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Il guerriero più forte
Danius Vladimir Mc Oran, sacerdote di Astus, Studioso del periodo della caduta degli scudi.
Pagina III, Capitolo VIII dell'opera "Grandi condottieri"
"Il prode Dalus Battleblade è un incredibile condottiero e stratega, che ha conquistato il suo titolo di più forte di ero nei campi di battaglia.
Nato in una famiglia di mercanti, ed educato sin da piccolissimo nell’arte della guerra, appena sedicenne si arruolò nell'esercito umano di darok e partendo dal basso divenne in poco ufficiale.
Soldato disciplinato e capace di affrontare situazioni critiche con sangue freddo, fu, più di una volta, elogiato e decorato. La sua grande abilità non passò inosservata nemmeno ai chierici di adun che gli proposero di entrare a far parte dell'esercito ecclesiastico degli Immortali all'età di ventidue anni.
Nonostante il grande onore che ne derivava, Dalus non dormì sugli allori ma si impegnò nuovamente a dimostrare di cosa era capace.
Durante la guerra delle "spine bianche" si distinse per il proprio coraggio e per la propria abilità con le armi, per la quale gli venne affibbiato il nome di "Furia di lame". Il condottiero diede prova delle sue capacità strategiche, nella "battaglia della polvere" contro l'esercito delle orde, capitano dall'oscuro Gigante del fuoco. In quella occasione, riuscì a bloccare con un piccolo esercito di 500 uomini, l'avanzata dei nemici che contavano almeno il quadruplo delle forze.
Dopo questa vittoria divenne uno dei comandanti degli immortali. Nello stesso periodo, Dalus, presi i voti ed entrò nella chiesa di Adun come recluta.
Ad appena trent’anni, partecipò alla guerra delle piane in aiuto degli alleati Ybeniti, assumendo in quell'evento il comando degli immortali.
Dopo quella guerra, pur mantenendo il suo ruolo di comandante, partì da samar per una ricerca solitaria e segreta, affidatogli dall'allora reggente.
Il suo viaggio durò quasi tre anni, durante il quale le numerose gesta che compì resero il suo nome, già famoso, praticamente leggendario. Oltre infatti a combattere e vincere il re dei Giganti del gelo Fugar, sulle montagne dei picchi aguzzi e a risolvere i diciassette enigmi della cripta del pirata Gaiden, sconfisse il possente drago rosso Garatirix.
Fu il combattimento dove Dalus diede fondo a tutta la sua astuzia e a tutta la sua abilità. Uno dei suoi compagni, presente durante quel confronto, tempo dopo raccontò ad uno storico le sue impressioni:
“Era uno spettacolo spaventoso e insieme incredibile, questa enorme lucertola rossa si muoveva e lo attaccava con movimenti talmente veloci che appena riuscivo a notare. Dalus sembrava spacciato eppure riusciva sempre a schivarli, e a ferire quella bestia con un colpo preciso. Un uomo armato solo della sua spada e senza armatura, che sconfiggeva un drago. Di notte sento ancora quei ruggiti e i colpi che rimbombavano nella grotta, credo che non potrò mai dimenticarli.”
Fu nella tana del drago che, finalmente, trovò l'oggetto che lo aveva fatto viaggiare tanto. Si trattava di un antica armatura, appartenuta al grande re Ukae II, un oggetto benedetto dal potere di adun che l'immortale riportò a Samar in tempo per donarlo al nuovo re. In questa occasione, durante i festeggiamenti in suo onore, venne investito del titolo di "Campione dell'occhio". Nonostante che, grazie alle sue gesta, fosse considerato uno dei più grandi guerrieri viventi, Dalus volle intraprendere una nuova missione, forse la più grande che un umano di ferro avesse mai intrapreso: La ricerca dell’arma sacra di Adun. Una missione quasi impossibile,che solamente l’abilità e la grande volontà d’animo di questo brillante guerriero potrà portare a termine”
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