fu Ryuga, notissimo marinaio, capitano della Wangrel, coadiuvato da un variegato consiglio di uomini elfi e nani tra cui Cavan, Nar Gloin, Zacknafein, Alcor, Flegias ed Eldialath, ai quali si unirono poi molti altri.

    Il governo di Ryuga durò poco, il suo animo viaggiatore lo riportò a salpare ancora una volta alla ricerca di nuove terre vergini lasciando ad Eldialath il titolo di Conte.

    Nel mentre iniziarono le prime scorribande degli Emissari di Tenebra, guidati dal risentito Ulrian Sky'l Ree, che si rivelò essere fratello gemello dello stesso Eldialath, poi corrotto dal Drago, coadiuvato da tre esperti generali: Zayrus, Black Dragon e Nightrider.

    I maggiori esponenti di tutte le gilde vennero convocati a Seagard dove nacque ufficialmente il "Consiglio dei Lords". In quell'occasione valenti cavalieri, spesso affrontatisi sul campo di battaglia, placati gli animi dal carisma dei loro sovrani, pianificarono la resistenza e la ricacciata del nemico nelle viscere della terra.
    Last edited by Absinth1; 13-02-2011 at 21:39.

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    XVIII – Gli intrighi del sottosuolo

    Il matronato di Wind era ai tempi retto da Alystin Teken'duis, appoggiata dalla presenza di Lascivia, un elfo oscuro la cui fama si era ben consolidata nel tempo. Il regno del sottosuolo da sempre si reggeva su precari equilibri dettati dalla natura caotica dell'unico vero culto di Lloth, la dea ragno, la quale dettava una disciplina ferrea senza sentimento ai propri seguaci, indotti sin dalla nascita al risentimento, all'ambizione ed ad una vita pericolosa e letale. Ciascun elfo oscuro nasceva sapendo che la propria vita non valeva nulla fintanto che le sue gesta non fossero state consacrate all'unica dea. Con questo spirito efferato questo popolo sarebbe poi emerso come una delle armate più letali dei popoli delle terre emerse, sopra e sotto il suolo.

    La Ilharess Alystin però non immaginava che il colpo letale e velenoso che avrebbe posto termine alla sua reggenza sarebbe giunto da così vicino e così inaspettatamente. Alla sua morte il ricordo stesso degli intrighi che la coinvolsero furono dimenticati ed iniziò il nuovo glorioso regno di Ailyn Alean'ar, che si tenne ben stretta i maschi più promettenti di quella deviata razza, spingendo i suoi generali ad ambizioni fino a poco tempo prima mai azzardate.
    Il cambio di potere si concluse con pochi spargimenti di sangue, ma fece emergere un popolo ancora più assetato, consapevole e fedele. Ogni elfo oscuro era ora dedito alla causa e infinitamente più disciplinato, il voto alla causa era tale da confondersi al cieco fanatismo e di questo la dea Lloth sorrideva appagata, poiché sapeva che da quel momento in poi i tributi ed i sacrifici sarebbero aumentati esponenzialmente.
    Vi fu successivamente un tentativo di insurrezione da parte di un casato minore, ma il vano tentativo fu subito cancellato assieme ai nomi dalla predominanza Drow, come da tradizione. Venne però creato un sottocasato di schiavi e lavoratori, gli Ellar, elfi oscuri di infime origine destinati a lavori umili sui quali la grazia della dea Lloth non sarebbe mai stata versata.

    Nel frattempo il popolo dei Goblin perdurava nella sua ricerca di libertà ed indipendenza, nonostante gli elfi oscuri volessero ristabilire il loro dominio su di essi, un nuovo Gran Sacerdote di Graak El stava emergendo, ed il maligno seppe ammaliarlo, tanto che parte dei Goblin si schierò assieme agli Emissari di Tenebra, abbagliati dalla folle illusione di riuscire finalmente a riscattarsi, presso le genti mortali e gli dei.

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    XIX – Lo scioglimento delle Tenebre

    Fu a Minoc, bastione dei Dwarf, passo invalicabile e dolente per Nargareth, che si decise forse il destino del mondo. In una difficile alleanza, i cavalieri di Camelot con gli alleati di Moonglow, i ribelli di Deepwater, le armate degli elfi di Yew, la fratellanza del Silverleaf ed i pochi abili guerrieri tra i cacciatori di Radek, assieme ai profughi di Northgard, bramosi di riscattare la propria terra ed i nani stessi, padroni di quelle terre si schierarono abbagliando con le proprie armi, armature e gli sguardi orgogliosi la vista di chi assistette a tale disposizione.
    L'impatto con l'esercito guidato dai generali delle tenebre fu inimmaginabile, e molte furono le perdite su tutti i fronti, ma infine le forze di Nargareth furono respinte e disperse. Solo piccoli contingenti continuarono a fare incursioni e piccole schermaglie, mentre il casato di Wind, risentito verso le false promesse fatte da Ulrian, assorbì i maggiori combattenti Drow tra i sopravvissuti degli Emissari di Tenebra. Lo stesso Ulrian dovette ritirarsi con pochissimi fedeli a Northgard, dove già lo aspettavano i barbari rinvigoriti dalla propria vittoria e che lo costrinsero a strisciare nel proprio rifugio sotterraneo.

    Ciò nonostante fu proprio quello uno dei periodi di decadenza maggiore del regno di Minoc. Seppur vincitori nello scontro, alcuni nani decisero di abbandonare Minoc e di abbracciare i forti ideali della vicina Camelot, sposando la causa di Lord Arthur. Ancor oggi quell'evento viene ricordato con rammarico da parte del popolo nanico che in quel periodo dovette sottostare anche alla successione al trono di Kylit Drumhammer, sostituito da Drakan Borr, ottavo Rik Dawi di Minoc.

    Ma gli intrighi non erano ancora finiti, ed il drago ancora respirava nel sottosuolo di Northgard. Negli anni successivi venne infine ritrovata l'antica spada di Radek: un manipolo di cacciatori di Radek e i confratelli del Silverleaf si organizzò per un'ultima caccia al drago. Gli eventi dello scontro furono molto confusi e non fu mai stata fatta chiarezza, poiché gli animi furono trascinati da molti lutti e chi sopravvisse preferì tacere onorando la morte dei defunti. Raghnar, ex capitano dei Templari testimoniò l'uccisione ultima del drago, il sacrificio di un barbaro della stirpe sterminata quasi del tutto da Nargareth e la dispersione di una grande energia da parte della spada stessa. Tre cavalieri partirono in quell'occasione da Northgard e solo lui fece davvero ritorno, riportando il testamento di Eldialath di Seagard, che lasciava la Contea in eredità alla figlia adottiva del fratello, Alexstraza, e la testa del Drago nero Nargareth al suo eterno amico Sitock, affinchè venisse custodita a Radek, nella nuova città che stava per essere ricostruita, in memoria dei sacrifici passati e delle grandi amicizie forgiate in quell'Era.

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    XX – Notabili meriti delle Fazioni

    A cavallo tra questi eventi ed altri furono invero indimenticabili le gesta delle fazioni, ai tempi divisi e quasi dispersi, come dissero poi gli esponenti della nobiltà Order, o più preferibilmente liberi, come si autodefinivano gli eserciti Chaos. Molte furono le battaglie delle sempiterna lotta tra le due ideologie politiche quanto religiose e tanti invero furono gli uomini e gli eroi che si distinsero in questa immane lotta senza quartiere, i loro nomi sono di certo custoditi e ricordati presso gli altari delle Virtù stesse, delle rispettive Fazioni, insigniti spesso del privilegio di divenire "Guardiani" di singole Virtù e Custodi del loro messaggio.

    In questo conflitto furono gli Order i primi a riconoscere che le incombenze economiche dovute ad una concorrenziale gestione delle cittadine sotto il loro controllo e la compattezza dei ranghi, richiedevano all'unisono un'unificazione dell'intera fazione, in un unico, solido, infrangibile esercito. Dall'unione quindi dei paladini di Freedom, i Cavalieri della Luce, le Forze di Argentorock e i Knights of Hope, nacquero le "Forze Alleate d'Elite", guidate da Stellos di Argentorock, nobile di Jhelom.
    Inizialmente scherniti dai propri avversari per una scelta che sembrava quasi sciocca, essi si rivelarono lungimiranti, poiché un lieve calo demografico ed altri fattori marginali ebbero influenza sulle questioni Sosariane e videro le Forze Alleate d'Elite uscirne solide e temprate, mentre le forze del Chaos ne risentirono maggiormente.
    Sotto la benedizione di Zoe fu allora deciso che le fazioni fossero in quegli anni riconosciute in due eserciti maggiori, di cui quello Chaotico sarebbe stato di lì in avanti noto sotto il nome di Kaos, nato dall'unione dei Chaos Guardias, gli Heart of Rebellion, i Blood Master e gli Scorpioni.

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    XXI – L'inizio dell'abbandono degli dei

    L'ira per la definitiva sconfitta delle armate e lo scioglimento degli eserciti da parte di tutti coloro che si opponevano al male frustrò a tal punto Ulrian Sky'l Ree che si lanciò in un atto di folle affermazione del proprio potere: decretando l'uccisione del suo ultimo avversario, ne sfruttò la curiosità e l'ingenuità, pur avendolo più volte pubblicamente decostruito senza successo, ora lo voleva morto. Così il patriarca della Chiesa di Eanna dei Nomi, priore di Empath, Ilven de Rash fu catturato in una buia notte nelle terre di Northgard e tagliato in piccoli pezzi gettati in pasto ai vermi. Il suo corpo non venne mai recuperato e la sua tomba è un vuoto sepolcro in cui riecheggiano le sue molte parole.

    Nel frattempo al potere religioso veniva sostituito fortemente da quello politico con l'ascesa dei Lords, venne così forgiata una forte alleanza contro le forze oscure emergenti, come il casato degli elfi oscuri e la congrega di assassini delle Lame Spezzate di Drakon. Questa alleanza fu per lungo tempo una delle maggiori difese eretta tra le città e gli invasori ed usurpatori esterni. A costituire quest'alleanza furono le Forze Alleate d'Elite [Fael], guidati da Stellos of Argentorock, i Cavalieri del Falco di Moonglow [Hawk], guidati da Alioth Fenryll e Lady Rowanne of Isca ed i Cavalieri di Camelot [RdC], guidati dal sempiterno Lord Arthur, in quel periodo consigliato dal figlioccio Nicolas, un nano che sotto il regno di Drakan Borr abbandonò il proprio popolo inseguendo pittosto il sogno di Camelot, trascinando con sé gran parte dei nani. Minoc quindi, rimasta sguarnita, sciolse l'alleanza con Camelot per la quale nacque un mai apertamente dichiarato risentimento.

    In tutto questo le varie chiese apparivano comunque sempre più deboli, ed i messaggi si disperdevano in piccole cappelle private, e forse, sempre nel privato, i culti di Zoe e di Aether non furono trascurati come gli altri, almeno presso la Fazione Order, ma l'impressione generale era che gli dei avessero abbandonato i mortali.

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    XXII – Il declino del Popolo Barbarico

    I forti disagi si fecero sentire maggiormente a Northgard, ancora segnata dai recenti scontri dai quali non ebbe più modo di riprendersi e compromessa dalle lotte di potere intestine, incentivate forse da cospiratori esterni non certo legati in alcun modo alle fiere tradizioni del popolo. Salirono così di seguito al trono Jorg Holfmand, Kronoss, Shark Musashi e successivamente Lord Blade Runner.
    Nonostante i molti anni trascorsi in lontananza, furono regni molto diversi fra loro, che in alcun modo possono essere definiti negativamente nella loro gestione ed amministrazione, nell'ottica barbarica, ma il continuo avvicendarsi di sovrani non permise fino al ritorno del vecchio re una forza sufficiente da comprendere appieno il potenziale dei grandi cambiamenti che segnavano il mondo.

    Animose furono le reazioni di alcuni, pacate quelle di altri, non mancarono fraintendimenti, ma infine si giunse ad una decisione, che risultò unanime, che prevedeva la guida del Popolo divisa tra un Re che amministrasse la città ed un Lord dei Barbari che li guidasse come popolo. Venne scelto anche un Generale che addestrasse il Popolo alla guerra, affinchè non si trovasse più impreparato davanti alle minacce esterne. Così la grande Tribù Barbarica riprese in mano gli attrezzi da lavoro, forgiò armi ed arredi, venne creato un nuovo porto fortificato e un nuovo mercato, cosicchè Northgard tornasse a fiorire, pian piano ed il popolo ne andasse fiero.

    Ma negli anni successivi la grande Tribù Barbarica perse di potere, fino a sciogliersi definitivamente, il suo nome non risuonava più tra le vie di Northgard.
    Per qualche tempo, la città rimase incustodita.

    Alcuni vecchi membri della grande Tribù tornarono a Northgard e radunarono il popolo sotto il nome Viking, rinvigorito dal ritorno di personaggi leggendari come Duma in città. Dalle Lost Land però una nuova orda di barbari stava prendendo piede su Sosaria e si avvicinò sempre più alla città di Northgard. Venivano chiamati Seax e le loro intenzioni, inzialmente, erano tollerate dalla grande Tribù Barbarica. Il potere crebbe e lo scontro fu inevitabile.
    La guerra tra Viking e Seax imperversò nelle vie cittadine, e si concluse con la vittoria di questi ultimi.

    Al trono salì Ramish che governò la città per alcuni anni. La città però cadde in mano ad assassini e tagliagole, i quali si arruolarono in numero sempre crescente tra le fila dei barbari di Ramish. Quest ultimo fu allontanato dalla città e si rifugiò con il suo esercito nelle Lost Lands. Northgard rimase quindi incustodita, senza una guida e abbandonata a sè stessa.

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    XXIII – Il Definitivo affermarsi dei Lords

    Un'aria diversa si respirava per Sosaria, dalle Lost Lands fino a Britain il vento era cambiato.
    Il fronte verso il nemico comune, i Lycan, sembrava recare poco interesse alla gente di Sosaria. Molti pensavano più agli interessi interni che alla guerre che si combattevano contro i Licantropi di Cove. I mercanti più potenti erano interessati alle ricchezze delle città, piuttosto che al bene comune. E' cosi che molti personaggi di spicco, a partire da quelli di Northgard, Britain e Delucia cercarono di fomentare l'odio e il campanilismo.

    Dapprima fu il popolo di Northgard ad essere scosso da questo cambiamento, due etnie diverse iniziarono ad affrontarsi. Tra Seax e Viking la rivalità sfociò in una guerra per la presa di potere della città, guerra vinta dai Seax.
    Il Chaos conquistò la città di Thorne con il sangue e con le armi, andando a conquistare territori Order. In un giorno d'estate Sir Libernaxe marciò vincente verso i nuovi territori conquistati.
    Tutti questi movimenti non fecero altro che arricchire le poche persone al potere, i vari amministratori delle città. Enormi e ingenti ricchezze si accumularono, e molti popoli furono costretti a migrare in città diverse.
    Molti barbari abbandonarono Northgard, altri appartenenti al popolo Order che abitavano nelle terre di confine, migrarono verso Britain.

    Sosaria quindi fu per molto tempo al centro di molti cambiamenti e il baricentro delle guerre si spostò gradualmente verso le città, piuttosto che nelle lande desolate, popolate di assassini e tagliagole.
    Da Britain e Delucia partirono le prime proteste, le contestazioni verso questo sistema che stava sconvolgendo Sosaria. I regnanti e gli amministratori non gli diedero molto peso, ma le manifestazioni continuarono.
    L'avversità per questo sistema di potere cresceva giorno dopo giorno e questo pensiero si estese a quasi tutte le popolazioni. Qualche tempo dopo gli amministratori si riunirono in un concilio, in un luogo segreto, in modo da non destare troppi sospetti. C'erano i rappresentati di Northgard, Britain, Delucia, Radek, Moonglow… Tutti riuniti e uniti per discutere della situazione.

    Dopo giorni di estenuanti trattative si giunse ad un accordo: non ci sarebbero state più guerre interne, per far fronte al dilagare di assassini e tagliagole al di fuori delle città. Il raggiungimento di tale accordo non fu facile, poichè le resistenze e le pressioni interne erano molte, ma prevalsero il buonsenso e il bene comune.
    Verso Destard furono eretti grandi posti di guardia, per poter sorvegliare il nemico e finalmente i vari eserciti iniziarono nuovamente a collaborare. Il ricordo però non svanì del tutto, nei meandri più nascosti l'odio tra i potenti continuava a persistere, e prima o poi, qualche crepa sarebbe riaffiorata. A partire dai potenti di Britain e Northgard, il fronte comune, dopo qualche tempo iniziò a scricchiolare e il concilio fu convocato nuovamente.
    La riunione si presentò ancora più aspra, poichè le posizioni tra i vari partecipanti erano molto lontane. La questione si risolse però con alcuni accordi commerciali, per i quali furono messi sul "piatto" molte monete d'oro.
    Northgard, Britain, Delucia e Yew si impegnarono a collaborare ancora di più, per così finanziare l'esercito che combatteva al fronte.
    La tregua tra i vari rappresentanti, se pur fragile, si dimostrò discretamente efficace contro gli assassini relegati ai confini di Destard.

  11. #11
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    XXIV – L'abbandono ed il sangue, la caduta dei Lords

    In quell'anno della Quinta Era il Priorato di Eanna dei Nomi era guidato da Astro Latnus, uno studente presso le accademie di Empath, considerato da molti un pazzo, la cui follia di risentimento nei suoi sermoni, nella arroganza nel suo verbo e nella pazzia stessa, fu sedata dalle ombre oscure di Drow guidati da Lloth. Gighen, noto assassino di Wind, affondò la propria lama, macchiando l'altare con il sangue e decretando l'inizio della fine del culto di Eanna. Lloth ed Eanna stessa si manifestarono in quell'occasione, già coinvolte in una guerra divina le cui conseguenze presto si sarebbero riversate su Sosaria. Grande fu lo sgomento in cui la gente che vide a Marrehium compiersi tali eventi portò nel cuore negli anni a venire.

    Con quella che si ritiene essere stata una guerra iniziata nel mondo divino, gli equilibri terreni furono modificati: per prime le città subirono le conseguenze di questi scontri di forze. Marrehium si inabissò, altre città furono invase da potenti mostri, il controllo dei Lords sui propri possedimenti terreni venne meno, e pian piano il loro potere venne respinto dall'ambizione e l'ingordigia di opulenti personaggi, che per il bisogno di brama non si fermavano davanti a nulla.
    Northgard divenne luogo d'interesse con la rivelazione che nel tempio del Grande Padre era conservata un'antica reliquia, poi definita: "la Mano del Grande Padre". Affidata a Roth al Goth come suo ultimo custode, essa reggeva una clessidra che si rivelò essere una delle reliquie scagliate dagli dei tra i mortali durante il loro conflitto. Queste reliquie, a detta dei vaneggiamenti di un vecchio saggio di nome Emrys, erano l'unico modo per richiamare l'attenzione degli dei e risvegliarne il potere.

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    XXV – Del Calderone e di altri gravi avvenimenti

    Una strega muoveva affinchè venissero trovati gli antichi Sigilli degli dei perduti, a sua detta l'unico altro modo di compiere un rituale per richiamare gli dei ed impedire il collasso di Sosaria, mentre Emrys premeva per il recupero delle reliquie. In tutto questo serviva un mediatore e Nicolas, figlioccio del Re di Camelot, premeva per il compimento di un rituale che risvegliasse Ilven de Rash, suo lontano precettore. Allo stesso modo Lord Sitock di Radek reclamava gli stessi poteri per riportare in vita la propria amata, Ninyel, uccisa da Raghnar il Lupo dopo i tragici eventi che riguardarono il Drago Oscuro. Nessuno di loro fu accontentato, ed ancora, Ulrian, uno dei signori oscuri, tramava per impossessarsi degli artefatti, manovrando lo Sciamano Goblin, Maludak, del quale si era guadagnato fiducia e lealtà nelle guerre passate.
    Nel freddo inverno che seguì la Contea di Seagard fu spezzata anch'essa e pochi ne hanno avuto notizia, se non Cavan, l'elfo consigliere della Contessa. In quella notte morirono la stessa Contessa e l'ambizioso signore Ulrian Sky'lRee. La progenie di sangue degli Arenthor si concluse quella notte, lasciando in vita soltanto alcuni anziani, di cui si sarebbe avuto notizia solo molte ere dopo.

    Seagard, così spezzata nella sua laica fede verso l'ideale di città fondata sul lavoro, l'arte ed il commercio, collassò su se stessa, senza più nessuno a sostenerla, e fu richiamata nei più profondi oceani, come già era avvenuto per Marrehium.
    Ancora i mortali, sempre più pressati da questi eventi, si attivarono per perseguire le "false profezie" delle due personalità rimaste, e quando tutti gli oggetti furono infine riuniti, la terra fu scossa e le macerie rinchiusero nella valle perduta le reliquie stesse, così si sigillarono le ambizioni ed i sogni e fu decretato l'abbandono definitivo degli Dei.

    Sosaria fu spezzata da questo conflitto e molte cose non facilmente scrutabili da mente umana avvennero su altri misteriosi piani. Ma il Popolo resse l'impatto e sopravvisse, con piccoli e grandi conflitti, con politiche più o meno vincenti, continuò a muoversi con speranza che un giorno le cose sarebbero tornate al giusto posto.

  13. #13
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    XXVI – Il Decadimento del casato Alean'ar

    Con la sparizione degli dei, che fecero la loro manifestazione a Marrehium, il popolo degli elfi oscuri diede spazio alle proprie ambizioni di conquista e di disturbo. Presto divennero temutissimi, ma a ciò era legato un forte pregiudizio. Un elfo oscuro non era, per la gente della superficie, come altre congreghe, un appartenente ad una razza che lottava per degli ideali, per delle motivazioni, ma solo una scellerata creatura violenta.
    Nell'ignoranza dei popoli il pregiudizio si fece sempre più forte ed il casato fu quindi costretto, per paura di dimenticare qualcuno, di dichiarare guerra a tutti.

    Col tempo l'Ilharess Ailyn, che aveva dato alla luce un'erede, si allontanò dalla vita politica lasciando maggiore autonomia ai generali, guidati prima da Quasimodo e Tyron ed infine soltanto Tyron.
    Le ostilità perdurarono negli anni, consolidandosi sempre più in pregiudizi che fecero decadere anche la nobiltà d'animo degli stessi Drow, ormai costretti alla dedizione solo militare. Le menti, un tempo così acute, ora sembravano quelle di sciocchi barbari bramosi solo di guerra efferata. Tyron, ormai vecchio, ma ancora molto abile con le molte armi decise allora di guidarli in un'ultima battaglia contro tutti, e non bastarono il sangue, le grida ed il dolore a fermarli, lottarono sino alla fine, uscendone comunque vittoriosi e poi, si dispersero. Così si conclusero le grandi glorie del sottosuolo ed il casato Alean'ar non fu più.

  14. #14
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    XXVII - Le Olimpiadi della Decima Era

    Sebbene la decadenza degli antichi regni fosse ormai causa di scontento fra la popolazione, alcuni esponenti di nobili famiglie o di nuovi arricchiti, al giungere della metà della nona era, si congiunse, mettendo da parte pregiudizi di razza o di fazione, per celebrare le Sacre Olimpiadi, un tempo legate alla tradizione degli dei. Ora, che gli dei da tempo non davano più responsi o segni di interesse, sembravano essere un'altra tradizione in decadimento. Ma furono l'iniziativa di questi Signori, la partecipazione delle maggiori popolazioni di Sosaria a renderle ancora una volta un grande evento di magnifico successo.

    Tante furono le gare disputate e nonostante ogni aspettativa, non furono sguainate le armi, la Pace regnò per quel periodo in tutta Sosaria, dove tutti erano armonicamente legati dal grande evento agonistico.
    Wheyn del Vento, signore di Occlo, Asthor Sideblade, signore di Trinsic e Rashid Voarek, signore di Nujel'm, nella benedizione congiunta dei due capifazione di sempre, Lord British e Lord Blackthorne, si fecero finanziatori ed organizzatori dell'evento, e grande fama essi guadagnarono, assistiti da abili arbitri.
    Ci furono sì delle dispute, poichè come in ogni situazione competitiva l'ambizione alla vittoria trascina forte gli animi, ma queste non ebbero certo l'impatto di altri turpi eventi che spezzarono la situazione con tanto impegno creata dai Signori di Sosaria ed i vari Capi di Gilde e Razze.

    Il giorno delle premiazioni, quando tutti erano in festa e distratti dal giubilo, al culmine delle cerimonie, Asthor Sideblade fu assassinato, trafitto da un sicario, un messaggero che già portava con sè fama di discordia.
    Non ci volle molto perchè i sospetti cadessero sulla fazione Chaos. Sospettosi erano gli sguardi dei cavalieri Order durante il funerale di Sideblade, fintanto che un cavaliere fra tanti sguainò la sua spada, ma non una qualsiasi, era la "Tigre di Trinsic", la spada stessa che Asthor aveva serbato come reliquia a difesa della propria città. Costui iniziò a diffondere quello che tutti i cavalieri Order pensavano nel lutto e nel dolore e gridò la vergogna ai cavalieri della fazione opposta, quali ipocriti li schernì e li sfidò, trafiggendone l'Orgoglio e spezzando ogni vincolo di Tolleranza.
    Sir Libernaxe, noto difensore della Virtù della Tolleranza, si parò allora fra i due schieramenti, ma la rabbia e il profondo dolore, almeno così appariva, lo trafissero finchè non cadde morto, ucciso dall'arma di un uomo il cui funerale si stava in quel momento celebrando. Il suo sangue si mischiò alla polvere del Mausoleo Sideblade ed i suoi corsero ai ripari, portando con sè la salma.

    Da quel momento la strada per le due fazioni sembrava ancora una volta segnata, ed ancora le armi si unirono in rumoroso fragore, per molte lunghe campali, in cerca di vendetta per i propri morti, ancora affranti ed inconsapevoli del raggiro che li aveva piegati a tali gesta.

  15. #15
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    XXVIII - L'Alba ed il Tramonto

    Nel mentre sorse una nuova forza per contrastare le sempre crescenti incursioni da parte delle genti allo sbando, guidate come enormi branchi sanguinari dai Barbarici Seax, sotto la pesante arma di Ramish Heresir, ultimo legittimo re dei Barbari.

    Era Xaren di Cove, un brigante mercenario, un magicante, a guidare questa nuova entità. Assieme a lui moltissimi altri si schierarono per arginare l'impatto delle lame in quel territorio, sguarnito dalle fazioni impegnati nell'affermare il primato nel credo di Zoe. Si fecero chiamare Nemesis Vacuum.
    Il complotto si dipianò su molti altri livelli, coinvolgendo in un conflitto sanguinario Dwarf ed Elves, popoli che dopo lunghe dispute sembravano aver trovato un'affinità attraverso i nuovi sovrani. Ma fu tutto inutile, intrighi e complotti portarono le armi a sostituire ben presto scherzose malelingue, versando ancora una volta grande sangue innocente ed adducendo infiniti lutti alle genti di Sosaria.

    E mentre il Rik Obelin, decimo Rik Dawi dei Dwarf, contemplava sorseggiando le ultime birre prodotte in quella stagione dai suoi orgogliosi e barbuti nani, la Reggente di Yew, Thyabel Silversight, si aggirava in lunghi pellegrinaggi ad osservare la distruzione del mondo, alla ricerca anche lei di risposte.
    L'intrigo coinvolse anche la loggia dei Ladri, i Rats di Britain, che furono accusati del furto del frutto di un rituale atto a richiamare l'attenzione della dea Elfica Eterea: Sosaria si spezzava in molti frammenti, gli uni slegati dagli altri, uniti da un pugno di livido acciaio che li impugnava forte, costringendoli ad un conflitto totale.

    Ma sebbene l'inverno portasse con sè evidenti segni di morte, molto lentamente il gelido silenzio dei ghiacci venne sostituito prima dal candore delle ultime nevi e poi dalle prime gemme della primavera; con esse venne conclusa l'invocazione della Dea Eterea che con enigmatiche parole fece presagire il ritorno di altre divinità, e così parve avvenire: il Dio Terra scosse l'antico vulcano di Minoc, e Xutho, una manifestazione minore, guidò l'ordine Ordo Akritorum Xuthi in quella primavera che preannunciava la Decima Era di Sosaria.

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