Mi trovo fuori Knesya in attesa che il vento porti notizie nefaste, ad un certo punto la guardia imperiale di Knesya urla di un orco che sta forzando le difese della città imperiale, rimango sbalordito, io non ho fatto nulla, sento subito dopo l’alabardiere che urla nuovamente, l’orco è ferito e sta per essere ucciso, non posso sopportare un tale trattamento ad un mio simile, entro, noncurante dei pericoli, la scena che si presenta ai miei occhi è orribile, un orco ferito, circondato da 6 alabardieri con le loro armi puntate in direzione del mio simile.
Chiedo nella lingua degli uomini:” chi avere fatto a mio fratello orco?”
Un alabardiere nel vedermi urla e alza la sua alabarda nei miei confronti, sogghigno, avevo voglia di sangue umano, nei miei occhi la scintilla della furia guerriera si accende, impugno la mia ascia, pronto allo scontro, nessuno può uccidere un mio simile.
Prima che la follia prendesse possesso di me guardo l’orco ferito, lo riconosco appartiene alla tribù che sta ad ovest di Knesya, dopo il fiume. Sto per fendere il primo colpo quando l’orco mi vede e nella lingua degli orchi mi dice :” Tu correre, mio villaggio essere assalito da orchi, aiuta” Ascolto la sua preghiera, con l’ascia sempre impugnata mi volto verso l’uscita e mi dirigo verso quella tribù di orchi, nell’uscire vedo un elfa, il suo nome è Ennon, la ignoro, nell’uscire sento le grida dell’orco:” Tu no andare solo, loro essere forti” sulla mia faccia nasce un ghigno malefico, rispondo :” Io sterminare tutti” e mi lancio in una pazza corsa con uno sguardo colmo di furia e piacere.
Arrivo al cancello, quello che si apre ai miei occhi è qualcosa di famigliare, i corpi dilaniati noto delle impronte familiari, il mio sangue nero ribolle, che sia lui? Mentre mi pongo questi quesiti, supero la piazza, dalle torre vedo altri corpi accelero, arrivo al grande cancello che da sui monti Pashnak e li vedo un orco che non vedevo da tempo, i capelli neri lucenti, un elmo che bramavo da quando ero bambino, e quelle spalle l’ultimo ricordo della mia giovinezza, il mio cuore accelera, la mia furia omicida è al massimo, l’orco si gira, riconosco il suo viso.
Urnak dissi, mio padre, era li con la sua ascia ancora gocciolante, e circondato da 5 dei guerrieri più abili del nostro clan.
Traditore, queste furono le parole di mio padre, lo squadro, rido :”io no essere traditore, tu cosa avere fatto a tribù? “ lui rispose con una voce rotta dalla cattiveria:” tu avere guidato orchi neri a distruggere clan di Denti Aguzzi, io venire per cercare te, io distruggere:” Orchi neri? Ma che cosa diceva mio padre, non capivo, ma l’ebbrezza della battaglia era divampata in me, il mio serpente si era svegliato, chiedeva sangue, ma non sangue qualsiasi, lui pretendeva quello di Urnak.
Io no sapere di orchi neri, io essere qui solo per uccidere invasore di tribù, io no essere stupido orco sconfitto tempo addietro, io essere ormai Barbaro furioso, io essere forte, io avere imparato tecniche diverse, io essere troppo forte per Urnak”. Rideva Urnak, rideva lui rideva di me, “ tu essere stesso orco che avere distrutto in tua sfida, tu no fare paura, io uccidere te figlio” Le guardie attorno a lui urlavano, si stringevano dinanzi al loro capo. Sapevo cosa fare e cosa dire, non ero più l’orco impulsivo che combatteva senza usare la testa, avevo la situazione sotto controllo, controllai la mia furia e in tono cupo risposi :” Tu essere debole vecchio, tu no essere adatto per capo clan, la tua stoltezza ha permesso la distruzione del nostro Clan, tu no essere più loro capo, tu essere riordato solo come l’orco che ha permesso la distruzione del Clan dei Denti Aguzzi, che Temadus di maledica Urnak.” Cosa vuole da me orco che preferisce compagnia di elfi che di suoi simile” questa fu la sua risposta, mi voltai appena e vidi che la stessa elfa che si trovava a Knesya era li in un angolo, la ignorai, il suo sangue lo berrò dopo; “io no sapere che cosa lei volere da orchi, io sapere solo che tu avere permesso distruzione di Clan e io ora uccidere te e essere solo orco di Denti Aguzzi.” Lo scontro era inevitabile, Urnak gonfiò i muscoli, si preparava alla battaglia, le voci dei soldati si erano spente, forse il dubbio aveva fatto breccia nei loro cervelli, il mio piano stava funzionando.
Urnak stringendo la sua ascia urlò :” io uccidere tu Uruloki” e si lanciò verso di me.
La battaglia fu breve, la mia supremazia era ormai schiacciante, le posizioni erano invertite, i suoi colpi venivano parati facilmente, la mia furia e l’impeto di adrenalina erano superiori, i miei pugni colpivano senza sosta mio padre, e con il mio colpo trasversale, tagliai la sua armatura di cuoio e attraversò le carni, lo scontro era finito.
Le ultime sue parole furono:” Uruloki, io essere contento che tu essere forte, tu ora essere unico orco di Denti Aguzzi, cerca orchi neri e porta la nostra vendetta, tu ora essere capo di tribù, fai rinascere il nostro Clan”. Non provai rimorso, avevo fatto la cosa giusta, stavo per andarmene quando i soldati si inginocchiarono davanti a me. All’unisono dissero:” Uruloki, Barbaro furioso del clan dei Denti Aguzzi, tu essere nostro capo, noi ora tornare nei boschi dalle nostre famiglie, Urnak voleva che tu indossassi questo” mi diedero l’elmo del capo clan, lo presi e lo indossai :”Uruloki, tu vendicare nostro clan, quando avrai trovato orchi neri del sud noi tornare da te:” si alzarono e se ne andarono.
Stavo per andarmene dopo aver sepolto mio padre, quando l’elfa Ennon mi disse con la sua voce disgustosa :” Il soldato chiede di voi:” sembrava disgustata quanto me e scomparve con la sua magia.
Tornai verso la città Imperiale, trovai dei guaritori che stavano curando l’orco, lo stesso alabardiere nel vedermi mi disse:” Conoscete quest’orco messer?” Scossi la testa, io non lo conoscevo. L’Umano continuò:” lui dice di conoscervi possente Uruloki, le sue ultime parole prima che svenisse furono di cercare gli orchi neri del sud, sono una terribile minaccia per tutti:” guardai l’umano, e chiesi altre notizie e informazioni su questi orchi neri, lui non ne aveva, ma promise che mi avrebbe fatto sapere qualcosa appena avrebbero scoperto informazioni maggiori. Mi voltai verso l’uscita e dissi con voce ferma e possente:” Io Uruloki cercare orchi neri, io vendicare mio Clan, se voi sapere cose su orchi, voi urlare a vento dell’ est lui essere mio amico e io arriverò, intanto prendetevi cura dell’orco, lui cercava eroe, lui cercava Uruloki.”
Me ne andai verso l’uscita, il mio cuore cercava vendetta, ma una vocina mi sussurrava di andare a cercare altro.
Appena fuori dalla città urlai la mia rabbia al vento:” Io Uruloki cercare Orchi neri e uccidere tutti, io voglio bere vostro sangue, io voglio la mia Vendetta”.