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[Disfida D'ottobre] Il Drago che fu

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  • [Disfida D'ottobre] Il Drago che fu

    Circa un migliaio di anni fà, nelle terre settentrionali del regno di Lord British vi era una distesa catena montuosa chiamata Terra dei ghiacci perenni. Le cime dei suoi monti erano così alte che durante tutto il corso dell'anno erano sempre rivestite da neve e ghiaccio. Raramente, solo nel periodo estrivo, le nuvole che circondavano la cima dei monti si liberavano mostrando l'imponente massiccio nel pieno del suo splendore.
    Antiche profezie e ancor più antiche verità insinuavano che su quei monti vi vivessero alcuni draghi chiamati in seguito Demoni di Ghiaccio.
    L'aspro clima e i ripidi versanti delle montagne scoraggiavano chiunque osasse avvicinarsi nella vallata sottostante.
    Solo un uomo di nome Stewen Cromwell osò sfidare la vetta più imponente del massiccio, il monte chiamato Lacrima di vetro.

    Stewen, molti mesi prima della partenza fu perseguitato per molte notti da un sogno ricorrente, continuava a vedere visioni di Draghi alati che pronunciavano il suo nome in coro. Uno su tutti era il più attivo e sembrava prendere l'iniziativa e dialogare con Stewen, era un giovane drago d'argento, il più puro fra tutte le razze di draghi. Il suo nome era Ice, e confesso al giovane uomo che la sua stirpe era in pericolo e che aveva bisogno di aiuto. Stewem si informò subito dal capo anziano del suo villaggio e partì alla volta della lacrima di vetro.

    Sebbene il suo coraggio non richiedesse sostegno, con lui partirono anche alcuni suoi amici fedeli, un ragazzo di nome Brock e una giovane arciere di nome Smeralda. Dopo due settimane di viaggio raggiunsero la vallata sottostante la catena montuosa e tirando un sospiro di sollievo si gettarono alla volta dell'imponente scalata.

    Dopo due giorni e due notti il piccolo gruppo di amici aveva scalato poco più che qualche centinaio di metri, dormivano nelle cavità rocciose che trovavano lungo la scalata, riscaldandosi con un esiguo fuoco fatto con della legna secca che si erano trascinati dietro.

    Durante la terza notte, Stewen ebbe un altra visione, tutto attorno a lui era color rosso, versi terrificanti ovunque e una sola voce spiccava nel chiasso infernale, la voce rauca di un drago - Stewen...fai presto, persorri il tuo cammino per raggiungere il tuo destino, salvaci..........................salvaci -.
    Il giovane avventuriero si sveglio di sopprassalto, era visibilmente provato e spaventato, - Che succede?! Stewen che hai!? - disse Smeralda, - Mostri, nemici, draghi ?!? Dove dove?!? - gridò spaventato Brock. - Tranquilli - disse Sewen sospirando -.
    Non è successo nulla, ho solo avuto ancora quelle visioni, solo che.............. questa volta era diverso, il drago ha parlado del mio destino, cosa intendeva? -
    - Non so cosa dirti Stewen, forse non c'è più tempo, partiamo subito! - Aggiunse preoccupata Smeralda. E così, nel buio della notte, a qualche ora dal tramonto, la compagnia riprese il suo viaggio.
    Scalarono molto, senza mai fermarsi, il freddo aveva congelato le loro dita che oramai erano insensiili e rigide. Ma qualche ora dopo una forte tempesta si scatenò, e un grosso pericolo incombeva sulle loro teste. Una valanga stava per staccarsi dal versante, mancava poco al suo arrivo, Smeralda e Brock si nascosero in un insenatura non lontano da li, mentre Stewen rimase bloccato sospeso nel vuoto. Le sue corde si erano incastrate, le gelide mani insensibili non riuscivano a snodare le corde che lo tenevano prigioniero. La valanga iniziò a cadere, e Stewen oramai scoraggiato prese il suo lungo pugnale e tagliò di netto la fune.
    Cadde nel vuoto gridando a squarciagola mentre la neve lo stava raggiungendo dietro di lui.
    Smeralda e brock iniziarono a disperarsi, la loro rabbia era notevole, ma mai quanto il loro stupore. Guardarono fuori dalla grotta e videro un piccolo di Drago che li osservava, sulla sua schiena vi era Stewen, saldamente attaccato alla creatura.
    - saltate su - disse il drago ai due umani, che con la bocca spalancata non si fecero ripetere due volte l'ordine.

    Il drago portò la compagnia nella sua dimora, sulla cima del monte, in un incantevole paesaggio innevato vi era una particolare altura tutta piana, dove i draghi vivevano. Il clima non era dei migliori, sia per il freddo che per lo stato d'animo dei draghi li presenti. Con stupore i tre umani stentavano a credere di essere in messo a una famiglia di draghi senza essere già nei loro stomaci.

    - Fratelli, questi tre umani sono la nostra salvezza, tramite l sogno comunicai a Stewen, l'umano più alto, che avevamo bisogno di lui, e questi tre esserini hanno scalato la montagan più imponente della regione rispondendo all'aiuto di noi temutissime creature draconiche. Come ben sapete molti credono che siamo i primi discendenti dei demoni, e molti membri della nostra specie non fanno altro che appoggiae queste idee uccidendo gli uomini, ma molti di noi sono creature miti e pacifiche, creature che rischiano di soccombere per colpa di %()&%$&)% -

    - Mi scusi signor drago - disse timidamente brock - Non si è capito per colpa di chi state rischiando la vita -.
    - O scusate piccolo umano, voi non conoscete la lingua antica dei draghi, nel vostro linguaggio tale nome è impronunciabile, potete chiamarlo Helldtorm - rispose Ice.
    - Dunque noi in questa storia cosa possiamo fare? C'è modo per aiutarvi? sarei pronto a sacrificare la mia vita per una cusa nobile - Esclamo Stewen.
    L'unico modo per fermare Hellstorm è quello di unirci per annientarlo. Hellstorm è un demone antico, vive nascosto nelle profondità di questa montagna, il suo progetto è quello di annientarci per poter conquistare il mondo, noi siamo i Draghi Guardiani dei ciali. -
    - Bene dunque, sarà fatto - rispose Stewen.

    I tre umani furono condotti ai piedi di un altare eretto da imponenti colonne di ghiaccio, una cerimonia sacra fù formulata e la sacra alleanza fu sancita. Ice si fuse con Stewen, l'animadel drago entrò nel cuore di Stewen e divennero un tuttuno. Il corpo del drago privo di anima si pietrificò e da allora sarà venerato come la statua dell'Unico.

    Stewen, mosso da una forza mai provata prima fù condotto alle porte del regno di Hellstorm e vi si gettò dentro con forza. Correva così velocemente che gli altri due amici lo persero di vista quasi subito. Stewen raggiunse la sala del trono del demone, e sorpresa delle sorprese non si trovò davanti un demone normale, ma uno scheletro d'ossa.
    - Sciocco umano come osi profanare il mio regno, la pena per la tua stupidità è la tua morte, ahahahahaha -
    - Lurido essere immondo, il mio nome è Stewen Cromwell, in me è racciusa tutta la volonta di un intera specie di annientarti, la mia anima si è fusa con quella di Ice, il drago d'argento, io sono qui per fermarti e ti annienterò! -
    - Cosa!?! Un umano che rachiude lo spirito di un drago? Bhahahaha, ma che buffonata, ora sentirai sulla tua pelle la potenza di Hellstorm il supremo -.
    Detto questo il drago si scagliò addosso a stewen e con ferocia lo colpì violentemente.
    - Tutto qui? - Disse Stewen sorreggendo con un braccio la zampa del drago.
    Poche parole furono pronunciate da Hellstorm che disorientato riuscì solo a capire che la sua ora era giunta. Una forza inumana si scatenò contro il demone che su annientato nel fuoco dell'inferno stesso. Dopo il combattimento Stewen cadde a terra e spirò l'ultimo sorpiro, l'energia scatenata l'aveva consumato e le due anime si divisero di nuovo raggiungendo il regno dei morti. Smeralda e Brock riportarono il corpo di Stewen raccontando la sua storia come la leggenda di un eroe, e da allora sarà sempre ricordato come Stewen il Drago che fù.
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