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View Full Version : La nomina di Rili Greyforge a custode del Drago



Rili85
27-06-2007, 18:18
Era un giorno come tanti per Rili Greyforge. Camminava lento, dentro la pesante corazza metallica, sotto il sole torrido delle piane. Tornava da un lungo viaggio che lo aveva portato sino a Navel, per scortare un nuovo membro dell'Accademia in un posto sicuro.
I suoi passi erano pesanti, l'andatura lenta. Camminava da ore con il passo cadenzato di un militare, mentre la sua mente divagava tra i compiti dell'accademia, gli allenamenti fisici e gli ordini che gli restavano da sbrigare alla forgia di Killian.

Nel momento in cui vide quella figura distante di un uomo con la falce che colpiva il terreno, pensò che si trattasse dell'ennesimo incontro casuale. Un incontro di quelli che capitano spesso, lungo il cammino di un inquieto avventuriero.
Per questo motivo si avviò verso il viaggiatore, pronto a sfoderare il pugnale al primo segnale di pericolo.
In quel pomeriggio assolato Rili non si rendeva conto che si stava dirigendo esattamente dove il Destino lo aveva indirizzato, che presto avrebbe fatto un incontro che lo avrebbe segnato profondamente. Un incontro che avrebbe inciso qualcosa di nuovo nel suo cuore di ferro, come un fabbro fa con un lingotto grezzo.

Quando fu abbastanza vicino assistette ad una scena bizzarra. L'uomo, che Rili scoprì essere il compagno d'accademia Edric, combatteva contro uno sterminato branco di ratti. Ai piedi di un piccolo promontorio, poche decine di metri più avanti, una creatura dall'aspetto femminile, coperta da una dura corteccia d'albero e da una folta chioma di foglie, li comandava tramite impulsi empatici, spronandoli ad una feroce battaglia.
Greyforge si bloccò, interrogandosi sulla decisione che avrebbe dovuto prendere.
Ma prima ancora che egli potesse prendere una decisione saggia, una decina di grossi ratti lo avevano accerchiato.

Iniziò a correre contro Edric, calciando con veemenza contro i roditori ammaliati. Presto i suoi stivali si coprirono di sangue, e le ginocchia furono fiaccate dalle piaghe. Ci fu poco tempo per parlare con l'avventuriero. Il nano combattè per interminabili minuti contro il piccolo esercito di animali, prima di potersi fermare. Per riprendere fiato.
Per comprendere in cosa diavolo fosse incappato.

La vicenda iniziò ad evolversi sempre più concitatamente. Come i mulinelli di vento delle piane inghiottivano la polvere e gli insetti, Rili Greyforge era sopraffatti dagli eventi.
Terminata la battaglia assistette ad un'accesissima lite tra Edric e la Creatura delle foreste. L'oggetto della discussione era la proprietà di un artefatto, un oggetto misterioso di cui Rili non riuscì da subito la natura.
Nelle infinite pianure del sud il vento si alzava, sollevando la polvere e ricoprendo l'empio campo di battaglia, e le urla dei due personaggi incontrati si confondevano con i sibili e gli ululati delle folate. L'umano sosteneva di aver incontrato sui Picchi di Eldarin, alcuni giorni prima, un cavaliere morente, che gli aveva fatto giurare di portare il fardello al tempio di Darak, in Killian.
La Driade, furibonda, gridava ossessivamente di essere l'unica depositaria della reliquia, e minacciava di uccidere chiunque si fosse frapposto tra lei ed il misterioso oggetto.
Nella foga della lite la creatura evocò un alleato naturale, un grosso tasso infuso di potere druidico, e ordinò di uccidere i presenti.
Nella frenesia del momento Rili non si fece cogliere impreparato. Si pose spalla a spalla con il nuovo alleato, slegò di getto l'ascia di guerra, prese posizione e rispose all'attacco.


[Fine prima parte]

Rili85
27-06-2007, 23:38
La battaglia si faceva sempre più feroce. Per ogni mossa della driade i due avventurieri riuscivano ad elaborare una rapida risposta e tentavano un contrattacco. La creatura riusciva a sfuggire ai loro colpi, trasformandosi ora in un cumulo di fugaci foglie, ora in un rivolo d'acqua che si infiltrava tra le pietre, ora in una folata di vento che fuggiva lontano.
Con un abile diversivo ella riuscì a distrarre i due, giusto il per il tempo necessario per evocare una crescita miracolosa di rampicanti che immobilizzarono completamente Rili ed Edric.

I due si sentivano in trappola e di certo Rili, in quegli angoscianti momenti, temette di essere giunto ad un punto critico e sentì la sua fine vicina.
Inspiegabilmente, all'improvviso, la furia distruttrice della driade placò. Come cessa una tempesta di grandine, senza preavviso, così come si era scatenata.

I tre erano stremati. La stessa Driade aveva esaurito le energie e ansimando chiese a Edric di consegnare ciò che doveva. Fece riferimento ad un fantomatico "uovo d'argento", ma sul momento il burbero minatore non prestò molta attenzione a questo dettaglio.
Questa volta la creatura delle piane fu più chiara, e raccontò ai due qualcosa che definire straordinario non può rendere l'idea.

Ciò che Edric aveva trasportato fino a quel momento altro non era che l'uovo di un antichissimo drago d'argento, dato in custodia molti secoli prima alla driade.
Quando le terre erano ancora sconvolte dal Disastro, un drago femmina aveva fatto giurare alla Driade di proteggere con la vita l'uovo. Dieci secoli sarebbero dovuti trascorrere, affinché l'uovo si schiudesse e la creatura semidivina prendesse vera vita.
Ma l'uovo era strappato alla driade da Forze Maggiori, negli anni precedenti, ed ora che lei era di nuovo così vicina a quel seme di radioso potere avrebbe fatto di tutto per preservarlo.

Il racconto fu lungo e dettagliato, e ciò contribuì a distendere gli animi dei presenti, liberando i loro cuori e le loro menti dalle paure, dal nervosismo e dalle reazioni istintive maturate durante lo scontro.
Quando a tutti fu chiara la storia, Rili comprese.
Comprese che l'incontro con la driade non si trattava di un'infausta casualità. Quello era un segno, il segno che la missione che il misterioso cavaliere morente gli aveva assegnato doveva compiersi. Il segno che tutti i tasselli di una grande tela sarebbo dovuti tornare al loro posto.

E mano a mano che l'umano raccontava alla creatura di come egli fosse estraneo alla morte del paladino e di quante fatiche avesse dovuto affrontare per tenere fede alla parola data, tutto si faceva più chiaro.
Forse se egli non fosse mai passato, quel giorno, l'umano non sarebbe sopravvissuto. Tuttavia se la Driade non li avesse aggrediti non avrebbero compreso fino in fondo il valore di quell'oggetto, e le strade di Rili ed Edric si sarebbero separate. Sicuramente se poche settimane prima Edric non avesse lasciato Eldarin per attraversare i Picchi, nessuno avrebbe trovato il paladino morente. E l'uovo sarebbe andato perduto.
Forse ognuno dei tre presenti, apparentemente estranei fra loro, aveva in realtà svolto un compito elevato, un compito che erano destinati a portare a termine.
Quando Rili sussultò, e riportò l'attenzione sulla vicenda in corso, si accorse che anche anche gli altri avevano compreso di essere tutti dalla stessa parte, dalla parte della cosa giusta da fare.

La driade non perse tempo, dopo aver a lungo fissato negli occhi Edric, ordinò alle piante rampicanti di liberare i due avventurieri, e li benedisse affinché terminassero la loro missione di arrivare al tempio di Darak con l'uovo.
I due si lanciarono una rapida occhiata. Fecero una promessa.
Si voltarono e ripresero a camminare verso Ovest. Senza fiatare. Mentre il forte vento delle piane sbatteva sui loro volti gravi l'incandescente tramonto.

[Fine della seconda parte]

Rili85
03-07-2007, 23:02
Al loro arrivo la notte aveva già avvolto Killian nel suo freddo e silenzioso manto. Entrarono quasi in punta di piedi nel maestoso Pantheon, scrutando i giochi d'ombra che le statue e le antiche colonne creavano alla luce fioca delle lanterne.

L'anziano sacerdote di Darak era immerso nella lettura, quando udì qualcuno bussare sommessamente alla porta. Era un giovane accolito, visibilmente emozionato, entrò con qualche tentennamento nell'appartamento privato del priore e raccontò della coppia di avventurieri che avevano da poco fatto ingresso nel Tempio.

Pochi minuti dopo i due viaggiatori furono invitati ad entrare in una piccola stanza, il cui accesso era generalmente precuso ai laici. L'anziano sacerdote li attendeva.
Quando entrarono erano stremati, avevano camminato per diversi giorni, quasi ininterrotamente, i loro vestiti erano lacerati e le loro barbe sporche e arruffate.
Tuttavia, con una luce negli occhi, riferirono in ogni dettaglio ciò di cui erano stati protagonisti al vecchio prete.

Egli ascoltò, per tutto il tempo, in meditativo silenzio. Scrutando con limpidi occhi chiari i visi dei due visitatori. Quando essi ebbero terminato il discorso si fece consegnare l'uovo, e chiese ad entrambi una promessa.
Ciò a cui avevano assistito era un evento particolarmente speciale per la Chiesa. Le gesta che avevano compiuto erano dipersè garanzia dell'integrità morale di Rili e di Edric, fu per questo motivo che venne offerto loro di proseguire in questa missione.

Essi erano stati protagonisti nell'operazione di ritrovamento e salvataggio dell'uovo, per questo motivo ora erano chiamati a prendersi le proprie responsabilità, facendosi carico anche dell'onere di proteggere l'uovo dalle misteriose minacce esterne che più volte lo avevano insidiato.

Rili non esitò un attimo. Se quell'uovo era sotto la protezione della Chiesa, se proteggerlo significava servire la chiesa e la città di Killian, allora non solo era tenuto, bensì onorato di accettare tale incarico.

Furono entrambi nominati Custodi del Drago la notte stessa. E da quel giorno, Rili ne era sicuro, la sua vita non sarebbe più stata divisa tra la forgia e le esplorazioni casuali.


[Fine della Terza ed Ultima Parte]