Maestro Veela vi scrivo perchè ci sono importanti risvolti nella ricerca per la costruzione degli scudi, vi allego la lettera con tutte le specifiche.
*Il tempo correva veloce come le parole di quello gnomo, troppo complicate anche per me, troppo veloci, parevano correre più del tempo che sempre più era a nostro sfavore.
Mi spiace ammetterlo ma i demoni sono organizzati, le loro continue apparizioni sono solo il prologo di qualcosa di più grande e spaventoso anche il rito con cui l'accademia di magia ha forgiato ed incantato le armi per contrastarli è solo un lento ed inesorabile evolversi degli eventi, pensano di avere la vittoria in mano ma mi spiace essere pessimista, credo che gli scudi saranno il solo rifugio che rimarrà.
Nonostante i miei pensieri bui cerco di fare tutto ciò che le mie capacità mi permettono per contrastare quegli abomini, così spaventosi e così terribilmente affascinanti allo stesso tempo.
Mi sono recato nel laboratorio di alcuni gnomi, i più espeti conoscitori di gemme e grandi inventori.
Elkanter stesso mi ha incaricato di trovare un modo per canalizzare l'energia degli scudi utilizzando la materia elementale e le gemme presenti su Ero.
Ho avuto modo di svillupare due teorie a tal proposito. Raccogliendo gemme ho notato che in fase di estrazione granparte del loro potere va perso, quindi per mantenere il loro potere bisogna utilizzare una vena intatta e grezza, la vena sarà il catalizzatore dell'energia degli scudi, naturalmente dovrò convogliare l'energia che sarà fornita o da un'essenza o da un'elementale anziano.
La prima ipotesi mi sembrava quella più sensata, organizzare una spedizione di avventurieri e recarsi in ogni piano elementale, impossessarsi di essenze contenute negli elementali anziani e portarle sul nostro piano. Le essenze fungono da tramite tra il nostro piano e quello elementale di appartenenza, donando quindi energia continua allo scudo.
L'altra ipotesi è quella di intrappolare attraverso sigilli arcani un elementale anziano, cosìche la sua energia funga da catalizzatore fra il suo piano di appartenenza e la vena di gemme sul nostro piano, ma la cosa è complicata poichè per farsì che l'energia non si esaurisca bisogna intrappolare l'elementale nel suo piano di appartenenza, cosa alquanto improbabile dato che gli elementali traggono energia continua dal loro piano.
Entrambe le mie teorie però si sono rivelate insensate, lo gnomo ha avuto una teoria che malgardo capisca poco sembra la più efficace.
Dovrò misurare in Kiloarkion l'enegia necessaria per mantenere attivo il portale, in base all'energia richiesta dovrò procurargli essenze e gemme, a quel punto verrano costruiti degli artefatti, o un contenitore o una parabola.
Il primo fungerà da contenitore di essenze e da catalizzatore tra il nostro piano e quello elementale, molto sicuro come processo ma meno potente.
Il secondo invece consiste nel posizionare la parabola all'interno di un portale di collegamento tra il nostro piano e quello elemenatale cosìchè funga da catalizzatore diretto tra il nostro piano e quello esterno, come soluzione è quella che rilascia più potenza ma è alquanto instabile e poco controllabile.
Ora non mi resta che misurare in kiloarkion l'energia necessaria.
Un punto di partenza ce l'ho, so su quali gemme far riferimento.
Rubino: Per l'energia del fuoco.
Ametista: Per l'energia della terra.
Zaffiro: Per l'energia dell'aria.
Smeraldo: Per l'energia dell'acqua.
Non mi resta che quantificare l'energia necessaria, riportare gli avvenimenti al maestro Ekanter e Veela e ritornare dagli gnomi per la costruzione degli artefatti.*
In attesa di una vostra celere risposta o di un incontro.
Asmodeus Von Kastner
*la lettera viene recapitata presso l'accademia di magia*






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