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Cosa pensate della tecnica del monologo interiore?

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  • Cosa pensate della tecnica del monologo interiore?

    Stephen Dedalus si trova sia nel portrait che nell'Ulysses, Joyce prosegue la crescita di questo suo personaggio attraverso i due romanzi. Lo scrittore usa gli interpreti come contenitori di monologhi interiori, all'intero dei quali deve entrare il lettore, cosa ne pensate dunque del linguaggio strumentale fatto di suoni e ritmi, considerando che il linguaggio stesso si evolve con la crescita di Stephen Dedalus? Qual'è secondo voi il rapporto tra il giovane Dedalus già disilluso che colloquia con Leopold Bloom e quello che precipita con il "Finnegan's wake"?

  • #2
    Mi piace molto la tecnica del monologo interiore, credo che sia molto utile per rendere appieno i pensieri e lo stato d'animo dei personaggi.
    Non mi piace quasi per nulla, invece, lo stile di Joyce (in particolare dell'Ulisse), in quanto lo trovo estremamente macchinoso e difficile da leggere.
    Spesso si perde il filo del discorso, ci si smarrisce in mezzo a tutti quei suoni e versi e non si riesce più a capire se le lettere si riferiscono a pensieri o parole dette da qualcuno (e nel caso di quest'ultime, difficilmente si capisce chi le sta dicendo).
    Insomma, senza dubbio si tratta di un'opera esemplare, ma esempio di uno stile che a me non piace proprio!
    In fase di ristrutturazione.
    Mi piace sto verde...

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    • #3
      Ma più che altro quello stile che non ti piace è proprio dell'ultimo Joyce dove secondo me (ed è un parere del tutto personale) egli cerca di uccidere il romanzo, portarlo ad un punto dove non si possa più andare avanti, una sorta di punto di non ritorno, dove la massima espressione consiste nei suoni, come se volesse prendere in giro il lettore, cosa che invece non avviene in opere di più ampio respiro come ad esempio Gente di Dublino.

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      • #4
        Originally posted by Ichi da Killah
        cosa che invece non avviene in opere di più ampio respiro come ad esempio Gente di Dublino.
        Sì, Gente di Dublino mi piace molto di più!
        Non l'ho letto tutto, ho letto solo alcuni racconti, ma devo amettere che non hanno assolutamente avuto lo stesso effetto dell'Ulisse.
        Ma non è una novità per nessuno che le due opere sia decisamente diverse (e meno male!).
        In fase di ristrutturazione.
        Mi piace sto verde...

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        • #5
          Lol se la metti così quando e se leggerai Finnegan's wake insulterai tutti gli antenati di Joyce

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          • #6
            Originally posted by S4RUM4N
            Mi piace molto la tecnica del monologo interiore, credo che sia molto utile per rendere appieno i pensieri e lo stato d'animo dei personaggi.
            Non mi piace quasi per nulla, invece, lo stile di Joyce (in particolare dell'Ulisse), in quanto lo trovo estremamente macchinoso e difficile da leggere.
            Spesso si perde il filo del discorso, ci si smarrisce in mezzo a tutti quei suoni e versi e non si riesce più a capire se le lettere si riferiscono a pensieri o parole dette da qualcuno (e nel caso di quest'ultime, difficilmente si capisce chi le sta dicendo).
            Insomma, senza dubbio si tratta di un'opera esemplare, ma esempio di uno stile che a me non piace proprio!
            Ma è esattamente questo il favoloso flusso di coscienza.
            Prova a fare mente locale dei tuoi pensieri durante l'arco di 24 ore.
            Anche io la pensavo come te ed ho fatto l'esperimento. I tuoi pensieri sono esattamente come quelli bloom. Vieni distratto, pensi a cose serie e poi tramite strane concatenzioni mentali ti ritrovi a pensare ad un videogioco.
            E' estremamente reale.
            Vere foto d'autore. Ovviamente io sono l'autore

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            • #7
              Originally posted by Barak Grelderick
              E' estremamente reale.
              Effettivamente quello che dici può essere vero, ma converrai con me che una cosa è pensarle, una cosa è leggerle.
              Anche se lo stile può rispecchiare la realtà del pensiero, credo sia innegabile che questo stile è estremamente difficile da comprendere e seguire, leggendo un libro.
              In fase di ristrutturazione.
              Mi piace sto verde...

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              • #8
                Originally posted by S4RUM4N
                Effettivamente quello che dici può essere vero, ma converrai con me che una cosa è pensarle, una cosa è leggerle.
                Anche se lo stile può rispecchiare la realtà del pensiero, credo sia innegabile che questo stile è estremamente difficile da comprendere e seguire, leggendo un libro.
                E allora?
                Da quando bisogna fare le cose facili?

                Joyce è un puro genio, ha portato il romanzo a livelli a cui solo lui poteva aspirare e nessuno potrà mai eguagliarlo in quella direzione, per questo nel Novecento ci sono state tante storielle "carine", ma poche opere originali dal punto di vista "tecnico".

                Secondo me Joyce non si discute, e in questo caso il fatto che ai più risulti incomprensibile è un atto di merito visto quello che i più leggono...
                ......::::::......
                --{-{{-{GLAMMETALISNOTDEAD}-{-{{@

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